Grazia Giulia Guardo – Hollo Project – In vendita da oggi e Uno in regalo per te !


L’intenzione era quella di riassumere i quattro elementi aria, terra, acqua e fuoco. Un’immagine infantile che riuscisse a comprendere le essenze della vita e il frullato del sogno. La terra legata all’aria che fa muovere le foglie dove dondolarsi e l’acqua che coltiva fiori capaci di arrivare fin su nel fuoco delle stelle che accendono il cielo e l’iperuranio delle idee.
Un frullato di sotto e sopra che non conosce discontinuità. La disperata ricerca di un equilibrio.

Il mio primo Hollo si chiama: Continuum.

La continuità infinita di perseguire gli obiettivi e il sogno. Un moto perenne. Senza paura di tutti gli ostacoli, che saranno all’inizio troppi e che si riveleranno pochi e giusti, in un infinito.

Da oggi Continuum è in vendita e la scheda tecnica, con spiegazione corredata dalla mia ridicola autobiografia, si può trovare sul  sito Ufficiale di Hollo esattamente a questa pagina.  Per chi possiede già un Hollo c’è la possibilità di  acquistare soltanto il pannello frontale. A breve, se non mi danno il ben servito che merito  per i miei imbarazzanti ritardi, ci sarà qualcosa di diverso da Continuum.

Chi ha seguito la mia avventura,  seppur in maniera altalenante per via dei numerosi impegni che mal gestisco giornalmente,  sa quanto fossi indecisa tra Maghetta e il significato ancestrale  e allegorico del Nano. La scelta, nonostante il mio cuore la sapesse già, è ricaduta sul puro ego(centr)ismo.

Questo perché con fatica negli  ultimi anni ho compreso. Che prima di tutto e tutti dovevo ( e devo)  esserci io. Che se davvero volevo ( e voglio)  salvarmi era  ( è)  necessario imparare  ad accettare  me e quello che ero ( e sono). Se  fossi  poi riuscita a farlo, avrei potuto pensare di relazionarmi con qualcosa di diverso da me.

Ho scelto Continuum perché l’egoismo è stato in grado di lacerarmi dal dolore. Molto più che spesso ha fatto sì che restassi sola abbracciata  ai  miei ideali. Senza un amico o qualcosa che vagamente lo rappresentasse. Ho scelto me e la continuità di poter essere quello che la natura, gli eventi e l’inclinazione della mia anima continuano a gridare da che ne ho memoria:

Libera.

Dalle falsità, stereotipi, inettitudini e convenzioni.

Ho scelto Continuum e me. Per potermi dondolare a velocità intermittenti ma tranquille tra le foglie mosse dal vento, che talvolta fa  arrivare polveri gigantesche che accecano e annebbiano. Poi però ci sono le stelle a rischiare un po’ e far diramare nuvole di acqua. Che quando piove spazzano via soprattutto le lacrime. Che puliscono la faccia ed è tutto più puro e limpido.

Vedo trame già scritte nei miei pensieri e sogni passati. Sento fortissimamente che non tutto sia programmabile ma la certezza che lo diventa se lo vuoi davvero ce l’ho.

Quando ho visto il progetto finito e l’illustrazione su Hollo sono scoppiata a piangere. E’ stato esattamente ieri sera. Sono rimasta immobile davanti lo schermo. Ho guardato il Nippotorinese e.

“non mi piace. E’ orrendo. Dico subito che non va bene e che. Ritiriamolo . Non va. E’ tutto storto. E’ sbagliato questo. E’ sbagliato quello”.

Ho continuato per più di un’ora. Un mantra di dolore.

Stamattina ho visto di nuovo il progetto finito direttamente sul sito. Chi sta dietro tutto questo , anche se non ho mai avuto l’opportunità di abbracciarlo, è un amico. Ha capito il mio continuo disagio. Quello di sentirmi inopportuna e sbagliata. Capace di ferirmi con astuzia grazie all’ autocritica devastante.

L’ha pubblicato. Senza perdere altro tempo. Senza chiedermi più nulla. E allora. Sono rimasta immobile davanti lo schermo. Sono scoppiata a piangere di nuovo. Ho guardato il Nippotorinese e.

