Insalatona di frutta condita con succo di limone e radice di zenzero



Somiglia moltissimo all’insalata di frutta che avevo fatto qualche anno fa con il lime e l’agave e che se ti fa piacere puoi trovare cliccando qui (tra l’altro in questo post trovi una sfilza di ricette davvero interessanti. E non lo dico perché le ho confezionate io e ho delirato al riguardo ma proprio perché quando le ho viste mi sono detta maguardaquantosonointeressantiquestericettechilehafatte? Salvo scoprire che ancora nessuno ha chiamato il 118 per rinchiudermi in una stanza insonorizzata e buttare le chiavi come è giusto che sia).

Insomma per dire che pranzo spesso e molto volentieri con enormi e gigantesche ciotolone di frutta. Ma proprio vasconi dove potrebbero nuotare lottatori di Sumo, eh! (ma perché mai un esempio calzante, incisivo e razionale io?). Vorrei fossero le mie monetine questi pezzotti di frutta e io Paperon de Paperoni. Puffete. Dentro. A bocca aperta cercando di spazzolare tutto e anche il più presto possibile. Grattugiare sopra la scorza del limone, arancia, mandarino o pompelmo è proprio una mia grande passione. Non mangio il miele da anni (a prescindere dalla mia alimentazione vegana) e non sono mai stata una vera e propria appassionata del prodotto, ma va comunque detto che quando servo agli altri queste insalate di frutta con condimento lime, miele e succo di lime è sempre un successo assicurato.

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Torta di mele e pane


La torta preferita in assoluto dal Nippotorinese è la torta di mele; difatti la prima che abbiamo cucinato insieme (quando ancora non sapevo neanche fare la pasta. Ah vero non la so fare neanche adesso) è stata proprio una rivisitazione della più classica di questo genere ma con l’aggiunta del riso. Ne ho parlato qui lasciando la ricetta (da provare assolutamente). Ne ho fatte diverse di torte di mele negli anni poi, sempre un po’ alla ricerca proprio come la mia Elli e BestiaBionda, che hanno dedicato alla regina tra i dolci anche un intero blog (eh mi sono persa il link. Qualcuno mi aiuti!). Sul mio libro in occasione dell’uscita di Frankenstein Junior ho realizzato un tortino di mele davvero speciale da dividere con la mia Valebrì tra risate e gobbe (gobba? quale gobba?). Negli anni, insomma, l’unica torta che non ho mai assaggiato in vita mia (dai non fare quella faccia. Non ho davvero mai mangiato una torta di mele, lo giuro! Ma un giorno ce la farò) è diventata simbolo di amore e di amicizia. Mi sono costruita insomma un ricordo importante in questi ultimi anni visto che in quelli precedenti (al contrario di quasi tutta l’umanità) niente mi lega alla Torta Di Mele. Mia nonna Grazia non faceva dolci ma mi comprava la granita. Mia nonna Angela faceva solo Turdilli e solo a Natale e comunque io non li apprezzavo. Mia mamma infine non ha mai fatto nulla che potesse andare anche solo lontanamente oltre una crema al cioccolato (e anche quella non troppo crema) perché ha sempre dichiarato che: “i dolci a me piace mangiarli. Mica farli”. Provengo insomma da una famiglia matriarcale assolutamente rivolta al salato.

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Peach cobbler Dolce alla Pesca – Ricetta da American Horror Story


Cobbler si riferisce ad una varietà di piatti, in particolar modo preparati nel Regno Unito e negli Stati Uniti che sono costituiti  da un frutto ( ma anche da una preparazione salata) alla base che viene ricoperta da un impasto “biscottoso” (sabbiatura farina-zucchero-burro) che ne forma una crosta deliziosa. Un croccante sopra e un morbido, sotto. Un contrasto papillogustativo. Un Crumble per intenderci? Ma sì dai, in fondo sì. Ma una via di mezzo con una pie. Tutto chiaro no? No, appunto.  Nel Regno Unito è straconosciuta la versione con la frutta, in particolar modo con le mele e le pesche (ne ho fatta una con le ciliegie la scorsa estate ma ho dimenticato di fotografarla, ahimè.  Rimedierò; magari non adesso che costano trenta euro al chilo).

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I regali della mia Amata Mary: Pere microscopiche adorabili dell’Etna


Mary e Nuccio hanno sempre delle delicatezze per me. Una volta le “pale di ficurinia”. Una volta dei fiori. Appena raccolti e bagnati dalla pioggia. Una volta le castagne, che ho mostrato estasiata con una serie di scatti  lo scorso anno. E tanti sorrisi e amore. Mary e Nuccio sono il sorriso e l’amore. E il miracolo di averli nella mia vita. E nel mio cuore. Grazie.

Non ricordo come si chiamano queste piccole perette che si trovano nel territorio vulcanico dell’Etna. La scorsa volta ero troppo distratta e stanca. Ma in queste piccolezze si celano fiabe di gusto e di amicizia. Un giorno ve la voglio proprio raccontare per bene. Questa Fiaba.

Banana Ghost – Le Banana Fantasma per Halloween


Adoro i Fantasmini Banana conosciuti in tutto il pianeta con il nome Banana Ghost! 

Suppongo non si possa trascorrere un Halloween senza confezionare ad hoc delle banane fantasmose. Tralasciando il connubio incredibile che di per sé hanno banana-cioccolato e cocco, direi che davvero.

No.

Davvero.

Rischio un esaurimento nervoso (leggi: peggioro il mio esaurimento nervoso in corso) se non le fate. E non mi mostrate tronfi e orgogliosi il vostro capolavoro bananoso. Continua a leggere