Alien (Halloween) Whoopie con Bacche di Goji


 

1 uovo, 120 grammi di burro, 120 grammi di zucchero, 230 grammi di farina OO, 80 grammi di amido di mais, 1 cucchiaino di lievito in polvere, 1/2 cucchiaino di bicarbonato, 1 pizzico di sale, 100 ml di panna liquida fresca, 1/2 cucchiaino di succo di limone, 1 cucchiaino di estratto di vaniglia, colorante alimentare in gel o liquido nero.

Ripieno: formaggio spalmabile, marmellata di ciliegie con pezzi e bacche di Goji spezzettate.

Versa il succo di limone nella panna. Mescola e lascia riposare per dieci minuti. Lavora con un robot da cucina o con lo sbattitore elettrico il burro morbido con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungi l’uovo e l’estratto di vaniglia sempre lavorando con le fruste. Setaccia la farina, l’amido, il lievito, il bicarbonato e il sale. Con le fruste elettriche versa nel composto di burro gli ingredienti in polvere alternando con la panna liquida e il succo di limone. Pian piano fin quando tutto è ben amalgamato. Aggiungi il colorante alimentare. Quando l’impasto è molto denso e omogeneo trasferisci tutto in una sac à poche con una bocchetta liscia non più larga di un centimetro e mezzo.

Fodera la teglia con la carta da forno e se preferisci con una matita (meglio se alimentare) traccia una circonferenza per rispettare prima di tutto la distanza o la dimensione del biscotto stesso. Inforna per 12 minuti a forno preriscaldato a 180 e conserva in un luogo asciutto. Continua a infornare una teglia per volta nel forno fin quando l’impasto è esaurito.

I whoopie se conservati in scatole di latta (quando sono freddi intendo) si conservano benissimo; questo significa che possono essere preparati per tempo e farciti magari con calma il giorno stesso in cui verranno serviti.

Il terzo appuntamento di oggi con gli Halloween Whoopie (dopo il primo delle 12:12 con i Pumpkin Whoopie e quello delle 17:17 con I Whoopie neri) vede come protagonista un ripieno di quelli, appunto, personalizzabili e senza chissà quali grammature: solo formaggio fresco, marmellata e bacche di Goji. Allo stesso modo andrà benissimo pure della ricotta, zucchero, pistacchi tritati e pezzotti di cioccolato come anche robiola, miele e mandorle tostate con scorza di limone freschissima biologica non trattata. Infiniti gli accostamenti e gli abbinamenti. I whoopie possono poi essere arricchiti sì da disegni con il pennarello alimentare come nel caso dei Pumpkin di stamattina, ma anche con occhi e facciotte. Ho adoperato questi occhioni tridimensionali scovati su Amazon parecchio tempo fa (ne ho ancora tantissimi pacchetti che spero di far fuori domani durante il mio piccolo party) ma nulla ci vieta di farli semplicemente adoperando carta e stuzzicadenti. Un lavoro, se abbiamo bambini, divertente ancor di più. Se li provate e vi va di mostrarmeli non dimenticate di taggarmi su instagram con #maghettastreghetta o #halloweenconmaghetta oppure semplicemente lasciatemi la foto su Facebook. So che ci sono pure dei timidoni che preferiscono la forma privata e quindi ricordo sempre: info@maghettastreghetta.it. Mi fate felice in egual modo.

E che gli Halloween Whoopie invadano l’universo, come è giusto che sia!


Halloween Whoopie 2 – Il Ritorno



1 uovo, 120 grammi di burro, 120 grammi di zucchero, 230 grammi di farina OO, 80 grammi di amido di mais, 1 cucchiaino di lievito in polvere, 1/2 cucchiaino di bicarbonato, 1 pizzico di sale, 100 ml di panna liquida fresca, 1/2 cucchiaino di succo di limone, 1 cucchiaino di estratto di vaniglia, colorante alimentare in gel o liquido nero.

Ripieno: formaggio spalmabile, polpa di zucca, cannella, pochissimo colorante alimentare arancione.

Versa il succo di limone nella panna. Mescola e lascia riposare per dieci minuti. Lavora con un robot da cucina o con lo sbattitore elettrico il burro morbido con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungi l’uovo e l’estratto di vaniglia sempre lavorando con le fruste. Setaccia la farina, l’amido, il lievito, il bicarbonato e il sale. Mescolando con le fruste elettriche versa nel composto di burro gli ingredienti in polvere alternando con la panna liquida e il succo di limone. Pian piano fin quando tutto è ben amalgamato. Aggiungi il colorante alimentare. Quando l’impasto è molto denso e omogeneo trasferisci tutto in una sac à poche con una bocchetta liscia non più larga di un centimetro e mezzo.

Fodera la teglia con la carta da forno e se preferisci con una matita (meglio se alimentare) traccia una circonferenza per rispettare prima di tutto la distanza o la dimensione del biscotto stesso. Inforna per 12 minuti a forno preriscaldato a 180 e conserva in un luogo asciutto. Continua a infornare una teglia per volta nel forno fin quando l’impasto è esaurito.

I whoopie se conservati in scatole di latta (quando sono freddi intendo) si conservano benissimo; questo significa che possono essere preparati per tempo e farciti magari con calma il giorno stesso in cui verranno serviti.

Alle 12:12 di oggi blateravo circa i Pumpkin Whoopie promettendo che sarebbe stata la Giornata degli Halloween Whoopie. Eccomi quindi puntuale e fastidiosa come una tassa alle ore 17:17 per proporre un’altra versione con i colori bandiera di Halloween. Anche qui largo sfogo alla fantasia e agli accostamenti di gusto. Dai semplici coloranti alimentari all’arricchimento con zucca, cioccolato e qualsivoglia ingrediente, i whoopie rimangono personalizzabili sotto ogni fronte. Un’ottima ganache, semplice e gustosa, per imbottirli è un’idea vincente e io li lascio giusto qualche link (senza dimenticare marmellate e creme pronte):

La proporzione a cui attenersi è solitamente 2:1, ovvero due parti di panna e una parte di cioccolato. Lascia riposare in frigo prima di adoperarla (coperta con la pellicola a contatto).

Fermo restando che la via più semplice è lavorare ricotta-formaggio spalmabile/fresco con un po’ di zucchero e insaporire con spezie, pezzotti di cioccolato, frutta secca e quant’altro. Pure con il tè matcha, sì. Qualsiasi cosa. Il metodo migliore, a mio modestissimo avviso, rimane quello di lavorare la ganache/crema/ripieno e assaggiare. Togliendo e mettendo come fosse una formula magica in costruzione (improvvisiamoci streghe!). Chi come me non mangia derivati animali e a causa di intolleranze non può pasticciare assaggiando, basta attenersi alla formula 2:1 (e un po’ di occhio ed esperienza che non guasta mai) e soprattutto 0 paranoie. Formula magica che riuscirà sicuramente.