E non ho fatto in tempo a dire quello che poi mi avrebbe detto lui, abbracciandomi.

Quello che c’è disegnato su Hollo è esattamente quello che sono. Fuoco che accende la terra e acqua che spegne il fuoco.  E ancora Aria che alimenta il fuoco. Disequilibrio che forma equilibrio, o perlomeno ci tenta.E’ per questo che dapprima tento di farmelo piacere. E poi trovo conferma nel contrario. In un continuo divenire.

Alla fine ho capito, grazie soprattutto  a Pani, che non necessariamente l’ equilibrio significhi salvezza e sicurezza. Lo può essere anche l’esatto contrario. E allora.

In un continuo  disequilibrio allora mi mostro. E vivo.

Vorrei ringraziare per tutti gli incoraggiamenti soprattutto che sono stati scritti qui . Non proferisco mai parola  in queste occasioni. Abbraccio il monitor e ringrazio in silenzio  divinità nanose per avervi qui con me. Per non avermi  lasciato sola. Mai. Per esserci stati sempre proprio in quei momenti di devastazione fisica e mentale.

Vorrei consegnarvi un Hollo (uno ad uno)  direttamente a casa vostra e tenervi stretti a me. Nonostante sappia che sia solo una visione ho la certezza comunque che quell’abbraccio un giorno arriverà o si ripeterà come nel caso di Max;  ed è quello che mi rassicura e rende forte.

Un piccolo abbraccio cumulativo vorrei farlo oggi però e sarà possibile grazie ad Hollo in persona ( applausi a scena aperta e inchini) che mette in palio per la comunità Gikitchen un Hollo Continuum. Una Special Ediscion di Tombola per Anziani Hollosa (partano gli “yuppidu” registrati, grazie regia) . E vengo io a consegnarvelo e montarvelo !!! ( ahem no. Non sono così malvagia, suvvia).

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Hollo


Se il video non dovesse partire correttamente puoi cliccare qui 

E poi sì il momento pare essere arrivato. L’intenzione iniziale era quella di riassumere i quattro elementi aria, terra, acqua e fuoco in un’unica illustrazione maghettosa. Che comprendesse “infantilmente” a tratto le essenze della vita e del sogno. La terra legata all’aria che fa muovere le foglie dove dondolarsi e l’acqua che coltiva i fiori capaci di arrivare fin su nel fuoco delle stelle che accendono il cielo. Un frullato di sotto e sopra terra che ha tutto fuorché discontinuità. Ero assolutamente straconvinta che volessi questo per il mio amico Hollo. Nei cassetti si sarebbe così potuto riporre qualsiasi oggetto appartenente ai diversi elementi. Costumi nel caso dell’acqua, pentole nel caso del fuoco, palloncini colorati pronti a essere gonfiati e portati in borsa per legarseli al polso nel caso in cui si volesse fuggire lontano e terra perché nei cassetti si nascondono anche segreti e roba che va sotterrata dalla vista.

Poi un giorno è arrivato il Nano in tutta la sua semplicità. Un baffo sicuro e arrotondato. Anziano di millenni e di vite che può soltanto consigliarti saggerie. E può inventare appunto anche la parola saggerie per le cose sagge. Cappelli che nascondono mondi e contengono trame complicate di vite e ricordi. Guanciotte tonde dove affondare il facciotto nei momenti in cui hai solo voglia di piangere un po’ e occhi dolci dove perdersi e sorridere magari arrampicandoti sulle folte sopracciglia. La grandezza del nano. Sapersi nascondere pur essendo gigante di vita.

E mi sono ritrovata a chiedermi cosa fosse più giusto. Se l’idea iniziale o l’evoluzione. Se la complicanza dell’essere o la disarmante semplicità che non per questo risulta poi meno complicata di quello che apparente è. In un divenire costante che riporta sempre all’essere parmenideo e allo shakesperiano non essere.

Ma non è affatto un problema, in fondo.

Quello che ho capito da questa bellissima esperienza con Hollo, alla quale purtroppo non mi sono potuta dedicare come avrei voluto, è che indipendentemente da quello che viene mostrato vi sono cassetti segreti celati che non necessitano per forza di una cornice adeguata.

