Vinci una Momiji- Quarta Edizione alle ore 18:18

Anticipo di qualche oretta la quarta edizione di “Vinci una Momiji” edizione light senza Mug perché purtroppo non ho ancora ricevuto il materiale ordinato ( e devo ancora spedire alla mia amata Luci il premio della terza edizione, pardon).

Dalle sei del mattino scrivoscrivoscrivo disegnodisegnodisegno impazziscoimpazziscoimpazzisco e sono riuscita a fermarmi solo per cucinaresparecchiaresistemarelavastovigliemandareunsmsacristiana. E se riesco nell’epica impresa di  mangiare una mela per cena potrò ritenermi più che soddisfatta e fortunata.

I miei dodici minuti di relax, imposti dal Nippotorinese che è venuto a sorpresa dall’ufficio per tenermi d’occhio con fare apprensivo e paterno,  ho deciso di trascorrerli così. Qui. Con voi. Nella nostra cucina. Per ringraziarvi sempre del tempo e della compagnia. Siete preziosissimi.

Si parte quindi da questo momento sino ad arrivare alle ore 10:10 di Lunedì 27 Febbraio ( L’ultimo messaggio che verrà conteggiato sarà proprio per questa ora esatta).

Generalmente dura 24 ore ma più volte mi è stato chiesto di prolungare i tempi per avere maggiori possibilità di partecipazione.

Ordunque stavolta un intero week end lunghissimo. Spero possa bastare. Martedì 28 Febbraio alle 0re 10:10 verrà proclamato il vincitore.

Chi  partecipasse per la prima volta allo strepitoso e geniale delirio neuronale di questi “pseudo-givauei” non ha che da:

cliccare qui per sapere perchè lo faccio >>>

cliccare qui per vedere la prima edizione>>>

cliccare qui per vedere la seconda edizione >>>

cliccare qui per vedere la terza edizione >>>

cliccare da nessuna parte perché le opzioni sono finite.

Tutti possono partecipare: Amici, Conoscenti, Nemici e passanti. Non si deve fare nulla, cliccare su mi piace, non mi piace, giurare amore eterno e frizzi lazzi. Si gioca e basta. Amen.

Lasciate quanti più commenti volete all’interno di questo post; Tramite il sito random.org verrà sorteggiato il vincitore di questa Momiji edizione speciale Hello Kitty.

Grazie infinite. Di esserci.

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“New York cut steak, 12 peas, bottle of milk “

Non avevo mai ritardato così tanto per la proclamazione di un vincitore in qualsivoglia givaueiconcorsononlosonemmenoio ma non dipende da me. Il Giudice Nippotorinese fa il prezioso e rimanda continuamente le riunioni che io e Giudice Supremo Mamma continuiamo ad organizzare per il contest ” Disegnami e vinci una macchian fotografica” ( clicca qui per saperne di più) . Ha ricevuto un ultimatum però e questo sabato non potrà tirarsi indietro. Tra l’altro trattandosi di centinaia ( non per dire ma centinaia davvero) di immagini io dovrei giustappunto organizzarmi in qualche modo per mostrarvene anche solo una (prima) parte; ovvero quella entrata “in finale”, sintetizziamo così. Per fare questo naturalmente ho bisogno di una scrematura, che non posso  decidere io essendo totalmente estranea alla vicenda e super partes.

Insomma siamo nelle mani (pessime) del Nippotorinese. Mi vergogno ( per lui) quindi a rimandare ancora una volta il tutto a:  Giovedì prossimo 1 Marzo. Qualora dovesse procrastinare ulteriormente l’unico giudice sarà Mamma etantisalutiaquelpelatoantipatico. Amen.