Ci vediamo alle 21:21 per un’altra idea. Ti aspetto!

L’angolo delle curiosità

  • Il centrino è ricamato dalla Nonna
  • Il piattino trasparente è di Maison du Monde
  • I mini marshmallow sono di Tiger
  • Etichette di Party Pieces
  • Il mini calderone, come molti lo hanno definito, è in realtà una cocotte di Le Creuset adatta per i legumi

Pumpkin Whoopie!


1 uovo, 120 grammi di burro, 120 grammi di zucchero, 230 grammi di farina OO, 80 grammi di amido di mais, 1 cucchiaino di lievito in polvere, 1/2 cucchiaino di bicarbonato, 1 pizzico di sale, 100 ml di panna liquida fresca, 1/2 cucchiaino di succo di limone, 1 cucchiaino di estratto di vaniglia, colorante alimentare in gel o liquido arancione.

Ripieno: formaggio spalmabile, zucchero a velo, cioccolato bianco svizzero (se vuoi potresti anche mescolarci dentro un pochino di zucca cotta in forno e un pizzico di cannella se ami l’aroma speziato). Il ripieno che trascrivo è davvero indicativo perché sono infiniti i modi in cui si possono imbottire questi deliziosi dolcetti.

Versa il succo di limone nella panna. Mescola e lascia riposare per dieci minuti. Lavora con un robot da cucina o con lo sbattitore elettrico il burro morbido con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungi l’uovo e l’estratto di vaniglia sempre lavorando con le fruste. Setaccia la farina, l’amido, il lievito, il bicarbonato e il sale. Con le fruste elettriche versa nel composto di burro gli ingredienti in polvere alternando con la panna liquida e il succo di limone. Pian piano fin quando tutto è ben amalgamato. Aggiungi il colorante alimentare. Quando l’impasto è molto denso e omogeneo trasferisci tutto in una sac à poche con una bocchetta liscia non più larga di un centimetro e mezzo.

Fodera la teglia con la carta da forno e se preferisci con una matita (meglio se alimentare) traccia una circonferenza per rispettare prima di tutto la distanza o la dimensione del biscotto stesso. Inforna per 12 minuti a forno preriscaldato a 180 e conserva in un luogo asciutto. Continua a infornare una teglia per volta nel forno fin quando l’impasto è esaurito.

I whoopie se conservati in scatole di latta (quando freddi intendo) si conservano benissimo; questo significa che possono essere preparati per tempo e farciti magari con calma il giorno stesso in cui verranno serviti.


Di whoopie ho parlato per la prima volta qui. La moda tra i foodie di tutto il mondo pare non essere cessata anche se i macaron, grazie anche alle fashion addicted, rimangono sempre sul podio a dispetto di questi cugini americani un po’ più rustici e meno blasonati. Quest’ultima giornata prima della Vigilia di Halloween sarà completamente dedicata ai Whoopie. Alle 17:17 in punto infatti si pubblicherà automaticamente un’altra idea e così alle 21:21. Con lo stesso identico (e semplicissimo) impasto infatti si potranno creare soggetti biscottosi diversi e stupire sia per gusto che per presentazione. La prima che propongo è una semplicissima zucchetta che ho disegnato grazie ai pennarelli costituiti da colorante alimentare, facilmente reperibili in commercio. All’apparenza sembrano dei veri e propri classici pennarelli da infilare nel portacolori. Per il mio imminente Halloween Party ne farò una versione Jack Skeletron, che purtroppo potrò mostrare ormai quando la notte del trentuno sarà bella che passata. Ne avevo in mente anche di verdi in modo da fare la base del facciotto di Frankenstein. Sono infinite le preparazioni che si possono fare con lo stesso impasto. Che ci siano zuccherini colorati fuori (attaccati con la glassa) o all’interno (impastati con il ripieno) o disegni con il pennarello alimentare, poco importa. I Whoopie, sicuramente più semplici e meno elaborati dei macaron, possono sicuramente entrare a far parte delle ricette papabili per la Notte di Halloween.

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!)

L’Etna è bianca, ormai



Tramonto. Pennarelli alimentari su pasta di zucchero come fossero carta e colore. In terrazza con Koi, curiosa guarda nella speranza che ce ne sia un pezzetto pure lei. Mi stringo nel primo cardigan di stagione. Guardo le nuvole nere passare e quella striscia che vira dal rosso intenso all’arancione. Il gazebo è senza telo perché il vento adesso potrebbe portarlo su ben oltre il cratere centrale. L’Etna ha la punta bianca. E se mi volto ti vedo. Che mi dici: “Amore hai visto l’Etna quanto è bella? Sembra un quadro”. Sembra un quadro, sì. Senza quella preziosa cornice che sorreggeva tutto.

Sistemo i piatti. Scatto. Controllo e la luce non mi piace. Sto per fare impostazioni-cancella tutto. Poi Koi mi guarda ed è come se mi dicesse che non si può cancellare. Che è ugualmente vita. Un’altra ma pur sempre vita. Allora lascio le cose come stanno, le faccio una carezza mentre le sorrido e le prometto una carota di cui va ghiotta. Ti rivedo di nuovo. E stavolta ti rispondo solo così:

Sì papà, sembra un quadro con una cornice invisibile che c’è. E che continua a sorreggere tutto.

Koi scodinzola felice perché mi ha insegnato una cosa nuova anche oggi. Entriamo dentro. Una carota da dividere ci aspetta. E forse pure qualcosa in più.

Cervello di Panna e Frutti di Bosco e 4 tipi di Muffin dal Cioccolato al Cocco, all’Avena e Mandorle, al Caffè sino alla Banana.


La Ricetta del Muffin al Cioccolato e Noci al Sapore di caffè 

Ingredienti per 12 muffin circa.
Ingredienti secchi: 320 grammi di farina bianca o semi integrale, 50 grammi di zucchero, 3 cucchiaini di lievito chimico, 1/2 cucchiaino di sale, 150 grammi di barrette di cioccolato fondente spezzettate a pepite, 50 grammi di noci spezzettate.
Ingredienti liquidi: 325 ml di panna fresca, 6 cucchiai di caffè espresso non zuccherato, 175 ml di latte parzialmente scremato, 50 ml di olio di girasole, 1 uovo (albume e tuorlo separati), 1 cucchiaino di estratto di vaniglia.

