Caramelle, Cappellini e Colori al Luna Park


Cappellino rosso oggi. Da tempo non mi piazzavo l’obiettivo davanti e ne ho davvero poco voglia.

 Avevo un cappellino blu. Perchè era il mio colore preferito. Adesso non ce l’ho più. Tutti credono sia il nero, poi il bianco, infine il  rosso ma non è così. Mi piace la visione del bianco e nero con i dettagli rossi questo sì. Sogno spesso fotogrammi privi di colore ma se dovessi decretare quale sia in assoluto quello che preferisco proprio no.

Quando chiedo “Il tuo colore preferito?” mi stupisco sempre della certezza. Mi fermo quindi un attimo e mi impongo di sceglierne uno anche io. Quando non riesco e mi scoppia una terribile emicrania mi chiedo se sia ingordigia di volerli tutti o apatia nei loro confronti e voglia solo di bianco e nero. Senza misure, decisioni e impegno. So per certo che il grigio mi entusiasmava poco ma ha ottenuto una rivalsa. Ed è forse la vecchiaia e quell’inaspettata maturità. Il verde non mi fa più paura ma confesso che a volte sì. Tremo.

 Il colore preferito di Fio e Bibi è il viola. Ma Bibi anche il glicine e la pianta. Il colore preferito di Cey è l’azzurro. Il nippotorinese non credo si sia mai posto una domanda del genere. Piuttosto si arrovella ancora con la storia dell’uovo o della gallina, la solitudine dei numeri primi e la relatività. Per dire che non so quale sia il colore preferito di Chiara ma vuole le caramelle. E tanto basta. Visto che non riesco a visualizzare il link di Fio, devo ancora finire un fumetto per Bibi e mi dicono che questo pomeriggio arriverà un pacco da Cey mi dico: è arrivato il momento di fare delle caramelle viola.

Complice quella vaschetta di mirtilli freschi che mi è stata recapitata con un fiocchetto viola da mamma rielaboro un po’ la ricetta dei Maestri pasticceri. E mentre faccio danze del ventre con la testa pensando ai colori. Muovendomi a destra, sinistra in un turbine di ricordi appaio così.

Avevo un cappellino blu e c’era mio nonno. Quello alto alto alto magro magro magro. Con il viso spigoloso e severo. Con i capelli bianchi e un po’ gonfi come zucchero filato appena arrotolato in quel carrettino che emana un odore nauseabondo. Rosa. Odiavo il rosa.  Scosto il cappellino con la visiera e credo anche ci fosse un fiorellino laterale, guardo in alto e con l’indice dico “Lady Oscar”, dopo tanti incitamenti. “Quella con l’abito bianco? ” - “No. In divisa” . Cosa avrei dovuto farci con Oscar vestita di bianco? Non era lei. E’ stato come quando alla recita di Mary Poppins hanno detto “tutte le bimbe che vogliono interpretare Mary Poppins vestita di bianco con l’ombrellino a destra. Tutte quelle che vogliono fare Mary Poppins in versione bambinaia a sinistra”. E a sinistra c’ero solo io. Sorrido a Loredana che mi fa cenno di oltrepassare la barricata ma no. Faccio no con la testa.

Mary Poppins quella vera ha un vestito grigio, una borsa grande e una piantana da due metri dentro. Sì va anche a saltellare con i pinguini e lo spazzacamino ma è un diversivo. E’ un pomeriggio. C’era della concretezza in me nel passato. Nonno prende Lady Oscar e me la porge. Con la sua divisa blu, i capelli biondi e quell’odore di plastica strano indecifrabile tipico degli scatoloni impolverati. “Zucchero filato o lecca lecca?”. Sicura “Lecca Lecca”. Mamma non aveva mai voluto comprarmi quei lecca lecca giganti a forma di cuore. Ne approfitto mi dico con il mio cappellino blu;  lo scarto con avidità mentre Lady Oscar è troppo ingombrante da tenere sotto l’ascella, metterla per terra non si discute perchè si sporcherebbe e. E nonno mi toglie dalla difficoltà e scarta quel  ecca lecca. Mio è finalmente mio. Lady Oscar con la divisa e un lecca lecca gigante. Uno dei giorni più belli della mia esistenza mi dico nel momento stesso in cui percepisco quell’odore bizzarro che riconoscerei in un campionario di boccettine.

