
Riassunto delle Maschere Precedenti
Carnevale!
Update: Grazie a BestiaBionda e Max che estraggono file, montano video e . E sono semplicemente Amici. Mi tolgono pensieri e aggiungono sorrisi. Ecco l’estrazione del vincitore della Tombola per il Libro Yoshoku
Clicca qui per vedere il video e scoprire il vincitore( devo farmi un altro account per i video tomboleschi o BestiaBionda ti dai una mossa e lo fai tu? La licenzio. GIUROCHELALICENZIO)
Tuchehaivintoamorediiaia scrivi indirizzo a info@maghettastreghetta.it e appena Amazon avrà il volume disponibile ti sarà spedito immediatamente (io acquisto non appena ricevo indirizzo). Grazie infinite a tutti.
Il Martedì Grasso di cibo e lusinghe
Su Flair di Marzo viene segnalata la mia App Gikitchen. Rinuncio definitivamente a cercare di trovare parole; mi limito soltanto a ringraziare, lusingata e commossa, Francesca Martinengo, per avermi inserito nell’articolo.
E il mio amico Emanuele Ferrari , sviluppatore dell’App, per l’infinita pazienza che ha con me nella gestione di questo delirio.

E lascio giusto due appunti in cucina velocemente. Ahhhhhhhhhhh e a proposito di velocemente. Sto lavorando, manca logo frizzielazzi, ad un piccolissimo progetto che pare avere un suo seguito. La Rubrica ” Fast Gikitchen”, ovvero quella che su Facebook chiamo ” Ricettine velocissime senzafoto-frizzielazzi”. Ho deciso di raccoglierle tutte in un unico dominio. Al momento si trova qui Fast Gikitchen. Il dominio ufficiale sarà a breve attivo. E insomma è ancora tutto in costruzione ma qualcosina c’è. Che meraviglia è? Io in versione sintetica senza fotofrizzilazzidelirio. Un sogno si avvera* violini in sottofondo si udivano.
In nessun modo ricordo dove io abbia trovato questa ricetta. Sul mio librozzo di Bodrum troneggia da un po’ questa ricetta “Fegato e pancetta”. Generalmente con il pennarello color malva (giusto per essere precisi) di fianco al titolo appunto sempre dove ho reperito la ricetta. Se nel cartaceo, web o estrapolato da racconti di amici-conoscenti-passanti-poveri-disgraziati-chemisopportano.
Ma nulla. Su Fegato e pancetta aleggia un mistero. In sostanza non è che ci sia chissà quale preparazione dietro. Si tratta solo di impanare il fegato nella farina leggermente aromatizzata con qualche spezia se piace e friggerlo con pezzotti di pancetta fresca in abbondante olio extra vergine di oliva. Servire con del rosmarino freschissimo dopo aver aggiustato di sale e pepe. E amen. C’era una nota a margine dove si consigliava di servilo con del succo di limone spremuto e così ho fatto.

Essendo Martedì Grasso, oltre che l’ultimo giorno di Carnevale e il Pancake Day ( sì sì ho già delirato nel post precedente) , direi che smistare l’ennesima robettaleggeraleggerafritta era quasi un obbligo morale. Abbiamo fatto fuori talmente tanti di quei maialini in questi giorni che nonostante trattenga con non poche difficoltà il mio animo animalista, che tengo opportunamente per me, un po’ di depressione cosmica sta prevalendo.
Rain Man: There you go, Ray. You’re dancing. This is it.
Alle 12: 12 verrà pubblicata la ricetta leggeraleggggera del Carnevale ma nel frattempo ricapitoliamo? (sperando di non dimenticare nulla)

