Curd di Avocado e 15 minuti di Uomini e Donne


E non si può proprio mollare. Anche quando (e soprattutto) si crede di doversi dare una regolata, respirare, prendersi del tempo, ragionare. E.

E non sono affatto una fautrice del “siediti e ragiona”. Con calma. Rifletti per bene e valuta. Pondera.

( la sedia la piglio. la lancio in aria. la spacco sulle ginocchia. emelamagno!)

Santapizzetta occorre logica, razionalità e maturità. Ed io nei saldi non l’ho mica trovate nei cestelli queste cose. Non sono neanche al banco frigo. E neppure tra le borse. Mi venisse indicato allora dove potere acquistare questi prodotti perché altrimenti proprio non saprei.

Fatto sta che bisogna alzarsi. Darsi una bella mossa. Stringere i denti e tutta quella serie di ovvietà e: andare avanti come un caterpillar.

E lo sto facendo.

Questo per dire che io al momento vorrei che non mi si dicesse più di stare calma, respirare, prendermi il mio tempo e. Nonostante non possa godo ugualmente delle idiozie che professano i tronisti di Uomini e Donne. E mi concedo già tanto. Ne guardo esattamente quindici minuti tentando di capire chi è il tronista, chi è Maria, chi è l’assistente di studio e se Tina è quella tra gli over settanta o ancora seduta come opinionista. E.

Lo prendo il mio tempo e faccio qualcosa per me: guardo quindici minuti di uomini e donne ! cosa altro dovrei fare? Detesto andare dal parrucchiere perché è già difficile che qualcuno che non conosco riesca a mettermi le mani tra i capelli. Non mi rilasso ma al contrario mi inalbero quando la ragazza comincia a massagggggggiare fortefortissimo e dice ” ti piace? va bene così ? è fredda ? è calda? “. Perché come glielo spiego che a me piace solo l’acqua ghiacciata sulla testa eh? E.

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9 Maggio? Festa dell’Europa


 

Il 9 maggio 1950 Robert Schuman presentava la proposta di creare un’Europa organizzata, indispensabile al mantenimento di relazioni pacifiche fra gli Stati che la componevano. La proposta, nota come “dichiarazione Schuman”, è considerata l’atto di nascita dell’Unione Europea.

E’ o non è meraviglioso tutto questo?! Eh? E’ o non è talmente bello che ti vien voglia di pulire otto chili di fagiolini e pelare allegramente centoventotto chili di patate?! Non è talmente entusiasmante che vorresti pulire in ginocchio tutti gli interstizi delle piastrelle della cucina e lucidare con la carta da giornale tutti e dico tutti i vetri di casa? No dico è la festa dell’Europaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!

Bene. Questo potrebbe lasciar intendere che io sia particolarmente patrieuroptica. Patriottica-europea si conia in patrieuroptica, sì. Il ragionamento non fa una grinza e la grinza evoca anche un po’ quelle epidermiche dei dinosauri; perchè c’è qualcosa di dinosauresco in patrierupotica o sbaglio?! (basta dirmi di sì e la smetto).

Non è questo il punto nonostante mi chieda perchè  continuamente debba blaterare sempre su assurdità per poi proferire che no. Non è questo il punto. Continuo impavida senza preoccuparmi.

Essendo la festa dell’Europa che diciamocelo importa praticamente a nessuno, considerato che ci detestiamo allegramente un po’ tutti, io guardo al mio mero interesse. Che sta per:  posso sbolognare una serie di ricette accumulate fingendo che le abbia preparate per l’occasione. No no no. Potrei addirittura dire che ho trascorso notti insonni per organizzare questo fantomatico *tadan/tuppete* Menù europeo ! 

Insomma il mio hardisk si sta liberando di  tetragigamegaplurimiliardigigabyte grazie a questa formula Menù che tedierà l’universo conosciuto ( e non) per settimane. settimane. e settimane. e non è vero. Calma.