Hollo è semplice filosofia nella sua purezza. Si potrebbe per certi versi scomodare addirittura la biga alata e la reminiscenza dell’anima sino ad arrivare a Platone e all’idea. Quella parte razionale e intellettiva dove riporre sacchetti, pentole, vestiti e calzette e quella parte concupiscibile dove nascondere magari proprio giù in fondo al cassetto, terra e vermetti.

Lo scopo dell’anima di Hollo era per me quello di riuscire a guidare le due parti dritte verso il mio iperuranio di idee. Trasformare tutto semplicemente in pochi tratti ma che emanasse essenza. Di quello che si era. E che non si è affatto perduto: bambino e sogno.

E ai bambini e i sogni  piacciono le altalene e gli gnomi. Poi quando si è più grandi si vaneggia su filosofie, bighe e iperurani facendo finta di dire cose intelligenti ma la realtà è solo che.

Ai bambini e i sogni piacciono le altalene e gli gnomi. Perché ci si dondolano e dentro la barba li nascondono.

E allora metti anche tu i sogni nel cassetto senza paura. Che tu sia bimbo o che l’abbia semplicemente dimenticato.

Perché ti assicuro che sì.

Si realizzeranno.



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Hollo – Vi va di aiutarmi?


Assolutamente no. No e no. E no e no *batte i piedini.

Non mi sono affatto dimenticata del mio progetto Hollo (qui qualche dettaglio iniziale sul progetto) ma ho chiare difficoltà a star dietro ai vari progetti; non i miei dodici che almeno per l’estate sono assolutamente in standby ma quelli esterni di cui parlo (e non) e tutto quello che sorprendentemente accade “fuori da qui”.

Per questo motivo ahimè non ho potuto editare video, mostrare e uplodare le novità ma non ho mai in alcun modo accantonato il progetto con Hollo.

Dovrei aver già deciso l’illustrazione definitiva ma la verità è che proprio non riesco. Un affetto morboso e psicolabile mi lega ormai a Hollo ed in più la figura di Maghetta, che ero straconvinta sarebbe stata indiscutibile dal punto di vista grafico, è stata seriamente compromessa dall’avvento Nanoso (sìsì proprio questo Nano. Clicca qui >>> )

Insomma per farla breve sono disperata. Sì. Né più né meno. Il tarlo che mi tormenta è: lasciar perdere Maghetta e cedere alle lusinghe del Nano o dare fiducia alla nostra (perché è bellissimo che ormai sia anche un po’ vostra e non solo mia. E’ difficile da ammettere ma ormai sono nella fase rassegnazione) Maghetta ?

Ecco. Dipende tutto da voi. Via al TeleVoto! SchermoVoto! SchermoVotoNanoMag! insomma ci siamo capiti (fatroppocaldoaiuto).

Bottone rosso per il Nano con il rumore che fa pppppppppiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.

Bottone rosa per Mag con il rumore che fa giiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.

Via!

Tutti i Post in cui parlo di Hollo e i Video:

Hollo e il Nano nel cassetto

Hollo Coffee Surf

Hollo work in progress

Hollo Video Work in progress 

Hollo e Gikitchen 

Evvabbè ho pure fatto un Tag Categoria qui sul Gikitchen e quindi nel caso si avesse voglia di vedere tuttotuttotutto quello che riguarda Hollo basta cliccare qui.

Il Nano Hollo è il mio sogno nel cassetto


Pur allettandomi fortemente l’idea di Maghetta e Hollo insieme che danzano felici tra tratti, segni e ghirigori non riesco a smettere di pensare ad una forma nanosa. Confesso di bramare il Nano Hollo come raramente mi è accaduto. Che sia grande, barbuto e cappelloso o che sia colonia.

E poi diciamocelo i nani fashion abbigliati color pastello nascondono l’essenza della beltà (filosofia nanosa). 

A conferma che la mia esistenza è fatta di tragiche scelte come questa “Nano sì Nano no” non  resta che arrovellarmi.

Non sai di che Hollo sto parlando? (vergogna!)
A seguire chiarimenti:

La mia avventura con Hollo:

Video: 

Questa sarà proprio una settimana Hollosa. 