- Blueberry Pie (My Blueberry Nights)
- Burrobirra (Harry Potter)
- Club Sandwich (Harry ti presento Sally)
- Cherry Pie (Twin Peaks)
- Fegato e Fave (Il Silenzio degli Innocenti)
- Goulash (Harry Potter e il Calice di Fuoco)
- Hogwarts Cupcakes (Harry Potter)
- Pollo allo spiedo (Ragazze Interrotte)
- Spaghetti alla Puttanesca(Tootsie)
- Torta mele (Frankenstein Junior)
- Tortino di Carne (Sweeney Todd)
-
- Cioccolato e Ravanello (La città Incantata)
- Cupcake Kiki’s Delivery Service (Kiki’s Delivery Service)
- Cupcake Stregatto (Alice nel paese delle Meraviglie)
- Cupcake Tea Time (Alice nel paese delle Meraviglie)
- Cupcake Totoro (Totoro)
- Garden Gnome Cupcake (Biancaneve)
- Gooseberry Pie (Biancaneve)
- Pancake Totoro (Totoro)
- Panini con il Salame (Porco Rosso)
- Ponyo Bento (Ponyo)
- Spaghetti con polpette (Lilli e il Vagabondo)
Per la rubrica a cena con Oscar, purtroppo messa da parte per le ricettine leggere leggere del Carnevale, certamente non poteva mancare Hoffman; pur potendone sproloquiare all’infinito oggi è il turno di Rain Man. Perchè?
Semplicemente perchè la celebrazione del Martedì Grasso corrisponde alla Sacra Giornata dei Pancake. Lo scorso anno per l’occasione era stato confezionato il Totoro Pancake con tanto di documentazione (la curiosità ti assale mista a masochismo? Clicca qui >>>).
Abbigliata in modo ridicolo e con tanto di maschera, tutto saggiamente documentato visivamente, avevo onorato il Sacro giorno del Pancake così. Già trecentosessantacinquegiornifa volevo però correlare questa giornata alla sezione Cinema e Cibo solo che Totoro prese allora il sopravvento in un impeto kawaiioso e sdolcinato.
Quest’anno poi mi si ripresenta l’opportunità per la rubrica “A Cena con Oscar” e una sopraggiunta maturità (quale? ) e posso non approfittarne? suvvia.
Il Martedì Grasso mette la parola fine al periodo dei sette giorni grassissimi che rappresentano il carnevale ( e devo ancora smistare ottomila ricette grondanti di grasso, santapizzetta!) . Lo segue a ruota il Mercoledì delle Ceneri previsto per domani, indice che la pacchia è finita e comincia la redenzione per eccellere in sinteticità.

I quaranta giorni prima della Pasqua, insomma, gravano sulla testa dei credenti e diventano monito contro l’abuso spropositato di leccornie.
Conto l’anno prossimo di essere a New Orleans per assaporare dal vivo questa meraviglia, che tradizione e pure importante è. L’ho detto e lo farò. Francamente vedere correre delle persone con una padella in mano facendo volteggiare in aria un pancake per ben tre volte è una di quelle cose che per nulla ragione al mondo voglio perdermi. In sostanza per vincere durante il tragitto compreso tra la partenza e arrivo si deve riuscire a far saltare il proprio pancake frittelloso per l’appunto tre volte.
Questa tradizione è antica e pare che sia dovuta al fatto che una donna in ritardo per la Messa continuò a preparare i propri pancake durante il tragitto casa-chiesa senza arrendersi e con tanto di grembiule. A me non può non apparire la fotografia di The Village. Piaciuta molto. Se non fosse stato per il ridiculume che ne faceva contorno.
Avevo proposto giustappunto al Nippotorinese di filmarmi sul terrazzo mentre compivo l’epica impresa ma il suo sguardo è valso più di una risposta dettagliata. E no.
Non correrò sul terrazzo rigirando il pancake (e contando che a stento riesco a farlo da ferma vicino al fornello mi sono risparmiata l’ennesima brutta figura) ma blatererò giusto un po’ riguardo a Rain Man.

