Financiers al cioccolato (ma quadrati. Come fare una madeleine a forma di coniglio insomma)


Volevo adoperare questi cubottisiliconosi che ho trovato in mezzo alla caterva di teglie dove il caos regna sovrano e volevo pure che fossero esageratamente cioccolatosi sempre per via delle prove natalizie; ergo già mesi fa (e non esagero) in lista avevo un bel po’ di cosette che poi avrei rielaborato e “reso natalizie”; tra questa una delle tante ricette promosse è proprio quella del financier che solitamente non ha questa forma, machiseneimporta?

Vado parecchio orgogliosa di quel vaso di plastica rosa; l’ho scovato la scorsa primavera, perfetto per chi non ama attorniarsene in giro per casa ma non rinuncia a posizionarlo sul tavolo con dei bei fiori freschi (un vaso in pratica che quando non usi togli l’acqua e infili nel cassetto come fosse una tovaglia. Splendido no? Trovato in un negozio di casalinghi alternativisssssimo in quel di Catania dove conto di tornare prima della razzia natalizia).

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Pollo al Cartoccio con Wakame


Adopero spesso le alghe. Le avevo già proposte con il pesce, usando l’alga nori con dell’ottimo pauro e anche con il pesce spada. E’ la volta del pollo, esattamente petto, cotto al cartoccio di carta forno dopo averlo marinato in olio e salsa di soia (ma davvero per poco). Foglioline di alga wakame lasciata ammollare fino a quando raggiunge la sua consistenza morbida e vellutata (molliccia per alcuni ma è un termine a mio avviso dispregiativo che non merita certamente). In forno ben caldo per un po’ senza esagerare e servito semplicemente così.

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Soba con pesto di salmone e wakame


Quelli che seguiranno sono dei post che ho programmato settimane fa. Avevo scribacchiato appunti non appena avevo scattato foto e preparato cibarie varie. L’intenzione era poi quella di riprenderli, aggiungere, sistemare e aggiornare. Non sarà così.

Lo anticipo per dire che non è un gran bel momento qui e per questo motivo la qualità dei contenuti, ammesso che ci sia mai stata, subirà un drastico declino. Sono oberata dal lavoro, che non posso in alcun modo lasciare anche se vorrei, e una situazione delicatissima personale.

Spero mi perdonerete quindi distrazioni maggiori di quelle che già ci sono state, assenze e mancanze. Sicuramente non per mio volere.

Sicura per la comprensione vi abbraccio fortissimo.

E’ vincente l’accoppiata salmone-sesamo-wakame ma questa volta ho deciso di propinargli il pesciotto succitato in versione pesto. Ovvero dopo averlo cotto al vapore, come piace al Nippo, l’ho frullato con pochissimo olio grazie all’ausilio del frullatore ad immersione, mio fidato amico. Le alghe wakame semplicemente ammollate; si trovano facilmente al biologico o nei negozi di prodotti etnici (ne ho parlato tantisssssssssssssssssssssimo, essendo le mie preferite e qualora volessi saperne di più basta scrivere “wakame” sul bottoncino “CERCA” in alto a destra che vengon fuori una sfilza di ricette, informazioni e deliri annessi.

Basta poi amalgamare bene il pesto di salmone con un po’ di acqua di cottura dei soba e via con wakame e pioggia di sesamo. Volevo provare con i semi di zucca tostati. Così giusto per far provare un gusto croccante diverso ma *tadan* colpo di scena melisomagnatatuttiio *disse fissando i piedini con una goccia enorme sulla testa.

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Maghetta Streghetta per 1FaceWatch


Non faccio parte della nutrita schiera che ritiene quello del  Blogger  un mestiere, piuttosto di quella nicchia che crede ancora nella feroce passione. Che poi si può  trasformare in qualcosa di altro. Senza che te lo aspettassi o addirittura lo sperassi.

A me il Blog ha cambiato la vita ed è innegabile. E’ stata ed è una vetrina delle mie incapacità, debolezze ed errori rivelatasi fatale per l’esatto contrario. Catapultandomi poi nel mestiere che ho sempre sognato sin da quando sono nata. Quello per il quale non ho basi, studi e ricerche.

Piccola tediosa e non approfondita introduzione per dire che al Blogger ormai si dà un credito quasi maniacale. Per molti versi la faccenda mi turba e non poco. Non volendo appunto approfondire una questione che andrebbe analizzata ( non certo da me perché vi sono persone molto capaci e competenti pronte a farlo. E non sono io il caso) vorrei focalizzarmi su un risvolto che è quello che poi mi interessa di più.