Ne assaggio giusto un pochetto per decretare: schifezza. Assoluta inenarrabile schifezza nauseabonda. Mi preoccupa più il fatto di deludere nonno. Ho paura di non essere rispettosa dopo aver ricevuto Oscar con la sua uniforme e un sogno caramelloso che aveva turbato le mie notti. Durante il tragitto, in macchina, con i miei cugini, per strada, in casa di nonna. Dura una vita santo cielo. Una vita. Non finisce mai quel cuore gigante nauseabondo. MAI. E’ da allora che il mio rapporto con i lecca lecca è stato definitivamente compromesso. Nonostante li trovi esteticamente  favolosi, detesto anche solo l’idea di doverli propinare a qualcuno. Una fugace passione passeggera per il chupa chups all’anguria ma nulla di più.

In quel parco giochi però io adesso, dovessi sopportare quell’agonia, un lecca lecca gigante lo mangerei volentieri con Chiara. Farei un giro sul bruco con Fio. Sparerei a delle bottigliette con Bibi per portare il premio a Mattia e farei un giro nella casa degli orrori con Cey. Giusto per vederla spaventatissima e ridere un po’. Da quando ho scoperto però che delle caramelle genuine si possono far in casa non mi resta che costruire un parco giochi. Al posto del bruco si può sempre fare un giro sopra la schiena del pelato. Si può sparare alle sue anche e vincere ricchi premi e cotillons. E per il giro dell’orrore? basta aprire un suo armadio.

Sono un’idea carina e salutare e una valida alternativa alla robaccia. In questo periodo ce ne è davvero a iosa. Ai bimbi si può risparmiare qualche colorante e propinare un po’ di sana frutta fresca in più. Con questi ingredienti si possono realizzare Lecca Lecca ai mirtilli (ma anche ai lamponi. Li ho provati e li consiglio anche. La ricetta originale prevedeva proprio il loro utilizzo) ma anche Caramelle. Usando la gelatina (io ho fatto questa versione) somiglieranno d’aspetto moltissimo alle gelèe. Ingredienti per 12 lecca lecca circa: 250 grammi di mirtilli, 250 grammi di zucchero semolato, 2 cucchiaini di glucosio, 1 dl di acqua.

Lavare velocemente i mirtilli sotto l’acqua corrente e asciugarli delicatamente con un po’ di carta assorbente. In una casseruola cuocere per 5-6 minuti coperti con pochissima acqua ed a fuoco medio finchè il succo si separerà dalla polpa. Filtrare tutto attraverso un colino a maglie fitte e raccogliere il succo in una casseruola. Unire lo zucchero, il glucosio e l’acqua. Cuocere  sempre a fuoco basso finchè lo zucchero non si sarà completamente sciolto. Alzare il fuoco un po’ e proseguire la cottura per almeno 5 minuti. La temperatura dovrebbe aggirarsi intorno ai 148 gradi ma basterà toglierlo dal fuoco, non avendo a disposizione un termometro, qualche minuto dopo l’ebollizione. Fare intiepidire il tutto immergendo la casseruola in una ciotola di acqua e ghiaccio. I maestri pasticceri nell’enciclopedia consigliano di ungere la teglia con olio di semi di arachidi ma io testarda ho fatto di testa mia e ho usato semplicemente la carta forno. Non c’è stato nessun problema a rimuovere il lecca lecca. Quindi dopo aver deciso se affidarvi ai maestri pasticceri o a me (io direi la prima, che non si sa mai) ungete una teglia o stendete la carta e formate delle sfere aiutandovi con generose cucchiaiate. Il liquido ottenuto sarà abbastanza corposo quindi sarà piuttosto facile controllare le manovre con il cucchiaio. Otterrete circa 12 dischetti di 4-5 centimetri di diametro. Appoggiare subito lo stuzzicadenti lungo o il bastoncino che avete per realizzarlo e lasciare rapprendere. Prima di staccarle dalla carta o dalla teglia unta le ho lasciate riposare una decina di minuti in frigo. Perchè Montersino dice sempre “mettete tutto in frigo quando non siete sicuri” e io santa pazienza ormai ci infilo dentro anche nonna quando non sono sicura di volerla vedere *Bambina Cattiva

In assenza di glucosio: 250 grammi di mirtilli, 500 grammi di zucchero, 4 fogli di gelatina, 1 dl di acqua (che poi è un copia incolla tranne che per l’inserimento della gelatina va là)