Comunicazione di Servizio prima del delirio odierno e appunti in cucina estemporanei per la rubrica ” A cena con Oscar”: Nella sezione Fast Gikitchen è stata inserita la deliziosa ricettina del Cocktail di Gamberi e mela con nota senapata. Qualora la volessi provare e leggere ( occorrono 12 secondi) basta cliccare qui >>>

Tra l’altro *disse fischiettando*riguardo la rubrica Fast Gikitchen c’è una novità. Se riesco a respirare dodici minuti  forsecheforse riesco a parlarne oggi stesso ( a questo punto si deve fingere entusiasmo. Esattamente sì)

Le prospettive. Affascinante no?

Oltre a essere quell’insieme di proposizioni e procedimenti di carattere geometrico-matematico che consentono di costruire l’immagine di una figura dello spazio su un piano, è in principal modo nella vita di tutti i giorni un modo di percepire e concepire. Una prospettiva oggettiva di quello che si è e si diventa o semplicemente non è. La prospettiva come l’essere parmenideo, in soldoni.

Se Howard Hughes fa cose strambe e prive di senso per un soggetto che indicativamente chiameremo X, queste sono invece di routine e razionali per un secondo soggetto che chiameremo Y.

Non è difficile trovare nessi e annessi nelle follie come altrettanto lo è credere che in fondo nessuno può determinare se lo siano davvero o meno. Molto semplicisticamente se per il Nippotorinese mettere dodici piselli in fila su un piatto assume un valore ridicolo, per me al contrario è vitale.

Per chi vive di manie e non se ne vergogna, pur essendo una minoranza, non è poi così assurdo vedere e comprendere quanto sia difficile sopportare una ditata su un bicchiere o aprire la maniglia di un bagno pubblico senza l’ausilio di un fazzolettino.

Quando avevo paura di essere me stessa nascondevo le mie manie, fobie e paure. Le conosceva soltanto chi aveva la poca fortuna di vivere una quotidinità con me. Abilmente celate in pubblico hanno sortito effetti devastanti e sono riuscite a mettermi in imbarazzi pronti a fagocitarmi negli abissi. Avere paura del verde ad esempio, pur ironizzando e sottovalutando la bizzaria mi ha creato il gravoso problema di dover convivere con un divano verde nella mia stanza per anni. Mamma credeva che scherzassi quando la supplicavo di non comprare lenzuola a fantasie geometriche perchè mi turbavano visivamente soprattutto perchè possedevano sempre tantissimo verde.

Per molti anni c’è stata una guerra fredda tra di noi a causa di geometrie insulse delle federe dei cuscini e per quello stramaledettissimo divano verde.

Adesso giunta ai trent’anni, matura e libera di condividere anche con il fruttivendolo le mie paure, sono finalmente una donna.

Salva. Seppur per metà devo solo fronteggiare me stessa e le mie fobie in questa landa di paure. Che siano create o meno da me, ha poca importanza. Il punto principale è: non dover sopportare anche il supplizio di nasconderle ergo di nascondere me stessa.

Anche io più volte mi sono ritrovata impossibilitata ad aprire la maniglia del bagno pubblico. Sino a pochi anni fa neanche ci entravo. Poi una scommessa con me stessa ha fatto sì che il coraggio arrivasse e con tutto quel poco che avevo in corpo sono riuscita a lavarmi le mani. dentro. un. bagno. pubblico.

Paura sconfitta. Iaia vincitrice. Uno a zero per me.

Toccare la maniglia a mani nude è uno step che non mi sono ancora prefissa e forse non mi importa neanche.

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Patatine per Danny alla stanza 237

Nella Rubrica senza fotofrizzielazzi c’è la ricettina iper veloce del Pollo con i peperoni e lo yogurt. Per leggerla (occorrono 12 secondi) basta cliccare qui >>>

Lascio velocissimamente qualche appunto in cucina perché oggi è una giornata non da dimenticare ma proprio da cancellare fortissimamente. Solo che ho terminato tutte le gomme, dannazione. Poco tempo. Troppe Cose. Mal di testa e umore nero. Ma nero eh. Tanto nero che  mi è venuta voglia di cucinare qualcosa con le seppie (ricoveratemi adesso).