Mescolare insieme la farina, zucchero, lievito e sale. Incorporare il tuorlo d’uovo agli ingredienti secchi. Montare gli albumi a neve.
Mescolare insieme gli ingredienti liquidi rimasti con il miscuglio di uovo e ingredienti secchi e poi aggiungere l’albume montato a neve e le pepite di cioccolato insieme alle noci spezzettate. Non è necessario lavorare troppo la pasta.
Suddividere il composto negli stampi da muffin imburrati se non si usa il silicone. Fare cuocere i muffin per 20-25 minuti fino a quando saranno ben gonfi e morbidi e ben dorati.
Verificare la cottura infilando uno stuzzichino di legno.
Quando saranno pronti difatti questo verrà fuori bello asciutto.

Muffin alla Banana

Ingredienti per 12 muffin circa.
Ingredienti secchi: 240 grammi di farina bianca o semi integrale, 75 grammi di fiocchi d’avena, 3 cucchiaini di lievito per dolci, 55 grammi di zucchero di canna, 75 grammi di datteri secchi snocciolati tagliati a pezzettini, 40 grammi di noci pecan, 2 cucchiai di cannella in polvere.
Ingredienti liquidi: 190 grammi di yogurt bianco non zuccherato (se greco ancora meglio), 115 ml di olio di girasole, 75 ml di latte di cocco, 60 grammi di miele preferibilmente di acacia, 3 uova, 1 cucchiaio di estratto di vaniglia, 225 grammi di banana matura.

Preriscaldare il forno a 180.
Immergere i datteri in acqua bollente per circa 10 minuti. Mescolare insieme tutti gli ingredienti secchi, salvo i datteri, e mettere da parte un po’ di zucchero di canna per spolverizzare la superficie dei muffin.
Mescolare insieme tutti gli ingredienti liquidi salvo la banana.
Sgocciolare i datteri. Schiacciare la banana con l’aiuto di una forchetta. Incorporare la banana e i datteri alla preparazione di ingredienti liquidi.
Mescolare insieme le due preparazioni senza lavorare troppo la pasta.
Suddividere la pasta negli stampi da muffin imburrati se non si usa il silicone. Fare cuocere i muffin per 20-25 minuti fino a quando saranno gonfi morbidi e ben dorati. Verificare la cottura infilando uno stecchino di legno al centro dei muffin. Saranno cotti quando uscirà pulito.

Muffin con fiocchi di avena e Mandorle tostate leggermente salate

Ingredienti per 12 muffin circa.
Ingredienti secchi: 240 grammi di farina bianca o semi integrale, 75 grammi di fiocchi d’avena, 3 cucchiaini di lievito chimico, 85 grammi di zucchero, 1 cucchiaino di cannella in polvere, 1/2 cucchiaino di sale, 50 grammi di mandorle tostate tritate grossolanamente (leggermente salate se piace. Tenerne da parte qualcuna per la decorazione finale).

Ingredienti liquidi: 150 ml di latte parzialmente scremato, 110 ml di olio di girasole, 2 uova, 400 grammi di mela pelata, privata di semi e grattugiata.

Preriscaldare il forno a 205. Mescolare insieme tutti gli ingredienti secchi conservando un po’ di zucchero e mandorle per la decorazione finale. Aggiungere la mela grattugiata fino a quando sarà avvolta completamente nella farina che farà rallentare il processo di ossidazione.
Mescolare insieme il resto degli ingredienti liquidi, poi unire le due preparazioni senza lavorare troppo la pasta.
Suddividere la pasta negli stampi da muffin imburrati se non si usa il silicone e spolverizzare con zucchero adagiando sopra qualche mandorla tostata e salta.
Fare cuocere per 20-25 minuti fino a quando saranno ben gonfi e morbidi e dorati. Verificare la cottura infilando uno stecchino di legno al centro dei muffin. Saranno cotti quando uscirà pulito.
Raffreddare.
Servire.

Muffin Cioccolato e Cocco  

Ingredienti secchi: 105 grammi di farina bianca o semi integrale, 300 grammi di zucchero, 1 cucchiaino di lievito chimico, 85 grammi cacao in polvero amaro non zuccherato, 50 grammi di noce di cocco grattugiata o scaglie disidratate (in questo caso abbondate un po’ e arrivare a 70 grammi circa).
Ingredienti liquidi: 65 ml di latte di cocco, 165 ml di olio di girasole, 4 uova (albumi e tuorli separati).

Preriscaldare il forno a 200 gradi.
Mescolare insieme tutti gli ingredienti secchi conservando un po’ di noce di cocco grattugiata per guarnire la superficie dei muffin. Mescolare l’olio di girasole, il latte di cocco e i tuorli d’uovo. Montare a neve gli albumi.
Mescolare insieme le due preparazioni poi incorporare gli albumi montati a neve delicatamente senza lavorare troppo la pasta.
Suddividere la pasta negli stampi per muffin imburrati se non si usa il silicone e spolverizzare con la noce di cocco grattugiata tenuta da parte.
Fare cuocere per 20-25 minuti fin quando saranno ben gonfi e morbidi. Controllare il grado di cottura con uno stuzzichino di legno che se uscirà asciutto sarà indice che il muffin è pronto per essere sfornato.
Raffreddare e servire.

  • vaso: barattolo pomodori pelati
  • tovaglietta: tovaglia monouso di carta Ikea halloween version
  • teschi: mini teglie muffin-cupcake in silicone acquistate su Amazon uk

Adesso tu guardando il tutto mi dirai: sevabbècertoèarrivataquellachehatremilascemenzedihalloween! (così. Proprio tutto d’un fiato). Lo so che pensi che non ci sia effettivamente granché da dire se non si possiedono le tegliette monouso teschiose (la dobbiamo finire di parlare tutti così d’accordo? basta!). Ma non è affatto così! Perché le alternative sono molteplici e adesso spremo le meningi (di panna, pure le mie) e me le invento sul momento.

  • Ritagliare un po’ di carta forno. Avvolgere il Muffin. Disegnarci un teschio e voilà (oh questa è bella davvero).
  • Disegnare un facciotto con del cioccolato fondente, o glassa, proprio sul muffin nella parete laterale e ottenere così ugualmente l’effetto volto per poi proseguire con: cervello di panna e sangue di frutti di bosco.

E molto altro che sicuramente vi verrà in mente. Alternative? Correre al Lidl perché a prezzo bassissimo ci sono cose di Halloween davvero sfiziose. Di teschi a bizzeffe, seppur in formato teglia classica. Che non è mica un’ipotesi da scartare. Panna montata sul momento con sac a poche a punta zigrinata per fare effetto “cervella” e poi: topping, cremina di frutti di bosco o ciliegia, marmellata leggermente ammorbidita e resa più liquida con pochissimo latte (o acqua) seppur gli effetti grumosi potrebbero sembrare frattaglie schizzate dalla massa cerebrale. Che io chiaramente non ho.

