Finito !


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Ma quindi posso davvero fare l’albero di Natale in tempo reale con l’iphone…


Aggiungere scritte, riprendere come una consumata regista professionista e organizzare magistrali stacchi musicali studiati? Ma quindi davvero posso fare tutto questo e comodamente uplodare direttamente sull’App di WordPress?

Siamo davvero arrivati a questo?

(è sorprendente come io conosca a stento il tre per cento delle potenzialità di tutte le mie diavolerie elettroniche)

E quindi adesso mi vorreste far credere che io possa presentare un programma telefonivisivo dall’iphone in cui cucino, intrattengo e intervisto nani da giardino? Con Max in collegamento da Roma con uno speciale TaoNatale insieme a Kuroko. Apity con ricette specialissime tipo Matrioska light in umido. Frugoletto dall’asilo con Luci che ci insegna come costruire l’albero di Natale con la cerapongo. La mia amata Paola che con la sua mamma fa la zuppa di lattuga e fave mentre Zelda parla dell’importanza delle caramelle con Chiari. Paola dal parchetto! Titti dalla Puglia che balla la pizzica con Lemm (ok lo confesso, ballare la pizzica è un mio sogno nel cassetto). Katia, l’espertissima del Natale con tantissime novità da sotto la Mole vestita da Nano da Giardino. Angy a Time Square perché i suoi occhi basterebbero per accendere tutto l’albero di novemilametri. E. BestiaBionda dal manicomio (perché è in manicomio quella, vero?). Biancaneve dall’Austria che confeziona biscotti senza glutine. Bea con l’eletto che parlano delle esplosioni al microonde. Hariel che costruisce una casa a forma di cannolo seguendo rigidi progetti architettonici. E. E. E. E. E.

E Ale al corso di Zen che erudisce le masse circa la filosofia del cipresso con Cristiana che prepara i Malloreddus?

No dico. Voi vorreste davvero farmi credere che l’esperto in mirtilli Darsch potrebbe essere l’inviato speciale nel paese degli Gnomi? E.

E.

E.

C’è molto da fare qui. C’è molto da fare. E Pani in collegamento dall’Oceano che suona il piano a coda tra le onde.

Ok. Vado ad organizzarmi. Prima però devo appendere i cuoricini in pannolenci sul tetto. Quelli che odia tanto il Nippotorinese. Del resto amo passare il Natale con il Grinch.

Più sbuffa. Più addobbo.

( e se non ho nominato qualcuno perdonatemi; non è perché è meno importante. E’ che sono confusa. Stanca. E scrivo senza pensare, riflettere e. Giusto per cercare di sorridere un po’.  E siete tutti nel mio cuore).

E’ difficile essere la figlia di un eroe soprattutto se fai la pesca e cannella in cocotte al microonde


Scrivo ormai come una scrittrice consumata (dall’esaurimento). Appoggiata su una sorta di trespolo come fossi (e lo sono) una cornacchia con il mio Air che è caduto più volte di un trapezista principiante. Lo faccio stando ben (si fa per dire) in equilibrio mentre pranzo con uno yogurt perché proprio fame non ne ho da un bel po’, mentre scrollo notizie e aggiornamenti sull’iphone, sincronizzo con Icloud e rispondo a email di lavoro, personali, varie ed eventuali. Ho due iphone 5, tanti maxi ipad, qualche mini ipad e otto inutilità che emettono luci per sentirmi sconsideratamente tecnologica e meravigliosamente isolata.sola.emerita.pazza.

Glisso, fingo di sorridere e mostrarmi forte prendendo un coraggio in saldo che non ho ben capito da dove arrivi e indosso maschere su maschere. Crollo in bagno e mi fisso allo specchio pallida, brutta, stanca. Soprattutto brutta senza bisogno di dirlo per sentirmi dire il contrario. Sono molto esteta, obiettiva e mi importa poco di quello che vedono gli altri come sempre. Vedo benissimo da me come sono. E sono davvero. Brutta. E davvero. Stanca. E davvero ma davvero. Pallida. Inutile focalizzare l’attenzione sul correttore professionale della Mac capace di coprire i tatuaggi. Quelle occhiaie no. Non si coprono.

Ma in fondo: chi se ne importa?

Torno fuori allora con fondotinta Mac passato male  con pennello consigliatomi nello store di Torino dove devo tornare per chiedere a che diavoloservequelmaledettopennellodaventimilaeuro e faccio fioretti promettendo di non comprare più borse. Risoluta e anche un po’ arrogante faccio patti con il Supremo. Io ti do questo e tu mi dai quello. Io rinuncio a questo ma tu non puoi farmi rinunciare a quello. Lo guardo in faccia dopo aver frignato e gli dico che andrà come dico io e non come dice lui. Prometto di digiunare il sabato perché un fioretto si può sempre fare e con calma gli spiego che devo ancora attraversare la navata di una chiesa stando stretta stretta attaccata a papà perché sposo lui del resto; e che deve insegnare a correre a mio figlio. Spiegare come abbattere muri e costruire case dove dentro piove. Deve spiegare a mio figlio come si diventa un eroe e come si costruisce dal nulla un castello di sogni.

Ci sono dei progetti. Ho e abbiamo un’agenda piena e non si fa così. Che si arriva, si stravolge. Senza orario. Appuntamento. No. Non mi sta bene. E non ci sta bene.

Ci siamo messi quindi d’accordo che dedicheremo quel poco tempo che basta per farci infilare dentro bottiglioni di speranza, vomitare un po’, rassicurare gli altri perché poi finisce sempre che sei tu a doverlo fare e non il contrario buffo no? e.

E riprendere la vita, il programma, i sogni e i progetti. Portarli a termine soprattutto e vincere. Come si è sempre fatto. Come si è abituati a fare.

E’ difficile essere la figlia di un eroe. Perché devi esserlo anche un po’ tu. Ma porto geni importanti che hanno una responsabilità fuori dal comune. Nell’armadio ho guardato bene e il mantello glitterato fucsia c’è. Quello che ti dà i super poteri. Sorrisi finti, ilarità, comprensione, rassicurazione per terzi ed energia.

La chemioterapia? uh. ‘na Passeggiata.

Il mantello. Ah sì.

E’ stato già stirato e tirato a lucido. E mi sta, sinceramente, anche molto meno male di come sospettassi. Proprio perché riesce a coprirmi tutta tutta e si vede davvero pochissimo di me.

[Continua a leggere...]

Faccio collane con la buccia di arancia


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