Tortine mignon alle Pere, Mandorle, Cioccolato e Vaniglia


Ingredienti per 6-8 persone

120 grammi di farina,110 grammi di zucchero, 120 grammi di mandorle in polvere, 2 pere, 175 grammi di burro, 100 grammi di cioccolato fondente, 2 uova, estratto di vaniglia (ma anche un pizzico di zenzero se si vuole un sapore più pungente)

Metti il burro ammorbidito e quindi tirato dal frigo fuori un bel po’ prima in una ciotolina. Taglia il cioccolato a pezzetti con la lama del coltello ottenendo piccole scaglie e pezzetti grossolani ma comunque sempre piccolini. Setaccia la farina con la farina di mandorla e unisci il burro ammorbidito lavorando un bel po’. Aggiungi le uova, lo zucchero e l’estratto di vaniglia. Lavora l’impasto energicamente o adoperando un robot da cucina. L’impasto dovrà risultare omogeneo e liscio. Riduci a piccoli pezzetti le pere e bagnale con il succo di limone in modo che non anneriscano. Aggiungi al composto infine sia le pere che i pezzetti di cioccolato e inforna a 160 per 50 minuti nelle mini teglie (da muffin sono perfette ma anche in una teglia intera, perfetta quella da plumcake classica). Le tortine risulteranno molto umide e sbriciolose ma di gusto eccelso. Perfette se ricoperte leggermente da una colata di cioccolato fuso.




Davvero pochissimo da dire su queste deliziose tortine che hanno inebriato palato e olfatto di tutti, qui. Non c’è stato un ospite che non mi abbia chiesto la ricetta. La preparazione è di una semplicità disarmante e inversamente proporzionale alla resa perché, diciamocelo, non ci si poteva aspettare così tanto da un lavoro-sforzo talmente minimo. Sono un’ottima idea per creare dei piccolissimi panettoncini per le feste. Si conservano benissimo, a patto che siano lontani dall’umidità, quindi nella scatola di latta direi che è perfetto. E non avevano bisogno di tutto questo tripudio di argenteria e tazze ottocentesche per risultare oggettivamente belli quali semplicemente sono (ma mi piace sempre tanto pacioccare con i ricordi, con i centrini e le meraviglie dell’ora del tè a Wonderland. Che ci posso fare?).

Davvero pochissimo da dire anche perché confesso che tra colpo della strega, febbre a 39 e l’impossibilità di fermarmi al lavoro e per giunta con il Natale in arrivo. Uhm. Meglio, no? Ticchetto di meno e si spera che produca di più (?).

Curiosità:

La tazza, con i tre piattini, l’ho acquistata quest’estate da Liccamuciula a Marzamemi. Qualche fermatempo la puoi trovare qui, nel caso. E’ dell’ottocento inglese e più volte mi sono colpita la nuca con il mattarello per non averne preso un’altra che a prima vista non mi convinceva. Arrivata al primo autogrill già piangevo (un evergreen, insomma).

Quella con i leggings grigi e i baffi tutta piegata-curvata-con l’impacco nei capelli riflessa nella teiera sembrerebbe la mia figura ma così non è. E’ Koi travestita da me in versione vergognosamente casalinga.

 

Banoffee Chocolate. Non la Pie però ma la versione mignon


Per 15/16 (tratti da Tea Time di Csaba della Zorza)

La pasta: 230 grammi di farina, 40 grammi di zucchero a velo, 30 grammi di cacao amaro, 190 grammi di burro freddo, 1 tuorlo, 2 cucchiai di acqua ghiacciata

Crema: 60 grammi di burro, 50 grammi di zucchero di canna, 300 grammi di latte condensato, 30 grammi di cioccolato fondente, 2 cucchiai da tè di sciroppo d’acero

Copertura: 100 ml di panna fresca da montare, fette di banana, cacao amaro con un pizzico di cannella setacciata

Setaccia la farina, lo zucchero a velo e il cacao in un recipiente. Aggiungi il burro a pezzi e lavora con le mani o con un impastatore elettrico fino a ottenere la classica consistenza sbriciolosa. Aggiungi l’uovo e continua a impastare e infine l’acqua fredda. Ottenuta una palla liscia e omogenea avvolgi in pellicola e lascia riposare in frigo per almeno trenta minuti. Imburra stampi per mini muffin o quelli che possiedi (vanno benissimo anche le teglie piccoline monouso di alluminio. Io ho adoperato quelle, per capirci). Stendi la pasta brisèe con il mattarello infarinato e ritaglia dei cerchi con un bicchiere o un tagliabiscotti. Fodera gli stampi e bucherella il fondo con una forchetta. Mettili in freezer e nel frattempo accendi il forno. Quando è arrivato a temperatura, ovvero a 220, inforna per 12-15 minuti massimo. Togli dal forno e lascia fuori. Falli raffreddare e poi mettili in frigo dieci minuti prima di toglierli dalle formine. Prima di sformare la base infatti devi assicurarti che sia fredda perché potrebbe sbriciolarsi e rompersi. Puoi conservare tranquillamente queste basi in scatole di latta anche per due-tre giorni e poi riempirle al momento del tè con fette di banana e panna.

All’interno di questi deliziosi recipienti puoi mettere una crema al caramello e comporre poi così il dolcetto: pasta brisée al cacao-crema al caramello-fette di banana e panna montata con spolverata di cacao amaro e cannella.

Per preparare la crema metti il burro e lo zucchero in un pentolino. A fiamma bassa lascia sciogliere lentamente sempre mescolando fin quando lo zucchero non si è completamente fuso. Aggiungi il latte condensato continuando a mescolare per almeno 5-6 minuti e sempre tenendo la fiamma molto dolce. Togli dal fuoco e solo allora metti cioccolato e sciroppo d’acero. Mescola per bene ancora ottenendo così una deliziosa crema che puoi conservare in frigo a patto che tu l’avvolga nella pellicola e lasciandola un po’ a contatto con la crema stessa.