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!)

Una Torta al Cioccolato per Halloween? Ti dico la mia Top Ten!


Una voglia irrefrenabile di Torta al Cioccolato? Ma di quelle proprio che noncelasifapiù? Quando tutto va storto e hai solo voglia di allargare la bocca 24 centimetri e ficcarti la teglia  orizzontale in bocca senza paura? Bene. Te ne propongo un po’ per tutti i gusti e palati. Eticamente scorrettissime e il contrario. Un po’ grasse e un po’ no. Saporite, speziate o classiche e intramontabili. In qualunque modo si esegua e proponga la torta al Cioccolato rimane l’indiscutibile regina per ogni fascia d’età.

La Torta di Cioccolato di Buddy Valastro

Per 2 Torte da 23  cm o per 24 cupcake

  • 1 tazza e 1/2 di farina per dolci
  • 1 tazza e 1/2 di zucchero
  • 1/2 tazza di burro ammorbidito a temperatura ambiente
  • 1/3 tazza cacao olandese
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1/4 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1/3 cioccolato fondente fuso
  • 1/2 tazza di acqua calda
  • 2 uova grandi
  • 1/2 tazza di latticello

burro e farina per ungere le teglie se non si usa il silicone (inciso: come ho fatto io *risata diabolica dalla regia*)

Preriscalda il forno a 180.

Metti la farina, lo zucchero, il burro, il cacao, il bicarbonato e il lievito nella ciotola di un robot da cucina provvisto di frusta a foglia (altrimenti lo sbattitore elettrico). Mescola a bassa velocità per qualche secondo fino a quando gli ingredienti sono miscelati bene. Poi aumenta la velocità e continua a mescolare per un altro minuto fino a ottenere un composto liscio.

Ferma il motore e versa il cioccolato fondente fuso. Mescola a bassa velocità e poi lentamente aggiungi l’acqua calda. Aggiungi le uova una alla volta e poi il latticello alla fine. Ferma il motore e raccogli l’impasto nel recipiente del robot se è rimasto attaccato alle pareti. Lavora fino al completo assorbimento e versa in teglie imburrate e infarinate di 21, massimo 23 centimetri.

Buddy ci consiglia di controllare se l’impasto sia tra i 21 e i 23 gradi centigradi prima di infornare la torta altrimenti potrebbe alzarsi in maniera irregolare (inciso: come è successo a me; che è una notizia irrilevante me ne rendo conto). Inforna per 30 minuti circa e controlla con uno stecchino di legno. Se asciutto tira fuori la torta dal forno e lascia raffreddare.

(conservala in frigo o in freezer fino al momento di decorare)

La Torta di Cioccolato e Pistacchi

Gli ingredienti per la torta sono:

  • 150 grammi di cioccolato fondente
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 150 grammi di pistacchio (tritato al mixer)
  • 150 grammi di burro
  • 6 uova (tuorli e albumi separati)

pizzico di sale
(teglia imburrata foderata meglio se apribile)

Gli ingredienti per la ganache sono:

  • 150 ml di Panna Fresca
  • 150 grammi di Cioccolato fondente
  • pistacchi per decorare: polvere e interi ( io ne ho adoperati altri 150 grammi per una versione super pistacchiosa ma regolati tu)

Per la copertura va anche bene una colata semplice di cioccolato fondente senza panna.

Forno a 190.  Fondi il cioccolato al micro o a bagnomaria. Frulla tutti i pistacchi . Unisci dapprima  50 grammi di zucchero e 50 grammi di  pistacchi fino a fare una polvere. Unisci burro fuso ma non liquido  e altri 50 di zucchero amalgamando bene con il frustino elettrico. Aggiungi il restante pistacchio. Aggiungi i tuorli uno alla volta e aumenta la velocità pian piano. Aggiungi il cioccolato fuso che deve essersi un po’ raffreddato. Monta gli albumi con un pizzico di sale a parte e sul finale aggiungi gli altri 50 grammi di zucchero agli albumi finché non sarà tutto liscio, setoso e sodo.

Unisci una cucchiaiata abbondante degli albumi all’impasto cioccolato-burro-zucchero-pistacchi e fai girare per un po’. Poi fai il contrario, ovvero incorporando l’impasto cioccolato-zucchero-burro-blablabla agli albumi. Lentamente. Con movimenti dal basso verso l’alto.

Versa  nella tortiera bella imburrattttttttisssima (rivestila di carta da forno per sicurezza) e in forno per 20 minuti (a 190) e poi abbassi a 180 per altri 20-25 minuti. Controlla con uno stecchino e se asciutto tira via la torta e fai raffreddare completamente prima di incorporare con la spatola la ganache e ricoprire con pistacchi interi o a pezzi.

Per la Ganache lavora panna e cioccolato fuso insieme con una spatola per dolci.

Torta al Cioccolato con Mandorle e Rum

  • 200 grammi di cioccolato fondente
  • 120 grammi di farina
  • 3 uova
  • 190 grammi di burro
  • 30 grammi di Rum Bianco
  • 60 grammi di mandorle tostate tritate
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • vaniglia in bacca
  • 120 grammi di zucchero di canna

In una teglia con della carta da forno fai tostare le mandorle a 180 per 15 minuti circa oppure prendi una padellina, come preferisci, e falle tostare ma senza esagerare. Non dovranno bruciacchiarsi insomma. In forno è più semplice, mettiamola così. Tritale con l’aiuto di un frullatore (io faccio con il bimby). Allo stesso modo trita letteralmente (e ottieni una sorta di polvere) il cioccolato fondente. Sì, insieme alle mandorle che hai precedentemente ridotto in polvere. Crea questa “farina” di mandorle e cioccolato fondente. Unisci la vaniglia fresca ricavata da una bacca al Rum. Setaccia la farina con il lievito e uniscila allo zucchero di canna. Dentro un’impastatrice (io ho lavorato tutto con il bimby) lavora farina-zucchero-lievito con polvere di mandorle e cioccolato fondente. Aggiungi le uova e lavora per almeno dieci minuti lentamente e nel frattempo unisci il burro morbido a tocchetti piccoli e infine il rum. L’impasto va lavorato molto e fatto gonfiare. Imburra per bene la teglia e cuoci per 40-45 minuti a 190 senza dimenticarti di fare come sempre la prova stecchino già dopo i 35 minuti  perché dipende sempre dal forno.