Procedimento Lecca Lecca/Caramelle senza glucosio: Lavare velocemente i mirtilli sotto l’acqua corrente e asciugarli delicatamente con un po’ di carta assorbente. In una casseruola cuocere per 7-8 minuti coperti con pochissima acqua ed a fuoco medio finchè il succo si separerà dalla polpa. Filtrare tutto attraverso un colino a maglie fitte e raccogliere il succo in una casseruola. Unire lo zucchero, i fogli di gelatina precedentemente ammollati in acqua ghiacciata e strizzati e sempre a fuoco basso continuare a cuocere finchè lo zucchero non si sarà completamente sciolto. Alzare il fuoco un po’ e proseguire la cottura per almeno 5 minuti. La temperatura dovrebbe aggirarsi intorno ai 148 gradi ma basterà toglierlo dal fuoco, non avendo a disposizione un termometro, qualche minuto dopo l’ebollizione. Fare intiepidire il tutto immergendo la casseruola in una ciotola di acqua e ghiaccio. I maestri pasticceri nell’enciclopedia consigliano di ungere la teglia con olio di semi di arachidi ma io testarda ho fatto di testa mia e ho usato semplicemente la carta forno. Non c’è stato nessun problema a rimuovere il lecca lecca. Quindi dopo aver deciso se affidarvi ai maestri pasticceri o a me ( io direi la prima, che non si sa mai) ugete una teglia o stendente la carta e formate delle sfere aiutandovi con generose cucchiaiate. Il liquido ottenuto sarà abbastanza corposo quindi sarà piuttosto facile controllare le manovre con il cucchiaio. Otterrete circa 12 discetti di 4-5 centimetri di diametro. Appoggiare subito lo stuzzicadenti lungo o il bastoncino che avete per realizzarlo e lasciare rapprendere. Prima di staccarle dalla carta o dalla teglia unta le ho lasciate riposare una decina di minuti in frigo. Perchè Montersino dice sempre “mettete tutto in frigo quando non siete sicuri” e io santa pazienza ormai ci infilo dentro anche nonna quando non sono sicura di volerla vedere* Bambina cattiva

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Commenti

  1. Ninphe dice:

    PRIMA!

  2. Ninphe dice:

    Ah, giusto per. Il mio colore preferito è il viola, seguito dal nero e dal grigio e dal rosso. Il blu marine lo odio con tutta me stessa, forse mi ricorda quei cavolo di vestiti da marinaretta che mi mettevano sempre perché “sei COSI’ cariiiiinaaaa” e io volevo strapparmeli di dosso. Ma il celeste cielo lo adoro.

    Mi piace il rosa antico. Ma non il rosa shocking o il fucsia.

    Mi piace il verde bosco, il verde mela, il marrone caldo e scuro che mi scalda solo a guardarlo. L’arancio e il giallo sono colori un po’ da lavorarci su (anche se dicono che il colore del segno del leone è l’arancio io non lo amo particolarmente).

    Sempre preferito l’argento all’oro. L’oro lo trovo pacchiano. Non chiedermi come mai.

    Ti voglio sempre più bene, cosa strana visto che pensavo di aver già raggiunto il limite max consentitomi. Ma, citando Buzz Lightear “verso l’infinito e oltreeeeeeeeeeeeeee!” :*

    • GIusto per? no. SOno felice. Mi hai fatto un regalo. Sono felice di aver letto questa carellata colorifica di sensazioni e concordo. Il marrone caldo scuro scalda e mi ricorda la mia mamma. Lei lo ama in tutte le nuance ma quello caldo caldo di più. Ed è lei. Lei è marrone. I vestiti da marinaretta sono obiettiamente cariniiiiiiiiiiiiiiiiiiii e con te saranno stati ancorpiiubelliassai. che mi viene voglia di dirti: FOTOFOTOFOTOFOTO ma non lo farò. Per par condicio dovrei portare anche io a testimonianza ridicoli abbigliament giallolimonericamati e fragolosirosaprincipessa. Mamma credo , che come tutte le mamme, avesse ai tempi dei gusti a dir poco discutibili. GLi stessi cheavremo noi quando nel futuro i nostri figlifiglie avranno un blog e blablabla.
      ok. viaggio nel passato e nel futuro in cinque secondinetti.
      L’oro è pacchianissimo sì e se prima lo detestavo fortemente c’è qualcosa che mi attrae ma solo in questo periodo e solo nell’apparecchiatura. Il cielo non voglia che l’influenza csabiana abbia sortito qualche malefico effetto insinuandosi nelle mie membra stanche.cosastodicendo?
      sto dicendo che.
      ti voglio bene già da un po’ mi sa. e anche io ogni volta mi stupisco quando mi dico.
      cacchio.
      credevo già di aver raggiunto illimine. E verso l’infinito e oltre mi pare più che azzeccato.
      (l’arancione santo cielo non lo digerisco. riesco a sopportarlo solo perchè so che il mandarino si offenderebbe se parlassi male del suo consueto vestitino. e io amo il mandarino. le arance non tanto quanto ma. ilmandarino. ma non ho niente di arancione. niente. un accessorio, una calza, niente. forse solo due robe per halloween rigorsamente abbinate al nero ma niente. il giallo LO ODIO. l’ho deciso non molto tempo fa. è psicopatico come colore. e già qui di psicopatia facciamo fatica a mandarla via. che no.giallono)
      e ora possiamo baciarci?