Dopo la Banana Chip cioccolato e i bicchierini con la crema al caramello, banana e cacao di ieri, potevano mancare i Chocolate Banoffee? E’ una torta inglese a base di banane, panna e caramello (o dulce de leche se proprio vi annoia prepararlo in casa; se ne trovano barattoloni ormai dappertutto) su una base di pasta al cioccolato ma anche biscotti sbriciolati e burro, proprio come nella classica preparazione della Cheesecake. Wikipedia ci illumina circa la paternità sostenendo che appartenga a Nigel Mackenzie e Ian Dowding, proprietario e chef di The Hungry Monk Restaurant a Jevington, nell’East Sussex (hanno sfidato chiunque ad avere una letteratura/scrittura precedente agli anni in cui sostengono di averla inventata. Vincendo perché mai nessuno è riuscito a smentirli). Pare che risalga al 1971 a seguito di un viaggio di Dowding quando scoprì che il latte condensato e conservato in scatola potesse essere trasformato in un delizioso e inebriante caramello. In poco tempo diventa simbolo del ristorante e di una vera e propria realtà ed epoca, tanto che tutti impazziscono per questa torta, perché originariamente si trattava proprio di una vera e propria Pie mentre adesso si trova un po’ in tutte le forme (anche in formato muffin, per dire). Si può chiamare Banoffi o Banoffee. In Inghilterra si trova ormai ovunque e pare (sempre grazie a Wikipedia che ci dona sapienza e chicche in un colpo solo) che sia tra i dolci preferiti della Thatcher. Divenuto ormai  parte della cultura gastronomica, questo dolce è entrato a buon diritto nella lingua inglese: qualsiasi dolce porti con sé il sapore della banana e del caramello è appunto epitetato Banoffee.

Volevo abbinare questi deliziosi, piccoli e goduriosi Banoffee in versione mignon a un Giallo, a esempio per un tè con Poirot; li avevo appositamente scelti così per questo motivo del resto. Inglesi, con tanto cioccolato e svergognatamente goduriosi con tutta quella panna. Monsieur Poirot ero sicura che avrebbe molto apprezzato tra un ragionamento e una deduzione. Ho dovuto ovviare per mancanza di tempo perché disegnare una qualsiasi fumettoricetta era impossibile (sono troppo presa dalle lucette, oh!) e quindi perché mai non proporli sotto l’albero e le lucette? Sono comunque dei dolci perfetti per le feste, no?  (c’è da capire quali non lo siano)

Bicchierini di caramello, banana fresca, panna montata e una ventata di cacao e cannella


Crema al caramello

60 grammi di burro, 50 grammi di zucchero, 300 grammi di latte condensato, 35 grammi di cioccolato fondente almeno al 55 per cento, 2 cucchiai abbondanti di sciroppo d’acero.

Mettere il burro e lo zucchero in un pentolino. A fiamma bassa lasciar sciogliere lentamente sempre mescolando fin quando lo zucchero non si è completamente fuso. Aggiungere il latte condensato continuando a mescolare per almeno 5-6 minuti e sempre tenendo la fiamma molto dolce. Togliere dal fuoco e solo allora mettere cioccolato e sciroppo d’acero. Mescolare per bene ancora ottenendo così una deliziosa crema che si può conservare in frigo a patto che venga avvolta nella pellicola a contatto con la crema stessa.

Composizione:

  • Metti nel fondo del bicchiere la crema
  • Taglia delle fettine di banana e poggiale sulla crema
  • Copri con abbondante panna montata a neve ferma
  • Spolvera con cacao e cannella in polvere ben amalgamate

E’ un dolce che chiaramente, per via degli ingredienti, deve essere composto sul momento.

Dei bicchierini che si rifanno alla crema al caramello pubblicata oggi, come accade ogni dì alle 12.12, insieme alla Banana Chip Chocolate Cake, smorzati dalla panna montata freschissima e da una bella soffiata di cacao amaro e cannella. Si possono scegliere anche spezie un po’ più “aggressive” che smorzano tutto questa leziosità; a gusto, insomma. E’ solo un’idea da cui attingere. In pieno spirito da “riciclo natalizio” (ricordate i bignè con il panettone?) ma anche per servire eventualmente un dolcetto alternativo quando rimane troppa crema, quando si ha poco tempo o semplicemente quando si ha voglia di affondare il cucchiaino perché di fan dei dolci al cucchiai è pieno il mondo. La crema-salsa al caramello è abbastanza pastosa e potrebbe risultare pesante; in questa versione però, che a ben guardare è la scomposizione della Banana Chip Chocolate Cake imbicchierata e imbellettata, la sensazione sarà totalmente opposta: leggerezza e incredibile gusto.

 

Una Cheesecake al Limone o una Meringa? Ma facciamo tutte e due, va


 Per la base:

  • 350 grammi di biscotti secchi
  • 150 grammi di burro

Lemon cheese: 1 limone, 100 grammi di zucchero, 50 grammi di burro, 1 uovo, un pizzico di sale : grattugia la scorza di un limone non trattato biologico. Spremi il succo e filtralo. Mescola il burro a temperatura ambiente con lo zucchero e il sale. In un pentolino a bagnomaria fai andare il burro con lo zucchero, l’uovo, il succo di limone e il pizzico di sale fino a quando non ottieni una cremina. Aggiungi eventualmente un pizzico di maizena ma senza esagerare.

Per il ripieno:

  • 300 grammi di formaggio cremoso
  • 250 grammi di mascarpone
  • 150 ml di panna
  • 100 grammi di zucchero
  • la scorza di due limoni non trattati biologici
  • 6 fogli di gelatina

Per la copertura di meringa:

  • 150 grammi di albumi
  • 3 albumi
  • 4-5 cucchiai di acqua

Riduci in polvere i biscotti; sia con il mixer che chiusi in un sacchetto e colpiti da un mattarello poco importa. Fai fondere il burro nel microonde o nel pentolino senza raggiungere la cottura. Versa in un recipiente la polvere di biscotti e mischiala al burro fuso e 3-4 generosi cucchai di lemon curd- lemon cheese. Metti il composto come base nella tortiera imburrata e con il dorso del cucchiaio pressa per bene rendendo omogeneo tutto e risalendo lungo i bordi in modo che questa cheesecake risulti con le pareti laterali (coreografiche e pronte a raccogliere ancor meglio il delizioso ripieno)

Ammolla la gelatina nei fogli di acqua. Lavora il formaggio, il mascarpone, la panna e lo zucchero in un recipiente fino a ottenere un composto chiaro e cremoso e poi unisci la scorza. In un pentolino metti 50 ml di acqua e il succo di limone e lascia che arrivi a ebollizione. Togli la gelatina dall’acqua e strizzala e uniscila poi al succo di limone nel pentolino fin quando tutti i fogli  saranno ben sciolti. Lascia raffreddare il succo di limone e aggiungilo al composto di formaggio. lavoralo un altro po’ e poi versalo sulla base che hai conservato in frigo. Lascia riposare la torta tutta la notte  e poi procedi alla meringata.