 

Torta Oreo

125 grammi di philadelphia, 250 grammi di biscotti oreo, 150 grammi di burro (100 di burro e 50 di burro di arachidi in alternativa), 3 uova, 30 grammi di cacao amaro in polvere, 120 grammi di zucchero semolato, 150 grammi di cioccolato fondente al 70%, 1/2 cucchiaino di lievito

Io ho frullato senza un ordine preciso tutto nel Bimby. Non bisogna chiaramente possederlo. Basterà frullare con un comunissimo frullatore i biscotti oreo (con tutto il ripieno, sì) e il cioccolato fondente e poi unire ingredienti secchi e liquidi aiutandosi con uno sbattitore elettrico o quello che si ha a disposizione. Un frullatore piuttosto “potente” potrebbe ugualmente svolgere la stessa funzione; allo stesso modo un’impastatrice per amalgamare il tutto. Allo stesso modo pure olio di gomito, sacchetto di plastica e violenza inaudita con mattarello. Insomma. Gli ingredienti non necessitano di chissà quale elaborazione. E’ importante che tutto si amalgami e diventi cremoso, compatto e liscio.

In una teglia imburrata per bene si versa il composto ottenuto e si infila in forno a 180 per 40-45 minuti. Controlla con lo stecchino.

Torta Mud di Donna Hay

Ingredienti: 370 grammi di burro ammorbidito, 220 grammi di zucchero di canna, 3 uova, 300 grammi di farina setacciata, 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio, 90 grammi di cacao in polvere setacciato per bene, 180 grammi di cioccolato fondente fuso (anche al microonde), 180 ml di latte intero.

Scalda il forno a 160. Lavora il burro e lo zucchero in un robot da cucina. E’ importante lavorarlo per bene almeno per 10 minuti ininterrotti. Il composto apparirà chiaro e cremoso. Unisci a questo punto le uova una ad una e lascia continuare a lavorare il robot. Incorpora la farina, il bicarbonato e il cacao (setacciati) e infine il cioccolato fuso (a bagnomaria o al microonde poco importa). Lascialo lavorare e infine aggiungi il latte.

Quando hai ottenuto un composto omogeneo versa in uno stampo tondo (uno di 22 cm basterà). Imburralo per bene o altrimenti adopera la carta da forno (per attaccarla alla teglia usa sempre un po’ di burro che farà da collante). Inforna per 1 ora e 15 minuti e verifica la cottura con uno stecchino. Fai raffreddare per bene e accompagnala con una spolverata di cacao amaro, un po’ di panna se piace o qualsiasi farcitura cioccolatosa.



Ghost Cake sì ma bicolor. Esageriamo va. Che è solo Lunedì.


La Ghost Cake pubblicata Venerdì è stata molto apprezzata e la cosa mi ha reso estremamente felice. Oltre a questa versione, che ribadisco rimane in assoluto la cosa più kawaii e tenera che mi sia piaciuta  quest’anno, ho voluto provarne un’altra. Un po’ più tetra e con i colori bandiera della festa, ovvero arancione e nero. L’impasto è sempre quello con i bicchieri di plastica (che trovi qui) mentre il metodo è sempre quello della “Ciambella dentro la Ciambella”- “torta nella torta” (che trovi spiegato in versione zucca qui, step by step con percorsi fotografici)

Si posiziona al centro prima il fantasmino. Si versa poi sulla sinistra l’impasto arancione e nella rimanente la parte l’impasto nero. Allo stesso modo qualsiasi altro colore e impasto torta/ciambella. Per gli occhietti ho adoperato naturalmente due goccine di cioccolato fondente; che si possono posizionare ad ogni fettona che viene servita o semplicemente da coreografia mettendola magari su di un’alzata con quasi la metà mancante e le fette che fanno da contorno già sul piattino  belle e pronte da servire.

Incredibile come una tecnica così semplice, facile e super veloce diventi scenografica e d’impatto e cosa ancor più assurda: indimenticabile. Il fascino dell’effetto sorpresa inaspettato, c’è poco da fare, a qualsiasi età e in qualsiasi contesto è sempre vincente. Se la provate mi fate sapere come è andata, per favore?

E Ghost Cake sia! ( ne ho in mente una per il mio Party di Halloween strabiliante. Devo solo sperare di avere il tempo e riuscirla a realizzare).


 

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!)

Una colazione a base di Pancake con Dracula e Succo di Barbabietola


125 grammi di farina, 2 uova, 12 grammi di zucchero, 25 grammi di burro, 200 ml di latte intero, 8 grammi di lievito, 1 pizzico di sale, aroma che si preferisce (io ne ho adoperato uno di mandorla).

Marmellata di ciliegia (o quella che si preferisce) o mirtilli o frutti di bosco.

Succo di barbabietola ad accompagnare, se piace.

Dosi per  4 persone circa.

Monta i bianchi ma senza renderli una neve ferma insieme al pizzico di sale e allo zucchero. In un recipiente versa i tuorli e aggiungi il latte e il burro fuso tiepido. Mescola per bene e aggiungi la farina setacciata con il lievito. Aggiungi gli albumi al composto di tuorli con una spatola facendo un movimento dal basso verso l’alto e cercando di non formare grumi.

Metti a scaldare una padella antiaderente a fondo spesso e spennellala con un filo di burro. Versa al centro di questa con l’aiuto di un mestolino il composto e lascia che si espanda e solidifichi con il calore. Girala e prosegui la cottura fin quando è dorata e si stacca delicatamente dalla padella. Continua così fin quando tutto il composto è finito.

Il succo di barbabietola è una di quelle scoperte che può cambiarti la vita. Se ti piace la barbabietola, sottotitolo tanto insulso quanto vero. Della mia passione viscerale per questo ammasso ortaggioso sanguinolento ne ho discusso a ben donde (quanto mi piace ben donde. Devo ricordarmene! E metterlo così a caso anche quando nulla c’entra). L’idea di oggi è facilissima, veloce e anche adatta a chi non ha tempo ma vuole comunque regalarsi un piacevole angolino horror durante il periodo di Halloween. Sono dei semplicissimi pancake, che rimangono sempre tele perfette per disegnare mostri-creature e quant’altro, ricoperti di marmellata e serviti con una di quelle dentiere draculesche 0.99 centesimi a pacchi da cento.

In realtà era più per sproloquiare circa il succo di Barbabietola, fido amico della salute certamente e anche di Halloween.

E fido amico anche dei nostri amici a quattro zampe (stanno arrivando le ricette per e con Koi, eh). Koi la mangia senza difficoltà e le piace molto. Ma mai quanto la zucca e il centrifugato di carota (nessuno mi faccia notare che ho un cane squilibrato, grazie).