Una delle notizie necessarie e prioritarie (c’è dell’ironia ovviamente) è dire che proprio in quell’occasione ho capito ahimè che la Golino poteva pure rappresentare la mia nazione nel mondo ma ugualmente aveva una voce insopportabile. E che poteva essere brava quanto voleva e tanti complimenti ma l’istinto primordiale di spaccarle il setto nasale prevaleva sempre e comunque.
Questo perchè essendo particolarmente legata ai suoni (nonostante il sopraggiungere dell’età abbia decretato la mia sordità definitiva) quell’elemento disturbante sonoro ha compromesso sempre la visione. Possedevo la videocassetta originale che risaltava tra le altre ed è stata una visione autistica. Vista e rivista decine di volte.

Un po’ come con Dirty Dancing ma in percentuale davvero minore. Ma davverodavvero.
Molto legata affettivamente a Raymond. Charlie, quello che poi sarebbe diventato un divoratore di placenta (la sapete questa su Tom Cruise o devo arrabbiarmi? Il gossip va seguito santo cielo! Quindi devo pure pensare che non sappiate quante mini Birkin abbia Suri e che colori Katie preferisca nella Kelly di coccodrillo? Vergognatevi!), lo sopportavo come si fa con i vecchi amici ma confesso che quasi mai è riuscito a convincermi. Forse giusto un po’ in Magnolia perchè era talmente beota il personaggio che al confronto lui sembrava neuronalmente dotato (ma era un’impressione infatti) o forse durante il balletto di Risky Business perchè vederlo in mutande e calzini lo ridicolizzava a tal punto da farci quasi bella figura.
Insomma Ray.
Cicerchiata? Pignolata? Cicerata? Struffoli? Palline fritte di Carnevale?
Quando latiterò immaginatemi, qualora mai voleste farlo, in una scrivania piena di Totoro, Momiji, penne e reflex. Con tre monitor davanti, pallottole di carta, ipad con cover improbabili e iphone con orecchie di coniglio. Tisane “Sollievo” che dovrebbero calmarmi (ma che vengono alternate a litri di caffè. Non decaffeinato. Caffè vero. Perchè sì. Ho ricominciato. Dovevo scegliere tra le sigarette o il caffè e ho scelto la seconda) e nani da giardino. Tanti. Tanti nani da giardino. Il sottofondo potrebbero essere questo (clicca e se sei in ufficio fai ballare tutti) ma non ne sono sicura. Per anticipare insomma che i post giornalieri ci saranno sempre. Del resto è la mia psicoterapia gratuita e ne approfitto. La mia interazione, ecco quella sì, potrebbe venire a mancare. Per un mesetto circa, indicativamente. Ma vi leggo entusiasta sempre. E sempre: grazie.
Celapossiamofarcela*inspiriamo espiriamo*
E chi li chiama struffoli e chi cicerata e chi cicerchiata. Non contenti possono essere pure chiamati purceddruzzi ma anche sannacchiudere ma pure pignolata. A questo punto voglio battezzarli come palline fritte di carnevale o bombette esplosive unte o pallazze dorate mielose con palline colorate.
Anzi no. Voglio proprio indire il concorso “attribuisci un altro nome agli struffoli-cicerata-pignolata-cartellata-sannachiudere-pallazzedorateconpallinecolorate” perchè a noi questa trentina di termini proprio non va bene. Di più. Ne vogliamo di più.
Una cosa è certa, sempre dello stesso impasto si parla. Sì certo può cambiare la dose della farina e talvolta dello zucchero e può cambiare un po’ l’elaborazione ma insomma sempre della stessa base si tratta.
Se in Abruzzo, Marche e Molise si tratta di un vero e proprio prodotto alimentare portabandiera regionale, a Napoli con il nome di struffoli è tipico della tradizionale natalizia. Al sud, soprattutto in Calabria e nel Messinese (talvolta anche in alcune parti della Campania) lo si serve in particolar modo nel periodo del Carnevale insieme a bombettine fritte, ciambelloni, graffe e bomboloni per mantenersi sempre sul leggero.