Scalda lo zucchero e l’acqua per ottenere lo sciroppo. Fai sciogliere lo zucchero nell’acqua e aspetta che raggiunga l’ebollizione. Monta a neve fermissima gli albumi e versa lo zucchero sciolto ancora caldo sempre continuando a montare e facendo attenzione agli schizzi ( come in tutte le preparazioni classiche delle meringhe  e dei macaron per capirci). Una volta raggiunto un composto setoso liscio e bianchissimo (lavora il tutto almeno 12-15 minuti) metti la crema in una sacca da pasticciere e forma dei ciuffetti piuttosto alti. Se possiedi il cannello ancora meglio altrimenti per qualche minuto adopera il grill (a 250-275)  del forno per fare dorare la superficie (30- 45 secondi massimo. Guardala! Quando si sta leggermente dorando tirala fuori immediatamente). Conserva per altre cinque sei ore prima di servire.

Sono stata tre giorni assente la settimana scorsa, ma sul web pesano come fossero settimane (per voi è stata una liberazione, lo ben so).Uno dei tanti motivi l’ho reso pubblico sulla mia pagina facebook (qui) in un momento che definirlo instabile dal punto di vista emotivo è poco. Dopo l’invio, non mi vergogno a dirlo, me ne sono pentita amaramente. Sensazione passata appena qualche secondo dopo  la vostra valanga di abbracci, solidarietà, incoraggiamenti è arrivata. Non mi sono del tutto ripresa, complice anche un incredibile colpo della strega che mi ha fatto trascorrere un lungo week end con le sembianze di Igor . Gobba? Quale Gobba? Strafatta di efferalgan, incerottata e urlante ho pero’ avuto modo di fermarmi forzatamente (quando nessuno mi guardava tentavo di far foto, aggirarandomi di soppiatto ma puntualmente venivo intercettata. Credo proprio che Koi sia una spia e che comunichi attraverso microfoni nascosti con il Nippo e la mamma monitorando ogni mia mossa. Mossa per altro a rallentatore accompagnata da urletti e lamenti).

Queste quarantotto ore di nullafacenza hanno fatto sì che potessi ciarlare allegramente con la mia Cri , organizzando un Natale scoppiettante e ricco di sorprese incredibili. La nostra Bibi, infatti, ha intenzione di far esplodere il web con tantissime mirabolanti novità ; mi ha altresì coinvolto in diversi progetti culinari che francamente non vedo l’ora di eseguire. Fossi anche piegata come la Strega di Biancaneve, nella casa allagata in orario extra ufficio (ergo la notte).

Di questa cheesecake meringata ho impresso ancora lo sguardo di chi l’ha mangiata; bene o male lo stesso. Si può riassumere sinteticamente in: occhi fuori dalle orbite. E’ piaciuta moltissimo per la freschezza e per quel contrasto acre e zuccheroso del limone e della meringa. Essendo scenografica nonostante la facilità dell’esecuzione e della composizione stessa, si presta a diventare  protagonista della tavola. Anche in particolar modo in quelle festive che ci accingiamo ad allestire.

Chiunque la preparerà deve tenersi ben pronto a ricevere una bella scorpacciata di complimenti (bramo una vesione con pupazzetti di neve sopra le nuvole di meringa).

Non mi ero mai appassionata così tanto alle cheesecake come ho avuto opportunità di sottolineare qualche giorno fa. Le ho nettamente rivalutate anche dal punto di vista estetico, che diciamocelo prima trovavo uhm. Un po’. Un po’ cheap, anche se non mi sovviene davvero il termine adatto. Ce ne sono diversi ma non tutti opportuni. Dovrei coniarlo. Lo metto in agenda.

Come se fosse un dolce veloce che fanno quelli che non sanno fare dolci . Come se fosse un finto dolce che volesse apparire di grande fattura. Come se fosse lo scimmiottamento di un’elaborazione. Come se. Devo coniarlo, lo prometto. Un abbaglio colossale, alla fine. E non sono una che in questi contesti cambia facilmente idea, per altro. E’ diventata una smania, adesso, la mia quella di voler provare qualsiasi variazione. Mi sono ritrovata a prendere appunti come una novella Dottor Frenkenstein delle creature ibride (e pericolose immagino) di  cheesecake plasmate a tiramisù e panna. Di Cheesecake in matrimonio con brownies marmorizzati. E di molto altro. Sarà che l’efferlgam 500 mg provochi allucinazioni?

E della Cheesecake tiramisù con una sorta di croque en bouche di macaron sopra posso parlarne?  Ho uno schizzo psicotico che è apparso sul mio quaderno di appunti mentre guardavo Uomini e Donne . Il trono over mi da sempre molta ispirazioni. Capita già da un po’ di tempo  che disegni torte. Immaginandomi pianeti di zucchero. E che poi mi metta in testa di trasformarli davvero sul piano da cucina.

Non essendo esperta di dolci. Non avendo competenza nel campo ed essendo francamente una che pasticcia alla meno peggio la vedo dura;  considerando poi che la Pasticceria sia la matematica della cucina ed io stia alla matematica come Uomini e Donne alla Cultura. Beh.

Ma l’importante è crederci. Volerlo. Quantomeno provarci. Perché alla fine provarci è anche un po’ riuscirci no?

Cheesecake con Nutella e Mandorle di Agnese (Food Therapy)


Ingredienti
Per il guscio
300 g di biscotti Digestive
80 g di burro fuso
un cucchiaio di miele
1/2 cucchiaino di cannella
1/2 cucchiaino di sale
Per la crema
400 g di robiola
300 g di ricotta passata al setaccio
40 g di yogurt greco naturale [va bene anche il classico intero bianco, ma usando quello greco rimarrà più compatto]
150 ml di panna fresca
200 g di zucchero di canna
4 uova grandi
un cucchiaio colmo di fecola/amido/maizena
i semi di mezzo baccello di vaniglia
Nutella q.b.
Cioccolato fondente q.b.
Nocciole q.b.
Piccole variazione dovute a problemi di reperibilità in casa:
350 biscotti e 100 grammi burro
250 grammi di philadelphia (al posto della robiola), 250 grammi di mascarpone (al posto della ricotta), 100 grammi di panna (al posto di 150)
al posto delle nocciole abbiamo adoperato le mandorle
Procedimento: polverizzate i biscotti e mescolateli al burro, al miele, alla cannella e al sale. Utilizzate la pasta ottenuta per foderate uno stampo (22 cm) e mettete in frigorifero.
Accendete il forno a 160°C.
Amalgamate i formaggi con lo yogurt, la panna, lo zucchero, la fecola setacciata, le uova leggermente sbattute e la cannella.
Riprendete lo stampo dal frigorifero e versate la crema di formaggi dentro al crust.
In un pentolino, fate fondere a fuoco timidissimo qualche generosa cucchiaiata di Nutella. Distribuite sulla superficie del cheesecake, cercando di creare delle striature muovendo il cucchiaio [aiutatevi anche con un coltello], senza però mescolare totalmente i due composti.
Infornate per 55 minuti.Una volta rappreso [il tempo può variare da forno a forno], lasciate il dolce all’interno del forno spento [tenete uno spiraglio aperto con il manico di un cucchiaio di legno, o qualcosa di simile] fino a completo raffreddamento.
Mettete il cheesecake freddo in frigorifero, e ignoratelo come voleste farlo ingelosire. Poco prima di servirlo, circa una mezz’ora [o un paio d'ore, se volete che il cioccolato si solidifichi], sciogliete il cioccolato a bagno maria [o altro metodo a voi più congeniale] e usatelo per ricoprire il dolce. Tritate grossolanamente una manciata di tonde nocciole e distribuitela sul cheesecake.