Essendo io un personaggio sinistro, subdolo ed egoista, a me importa di far fuori sette ricette che ho in archivio da tempo immemorabile; alcune delle quali provate per il mio progettino libroso. Guarda caso scartabellando allegramente mi sono ritrovata in un sol colpo: Grecia, Spagna, Francia, Belgio, Inghilterra, Germania e vabbè manco a dirlo Italia. Volevo infilar dentro anche il Giappone e Malesia, avendone una quantità vergognosa, ma sarebbe stato un gioco troppo subdolo anche per me (mi piace usare subdolo. E’ un sub di nome Dolo che ha paura di indossare le pinne e la muta*segna sul taccuino).

Le mie proposte per il menù europeo sono semplici e veloci ma soprattutto di facile realizzazione con ingredienti che si reperiscono senza alcuna difficoltà. La comunione di sapori europei, seppur differenti, trova comunque manco a dirlo denominatori comuni. Si parla di differenze geografiche irrisorie se paragonate al fusion estremo con il medioriente e l’oriente stesso, ma non facendo parte della nostra tradizione rimangono comunque da provare. Ultimamente, oltre al classico orientale, qui in casa c’è una perversione per le tapas. Jamie Oliver con il suo libro mi ha definitivamente conquistato. Mi pento e mi dolgo di non avergli dato retta prima. Certo non possiede lo charme e l’attrattiva che ha Ducasse su di me, ma santapizzetta gli ho perdonato pure la camicia a scacchi azzurrina e verde quindi è amore eterno. Ho difficolta a perdonargli di lavarsi le mani nell’insalata con olio e aceto ma con la maturità dovrei essere più tollerante (risate registrate).

Per rappresentare la Grecia non potevo non proporre la Moussaka (a me ricorda anche moltissimo un film stupidissimo ma carino da impazzire: Il mio grasso grosso matrimonio greco. Quando ancora ero una persona felice e non fidanzata e un film “normale” mi era concesso, insomma). La moussaka l’ho vista per la prima volta nel quartiere latino di Parigi. Avevo dieci anni circa e papà dopo aver fatto fuori un kebab all’epoca pressochè sconosciuto ha esordito con “ho ancora fame”. Ci siamo così fermati in un ristorantino greco; passando davanti abbiamo visto che dei clienti, all’uscita dopo aver consumato, lanciavano festanti piatti per terra. Tradizione vuole infatti che all’uscita del ristorante si lanci un piatto, ci informano. Se non si rompe porta anche un tantinello sfortuna. E’ stato per questo suppongo che mamma poi, ha applicato una forza talmente enorme da spaccare tre mattonelle. No. Forse quattro. Sta di fatto che dopo il kebab papà e mamma hanno spazzolato qualcosa come tre pezzi di moussaka alta quanto la Torre Eiffel ed io sono rimasta inebetita a dire “manco morta”.

 

Alla parola agnello ero già passata alla voce “dolci”. Mi sono imbottita di un (leggi : un chilo) biscotto che ancora annovero tra le cose più buone mai mangiate e ho atteso che arrivasse il mio turno: rompere il piatto per terra. Chiaramente mamma ha dovuto illustrarmi durante la cena i pericoli che “un piatto spaccato per terra”  potesse procurare. Tipo fuoriuscita della pupilla dal cavo oculare o che ne so faccia sfregiata a vita, sangue che scorre lungo la Senna e altre cose leggerine così. In realtà poi: Nessun ferito e via. La Moussaka a me ricorda questo. Quando l’ho proposta diverso tempo fa ai due matti..ahem ..a Mamma e Papà, è stato carino sentirsi dire “oh! ma dobbiamo spaccare un piatto però!” . E così è stato. Il fatto che io abbia fatto tirare un piatto di plastica sul terrazzo la dice lunga. Ma sono sicura che valga lo stesso. Fosse solo perchè ho ritagliato a pezzettini minuscoli la plastica non appena ha toccato il suolo (sono un tipo organizzato. Non si sostenga mai il contrario).