Nonostante l’umore nero continuo a ricevere notizie sconvolgenti riguardanti la mia App Gikitchen ( si parla di migliaiaimigliaiaimigliaiaididownload. Sono sconvolta). E’ prevista la versione due entro la prima settimana di Marzo se tutto va bene ed Apple approva. La sezione Inglese sarà online e ci saranno diverse novità, che spero fortemente possano essere utili e piacere. Chiaramente rimarrà gratis e i rumors sull’eventuale pagamento sono appunti: rumors (avevo sempre sognato di dire rumors lo confesso).

Giusto per essere fantasiosa e fuori dagli schemi potrei sproloquiare circa il fatto che il libro è migliore. Che il film mi ha deluso. Che mi aspettavo molto di più. Che il libro rispetto al film è sempre peggio. E roba trita e ritrita così.

Quando qualcuno comincia la suddetta pappardella trita e ritrita mi annoio a tal punto che estraggo il cuscino da borsetta e mi appisolo nella speranza che tutto possa finire nel minor tempo possibile.

Assodato che generalmente le pagine, per la propria fantasia e per infinite motivazioni che non staremo ad elencare o immaginare, sono sempre più entusiasmanti della visione, nel caso di Shining si potrebbe quasi dissentire. Non voglia mai il cielo che io oggi stia sostenendo che in un’ipotetica lotta King contro Kubrick vinca il primo, ma necessariamente un confronto non può essere fatto. Quando due menti geniali talmente diverse dal punto di vista immaginativo e visionario si uniscono e creano mondi, personaggi e situazioni, non si può che rimanere basiti e inermi. Oltre a questo pure un tantino rassegnati al fatto che in qualunque modo le immagini dell’uno e dell’altro rimarranno a farci compagnia per il resto della vita. Che sia l’immagine creata dalle parole o quella ripresa da una telecamera, la differenza è poca.

Shining è un libro che in termine di lasciti potrebbe farmi sproloquiare per anni se non più. Letto in fasi diverse della vita e con la maturità accresciuta (ma anche diminuita, eh) riesce a generare visioni sempre nuove. Certo potrebbe accadere con qualsiasi tipo di lettura, che ne so Topolino, ma entrano in ballo diversi fattori. Ammirazione nei confronti dell’autore e nello specifico caso trattasi di amico di infanzia, oppure passione per un genere o altro ancora (ma qui nello specifico caso trattasi di una ragione di vita).

Kubrick e King non possono dare alla storia la stessa visione perchè semplicisticamente hanno carattere. E importa poco se l’uno la vive e l’altro la rivive con getti di sangue diversi. Importa alla fine aver avuto l’opportunità di vedere, attraverso gli occhi di due menti geniali, immagini e depravazioni visive di arte pura.

Ho visto la trasposizione cinematografica decine di volte e ne conosco i passi a memoria. Per onorare il genio ho comprato qualsivoglia edizione sia mai uscita in commercio e allo stesso modo ho fatto con la mini serie diretta da King.

Certo il paragone è azzardato. E’ un po’ come asserire che Picasso faceva schifezze perchè non sapeva disegnare che due palline e un cerchio;  senza conoscere il suo vero tratto e sensibilità. Soprattutto nei ritratti tinteggiati di blu angosciante.

King mostra quello che riesce a fare attraverso un mezzo che non conosce e lo stesso fa Kubrick. Molto semplicemente la versione di King non è orrenda perchè non è il mestiere di King usare immagini. Lui usa le parole. Allo stesso modo Kubrick riesce a eccellere visivamente perchè questo è ciò che sa fare. Eccellere con le immagini e non con i racconti necessariamente intrisi di parole.