Continuo a diventar matta con la storia di “La Cheesecake” o “Il Cheesecake”. A me viene spontaneo dire la. Poi leggo Agnese che scrive il. E solo un chilo di mandorle tostate e salate potrà, forse, salvarmi da tutto questo. Che sia il o la questa preparazione ha mandato al manicomio pazzi di gioia una discreta mandria di individui che continuano ad urlare ANCORA a gran voce. In tempi non sospetti epitetavo sulla mia pagina Facebook Agnese Negrini di Food Therapy come la regina indiscussa delle Cheesecake, proprio perché tra le molte cheesecake che ho fatto questa e un’altra che mostrerò (senza nessun tipo di variazione) sono state in assoluto tra le più idolatrate. In questi giorni pubblicherò preparazioni culinarie goduriosissime di tal tipo (Cheesecake Cannolo in arrivo e pure quella con Datteri e Acqua di Rose, che me l’hanno richiesta in tantissimi dopo averla vista su Instagram) prima di qualche settimana dedicata completamente al cibo leggero, ipocalorico e se vogliamo per certi versi dall’emblematico titolo (che aborro) “dietetico”. Questo perché prima di Natale una sorta di hashtag #primadimagnarmiottochilidipanettonefacciotregiornididietamisa vorrei proprio farlo partire. E’ un’idea brutta per caso?

Il grazie alla bionda riccia più bella della rete e non, che prima o poi dirà a noi comuni mortali come avere una capigliatura indimenticabile come la sua, e che la Cheesecake sia con voi (qui si progetta una versione RAW e Vegan Gluten Free insieme a Ombretta capace di racchiudere tutte le nostre piccolissime e non per nulla antipatiche esigenze).

(che diciamocelo dovremmo magnarci una fetta di questa e farla finita. OH!)

 

Altre Cheesecake?

Appunti su una Cheesecake Perfetta

 

Alien (Halloween) Whoopie con Bacche di Goji


 

1 uovo, 120 grammi di burro, 120 grammi di zucchero, 230 grammi di farina OO, 80 grammi di amido di mais, 1 cucchiaino di lievito in polvere, 1/2 cucchiaino di bicarbonato, 1 pizzico di sale, 100 ml di panna liquida fresca, 1/2 cucchiaino di succo di limone, 1 cucchiaino di estratto di vaniglia, colorante alimentare in gel o liquido nero.

Ripieno: formaggio spalmabile, marmellata di ciliegie con pezzi e bacche di Goji spezzettate.

Versa il succo di limone nella panna. Mescola e lascia riposare per dieci minuti. Lavora con un robot da cucina o con lo sbattitore elettrico il burro morbido con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungi l’uovo e l’estratto di vaniglia sempre lavorando con le fruste. Setaccia la farina, l’amido, il lievito, il bicarbonato e il sale. Con le fruste elettriche versa nel composto di burro gli ingredienti in polvere alternando con la panna liquida e il succo di limone. Pian piano fin quando tutto è ben amalgamato. Aggiungi il colorante alimentare. Quando l’impasto è molto denso e omogeneo trasferisci tutto in una sac à poche con una bocchetta liscia non più larga di un centimetro e mezzo.

Fodera la teglia con la carta da forno e se preferisci con una matita (meglio se alimentare) traccia una circonferenza per rispettare prima di tutto la distanza o la dimensione del biscotto stesso. Inforna per 12 minuti a forno preriscaldato a 180 e conserva in un luogo asciutto. Continua a infornare una teglia per volta nel forno fin quando l’impasto è esaurito.

I whoopie se conservati in scatole di latta (quando sono freddi intendo) si conservano benissimo; questo significa che possono essere preparati per tempo e farciti magari con calma il giorno stesso in cui verranno serviti.

Il terzo appuntamento di oggi con gli Halloween Whoopie (dopo il primo delle 12:12 con i Pumpkin Whoopie e quello delle 17:17 con I Whoopie neri) vede come protagonista un ripieno di quelli, appunto, personalizzabili e senza chissà quali grammature: solo formaggio fresco, marmellata e bacche di Goji. Allo stesso modo andrà benissimo pure della ricotta, zucchero, pistacchi tritati e pezzotti di cioccolato come anche robiola, miele e mandorle tostate con scorza di limone freschissima biologica non trattata. Infiniti gli accostamenti e gli abbinamenti. I whoopie possono poi essere arricchiti sì da disegni con il pennarello alimentare come nel caso dei Pumpkin di stamattina, ma anche con occhi e facciotte. Ho adoperato questi occhioni tridimensionali scovati su Amazon parecchio tempo fa (ne ho ancora tantissimi pacchetti che spero di far fuori domani durante il mio piccolo party) ma nulla ci vieta di farli semplicemente adoperando carta e stuzzicadenti. Un lavoro, se abbiamo bambini, divertente ancor di più. Se li provate e vi va di mostrarmeli non dimenticate di taggarmi su instagram con #maghettastreghetta o #halloweenconmaghetta oppure semplicemente lasciatemi la foto su Facebook. So che ci sono pure dei timidoni che preferiscono la forma privata e quindi ricordo sempre: info@maghettastreghetta.it. Mi fate felice in egual modo.

E che gli Halloween Whoopie invadano l’universo, come è giusto che sia!


Halloween Whoopie 2 – Il Ritorno



1 uovo, 120 grammi di burro, 120 grammi di zucchero, 230 grammi di farina OO, 80 grammi di amido di mais, 1 cucchiaino di lievito in polvere, 1/2 cucchiaino di bicarbonato, 1 pizzico di sale, 100 ml di panna liquida fresca, 1/2 cucchiaino di succo di limone, 1 cucchiaino di estratto di vaniglia, colorante alimentare in gel o liquido nero.

Ripieno: formaggio spalmabile, polpa di zucca, cannella, pochissimo colorante alimentare arancione.