Colorante naturale per eccellenza, durante un’apparecchiatura può tornarci davvero molto utile. Come avrete modo di vedere, purtroppo dopo il 31 Ottobre e non prima, durante il mio piccolo Party ne userò a botti da cento litri cadauna. Non mi preoccupo affatto se possa piacere o no perché ho solo una certezza: lo berrò io. Come un’assetata vampira. E vorrò farlo in questi bicchieri da Margarita che non avevo mai posseduto. Poi all’Ikea li vedo e: illuminazione! Mi sono convinta che fino a Natale berrò solo ed esclusivamente lì. Pure il caffè? Pure il caffè. Come in tutte le cose senza una ragione ben precisa l’inconscio (?) mi dice che è la scelta giusta (c’è uno psichiatra online tra di voi?). Sono bicchieri scomodi, che contengono poca quantità di bevanda e non ci si può neanche infilare la cannuccia (e ti bagni tutto il naso, vabbè). Ma sembra facciano uno strano gioco di onde quando muovi dal basso fingendo di essere un esperto sommelier, e questo mi piace molto.  E’ un’illusione ottica che ti fa apparire una quantità spropositata per poi finire improvvisamente in quel restringimento. Come in un tunnel. Che non porta a nulla (ma cosa sto dicendo?).

Non è meraviglioso perdere tutto questo tempo per delirare sul restringimento del bicchiere da Margarita? Invece di correre a comprare quintali di mostarda in quel di Santa Venerina? Santosuccodibarbabietola! Corro.

(la domenica la fanno freschissima con la cannella e io che ho mangiato semi per una settimana: ne pretendo otto chili SUBITO!)

 

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!)

Ghost Cake. La Torta che a Halloween non può assolutamente mancare


 La Ricetta e la Procedura le ho spiegate tantissime volte. Non è che mi annoi e non voglia spiegarle più, intesi ma. Ma è meglio cliccare qui perché in quell’occasione ho fotografato i passaggi ed è tutto molto più chiaro con un po’ di foto che a parole (e no. Ancora non sono riuscita a filmare la Videoricetta, me tapina).

Per la Torta in sé si può adoperare qualsiasi ricetta. Io ho adoperato quella dei bicchieri che trovi sempre nel post segnalato. Se la fai e vuoi mostrarmela (su twitter ne ho ricevute diverse con il cuore e ne sono felicissima!) usa sempre l’hashtag #halloweenconmaghetta o semplicemente #maghettastreghetta. Oppure uploadala direttamente sulla Pagina Facebook o su Twitter. L’ultimo posto, francamente, è instagram. Mi dispiace sempre tanto ma purtroppo con la mole di notifiche che comporta un followeraggio (?) del genere è per me seriamente impossibile. Grazie infinite!

Per questa specifica ho adoperato per il fantasmino il classico impasto aromatizzato semplicemente con scorza di limone abbondantissima. Per il secondo impasto ovvero quello involucro ho adoperato quello classico al cacao (proporzione 2 di farina e 1 abbondantissimo di cacao amaro in polvere) che ho leggermente speziato con la cannella.

  • Per il fantasmino basta fare una piccola cupoletta e porla al centro.
  • Gli occhi sono naturalmente solo coreografici e non saranno in ogni fetta che servirete. Come rimediare? Ma con due gocce di cioccolato!

E’ sempre difficile dire poi a quale creatura (non sono mica piatti) mi affezioni di più. Soprattutto quando del novantanove virgola nove per cento (periodico) delle cose che pubblico non assaggio nemmeno una briciola (“ma allora chi le mangia tutte queste cose?”, domanda che mi viene posta, giustamente, dalle mille alle tremila volte al dì. La risposta è sempre quella “i santi ragazzi che lavorano per me, amici, parenti, Nippotorinese, Mamma, SantaSignoraPina, muratori che vivono in pianta stabile e un tragico etc etc. Per rassicurarvi – sempre giustamente sottolineato tre volte aggiungo – non butto mai il cibo). Dopo la lunghissima e doverosa parentesi, dicevo? Ah sì. E’ difficile perché diventano proprio creazioni-creature, talvolta proprio amichetti. Che quando li vedo finire giù per la trachea seriamente mi dispiace. Soprattutto quando si tratta di qualcosa per cui non occorre particolare fantasia per vederne le fattezze e sembianze. Come nel caso di questo adorabile fantasmino. Staccarsene è stato massacrante. Pensare di non poterlo tenere stretto a me sull’alzata nel mio ufficio mi ha devastato psicologicamente. E’ stato come impormi volontariamente di fare a meno di qualcosa (se soffro ancora? molto). Mi ha fatto pensare al mio adorabile Mino il Fantasmino, che ha avuto tanto rilievo in questo blog. Era il lontano 2005. Ero su Splinder. Era tutto diverso ma anche non troppo (qualcosa sono riuscita a scovare qui, ma i fedelissimi – chi non è finito nel reparto psichiatrico intendo – ne sapranno certamente di più) e io mi aggiravo di notte in Autogrill per riempire buste piene di cioccolato e caramelle. Prima con amiche. Qualche volta in solitaria. Poi con il Nippotorinese.

Ma lì eravamo già sulla via della salvezza e i saccheggi non erano viaggi verso il vuoto infinito della tristezza ma più allegre gite fuori porta. Con i mostri dappresso, certo. Ma meno terrore.

Un’idea che non potevo non realizzare dopo il cuore rosa, i pois, il cuore rosso, la carota, la zucca .Anche se.

C’è ancora Frankenstein, un ragno, Dracula, una strega, una scopa, una caramella gigante, la scritta trick or treat, Mino e l’intero Autogrill strapieno di Orsetti Haribo in versione Zombie da fare! C’è ancora tantissimo altro e come sempre tutto sta sfuggendo di mano arrivando sempre troppo presto (sono i deliranti ragionamenti che faccio mentre tutti mi dicono: sieditiiaiariposaticalmarespirasieditiRIPOSATIRESPIRA). Mi rattrista la fine, uff. Dopo la frenesia/adrenalina di cominciare un tour de Force di questo tipo è come se poi tutto all’improvviso: puff (uff, puff. Compro una vocale). Perché postare ogni giorno, Domenica compresa, alle 12.12 una nuova ricetta con nuove foto chi sa cosa sia un blog e cosa ci sia dietro-davanti-destra-sinistra può capirne la difficoltà oggettiva ma. Ma con tutto l’amore, la voglia e la passione diventa qualcosa da cui è difficile staccarsi. Proprio come un fantasmino dentro la torta coperto da una montagna di cioccolato. Senza contare la tristezza (paranoia mode on a palla!) che poi neanche un dolcetto insieme possiamo mangiarci. Neanche posso offrirvi davvero (ma davvero eh) qualcosa. Solo in formato pixel.