L’ho fatto veramente. E’ bizzarro sentirsi dire ” ma quante te ne inventi?!” . E chi se le inventa, santamoussaka!?

 

Per rappresentare la Spagna ho scelto un Gazpacho velocissimo e Fresco (jamie Oliver version manco a dirlo) . A me il Gazpacho ricorda Barcellona. Un ristorantino dove si bevevano questi bicchierini carinissimi insieme alle tapas. Assaggini di ogni genere, patatine al profumo di aceto e roba talmente buona che se ci penso vorrei tirare craniate sui muri. Il Gazpacho è leggermente pesantuccio per me, ahimè, nonostante lo ami profondamente (a quanto pare anche questo mi accomuna con Cri). La roba cucurbitaciosa (?) ha su di me un effetto devastante. Dolori addominali e crampi che ti fan venir voglia di avere che ne so una sciatolombalgiacolpodellamagastrega per alleviare un po’ il tutto. Sta di fatto che il Gazpacho rimane un’idea veloce, light e fresca e di facile realizzazione. Come sta di fatto che nonostante anche il pomodoro mi dia dei problemi, a volte mi dico “al diavolo!” e sgargarozzo di brutto. Collasso felice e chi si è visto si è visto.

Per la Francia ho scelto un piatto preparato ormai qualche settimana fa. Capesante su un letto vellutato di asparagi. I miei genitori non le amano particolarmente se non grigliate e il Nippotorinese con i molluschi e i frutti di mare ha delle difficoltà evidenti (si è capito che sono tre povere vittime per caso?). E’ chiaro però che se a me piace fotografare le Capesante e raccogliere le conchigliette, loro sono costretti a mangiare capesante. Comando io; del resto bisogna sottostare alle mie rigide regole come è giusto che sia (cade proprio a fagiolo quest’esternazione di democrazia a rappresentazione dell’Italia nel contesto europeo o sbaglio?). Comprare poi i libri di Ducasse e venerarli nel silenzio delle notti primaverili ha fatto il resto. Perchè se c’è una cosa che mi fa oggettivamente male è leggere Ducasse. Me ne sono resa conto in un’improvvisa perdita di senno (ancor più del solito intendo) quando ho detto serafica ” forse semmai dovessi cucinare il coniglio (GIAMMAI) sceglierò quello con le ciliegie di Ducasse”.

Per il Belgio ho scelto (diciamolo. avevo questa insalata e non sapevo dove piazzarla) una semplicissima insalatina. L’idea è di Jamie Oliver (ma vvva!?) ed io l’ho rielaborata un pochetto. Non ho nessun ricordo legato al Belgio se non che piuttosto che mangiare l’indivia mi prendo a ceffoni fino a Natale 2098. Amo i cavoletti di Bruxelles però. Li amo così profondamente che riesco a sopportarne il cattivo odore. Mi ci tufferei dentro l’eau de parfum de cavoulett de bruxelles scottat con sal gross. Dovrei scegliere però un nome leggermente più incisivo.

Per L’inghilterra potevo forse non rifilarvi..ahem….pensare ad un curd? Un curd alla banana servito dentro un cestino di sfoglia. Ora io non so a che punto state voi con i curd ma qui vanno via che sono una meraviglia. Sono diventati dei veri e propri must e quando una mia conoscenza mi ha chiesto “mi fai un curd per il mio compleanno?” ho capito due cose fondamentali: 1 ) con questa storia dei regalini golosi non dovrò più scervellarmi per fare dei pensierini 2) con questa storia dei regalini golosi non dovrò più scervellarmi per fare dei pensierini. Sembrano le stesse e difatti lo sono. Il Curd alla banana poi, sul cornetto appena sfornato e caldo al mattino insieme ad uno smoothie leggero o un bicchierino di latte di soia è un’idea niente male. Per una colazione veloce ed energetica è in pole position.