Versa il succo di limone nella panna. Mescola e lascia riposare per dieci minuti. Lavora con un robot da cucina o con lo sbattitore elettrico il burro morbido con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungi l’uovo e l’estratto di vaniglia sempre lavorando con le fruste. Setaccia la farina, l’amido, il lievito, il bicarbonato e il sale. Mescolando con le fruste elettriche versa nel composto di burro gli ingredienti in polvere alternando con la panna liquida e il succo di limone. Pian piano fin quando tutto è ben amalgamato. Aggiungi il colorante alimentare. Quando l’impasto è molto denso e omogeneo trasferisci tutto in una sac à poche con una bocchetta liscia non più larga di un centimetro e mezzo.

Fodera la teglia con la carta da forno e se preferisci con una matita (meglio se alimentare) traccia una circonferenza per rispettare prima di tutto la distanza o la dimensione del biscotto stesso. Inforna per 12 minuti a forno preriscaldato a 180 e conserva in un luogo asciutto. Continua a infornare una teglia per volta nel forno fin quando l’impasto è esaurito.

I whoopie se conservati in scatole di latta (quando sono freddi intendo) si conservano benissimo; questo significa che possono essere preparati per tempo e farciti magari con calma il giorno stesso in cui verranno serviti.

Alle 12:12 di oggi blateravo circa i Pumpkin Whoopie promettendo che sarebbe stata la Giornata degli Halloween Whoopie. Eccomi quindi puntuale e fastidiosa come una tassa alle ore 17:17 per proporre un’altra versione con i colori bandiera di Halloween. Anche qui largo sfogo alla fantasia e agli accostamenti di gusto. Dai semplici coloranti alimentari all’arricchimento con zucca, cioccolato e qualsivoglia ingrediente, i whoopie rimangono personalizzabili sotto ogni fronte. Un’ottima ganache, semplice e gustosa, per imbottirli è un’idea vincente e io li lascio giusto qualche link (senza dimenticare marmellate e creme pronte):

La proporzione a cui attenersi è solitamente 2:1, ovvero due parti di panna e una parte di cioccolato. Lascia riposare in frigo prima di adoperarla (coperta con la pellicola a contatto).

Fermo restando che la via più semplice è lavorare ricotta-formaggio spalmabile/fresco con un po’ di zucchero e insaporire con spezie, pezzotti di cioccolato, frutta secca e quant’altro. Pure con il tè matcha, sì. Qualsiasi cosa. Il metodo migliore, a mio modestissimo avviso, rimane quello di lavorare la ganache/crema/ripieno e assaggiare. Togliendo e mettendo come fosse una formula magica in costruzione (improvvisiamoci streghe!). Chi come me non mangia derivati animali e a causa di intolleranze non può pasticciare assaggiando, basta attenersi alla formula 2:1 (e un po’ di occhio ed esperienza che non guasta mai) e soprattutto 0 paranoie. Formula magica che riuscirà sicuramente.

Ci vediamo alle 21:21 per un’altra idea. Ti aspetto!

L’angolo delle curiosità

  • Il centrino è ricamato dalla Nonna
  • Il piattino trasparente è di Maison du Monde
  • I mini marshmallow sono di Tiger
  • Etichette di Party Pieces
  • Il mini calderone, come molti lo hanno definito, è in realtà una cocotte di Le Creuset adatta per i legumi

Pumpkin Whoopie!


1 uovo, 120 grammi di burro, 120 grammi di zucchero, 230 grammi di farina OO, 80 grammi di amido di mais, 1 cucchiaino di lievito in polvere, 1/2 cucchiaino di bicarbonato, 1 pizzico di sale, 100 ml di panna liquida fresca, 1/2 cucchiaino di succo di limone, 1 cucchiaino di estratto di vaniglia, colorante alimentare in gel o liquido arancione.

Ripieno: formaggio spalmabile, zucchero a velo, cioccolato bianco svizzero (se vuoi potresti anche mescolarci dentro un pochino di zucca cotta in forno e un pizzico di cannella se ami l’aroma speziato). Il ripieno che trascrivo è davvero indicativo perché sono infiniti i modi in cui si possono imbottire questi deliziosi dolcetti.

Versa il succo di limone nella panna. Mescola e lascia riposare per dieci minuti. Lavora con un robot da cucina o con lo sbattitore elettrico il burro morbido con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungi l’uovo e l’estratto di vaniglia sempre lavorando con le fruste. Setaccia la farina, l’amido, il lievito, il bicarbonato e il sale. Con le fruste elettriche versa nel composto di burro gli ingredienti in polvere alternando con la panna liquida e il succo di limone. Pian piano fin quando tutto è ben amalgamato. Aggiungi il colorante alimentare. Quando l’impasto è molto denso e omogeneo trasferisci tutto in una sac à poche con una bocchetta liscia non più larga di un centimetro e mezzo.

Fodera la teglia con la carta da forno e se preferisci con una matita (meglio se alimentare) traccia una circonferenza per rispettare prima di tutto la distanza o la dimensione del biscotto stesso. Inforna per 12 minuti a forno preriscaldato a 180 e conserva in un luogo asciutto. Continua a infornare una teglia per volta nel forno fin quando l’impasto è esaurito.

I whoopie se conservati in scatole di latta (quando freddi intendo) si conservano benissimo; questo significa che possono essere preparati per tempo e farciti magari con calma il giorno stesso in cui verranno serviti.


Di whoopie ho parlato per la prima volta qui. La moda tra i foodie di tutto il mondo pare non essere cessata anche se i macaron, grazie anche alle fashion addicted, rimangono sempre sul podio a dispetto di questi cugini americani un po’ più rustici e meno blasonati. Quest’ultima giornata prima della Vigilia di Halloween sarà completamente dedicata ai Whoopie. Alle 17:17 in punto infatti si pubblicherà automaticamente un’altra idea e così alle 21:21. Con lo stesso identico (e semplicissimo) impasto infatti si potranno creare soggetti biscottosi diversi e stupire sia per gusto che per presentazione. La prima che propongo è una semplicissima zucchetta che ho disegnato grazie ai pennarelli costituiti da colorante alimentare, facilmente reperibili in commercio. All’apparenza sembrano dei veri e propri classici pennarelli da infilare nel portacolori. Per il mio imminente Halloween Party ne farò una versione Jack Skeletron, che purtroppo potrò mostrare ormai quando la notte del trentuno sarà bella che passata. Ne avevo in mente anche di verdi in modo da fare la base del facciotto di Frankenstein. Sono infinite le preparazioni che si possono fare con lo stesso impasto. Che ci siano zuccherini colorati fuori (attaccati con la glassa) o all’interno (impastati con il ripieno) o disegni con il pennarello alimentare, poco importa. I Whoopie, sicuramente più semplici e meno elaborati dei macaron, possono sicuramente entrare a far parte delle ricette papabili per la Notte di Halloween.