      • Ninphe dice:

        possiamo baciarci per tutto il tempo del mondo. Ho comprato un burrocacao stupendo che mi rende le labbra morbidissime *lancia via il maledetto labello*

  3. Sei proprio tu. Quella che trabocca gratitudine per un gesto normalissimo e che per una bizzarra legge del contrappasso soffre pur di non deludere chi quel gesto ha compiuto.
    Un racconto bellissimo.
    Grazie.

  4. A proposito di colori.
    Intanto una stupidaggine (non posso farne a meno…). Sei sicura di non essere daltonica?
    Una cosa appena più seria. Quando ero un giovane studente universitario e ho iniziato a capire qualcosina di fisica, ma proprio poco poco, per la precisione la rappresentazione di onde elettromagnetiche tra cui la luce nel dominio della frequenza tramite astrusi operatori matematici, mi sono posto una domanda alla quale non ho mai trovato risposta.
    Noi tutti sappiamo che ad un certo colore è associabile ad una serie di parametri oggettivi (frequenza, combinazione RGB, quel che volete voi, ma oggettivi, numerici). E quindi per convenzione noi sappiamo che il giallo è giallo e il rosso è rosso. Ma, e qui sta il mio rovello, siamo sicuri che ciò che entrambi chiamiamo giallo è visto nello stesso modo? Non è che quel che io chiamo giallo lo vedo come quello che tu chiami verde?
    Cioè, esiste una soggettività visuale?
    Ok, ho sproloquiato come al solito.

    • Ninphe dice:

      secondo me c’è una differenza enorme di visione dei colori tra uomini e donne

      Ironia a parte, geneticamente i maschi vedono peggio i colori, non li distinguono bene a differenza delle donne.

      Per un uomo è giallo. Per una donna può essere crema o limone o canarino.

    • Stupidaggine ? Pillole di felicità quotidiana vorrai chiamarle.
      Ho giusto letto la mia bellissima Sel sotto e sì. Credo proprio che ci sia una differenza sostanziale tra la visione. Anche se non credo che vengo da marte e gli uomini da nonsodove. non ricordo il titolo di quel libro perchè santo cielo all’epoca mi sono risparmiata non so neanche io per quale colpo di genio improvviso.
      Insomma per dire che a me è capitato giustappunto il tizio nippotorinese che al contrario di tutti gli uomini:
      1)ama far shopping con me e consigliarmi
      2)ama farmi provare le cose mentre io sono la donna atipica che pur di comprare un vestito e provarlo in camerino preferisce una valanga di caccadiconiglioaddosso
      3) conosce le nuance manco avesse un campionario in testa.
      io dico “quella cosa lì viola”
      “ah volevi dire violetto ”

      io dico “quella cosa verde”
      “ma verde acido o verde mela? ”
      insomma.
      per dire che lì c’è proprio spiritodiromperesì.
      in quel sì. c’è una parola che inziia per C.
      che non si può scrivere ma dannazione C.
      C GIGANTI *_*
      ma quell’essere pelato ne sa e pure a pacchi.

      Ora io convengo assolutamente con la teoria di Max. Perchè sono strasicura che non ci sia dell’universale nel colore. Addirittura, mi si permetta di sproloquiare un po’ (comesempredelresto) , primadimorire con le dita congelate.
      Che.
      ho sempre pensato che anche i volti /visi e i corpi e i movimenti sono visti soggettivamente.
      Nel senso non sono mai stata sicura che quello che relamente è . lo è in quanto è per tutti.
      Sono un po’ impazzita da quando parmenide mi ha affascinato lo ammetto.
      Oggettivamente esiste un riscontro certo perchè charlize theron che si spruzza di j’adore e si spoglia oggettivamente è la cosapiubellamaivstalamondopertuttiiiiiiiiiiiiii
      PER TUTTI
      ma.
      escludendo charlize che santo cielo vorrei essere uomo solo per fare le peggiori battute in un bar di caracas bevendo alcolici ( mi sto perdendo e sto perdendo il senso del discorso. semmai lo avesse avuto certo)
      che.
      sì.
      è oggettivo.
      e che Pi a volte mi dice che io sia daltonica.
      insomma se tanto mi da tanto:
      Pi (nippotorineseabbrevviato) è donna.
      Io sono daltonica ma vorrei essere uomo per Charlizetheron
      e voi due siete adorabili e vi amo.
      tutto torna.