Hollo Work in Progress- Coffee Surf



E no. Non  mi sono dimenticata di Hollo, anzi dichiarerei giusto il contrario. E’ stata una settimana un po’ più impegnativa dal punto di vista organizzativo. Entro Sabato deciderò ( me lo sono imposta) definitivamente quale vestito fare indossare al mio amico Hollo;  anche perché ho raccolto tantissimi consigli, nozioni e informazioni da voi che sorprendentemente mi state accanto non facendomi mai sentire sola ( Grazie. Grazie. Grazie).

Sino a Sabato quindi qui si riverseranno tante immagini Hollose e appunti visivi per continuare in questo work in progress cumulativo che tanto mi sta piacendo/entusiasmando  e che confesso vorrei non finisse mai ( sarà per questo che sto ritardando? *disse fischiettando fissando l’oblio).

Oggi Hollo indossa un piccolo oceano di caffè sul quale sbizzarrirsi tra onde di caffeina e salti acrobatici tra chicchi sferzanti di energia.
Maghetta in versione estiva è vergognosamente poco realistica. Chi dovrebbe mai crederci che sta lì a cavalcare onde, seppur di caffè, sotto il sole in pantaloncini? Molto più credibile se fosse notte.

Uhm.
Ok urge una Luna a forma di tazza sulla sinistra.

E voi un Hollo con la moka lo vorreste? (vedo facce perplesse, uhm)

La mia avventura con Hollo:

Video: 

Hollo – Work in progress


Non potevo non fare (uh quanto mi piace la doppia negazione) qualche appunto visivo anche su Ipad. Confesso poi la voglia irrefrenabile di provare qualche vestitino a Hollo con l’aiuto del  Galaxy Tab 10.1; che pare essere un ottimo foglio se corredato da SketchBook.

Insomma questi sono due semplicissimi schizzi fatti in autostrada mentre il Nippotorinese guida  (ed io gioco con tutti gli aggeggini). Colpa sua ordunque se è tutto traballante.

Uscire con me è come portar fuori una bimba. Ho bisogno della borsa esclusivamente dedicata a colori, conigli, nani, obiettivi, gadget. Al rientro poi vi è sempre un esubero di oggetti. Ma mica è colpa mia se tante sciocchezze sono in cerca di casa?

Il progetto Holloso, lo confesso, mi piace sempre più. Se prima ero semplicemente entusiasta adesso sono elettrizzata; se continuo però a dedicarmi solo ad appunti visivi, idee veloci e frizzi e lazzi mi licenzieranno in tronco e tutti i nani da giardino andranno via di casa. Perché? Perché qui non si fa che parlare di lui. Il nostro amichetto adorabile Hollo. Ho pure chiamato l’architetto per spiegarle che una stanza apposita per Hollo non è poi una cattiva idea.

Devo un po’ tirare le somme insomma, e decidere cosa fargli indossare definitivamente ma.

Ma è troppo divertente vestirlo, uff. Posso continuare ancora un po’?

*Nessun Hollo è stato paragonato ad una Barbie da vestire con diversi outfit da una bimbetta viziata che colora e disegna in macchina lamentandosi dell’asfalto poco armonioso.

Hollo & Gikitchen


Io e Maghetta siamo super impegnate neuronalmente e quindi senza ombra di dubbio alcuno posso dire che siamo: disoccupate*sostenne ridacchiando con la sua fida compare dalle calzette a strisce.

Il progetto Hollo che mi vede impegnata a realizzare (leggi: rovinare per sempre la reputazione di questa Azienda) un’illustrazione ( clicca qui per le specifiche, semmai fossi curioso) per questo strepitoso mobiletto minimalista, che sarà poi messo in vendita,  è cosa assai ardua.

La domanda principale che generalmente ci si pone in una situazione del genere, fissando l’oblio, è:

ma perché hanno scelto me? C’è davvero tutta questa crisi in Italia?

Ah no.

La domanda principalmente, riformulo pardon, che generalmente ci si pone in una situazione del genere fissando l’oblio è:

Dove andrà collocato Hollo una volta che verrà acquistato ( avendo una pistola puntata alla tempia)?