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!)

L’Etna è bianca, ormai



Tramonto. Pennarelli alimentari su pasta di zucchero come fossero carta e colore. In terrazza con Koi, curiosa guarda nella speranza che ce ne sia un pezzetto pure lei. Mi stringo nel primo cardigan di stagione. Guardo le nuvole nere passare e quella striscia che vira dal rosso intenso all’arancione. Il gazebo è senza telo perché il vento adesso potrebbe portarlo su ben oltre il cratere centrale. L’Etna ha la punta bianca. E se mi volto ti vedo. Che mi dici: “Amore hai visto l’Etna quanto è bella? Sembra un quadro”. Sembra un quadro, sì. Senza quella preziosa cornice che sorreggeva tutto.

Sistemo i piatti. Scatto. Controllo e la luce non mi piace. Sto per fare impostazioni-cancella tutto. Poi Koi mi guarda ed è come se mi dicesse che non si può cancellare. Che è ugualmente vita. Un’altra ma pur sempre vita. Allora lascio le cose come stanno, le faccio una carezza mentre le sorrido e le prometto una carota di cui va ghiotta. Ti rivedo di nuovo. E stavolta ti rispondo solo così:

Sì papà, sembra un quadro con una cornice invisibile che c’è. E che continua a sorreggere tutto.

Koi scodinzola felice perché mi ha insegnato una cosa nuova anche oggi. Entriamo dentro. Una carota da dividere ci aspetta. E forse pure qualcosa in più.

Cervello di Panna e Frutti di Bosco e 4 tipi di Muffin dal Cioccolato al Cocco, all’Avena e Mandorle, al Caffè sino alla Banana.


La Ricetta del Muffin al Cioccolato e Noci al Sapore di caffè 

Ingredienti per 12 muffin circa.
Ingredienti secchi: 320 grammi di farina bianca o semi integrale, 50 grammi di zucchero, 3 cucchiaini di lievito chimico, 1/2 cucchiaino di sale, 150 grammi di barrette di cioccolato fondente spezzettate a pepite, 50 grammi di noci spezzettate.
Ingredienti liquidi: 325 ml di panna fresca, 6 cucchiai di caffè espresso non zuccherato, 175 ml di latte parzialmente scremato, 50 ml di olio di girasole, 1 uovo (albume e tuorlo separati), 1 cucchiaino di estratto di vaniglia.

Mescolare insieme la farina, zucchero, lievito e sale. Incorporare il tuorlo d’uovo agli ingredienti secchi. Montare gli albumi a neve.
Mescolare insieme gli ingredienti liquidi rimasti con il miscuglio di uovo e ingredienti secchi e poi aggiungere l’albume montato a neve e le pepite di cioccolato insieme alle noci spezzettate. Non è necessario lavorare troppo la pasta.
Suddividere il composto negli stampi da muffin imburrati se non si usa il silicone. Fare cuocere i muffin per 20-25 minuti fino a quando saranno ben gonfi e morbidi e ben dorati.
Verificare la cottura infilando uno stuzzichino di legno.
Quando saranno pronti difatti questo verrà fuori bello asciutto.

Muffin alla Banana

Ingredienti per 12 muffin circa.
Ingredienti secchi: 240 grammi di farina bianca o semi integrale, 75 grammi di fiocchi d’avena, 3 cucchiaini di lievito per dolci, 55 grammi di zucchero di canna, 75 grammi di datteri secchi snocciolati tagliati a pezzettini, 40 grammi di noci pecan, 2 cucchiai di cannella in polvere.
Ingredienti liquidi: 190 grammi di yogurt bianco non zuccherato (se greco ancora meglio), 115 ml di olio di girasole, 75 ml di latte di cocco, 60 grammi di miele preferibilmente di acacia, 3 uova, 1 cucchiaio di estratto di vaniglia, 225 grammi di banana matura.

Preriscaldare il forno a 180.
Immergere i datteri in acqua bollente per circa 10 minuti. Mescolare insieme tutti gli ingredienti secchi, salvo i datteri, e mettere da parte un po’ di zucchero di canna per spolverizzare la superficie dei muffin.
Mescolare insieme tutti gli ingredienti liquidi salvo la banana.
Sgocciolare i datteri. Schiacciare la banana con l’aiuto di una forchetta. Incorporare la banana e i datteri alla preparazione di ingredienti liquidi.
Mescolare insieme le due preparazioni senza lavorare troppo la pasta.
Suddividere la pasta negli stampi da muffin imburrati se non si usa il silicone. Fare cuocere i muffin per 20-25 minuti fino a quando saranno gonfi morbidi e ben dorati. Verificare la cottura infilando uno stecchino di legno al centro dei muffin. Saranno cotti quando uscirà pulito.

Muffin con fiocchi di avena e Mandorle tostate leggermente salate

Ingredienti per 12 muffin circa.
Ingredienti secchi: 240 grammi di farina bianca o semi integrale, 75 grammi di fiocchi d’avena, 3 cucchiaini di lievito chimico, 85 grammi di zucchero, 1 cucchiaino di cannella in polvere, 1/2 cucchiaino di sale, 50 grammi di mandorle tostate tritate grossolanamente (leggermente salate se piace. Tenerne da parte qualcuna per la decorazione finale).

Ingredienti liquidi: 150 ml di latte parzialmente scremato, 110 ml di olio di girasole, 2 uova, 400 grammi di mela pelata, privata di semi e grattugiata.

Preriscaldare il forno a 205. Mescolare insieme tutti gli ingredienti secchi conservando un po’ di zucchero e mandorle per la decorazione finale. Aggiungere la mela grattugiata fino a quando sarà avvolta completamente nella farina che farà rallentare il processo di ossidazione.
Mescolare insieme il resto degli ingredienti liquidi, poi unire le due preparazioni senza lavorare troppo la pasta.
Suddividere la pasta negli stampi da muffin imburrati se non si usa il silicone e spolverizzare con zucchero adagiando sopra qualche mandorla tostata e salta.
Fare cuocere per 20-25 minuti fino a quando saranno ben gonfi e morbidi e dorati. Verificare la cottura infilando uno stecchino di legno al centro dei muffin. Saranno cotti quando uscirà pulito.
Raffreddare.
Servire.

Muffin Cioccolato e Cocco  

Ingredienti secchi: 105 grammi di farina bianca o semi integrale, 300 grammi di zucchero, 1 cucchiaino di lievito chimico, 85 grammi cacao in polvero amaro non zuccherato, 50 grammi di noce di cocco grattugiata o scaglie disidratate (in questo caso abbondate un po’ e arrivare a 70 grammi circa).
Ingredienti liquidi: 65 ml di latte di cocco, 165 ml di olio di girasole, 4 uova (albumi e tuorli separati).