Ne conosco ogni parte e inquadratura. Si parla di un frullato inverecondo di ammirazione. Si tratta di King, mio autore preferito dai dodici anni in poi e di Kubrick, regista ammirato e osannato tanto quanto Jim Morrison, onorato nella mia cameretta con un altarino e le rose secche. C’è Jack Nicholson. L’unico per il quale provo un’infinita stima manco fosse un parente e che riesce a catturare la mia attenzione anche nella sua scandalosa e vergognosa interpretazione di Wolf. C’è misticismo, sangue e profondità. E’ un thriller che non è ma è maledettamente noir. C’è mistero e amore. Sentimenti e follia. Shining rappresenta in toto le mie visioni e le influenze. Come per certi versi Burton nella parte della mia mente disegnata, King e Kubrick irrompono con secchiate di sangue. Un po’ come fa Lynch.

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Fast Gikitchen.it ma anche .net ma anche .com

Da oggi è attivo Fastgikitchen (.it .net .com) . Ricette velocissime senza foto frizzi e lazzi. Ma qualche frizzo e lazzo mi sa che c’è.

Ecco giusto qualche esempio ( come se interessasse, ok?)

Cocktail di Gamberi e Mele Senapato

 In pratica acchiappi i gamberetti giusto? anche surgelati altrimenti se hai tempo  immergiti con la muta da sub e acchiappane un chiletto che il periodo è quello giusto. Li fai bollire. Li sali. Li butto in una ciotolina e poi tagli dellemele. sìsìsìsìs- Mele non mi sono rincretinita ( lo sono sempre stata). E mischi mele e gamberetti. Cucchiaiata di maionese e pure un pochino di senape!  Aggiusti di sale e via. Cocktail di gamberetti senapata dalla nota dolce melosa. Butti in  Tanti saluti.

Pollo, Peperoni e Yogurt

Allora prendi i petti di pollo no? bene. Li tagli a striscettttte giusto? Ok. Poi prendi dei peperoni va bene? e fai lo stesso. Striscettesì. Riscaldi l’olio e butti dentro tuttieddue. Fai saltare e aggiusti di sale. Sfumi con il vino bianco e approfitta del vapore per la pulizia dei punti neri che è sempre un bene. Quando sono pronti cosa fai? Butti lo yogggurtttt! sìsìsìsìsìs proprio lo yogurt in cottura ma poco eh. E girigrigirigirigiri. Cuoci per due minutini ancora e tadannnnnnnnnn Pollopeperoniyogurt servito! Il Pepe? e metticelo va.

Riso Fritto Cinese

Si vabbè buono quello alla cantonese d’accordo,  ma quello semplicissimo che si serve con tocchetti di carne? Il Riso fritto cinese con la salsa di soia. Difficile? Difficilisssimooooooooooooooooooooooooooo(nasolungolungodipinocchio). In pratica sbollenti il riso in acqua bollente occhei? Nel senso che lo lasci cuocere ma lo togli quando è al dente OCCHEI? NON SALARLO! Adopererai la salsa di soia che è già salata e  la pressione potrebbe salirti a 300. Ah però  non troppo al dente ,  santabacchettacinese! Insomma vedi tu perchè mi sono confusa. Scolalo e lascialo raffreddare. In una padellina fai scaldare dell’olio. Butta il riso e fallo saltare ( no. Senza corda e senza asta) . Aggiungi qualchecucchiaio di salsa di soia e giragiragira. Tadannnnnnnn! E’ pronto. Se hai tempo butta in tavola anche qualche pezzotto di carne di maiale. In agrodolce sarebbe meglio ma va bene uguale, suvvia.

Pollo allo yogurt e erbette aromatiche

Agguanti un pezzo di petto di pollo e lo fai bollire in acqua caldisssssima e salata giusto? Quando è belloseccoseccoduroduro come una suola di scarpe spegni il fuoco e togli l’acqua. Ti verrà la depressione ma sorridi e vai avanti OCCHEI? Acchiappa dal frigo un vasetto di yogurt bianco non zuccherato ( se lo hai alla ciliegia ti prego FERMATI ! Non chiederti se è possibile perchè no. Non è possibile santapizzetta! )Taglia a pezzettini il pollo e butta giù il vasetto di yogurt. Acchiappa erbette aromatiche a caso ( rosmarino,menta,qualsiasicosa) e tritale. Mischia tutto insieme. Un po’ di olio. Sale. E Pepe. E Pollo allo yogurt con erbette servito ! Ipocalorico gustoso e tantisaluti !