Perché sono così depressa? E’ Venerdì santomino! E poi è finito Halloween ma. Sta cominciando il Natale. Uhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh. E’ Venerdì davvero! E si ricomincia.



L’ho fatto intuire ma non scritto pubblicamente. Mino travolto da un impasto di cioccolato, tra tutti il mio preferito sei tu. Ci rivedremo presto. Lo so. Magari in Autogrill.

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!)

Twinkieland – Un Twinkie Mummia in onore di Zombieland


Come dicevo nel week end su Twitter, trascorso in solitaria senza il Nippotorinese in trasferta nella terra natia (uh che bello essere single!), sono già proiettata al Natale. Lo so. E’ assurdo lo so, dai. Considerato che ammorbo il web ormai da fine Settembre con questa Carnevalata Amerigggana (oh la finiamo? Non è il Carnevale Americano! Mettitelo in Zucca! E poi facci il risotto che è buono assai), Ieri il Conte Dracula Twinkie (che se ti sei perso trovi qui), è naturale pensare che in casa sia tra mostri e zombie. Per certi versi sì. Anche perché mega party del 31 da organizzare mi attende, ma c’è un’alternanza psicolabile di cervi, glitterini e nanetti paffuti vestiti di rosso. Lo scorso anno, nonostante mi sia forzata anche in maniera esasperata ed eccessiva di sfoderare tutto il residuo (poco) di spirito natalizio giusto per fare felice Papà e non fargli credere che fossi (come ero e sono) in una depressione mortale, non è che abbia dato davvero il meno peggio di me. Che per il meglio c’è sempre tempo. Stanca come sono e con i tempi ristretti ho dovuto rinunciare a miriadi di progetti interessantissimi, a molti dei quali solo una pazza come me ha potuto dire di no. Mi sono preservata giusto quattro minuti di sanità mentale da condividere con le persone che amo. Quelle che mi continuano ad “accusare” di essere troppo impegnata. Di non avere mai tempo. Blablabla (sacrosanti).



Per dire anche qualche sì, non perdere troppi treni (oh ma quanti ne passano! E’ l’ora di punta?) oltre a dormire poco, pensare (idiozie) molte, e rimboccarsi le maniche, sorridere e continuare fino a quando la testa fa BOOOOMM MMMMMMMM, altro non si può fare. Ho faticato davvero moltissimo, in termini soprattutto di esposizione e finta autostima, e non posso certamente cadere nel vortice di “non ci arrivo più”. A tal proposito, proprio perché bisogna credere di arrivarci sempre (e vincere soprattutto in un moto di ottimismo perpetuo) nasce un progettino. Così. La Domenica mentre Koi mangiava la sua zucca di peluche e io sistemavo quattro offerte di Materiale Elettrico alternando due biscotti a forma di albero di natale con le luci di caramelle. Il progettino si chiama #miiichefame e ho speso giusto due parole qui in questo status di Facebook. C’è anche un account Instagram e se ti iscrivi mi farebbe davvero piacere che me lo facessi sapere, in modo che anche io possa seguirti. L’iniziativa, seppur appena nata, pare che abbia avuto un avvio molto entusiasmante. Staremo a vedere cosa ne verrà fuori. Non è assolutamente (scritto font 234 in grassetto) una “community” dove sentirsi additate, giudicate e osservate ma piuttosto un luogo dove sentirsi al sicuro, meno sole e per certi versi supportate. Dove ogni “sbaglio” sarà preso per quello che è: qualcosa a cui si può porre sempre rimedio. Dove ogni vittoria sarà festeggiata con bande di nani da giardino festanti, bacetti e cuoricini. E’ nata come una sciocchezza buttata lì ma sento odore di qualcosa di buono (di Twinkieeeeeeeee! Devo smetterla, santapizzetta).


Per caso parlavo di Twinkie?! Ma quanto sono buoni? Raramente sono curiosa del cibo di voi umani ma questo Twinkie, santozombie! Tutti a dire che è buonissimo. Che ricorda un po’ la tortina paradiso ma ancor più soffice e gustosa. Un delirio senza fine tanto da richiedermeli per il party di Hallowen. La domanda che mi attanaglia è: si potranno congelare? Perché si sa che non sono affatto preparata in fatto di surgelazione (e mi rifiuto categoricamente di capirci qualcosa) ma solo così potrei davvero riuscire nell’impresa titanica. Tra l’altro questa settimana finiscono la facciata della casa, il cortile e pure la scala che collega alla dependance. Non lo dico per scaramanzia (cos’è che dicevo Venerdì 17 io? *risata isterica) ma forse che forse stiamo finendo.

E io dopo DUE anni di ristrutturazione sono combinata peggio di un qualsiasi Zombie.


  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!)

Suonano alla porta, ma chi sarà mai? Il Conte Twinkie Draculaaaaaaaaaaa


Giorni fa controllavo se i memo vocali fossero rimasti integri sul mio nuovo telefono. Nessuno osi pensare che io abbia preso il sei e il plus per puro spirito consumistico perché così non è. Per lavoro. “L’ho fatto per lavoro” è la mia scusa ufficiale che funziona sempre (o almeno credo). La prima cosa che mi viene sempre in mente è solo una: cosa penserebbero semmai dovessero trovare-rubarmi-estorcermi i cellulari? (nessuno mi faccia notare che il plurale è assurdo anche solo pensarlo. Sempre PER LAVORO, scritto maiuscolo, sono costretta a differenziare i contatti della mia vita). Con tutte quelle immagini di pupazzetti e sangue. Passando da Maghetta abbigliata di fiori a Norman Bates con la parrucca che squarta le pelli della vicina di casa e ci fa una abat-jour. Con tutti i miei social, le mie note bizzarre del tipo “dire a Sebi di comprare un mango che somigli a un fantasma” ma soprattutto i miei memo vocali, dove intono canzoncine con acuti di decibel preoccupanti sognando di cantare sulle spiagge della Sardegna insieme a Pier, marito di Ale. Con Pablo che fa da accompagnamento a tutto con un maranzanu siculo e Koi e Jana che ballano vestite in maniera siculsarda folcloristica. C’è anche Iris che balla la mazurca. Insomma cosa succederebbe semmai dovesse capitare in brutte mani? (fermo restando che la coscienza mi fa pensare che più brutte di queste sia umanamente inconcepibile)