Preriscaldare il forno a 200 gradi.
Mescolare insieme tutti gli ingredienti secchi conservando un po’ di noce di cocco grattugiata per guarnire la superficie dei muffin. Mescolare l’olio di girasole, il latte di cocco e i tuorli d’uovo. Montare a neve gli albumi.
Mescolare insieme le due preparazioni poi incorporare gli albumi montati a neve delicatamente senza lavorare troppo la pasta.
Suddividere la pasta negli stampi per muffin imburrati se non si usa il silicone e spolverizzare con la noce di cocco grattugiata tenuta da parte.
Fare cuocere per 20-25 minuti fin quando saranno ben gonfi e morbidi. Controllare il grado di cottura con uno stuzzichino di legno che se uscirà asciutto sarà indice che il muffin è pronto per essere sfornato.
Raffreddare e servire.

  • vaso: barattolo pomodori pelati
  • tovaglietta: tovaglia monouso di carta Ikea halloween version
  • teschi: mini teglie muffin-cupcake in silicone acquistate su Amazon uk

Adesso tu guardando il tutto mi dirai: sevabbècertoèarrivataquellachehatremilascemenzedihalloween! (così. Proprio tutto d’un fiato). Lo so che pensi che non ci sia effettivamente granché da dire se non si possiedono le tegliette monouso teschiose (la dobbiamo finire di parlare tutti così d’accordo? basta!). Ma non è affatto così! Perché le alternative sono molteplici e adesso spremo le meningi (di panna, pure le mie) e me le invento sul momento.

  • Ritagliare un po’ di carta forno. Avvolgere il Muffin. Disegnarci un teschio e voilà (oh questa è bella davvero).
  • Disegnare un facciotto con del cioccolato fondente, o glassa, proprio sul muffin nella parete laterale e ottenere così ugualmente l’effetto volto per poi proseguire con: cervello di panna e sangue di frutti di bosco.

E molto altro che sicuramente vi verrà in mente. Alternative? Correre al Lidl perché a prezzo bassissimo ci sono cose di Halloween davvero sfiziose. Di teschi a bizzeffe, seppur in formato teglia classica. Che non è mica un’ipotesi da scartare. Panna montata sul momento con sac a poche a punta zigrinata per fare effetto “cervella” e poi: topping, cremina di frutti di bosco o ciliegia, marmellata leggermente ammorbidita e resa più liquida con pochissimo latte (o acqua) seppur gli effetti grumosi potrebbero sembrare frattaglie schizzate dalla massa cerebrale. Che io chiaramente non ho.

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!)

Una Torta al Cioccolato per Halloween? Ti dico la mia Top Ten!


Una voglia irrefrenabile di Torta al Cioccolato? Ma di quelle proprio che noncelasifapiù? Quando tutto va storto e hai solo voglia di allargare la bocca 24 centimetri e ficcarti la teglia  orizzontale in bocca senza paura? Bene. Te ne propongo un po’ per tutti i gusti e palati. Eticamente scorrettissime e il contrario. Un po’ grasse e un po’ no. Saporite, speziate o classiche e intramontabili. In qualunque modo si esegua e proponga la torta al Cioccolato rimane l’indiscutibile regina per ogni fascia d’età.

La Torta di Cioccolato di Buddy Valastro

Per 2 Torte da 23  cm o per 24 cupcake

  • 1 tazza e 1/2 di farina per dolci
  • 1 tazza e 1/2 di zucchero
  • 1/2 tazza di burro ammorbidito a temperatura ambiente
  • 1/3 tazza cacao olandese
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1/4 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1/3 cioccolato fondente fuso
  • 1/2 tazza di acqua calda
  • 2 uova grandi
  • 1/2 tazza di latticello

burro e farina per ungere le teglie se non si usa il silicone (inciso: come ho fatto io *risata diabolica dalla regia*)

Preriscalda il forno a 180.

Metti la farina, lo zucchero, il burro, il cacao, il bicarbonato e il lievito nella ciotola di un robot da cucina provvisto di frusta a foglia (altrimenti lo sbattitore elettrico). Mescola a bassa velocità per qualche secondo fino a quando gli ingredienti sono miscelati bene. Poi aumenta la velocità e continua a mescolare per un altro minuto fino a ottenere un composto liscio.

Ferma il motore e versa il cioccolato fondente fuso. Mescola a bassa velocità e poi lentamente aggiungi l’acqua calda. Aggiungi le uova una alla volta e poi il latticello alla fine. Ferma il motore e raccogli l’impasto nel recipiente del robot se è rimasto attaccato alle pareti. Lavora fino al completo assorbimento e versa in teglie imburrate e infarinate di 21, massimo 23 centimetri.

Buddy ci consiglia di controllare se l’impasto sia tra i 21 e i 23 gradi centigradi prima di infornare la torta altrimenti potrebbe alzarsi in maniera irregolare (inciso: come è successo a me; che è una notizia irrilevante me ne rendo conto). Inforna per 30 minuti circa e controlla con uno stecchino di legno. Se asciutto tira fuori la torta dal forno e lascia raffreddare.

(conservala in frigo o in freezer fino al momento di decorare)

La Torta di Cioccolato e Pistacchi

Gli ingredienti per la torta sono:

  • 150 grammi di cioccolato fondente
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 150 grammi di pistacchio (tritato al mixer)
  • 150 grammi di burro
  • 6 uova (tuorli e albumi separati)

pizzico di sale
(teglia imburrata foderata meglio se apribile)

Gli ingredienti per la ganache sono:

  • 150 ml di Panna Fresca
  • 150 grammi di Cioccolato fondente
  • pistacchi per decorare: polvere e interi ( io ne ho adoperati altri 150 grammi per una versione super pistacchiosa ma regolati tu)

Per la copertura va anche bene una colata semplice di cioccolato fondente senza panna.

Forno a 190.  Fondi il cioccolato al micro o a bagnomaria. Frulla tutti i pistacchi . Unisci dapprima  50 grammi di zucchero e 50 grammi di  pistacchi fino a fare una polvere. Unisci burro fuso ma non liquido  e altri 50 di zucchero amalgamando bene con il frustino elettrico. Aggiungi il restante pistacchio. Aggiungi i tuorli uno alla volta e aumenta la velocità pian piano. Aggiungi il cioccolato fuso che deve essersi un po’ raffreddato. Monta gli albumi con un pizzico di sale a parte e sul finale aggiungi gli altri 50 grammi di zucchero agli albumi finché non sarà tutto liscio, setoso e sodo.