Per la Germania ho scelto un semplicissimo Roastbeef che risiede in archivio da qualcosa come due lustri, accompagnato però da un chutney. Un chutney semplicissimo con mirtilli neri. Adoro le ricette tedesche. Avendo ben due zie tedesche più volte mi sono cimentata in realizzazioni teteschen. Patate e cavolo, in primis, come non ci fosse un domani ovunque. Checchesenedica la tradizione culinaria tedesca sarà a tratti bizzarra e pesante ma nasconde nei piatti chiave qualcosa che a me piace. E tanto. Sarà che sono una fan sfegatata dei crauti?

Per L’Italia ho scelto una semplicissima Polenta al Tartufo Bianco di Alba. Questo preziosissimo vasetto, dono del mio papetto per quel tizio calvo nippotorinese, risiede nella dispensa e viene venerato dall’intellettuale di casa (ahem non io eh. Lui. Ok ci ho provato, uff) che si è premurato di costruire altarino con luci e due momenti di preghiera ben distinti nell’arco della giornata. Per quanto mi riguarda dico solo che: fa una puzza che metà basta. Mi inimicherò i puristi del tartufo e i matti..ahem e gli intellettuali che lo venerano e pagano cifre vergognose.

Io ho solo una certezza: meglio una borsa e attendo conferma dalla mia amata Francy. E con questa perla di saggezza credo proprio di aver apportato il mio contributo di idiozia alla Comunità Europea. L’Italia del resto, essendo ben rappresentata, apporta questo contributo costantemente. Seguo insomma la nostra sorprendente linea politica.

E buona festa dell’Europa a tutti! (da quando svolgo questa indagine sulle feste nazionali e internazionali mi sono resa conto di una cosa: non esiste un giorno senza alcuna cacchio di ricorrenza. Abbiamo saltato la giornata della danza ad esempio. Manoncelapossofarenoncelapossofare. Devo trovare il giorno senza ricorrenza, festa e giornata. E quando la troverò : la festeggerò degnamente oziando come un bradipo in tangenziale sulla corsia di emergenza)

 

Grecia: La Ricetta della Moussaka la trovi cliccando qui>>>

Spagna: La Ricetta del Gazpacho semplicissimo la trovi cliccando qui>>>

Inghilterra: La Ricetta del Curd alla Banana la trovi cliccando qui>>>

Francia: La Ricetta delle Capesante scottate su Vellutata di Asparagi la trovi cliccando qui>>

Gerrania: La Ricetta del Roastbeef servito con un Chutney alla frutta la trovi cliccando qui>>

Italia: La Ricetta della Polenta con Tartufo bianco di Asti la trovi cliccando qui>>

Belgio: Insalata Indivia, Mela e Pera con crema di formaggio la trovi cliccando qui >>

Santo cielo. L’immagine del bradipo in tangenziale sulla corsia d’emergenza turberà le mie notti.

Ho un servizio verde a dimostrazione del fatto che sono coraggiosa, sì.


C’è qualcosa di più bello che racchiudere un pensiero dolce in un barattolo e donarlo a qualcuno? Certo. Una bella borsa. Ma non è questo il punto. Dopo il 25 Aprile coinciso con la Pasquetta che sta per: “sfiga abissale, un giorno in meno di vacanza” eccoci qui impavidi con sorriso finto e stretto a digrignare i denti perchè tadan! “Sfiga abissale due il ritorno, due giorni in meno di vacanza” è qui! Piove sul bagnato, insomma. Ma per la serie dei luoghi comuni si potrebbe tirar fuori anche un romantico “Non può piovere per sempre”. Non ho controllato il calendario ma se il 2 Giugno dovesse essere domenica significherebbe che questo stramaledetto anno del coniglio orientale è un degno preludio del fantomatico 2012. Anno in cui Ferragosto, Pasquetta, Natale, Liberazione e Pasqua coincideranno per qualche oscura ragione solo in un giorno: il 30 Febbraio.