Io e Maghetta siamo rimaste ferme lì con matite in mano e sguardo vitreo perché in effetti l’illustrazione potrebbe in qualche modo compromettere la collocazione. Salone, bagno, cucina, terrazza, lavanderia, armadio (sì dentro un armadio e perché no?), macchina, scooter, mongolfiera ( chi è che non ha una mongolfiera e soprattutto chi è che non vuole metterci dentro Hollo per sistemare le funi correttamente ?)

Insomma. Il dilemma principale che mi/ci siamo poste è  proprio la tipologia di illustrazione. Una maghetta che cucina cupcake tra il tappetino del  bagno e l’accappatoio per terra appallottolato non sarebbe opportuna (mentre un mobile in una mongolfiera  o su uno scooter sì. Tutto torna no?) come allo stesso modo inappropriata una maghetta in pantofole e pigiama che si lascia cullare dalla luna tra il frigorifero e il microonde.  Insomma (quando sono nervosa abuso dell’insomma. sì). Insomma, dicevo. Insomma. Insomma.

Insomma sono ore irrequiete . Si aggiunge poi l’ennesimo quesito:

ma dentro la mongolfiera Hollo ci entrerà?

Questo per dire insomma che il mio Hollo Work in progress procede e ne sono entusiasta a dir poco certo, ma la mongolfiera.

La mongolfiera mi tormenta.

Chi ha una mongolfiera può dirmi per favore qualcosa in più ? Grazie.

( e comunque so finalmente dove mettere i miei nani da giardino. Devo solo comprare una mongolfiera ed è fatta. Potrò viaggiare finalmente con i miei nani da giardino collocati appositamente dentro Hollo all’interno di una mongolfiera. Compro anche uno scooter, va)

( sì mi sto confondendo. Insomma).

Errata Corrige: una costume ( stomalesantocielo)

Hollo


E’ un nome simpatico Hollo. Ho pensato seriamente di chiamarci mio figlio, così semmai un giorno dovessi dar prova di essere una genitrice orrenda che non divide pupazzetti con la prole.

E’ largo 110 cm, profondo 43 cm, Alto 106 cm e ha un peso complessivo di 62 chili. Cosa da non sottovalutare inoltre è candidamente minimalista, bianco e puro come solo un foglio pronto a raccogliere un iperuranio di idee potrebbe essere.

Difatti Hollo è proprio un foglio dove poter scarabocchiare appunti visivi, concetti e mondi. Diversi artisti e designers si sono cimentati nella realizzazione di capolavori di idee e alcuni nomi sono visibili qui nel sito ufficiale di Hollo. Per farsi un giretto sui diversi vestitini di Hollo poi basta navigare e sorridere un po’ proprio nello spazio web.

Hollo su Facebook >>>>>

Cosa c’entro io con Hollo?

Fino a poco tempo fa sfortunatamente niente ma adesso  siamo amici, come se fosse un mio nano da giardino per intenderci; quindi  si sentirà parlare molto da queste parti di me e il mio amico Hollo.

Un Signore ( che al momento preferisce rimanere nell’ombra di un cassettino. Servirò per lui dolcetti e bibite nell’attesa che voglia uscire allo scoperto), non completamente capace di intendere e volere mi ha invitato a realizzare un’illustrazione per Hollo che verrà serigrafata e messa in vendita per chi in un momento difficile della propria esistenza voglia in casa in formato cassetto-apri mondo una mia visione.

Sì. Perché mi sono convinta che aprendo il cassetto a secondo della visione impressa su Hollo entri proprio lì. In quel mondo segreto che si è creato.

Moltissime poi saranno le sorprese e i colpi di scena e se non ce ne saranno me le inventerò perché è davvero tutto possibile. Basta solo volerlo e nel mio caso incontrare anche persone che sorprendentemente si affidano nelle mie (cattive) mani.

Il work in progress della mia esperienza con Hollo verrà documentata attraverso video e foto perché questo mondo vorrei proprio costruirlo con voi. Ne fate parte e siete singolarmente musa, talvolta inconsapevole, di ogni singolo tratto.

Grazie infinite per l’opportunità e.

E si comincia.