La casa del Totano a Salina


C’è una casa in un paese tranquillo chiamato Leni, proprio sotto il Monte delle Felci dove le  nuvole basse si diramano come zucchero filato e le onde del mare in tempesta si infrangono proprio sotto. E’ bianca e azzurra. Come  i colori del  calamaro in mezzo al mare. Infatti è la casa del Totano sulle onde. Per accedervi devi camminare un sentiero un po’ dissestato. Alla tua sinistra ci sono fichidindia ed a ben pensarci anche alla tua destra. Devi percorrere al buio in perfetto equilibrio la strada stando ben attento alle altezze e agli ingombri. E’ difficile arrivare alla casa del totano se non hai scarpe adatte; quelle sapientemente cucite da Geppetto o da qualche falegname magico che solo nelle favole c’è. Quando arrivi si illumina a giorno come uscissi da un tunnel. Un pesce penzolante, una pila siciliana con il tubo dell’acqua e una brocca con due mele. Un annaffiatoio azzurro e un albero di limoni. C’è una sedia di vimini dei primi del novecento  che somiglia ad una chaise longue, dei salottini e un tavolo pieno di ceramiche. Ombrelloni per ripararsi dal sole e un piccolo tappo di sughero scavato con dentro con una piantina messo vicino al fermaporta adiacente alle scale. Le scale sono colorate di animaletti disegnati ed ogni passo che ti porta su racconta storie magiche di creature colorate venute da lontano. Da sopra vedi ancor più alto il mare che ti sembra di essere su una nuvola. Le onde infatti sono lì. Sotto di te e sopra di te. Alla tua destra e alla tua sinistra. Sei circondato da magiche creature marine.

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Palma di Majorca- Palma de Mallorca- Majorca- Mallorca- Insomma quell’isola bella là


Di Palma de Mallorca ne ho già parlato qui >>>

E vabbè all’uscita dell’accoglienza portuale di Palma di Maiorca posizionano i tassisti più hermosi ( per dimostrare di saper dire qualcosa a parte olè e corrida. Furba no?) . Due anni fa il mini giro turistico con Pedro e questa volta no mini giro turistico con Pedro. Ma non era il nostro Pedro tondetto con acconciatura anni ottanta abilmente mesciata (che si scrive così) con ossigeno a ottanta volumi bensì altro Pedro tondetto senza capelli dalla risata contagiosa ( e comunque le meches non gli sarebbero state bene per via della carnagione olivastra). Optiamo per il no tour ma l’entusiasmante opzione ” mollaci alla cattedrale che famo prima “. La cattedrale di Maiorca è stupefacente e magnificente. Enorme proprio sul mare.

Io e il Nippo cominciamo questa litania quando veniamo interrotti da Pedro che scusandosi di  non sapere l’italiano ( ma tanto manco noi italiani lo sappiamo *risate registrate*) ci confida che la Cattedrale non è più bella come una volta.

Colpo di scena.

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