Respiriamo ed ispiriamo a fondo concentrandoci: è comunque la festa di chi ogni santo giorno (mai come oggi termine fu più appropriato in effetti. Wojtyla!) si alza e va. Verso l’oblio; proprio per questo motivo, non occorrerà controllare le statistiche, non tutti possono certamente concedersi una colazione. Quelle vere eh. Quelle “come quando sei in vacanza”. Non per forza con tavolo buffet lungo otto metri e nove tipi diversi di cereali e marmellate bizzarre locali intendo. Basterebbe anche solo un tavolino tondo tre centimetri per tre con due cosucce. Sarebbe carino concedersi questo lusso almeno oggi. Senza distinzione di sesso, su chi lavora più o meno in famiglia, su chi stende i panni e quindi non deve cucinare, su chi cambia più pannolini e su qualsiasi altra amenità. Proprio perchè è la festa dei lavoratori e ognuno a proprio modo lavoratore è. Nonni compresi (in polposiscion!) che dopo aver trascorso una vita a lavorare si vedono appioppare pargoli urlanti il sabato sera a tariffa zero.

Bastano due minuti per fare un curd. Equuuuativolevo! Che cos’è il curd? Uhm. Diciamo che se questo inverno ho invasato chutney come non ci fosse un domani, nonostante sia riuscita a postarne due o tre il mio archivio fotografico pullula di barattoli come i vetrini di Dexter, il curd è una versione non da dispensa. Mi spiego (ci provo): il chutney con verdure e spezie è il classico prodotto da dispensa. La classica conserva della nonna ma siamo nel 2011 e se non facciamo “le saputelle che ne sanno  a pacchi dei prodotti etnici” la nostra vita ci sorride meno, diciamolo. Il curd è una marmellata iper veloce che si fa in tre minuti o forse meno e che si conserva in frigo per qualche giorno. “Qualche giorno”  è a discrezione dell’usufruitore. Certo è che più di una settimana proprio no. Nonostante non ci  sia il pericolo che duri tutto questo tempo, perchè è ottimo pure sull’arrosto a ben guardare (ahem no), quattro-cinque giorni dovrebbero essere la durata standard di conservazione. Il Curd è fantastico da mangiare spalmato sul pane bianco fresco fatto in casa appena sfornato. Eccezionale per farcire qualsivoglia lievitato o pancake. Adatto ad un brunch leggero. Spalmato su un muffin o cupcake. E forse riesce pure a debellare il male dall’umanità. Uhm.

Perfetto per farcire una Victoria Sponge (che ho fatto pochi giorni fa! yuppidu) o versato in una base di frolla cotta e fredda (fatto mini crostatine yuppiyuppidu! Ricoveratemi!). Accompagna benissimo anche macedonie con tocchettini di pane tostato al sapore di miele. Nigella ne propone diverse versioni e ne attribuisce la maternità ad una certa Flora Woods. Eqquattivolevodinuovo! Perchè questo curd fa parte di una ricetta base al lime di Nigella Lawson, che il cielo protegga sempre la sua bellezza e appetito (fa quasi venir voglia davvero di alzarsi alle tre del mattino e mangiarsi la cotenna fritta nel lardo. gnam). Ho aggiunto il kiwi perchè è in assoluto uno dei frutti preferiti del Nippotorinese. Il frutto tra l’altro che mi ricorda più lui. La prima volta che lo mangiò qui in casa e chiese un cucchiaino tutti gli porsimo. Ok basta non so usare questo tempo. Ricomincio. La prima volta che l’ha mangiato qui in casa, ha chiesto un cucchiaino. Tutti gli abbiamo porto (odio il verbo porgere, sia chiaro) un telefono e lo abbiamo chiamato Et. La calvizie del resto c’era eccome e la magrezza degli arti pure. Rughe un po’ a meno a dir la verità. Insomma ma a che ti serve un cucchiaino per mangiare il kiwi? Arcano risolto.

Da oggi in questa casa e in tutta la sicilia orientale che conosce il Nippotorinese non si mangia un kiwi senza cucchiaino. Per dire che il tizio fa moda e rulla un casino (uso terminologia giuuuuovane per dimostrare che sono una vecchia babbiona).