Divulgare notizie davvero interessanti.

Il fatto che io (giuro non so  come) riesca a veicolare immagini e sogni  a centinaia di migliaia di persone ( e  pare di dare i numeri pure a me. Perché è pazzesco e non ci credo neanche io) è importantissimo, chiaramente, da un punto di vista comunicativo. Giornalmente scarto (pardon per il termine orrendo) offerte, proposte e collaborazioni non per reincarnarmi in Crudelia Demon e fare quella che “snobba” determinati contesti. Molte volte veicolerei anche  volentieri senza nessun tornaconto ma mi manca il tempo, lavoro moltissimo e nella stragrande maggioranza dei casi sono situazioni poco interessanti  rispetto a quello che io voglio davvero comunicare. Non mi permetterei mai di sminuire  i diversi contesti ma a me ne interessano altri ( e no. Non sono Santa Maria Goretti).

Il progetto 1FaceWatch supportato da colossi della comunicazione ne è un fulgido esempio. Quando ho ricevuto l’email che mi proponeva di ricevere l’orologio in maniera gratuita e mostrarlo ho immediatamente rifiutato. L’orologio, al contrario della proposta offertami, è stato comprato da me ( e pure dal Nippo e tuttituttituttiimieipuffi).

Rimango sempre sbalordita davanti a dei ringraziamenti che mi vengono rivolti quando è l’esatto contrario che dovrebbe avvenire. Scegliere me come testimonial per veicolare su instagram un messaggio così importante, mi si conceda, è ai limiti del pazzesco.

Per questo motivo molto spesso si vedrà questo orologio accanto a Maghetta Streghetta. Lo scrivo per chiarezza considerato che purtroppo visto come funzionano le cose in rete tutto potrebbe essere (giustamente) equivocato (ancora c’è gente che pensa che io venga pagata da Pan di Stelle giusto per dirne una. La vera domanda che si dovrebbero fare questi geni dell’intuizione è solo una: Se un colosso come Barilla dà credito ai pasticci di una pazza – considerato che non ha bisogno di veicolare un bel niente sulla rete perché è BARILLA- chi è che ci guadagna in termini di visibilità la pazza o Barilla? la vita è così semplice talvolta da essere struggente nevvero?) 

Non che debba spiegazioni ma la chiarezza è uno dei miei rarissimi pregi. Mi piace mettere le cose in chiaro sin da subito. Amen.

Sul sito trovi tutte le indicazioni. Guarda il video del progetto cliccando qui >>>>

Scegli il colore nero per lottare contro il cancro. Il colore rosso per lottare contro l’AIDS. Il colore rosa per il cancro al seno. Offri acqua e cibo a chi è meno fortunato di te.

Puoi scegliere la taglia della donazione. Indossare il tempo. Cambiarlo e trasformarlo.

A me non sono ancora arrivati ma non vedo l’ora di sfoggiarli e indossarli. Sotto l’albero poi direi che rimane un’ottima idea no?

Maghetta Streghetta indossa solo 1FaceWatch!

Cheesecake fredda con cioccolato fondente e granella di amaretti


Una cheesecake fredda ? Una base biscottosa con delle paste di meliga che incontra una crema di formaggio fredda dove lasciar colare dell’ottimo cioccolato fondente e degli amaretti sbriciolati?

Una coccola domenicale ( ma anche lunedialè, martediale e occhei la finisco) per lasciarsi cullare dopo le fatiche immani a cui si è miracolosamente sopravvissuti. Una versione fredda nonostante sia inverno inoltrato perché tra tutte queste zuppette, legumi e pasticciotti di carne, seppur intervallati da qualche insalata fruttosa ed inusuale, si sentiva la mancanza un po’ di roba dolce. In realtà la scelta di pubblicare un certo tipo di piatti è dovuto al fatto che con l’arrivo del Natale il Gikitchen si trasformerà in un vero e proprio laboratorio dolciario perché dubito fortemente che compariranno molti piatti salati. Sì qualcosa fotograferò, ovvero quello che riuscirò a cucinare al Nippo in queste giornate frenetiche, ma contando che saranno per lo più piatti come petto di pollo arrostito- tofu con salsa di soia- seitan riscaldato al micro, dubito di poter farli passare per interessanti seppur abbellendo con cucchiaini e tovagliolini.

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