Unisci una cucchiaiata abbondante degli albumi all’impasto cioccolato-burro-zucchero-pistacchi e fai girare per un po’. Poi fai il contrario, ovvero incorporando l’impasto cioccolato-zucchero-burro-blablabla agli albumi. Lentamente. Con movimenti dal basso verso l’alto.

Versa  nella tortiera bella imburrattttttttisssima (rivestila di carta da forno per sicurezza) e in forno per 20 minuti (a 190) e poi abbassi a 180 per altri 20-25 minuti. Controlla con uno stecchino e se asciutto tira via la torta e fai raffreddare completamente prima di incorporare con la spatola la ganache e ricoprire con pistacchi interi o a pezzi.

Per la Ganache lavora panna e cioccolato fuso insieme con una spatola per dolci.

Torta al Cioccolato con Mandorle e Rum

  • 200 grammi di cioccolato fondente
  • 120 grammi di farina
  • 3 uova
  • 190 grammi di burro
  • 30 grammi di Rum Bianco
  • 60 grammi di mandorle tostate tritate
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • vaniglia in bacca
  • 120 grammi di zucchero di canna

In una teglia con della carta da forno fai tostare le mandorle a 180 per 15 minuti circa oppure prendi una padellina, come preferisci, e falle tostare ma senza esagerare. Non dovranno bruciacchiarsi insomma. In forno è più semplice, mettiamola così. Tritale con l’aiuto di un frullatore (io faccio con il bimby). Allo stesso modo trita letteralmente (e ottieni una sorta di polvere) il cioccolato fondente. Sì, insieme alle mandorle che hai precedentemente ridotto in polvere. Crea questa “farina” di mandorle e cioccolato fondente. Unisci la vaniglia fresca ricavata da una bacca al Rum. Setaccia la farina con il lievito e uniscila allo zucchero di canna. Dentro un’impastatrice (io ho lavorato tutto con il bimby) lavora farina-zucchero-lievito con polvere di mandorle e cioccolato fondente. Aggiungi le uova e lavora per almeno dieci minuti lentamente e nel frattempo unisci il burro morbido a tocchetti piccoli e infine il rum. L’impasto va lavorato molto e fatto gonfiare. Imburra per bene la teglia e cuoci per 40-45 minuti a 190 senza dimenticarti di fare come sempre la prova stecchino già dopo i 35 minuti  perché dipende sempre dal forno.

 

Torta Oreo

125 grammi di philadelphia, 250 grammi di biscotti oreo, 150 grammi di burro (100 di burro e 50 di burro di arachidi in alternativa), 3 uova, 30 grammi di cacao amaro in polvere, 120 grammi di zucchero semolato, 150 grammi di cioccolato fondente al 70%, 1/2 cucchiaino di lievito

Io ho frullato senza un ordine preciso tutto nel Bimby. Non bisogna chiaramente possederlo. Basterà frullare con un comunissimo frullatore i biscotti oreo (con tutto il ripieno, sì) e il cioccolato fondente e poi unire ingredienti secchi e liquidi aiutandosi con uno sbattitore elettrico o quello che si ha a disposizione. Un frullatore piuttosto “potente” potrebbe ugualmente svolgere la stessa funzione; allo stesso modo un’impastatrice per amalgamare il tutto. Allo stesso modo pure olio di gomito, sacchetto di plastica e violenza inaudita con mattarello. Insomma. Gli ingredienti non necessitano di chissà quale elaborazione. E’ importante che tutto si amalgami e diventi cremoso, compatto e liscio.

In una teglia imburrata per bene si versa il composto ottenuto e si infila in forno a 180 per 40-45 minuti. Controlla con lo stecchino.

Torta Mud di Donna Hay

Ingredienti: 370 grammi di burro ammorbidito, 220 grammi di zucchero di canna, 3 uova, 300 grammi di farina setacciata, 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio, 90 grammi di cacao in polvere setacciato per bene, 180 grammi di cioccolato fondente fuso (anche al microonde), 180 ml di latte intero.

Scalda il forno a 160. Lavora il burro e lo zucchero in un robot da cucina. E’ importante lavorarlo per bene almeno per 10 minuti ininterrotti. Il composto apparirà chiaro e cremoso. Unisci a questo punto le uova una ad una e lascia continuare a lavorare il robot. Incorpora la farina, il bicarbonato e il cacao (setacciati) e infine il cioccolato fuso (a bagnomaria o al microonde poco importa). Lascialo lavorare e infine aggiungi il latte.

Quando hai ottenuto un composto omogeneo versa in uno stampo tondo (uno di 22 cm basterà). Imburralo per bene o altrimenti adopera la carta da forno (per attaccarla alla teglia usa sempre un po’ di burro che farà da collante). Inforna per 1 ora e 15 minuti e verifica la cottura con uno stecchino. Fai raffreddare per bene e accompagnala con una spolverata di cacao amaro, un po’ di panna se piace o qualsiasi farcitura cioccolatosa.



Ghost Cake sì ma bicolor. Esageriamo va. Che è solo Lunedì.


La Ghost Cake pubblicata Venerdì è stata molto apprezzata e la cosa mi ha reso estremamente felice. Oltre a questa versione, che ribadisco rimane in assoluto la cosa più kawaii e tenera che mi sia piaciuta  quest’anno, ho voluto provarne un’altra. Un po’ più tetra e con i colori bandiera della festa, ovvero arancione e nero. L’impasto è sempre quello con i bicchieri di plastica (che trovi qui) mentre il metodo è sempre quello della “Ciambella dentro la Ciambella”- “torta nella torta” (che trovi spiegato in versione zucca qui, step by step con percorsi fotografici)

Si posiziona al centro prima il fantasmino. Si versa poi sulla sinistra l’impasto arancione e nella rimanente la parte l’impasto nero. Allo stesso modo qualsiasi altro colore e impasto torta/ciambella. Per gli occhietti ho adoperato naturalmente due goccine di cioccolato fondente; che si possono posizionare ad ogni fettona che viene servita o semplicemente da coreografia mettendola magari su di un’alzata con quasi la metà mancante e le fette che fanno da contorno già sul piattino  belle e pronte da servire.

Incredibile come una tecnica così semplice, facile e super veloce diventi scenografica e d’impatto e cosa ancor più assurda: indimenticabile. Il fascino dell’effetto sorpresa inaspettato, c’è poco da fare, a qualsiasi età e in qualsiasi contesto è sempre vincente. Se la provate mi fate sapere come è andata, per favore?

E Ghost Cake sia! ( ne ho in mente una per il mio Party di Halloween strabiliante. Devo solo sperare di avere il tempo e riuscirla a realizzare).


 

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!)