  5. Andrea dice:

    Su twitter ti hanno fatto una domanda:
    ma a te invece ti è chiaro di quanto strafiga sei?

    esigo una risposta.
    SERIA Giulia. SERIA.

  6. qui si lavora per sottrarre la ricetta della pastiera a mammà! Ha già detto “IO TE LA DO MA CI VUOLE LA MANO!”.
    Entro stasera mio padre me la passerà, tipo carboneria! Intanto io mi gusto (solo con il pensiero) le caramelle ai mirtilli e mi sembra anche di avere la lingua viola!
    Baci piccina!

    • io te la do ma ci vuole la mano mi farà ridere per 2031038u123813 giorni.
      e la mamma ha sempre ragione*Corre a comprare una mano a napoli (ce l’avranno NO?!?!? hanno tutti a Napoli)
      (ma tu lo sai che a 13 anni ero innamorata di pino daniele?)
      (forse un po’ anche adesso. e lo trovo sexy. sparami)
      (più sexy del torinese sicuro)

      • ritieniti sparata! Pino Daniele sexy è un’affermazione da ricovero coatto!
        Per quanto riguarda “la mano” c’ho tenuto a pecisare a mia madre che il padreterno te ne aveva date due e con una sempre perfetta manicure…anche lei sta ancora ridendo!

  7. Sono commossa. Mi piange anche il cervello. ^.^

    Comunque il mio colore preferito è il rosa =D una volta mi avevi anche fatto un ritratto/fumetto con i vestiti neri/fuxia coi teschi =D

    Ora le voglio. Ora le voglio. Ora le voglio. Ora le voglio.

    Baci bacini
    C.

    • Avrei scommesso rosa e nero ma vista la mia proverbialeidioziatuttattaccata e visto che on il ferro a 12 Il nippotorinese mi chiama Dori ed io gli rispondo ” Pi? bel nome! ” insomma no.
      Ma se avessi dovuto scommettere ecco. sì.
      questo la dice lunga. Insomma sto migliorando e ho un po’ di memoria. Possiamo gridare evviva insieme?
      ecco.
      evviva.
      dettoquestosì.ricordo pure quellacosaorrendapasticciata.
      che vorrei fare 130189031293 cose e poi ne faccio 2.

      Sai che sono buone davvero e facili da fare? io le ho fatte pure con il dolcificante *mamisembravadapsicolabilimetterlequi. ok lo faccio domani

      e fatti abbracciare.
      SUBITO

  8. le voglio anche io. sono meravigliose, come i ricordi e il racconto.
    come te.
    ed ogni volta che ti leggo vorrei dire vorrei dire e…uff

  9. Controla la mail che hai la ricetta.
    Nippotorinese accontentato (si spera di ingraziarcelo con questi mezzucci).
    Io ora vado altrimenti crollo qui sullo scrittoio.

  10. Ireos dice:

    La delicatezza delle tue parole ha la capacità di portarmi lì con te. Piccina, con il nonno e lady Oscar.
    Mi pare quasi di sentirne l’odore di quella giornata.

    bacetti in bianco e nero.

  11. Marty dice:

    Mirtilli, miei nemici >.<

  12. Ricetta di caramelle (una delle mie cose preferite sulla terra) al mirtillo (sempre nella top ten) + trovare una blogger eclettica e talentuosa e dolcissima tutto insieme nella stessa serata. È meraviglioso. Grazie. ♥

    • Kijomi piacere io sono Giulia!
      Grazie prima di tutto per essere passata.
      Sai che è davvero facilissima questa ricettina? Mi riprometto di farla ogni volta con diversi millemilagusti e poi non arrivo mai :-(
      Devofarlodevofarlodevofarlo.

      *arrossendocopiosamente l’abbraccia.
      ecco.
      Meglio sciogliere il ghiaccio così. Un abbraccio e via. Come se ci si conoscesse da sempre.
      Spero a presto!
      Un bacio
      (mi segno subito il tuo spazio così da poterti far visita anche io con molto piacere)

  13. le mie bimbe ringraziano ❤❤❤

Dimmene 4 ! ( ma anche 12)

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