Una sorpresa a chi amate. Una sorpresa anche a voi stessi se vi amate. Una colazione leggera, alternativa se vogliamo, e fresca. Dal sapore di estate e di vacanza meritata. Sono sgattaiolata dal lettuccio (anche se sarebbe meglio sconigliolata perchè mi rifiuto di far qualcosa di gattoso) e ho preparato velocemente questo curd e un french toast light version. Ovvero solo un tocchetto di pan carrè scaldato con una noce di burro dopo essere stato passato in un uovo leggermente sbattuto (che poi mi sarebbe servito per la preparazione del curd) e innevato da zucchero a velo. Un bicchiere di latte di soia o di riso se avete un Nippotorinese in casa, uno smoothie fruttoso o un buona tazza di caffè nerissimo o espresso classico. Curd. E un bacio. Buongiorno lavoratori! Questo pensiero è per voi.

Inciso: Ahem. Smoothie, altro tasto dolente. Ne ho preparati qualcosa come 897 versioni. Me ne restano solo 234234243234234. Pur contando sulla magrezza e l’impossibilità diennenatica (?) del Nippotorinese che non ingrassa mai sto prendendo seriamente in considerazione l’idea di aprire banchetti improvvisati lungo la strada perchè tra diversi esperimenti e roba da preparare per foto e altro, qui non si finisce mai di provare roba diversa. Chiunque fosse veramente interessato a spedizioni ahem…(Cinziettamia se davvero sei così impavida preparerò maghellenutellose pettè)

Retroscena inquietante: Una tipa con un cappello si aggira per una terrazza piena di nani da giardino e conigli (chi sarà mai?!) con due reflex in mano. Click. Tip. Click. Tip. Ariclick. Aritip. Aggira un esemplare calvo sabaudo con accenti simil siculpiemontesenippoinglish (chi sarà mai?!) che sta smangiucchiando french toast version light e attingendo da un vasetto.

“Puoi almeno oggi riposarti anche tu e farmi mangiare senza girarmi intorno?! Mi sento Lindsay Lohan paparazzata”.

La domanda è: quindi ESSO segue il gossip internazionale ed io non ne sapevo nulla?! Fatemi capì.

E voi? come trascorrerete la giornata oggi?! (non è che sono impicciona. E’ che mi piace proprio leggervi. Rispondo ai commenti dopo giorni santapizzetta, scusate. Ma avete visto però che ho recuperato?! celapossofarcela. Non credo ma vabbè. Per dire Grazie sempre. Davvero grazie sempre).

A tal proposito inviterei a una rivolta popolare al grido di “Vogliamo il Blog di Ale!” (dovescrivegiornalmentealmenotrevolte!) perchè santapastiera (vedi: http://gikitchen.wordpress.com/2011/04/29/biscotti-riso-cuore-cioccolato-cocco/#comments) non vi è giorno in cui non mi dica: Grazie Chiunquetusiativogliobene per averla portata nella mia vita. Ahem. Che poi Pippa a quanto pare riscuote consensi. Urge approfondimento. Anche se non è sul mento che dobbiamo approfondire, a quanto pare* va via fischiettando  lanciando cuoricini

Per la ricetta del Curd al Kiwi e Lime clicca qui>>>

Kodomoland:

Con le uova di Pasqua avanzate cosa faccio? Beh a Kodomoland c’ è giusto un’ideuzza e domani ce ne sarà un’altra. Il Topino di Cioccolato! Kodomoland mi sta “rubando” tantissimo tempo per la costruzione del sito che è al momento totalmente privo di qualsivoglia idea io abbia in mente, ma ammetto di non essere mai stata felice ed entusiasta così per uno dei dodici progetti. Mi piacerebbe, se avete tempo e voglia, che mi diceste qualcosa sull’impaginazione, impostazione e blablabla. Generalmente non chiedo mai queste cose non perchè non mi interessino ma perchè non voglio disturbare. Solo che la vostra opinione conta moltissimo davvero e quindi qualora vi andasse mi fareste davvero felice.