Vuoi non mangiarti un chilo di pignolata dopo otto tonnellate di Salsiccia col Sugo? Mapperfavore. Siamo seri.
Che sia centro Italia o sud e che sia Natale o Carnevale, sta di fatto che questa pioggia di bombette pallose dorate fritte con il miele e tanti coriandoli zuccherosi è buona e pure tanto. L’impasto per certi versi ricorda poi quello delle frappe, chiacchiere, bugie, comelevogliamochiamarepurequelle.
Incredibile come con un impasto soltanto si siano confuse generazioni e periodi diversi. E’ davvero entusiasmante e bisognerebbe approfondire ma:
lo vogliamo davvero? No.
Noi le vogliamo magnà! (quanto è meravigliosa la sinteticità?). E allora non importa che nome e collocazione vogliamo dar loro. A noi importa che dobbiamo arrotolare palline come non ci fosse un domani e friggere. Incessantemente friggere. Senza mai stancarsi friggere. Friggere. Friggere.
Perchè in questo periodo noi faremo solo un’operazione e onoreremo solo un verbo: Friggere. Non importa quanto ci impuzzeremo i capelli. Non importa quanto piangeremo sulla bilancia tra qualche settimana. Non importa se i parenti periranno con il colesterolo a trecento:
NOI DOBBIAMO FRIGGERE!
Inspirate. Espirate. Buttate il numero di telefono del dietologo e gridate con me: Friggere!!! E friggeremooooooooooooooooooo!
E nel tripudio del maiale Sior e Siore arrivò la pancetta cinese. Ip ip urrà
Si consolida sempre di più la mia amicizia con Angelo. Certo è che Angelo non si chiama ma ha scelto questo nome per l’Italia. Viene dal lontano Zhejiang ma il suo più grande desiderio è quello di essere ricordato come Angelo. A suo figlio del resto ha potuto dare un nome italiano e suppongo che Alfonso sia in Cina un po’ come Sharon in Italia. Esotico e accativante per qualcuno e ridicolo per altri.
Appartengo alla seconda fazione. Perchè pur credendo che scegliere un nome corrisponda ad ascoltare la musicalità delle lettere insieme capaci di far scaturire una sinfonia o semplicemente un ricordo correlato ad esperienze, i nomi “eccessivi” vengono da me apprezzati pochissimo. Vivo già una lotta perenne interiore con Oscar. Pur rifacendomi a un’esperienza letteraria importante per me e per il Nippotorinese e pur non importandomene del fatto che con il cognome del suddetto sembrerebbe un mafioso italo americano residente a Little Italy, nutro forti dilemmi.
Questo per dire insomma, nella maniera più sintetica che conosco, che il mio amico cinese non si chiama Angelo ma così vuole essere chiamato. Quando andrò a casa sua pretenderò quindi di essere chiamata Lin. Che non sta per Lin-cletinata come simpaticamente ha asserito il poliglotta pelato che ospito in casa.
Si parlava giustappunto del Carnevale e di questa tradizione che non appartiene certamente all’Oriente.
Disquisendo delle ricette tipiche, del maiale e dell’usanza di cuocerlo in tutti i modi durante il Carnevale, Angelo ha attirato la mia attenzione con una ricetta facilissima e per nulla elaborata: la Pancetta fritta.
Pancetta fritta? Uhm. Interessante.

Ed è stato così che ho confezionato questo piatto che, a detta dei carnivori che lo hanno mangiato, è interessante e gustosissimo. Ho pensato di realizzarlo considerato che siamo (siete. gne gne gne) in pieno periodo bagordi. Mi ha colpito confesso l’entusiasmo del Nippotorinese che pur non conoscendo questa tradizione cinese di friggere la pancetta con note agrodolci lo ha decretato ottimo, senza rifletterci un secondo.








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