Pollo alla Waldorf

Acchiappi un petto di pollo occhei? ( qui si acchiappano continuamente petti di pollo, poveropollo).  Lo fai cuocere in acqua bollente salata e quando fuoriuscirà tutta la schiuma bianca sporcando il piano cottura urla ” maledetta Giiiiii ti odioooo!!!” (monelli ! ci dobbiamo volere bene. MONELLI !).  Fallo un po’ raffreddare e taglialo a pezzetti. Taglia anche una mela adesso a dadini. Anche un sedano! Acchiappa una ciotolina e mischia i dadini di mela, sedano e il petto di pollo a pezzetti. Butta dentro anche una bella manciata di gherigli di noci tagliuzzzzzati e vai di maionese al grido ” dietaaaaaaaaa non mi avrai maiiiiiiiiiiii”. Fai pure una pernacchia liberatoria e divora velocemente.

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Il Martedì Grasso di cibo e lusinghe

Su Flair di Marzo viene segnalata la mia App Gikitchen. Rinuncio definitivamente a cercare di trovare parole; mi limito soltanto a ringraziare, lusingata e commossa, Francesca Martinengo, per avermi inserito nell’articolo.

E il mio amico Emanuele Ferrari , sviluppatore dell’App, per l’infinita  pazienza che ha con me nella gestione di questo delirio.

E lascio giusto due appunti in cucina velocemente. Ahhhhhhhhhhh e a proposito di velocemente. Sto lavorando, manca logo frizzielazzi, ad un piccolissimo progetto che pare avere un suo seguito. La Rubrica ” Fast Gikitchen”, ovvero quella che su Facebook chiamo ” Ricettine velocissime senzafoto-frizzielazzi”. Ho deciso di raccoglierle tutte in un unico dominio. Al momento si trova qui Fast Gikitchen. Il dominio ufficiale sarà a breve attivo. E insomma è ancora tutto in costruzione ma qualcosina c’è. Che meraviglia è? Io in versione sintetica senza fotofrizzilazzidelirio. Un sogno si avvera* violini in sottofondo si udivano. 

In nessun modo ricordo dove io abbia trovato questa ricetta. Sul mio librozzo di Bodrum troneggia da un po’ questa ricetta “Fegato e pancetta”. Generalmente con il pennarello color malva (giusto per essere precisi) di fianco al titolo appunto sempre dove ho reperito la ricetta. Se nel cartaceo, web o estrapolato da racconti di amici-conoscenti-passanti-poveri-disgraziati-chemisopportano.

Ma nulla. Su Fegato e pancetta aleggia un mistero. In sostanza non è che ci sia chissà quale preparazione dietro. Si tratta solo di impanare il fegato nella farina leggermente aromatizzata con qualche spezia se piace e friggerlo con pezzotti di pancetta fresca in abbondante olio extra vergine di oliva. Servire con del rosmarino freschissimo dopo aver aggiustato di sale e pepe. E amen. C’era una nota a margine dove si consigliava di servilo con del succo di limone spremuto e così ho fatto.

Essendo Martedì Grasso, oltre che l’ultimo giorno di Carnevale e il Pancake Day ( sì sì ho già delirato nel post precedente) , direi che smistare l’ennesima robettaleggeraleggerafritta era quasi un obbligo morale. Abbiamo fatto fuori talmente tanti di quei maialini in questi giorni che nonostante trattenga con non poche difficoltà il mio animo animalista, che tengo opportunamente per me, un po’ di depressione cosmica sta prevalendo.

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