Il fatto è che ho trovato il file audio tratto da Zombieland proprio quando si raggiunge la massima espressione filosofica del twinkie (su cosa sto farneticando? Ecco lo sapevo ti sei perso questo post!). Questo avvalora la tesi che io sia una psicopatica professionista e che mesi fa fossi incollata con il mio iphone alla cassa della tv per fare questo appunto vocale. Per  ricordarmi di prepararli. Trovare il file “twinkie rulez” è stato per me una sorta di segno del destino (o una conferma che dovessi intervenire e richiamare lo psichiatra. Ma sempre per via del lavoro-ottimascusa-non posso). Ero già allora convinta che la mia vita  sarebbe stata votata al Twinkie e che sarei diventata la massima esperta mondiale (contando che non so di cosa stia parlando, che non l’ho mai assaggiato né mai lo farò il tutto assume un quid ancor più geniale no?). Il file è la conferma suprema. Questo per dire che sono molto orgogliosa di ribadire: Twinkie Power. Vi convincerò tutti che nel twinkie si trovano le risposte alle domande più ancestrali del genere umano: a partire da è nato prima l’uovo o la gallina sino ad arrivare a quella che attanaglia l’Italia intera: il tiramisù di Pompi era davvero così buono? (Ombrella mi ha dato delucidazioni al riguardo e tanto mi basta)

Un po’ come se chiudesse una mia caffetteria (se non l’hai capita è semplicemente perché non mi segui e quindi sei sano di mente. Complimenti).

Gli Americani ricoprono i Twinkie con la glassa. Li immagino pure friggerli come fossero Corn Dog al lunapark. Ve li ricordate i Corn Dog, vero? E se no: non avete letto il mio libro e questo fa di voi, sempre, delle persone sane di mente (che ci fate qui? Spiegatemelo). Allora vedendo tutti questi Twinkie ricoperti di glassa mi sono detta:

e chi sono io per non ricoprirli di Pasta di Zucchero? Per diventare la Regina indiscussa dei Twinkie (sì, ho un problema) DEVO cominciare a dettare legge, mettere le mani sui fianchi e battere i piedini come la vecchia zia Gina nel cortile siculo con velo nero e pomodori secchi sopra la sedia di legno e corda intrecciata d’ordinanza. Ho cominciato con il Conte, perché è sempre stato surclassato qui dal signorino Frankenstein. Giusto per riequilibrare un po’. L’idea è quella di preparare tanti (ma proprio tanti, che vi assicuro vanno giù che è una meraviglia e piacciono ai palati più diversi) Twinkie e poi sbizzarrirsi. Con due-quattro dettagli vengon fuori davvero dei personaggi carini. Se si hanno a disposizione degli occhi di zucchero si fa anche prima.

Una semplice Tarte Tatin per ricordare che 11 e 12 Ottobre le Mele scendono in piazza per l’AISM


Per 8 persone

  • 8 mele (quelle Aism sono le migliori!)
  • 50 grammi di burro
  • 7/8 cucchiai abbondanti di zucchero semolato bianco

 

  • Per la pasta brisée: 200 grammi di farina, 100 grammi di burro a pezzetti freddo, 1 pizzico di sale, 2/3 cucchiai di acqua ghiacciata.

Versa la farina sul piano da lavoro e unisci il sale. Forma la fontana e unisci il burro a pezzetti come da copione per la preparazione per la brisée. Lavora con la punta delle dita incorporando pian piano il burro alla farina. Picchiettando e formando la famosissima “sabbiatura”, ovvero un composto sbricioloso-burroso che ricorda appunto la sabbia. Versa i cucchiai di acqua fredda e lavora velocemente senza maneggiarla troppo fino a quando ottieni una pallottola liscia e omogenea. Avvolgi nella pellicola e fai riposare in forno. Nel frattempo prepara la prima parte della cottura.

Sbuccia le mele e privale dei torsoli. Tagliale a quarti e poi ancora. Generalmente le mele devono essere tagliate non dico grossolanamente ma neanche troppo sottili. Imburra abbondantemente il fondo di una tortiera che possa andare sul fuoco diretto senza problemi (l’alluminio è ovviamente perfetto). Cospargi la superficie con 4 (5 se serve) cucchiai di zucchero e disponi le mele (io ho messo la parte centrale della mela tagliata trasversalmente al centro e poi ho proseguito a raggio ma dipende dai gusti). Cerca di sistemarle ordinatamente. Prosegui poi con un altro strato cospargendo sempre con lo zucchero e quindi i restanti cucchiai. Poggia sulle mele le altre fette e cerca di incastrarle per benino in modo che non lascino degli antiestetici buchi tra uno strato e l’altro (che diciamocelo: al momento del rovesciamento della torta potrebbero aggiungere un grado di difficoltà di cui francamente non sentiamo l’esigenza).

Metti la tortiera su una fiamma media (senza esagerare) per dieci minuti (8 dovrebbero essere perfetti) in modo che lo zucchero con il burro al fondo formi il caramello. Presta ben attenzione e non esagerare con la gradazione della fiamma. Nel frattempo puoi stendere la pasta brisèe con mattarello infarinato e piano pure, in modo da ricoprire per bene tutta la superficie delle mele che hai tolto dal fuoco. Rimbocca per bene la pasta (fai attenzione ai bordi perché sono chiaramente caldissimi. Non fare come me che molto furbamente ci ho lasciato tre falangette. Sono il solito genio. Se attendi qualche minuto non comprometti nulla). Dopo aver rimboccato per bene i laterali fai qualche piccolo forellino in modo che il vapore in cottura fuoriesca senza problemi e non inumidisca eccessivamente la base. Inforna a preriscaldato 180 per 40 minuti almeno non appena la base risulterà dorata. Quando la pasta è bella che dorata toglila dal forno e senza paura (arriva il momento fatidico che fa tanto detestare la Tarte Tatin!) rovesciala con decisione su un piatto. Devi essere decisa, coraggiosa, impavida (e tutti i sinonimi) perché se il caramello si compatta e raffredda rimarrà attaccata per sempre. Nei secoli dei secoli e avverrà davanti a te il famigerato disastro della Tarte Tatin (leggi: mele spatasciate ovunque e una cuoca disperata in un angolo a piangere).

11 e 12 Ottobre le Mele scendono, come sempre in questo periodo dell’anno, in piazza per combattere la Sclerosi Multipla (AISM). Puoi seguire l’associazione anche sulla Pagina Facebook, su Twitter,  su Flickr e su Youtube. In questa pagina puoi cercare esattamente la piazza interessata. Lascio dodici Link di ricette che contengono le mele giusto per qualche spunto visto che ne dovremo comprare a chili e catapultarci immediatamente a saccheggiare i banchetti come è giusto che sia. Dall’Antipasto al Pane. Dal Primo al Contorno.Dal Secondo al Dolce. Che sia nell’insalata con il radicchio, in abbinamento al pesce o alla carne, la mela è sempre una nostra fida alleata. In questo particolare caso per veicolare un messaggio importante che mai bisogna dimenticare: la Ricerca è tutto e l’AISM tocca tutti.