30 Insalate Sorprendenti e tante Idee Leggere e Gustose Facilissime da preparare


Cliccando sulle immagini delle ricette si verrà catapultati nel post apposito (me lo dite se funziona? Sbaglio sempre, uff), essendo elaborazioni fatte lo scorso anno ( qualcosina anche prima) che riesumo giusto per fare un bel riassuntino pre-vacanze. Chi invece (giustamente scritto a caratteri cubitali luminosi glitterati font 234) non avesse voglia e tempo di perdersi nei miei deliri spero apprezzi la sinteticità (nessuna rida capito? NESSUNO! Solo il cielo sa quanto sia stato faticoso non essere prolissa) delle poche righe poste sotto le foto. Sono idee davvero veloci e facili da realizzare. Detesto la parola “consigli”e quindi adopererò: spunti per trasformare qualcosa di ovvio e stravisto nell’esatto contrario (sono prolissa? MENTITE!).

Adopera del Salmone freschissimo o affumicato, come preferisci. Lascialo marinare, dopo averlo tagliato a fette sottilissime in abbondante succo di limone o lime aggiungendone la scorza grattugiata. Su un piatto metti della rucola freschissima ben lavata o dello spinacino fresco. Poggia le fette di salmone, se vuoi qualche fetta di lime o limone a corredo, e chiudi con una pioggia di sesamo bianco (o nero) tostato in padella con il sale. Chiudi con un po’ di yogurt bianco naturale leggermente insaporito da olio extra vergine d’oliva e sale.

Se ti piace il gusto piccantino del wasabi non dimenticare di metterlo nel dressing. Sarà una nota speciale.

Il tofu con l’avocado: un connubio perfetto; soprattutto se entrambi conditi da Salsa di soia. Il tofu arrostito in padella antiaderente senza alcun tipo di condimento e servito con l’avocado anch’esso semplicemente riscaldato e poi entrambi ricoperti da salsa di soia diventa un piatto proteico, leggero e ricchi di grassi buoni da non perdere. In questa insalata, oltre al tofu naturale tagliato a dadini con l’avocado, ci sarà la consistenza e la croccantezza dei pistacchi di Bronte con i crackers sbriciolati, quelli che piacciono di più. Per gli amanti della galletta di riso sarà piacevole scoprire come anche il dischetto di polistirolo senza sapore (non è vero! la galletta di riso è buonissima!) possa diventare indispensabile.

La bresaola fritta diventa croccante ed è perfetta a corredo di molte idee culinarie e insalate. In una padella con poco olio basta far saltare pezzotti di bresaola per ritrovarsi queste gustose chips di carne. Questa insalata di Gamberoni abbinata all’avocado (macerato nel lime e nell’olio extra vergine d’oliva) e lala bresaola fritta è uno dei cavalli di battaglia di molti cuochi d’oltreoceano (Ramsay uno su tutti). A chiusura del rosmarino fresco o qualche erbetta e il mare e monti esotico d’oltreoceano (un piatto globale, insomma) è servito.

L’alga wakame non è difficile da trovare ormai. Ricca di proteine e ferro diventa amica e alleata per i vegetariani, vegani ed extraterrestri antipatici come me. Si deve solo lasciarla idratare in acqua per qualche minuto e godere di tutte le proprietà. Chi non l’ha mai provata in insalata ma apprezza la zuppa di Miso ne rimarrà estasiato non appena l’avrà sul palato semplicemente in insalata con salsa di soia e sesamo. L’alga wakame accelera il metabolismo, sazia ed è praticamente acalorica. Prova costume a parte chenoncenefregaproprioniente, è un alimento da inserire nella propria dieta alimentare tutto l’anno. Provala con i pinoli e con i semi di girasole (quelli di chia? Come non ci fosse un domani).

Che siano ceci sapientemente cotti in casa (gnam) o in scatola (è estate e non si ha molta voglia di stare otto ore davanti ai legumi in genere. Qui sì però, ecco) serviti con yogurt bianco, cumino, sale e olio extra vergine d’oliva si farà un figurone. E’ un piatto, soprattutto se si adoperano i ceci già lessi in scatola, che sorprende ogni volta anche e soprattutto d’estate. Un piatto unico già perfetto così, specie se arricchito da un wurstel tedesco i carne pregiata e senape come nel caso del post. I ceci con lo yogurt e cumino se accompagnati da una punta di senape al miele diventano: piatto cult.

Il pollo sta bene con tutto e si sa. Perfetto con lo yogurt bianco e le erbette (o con la senape) si presta a infinite variazioni per ricche insalate (unica porzione) leggere e nutrienti. Arrostito in padella (anche senza olio se si ha voglia di non eccedere con i grassi) con pezzi di mango macerati insieme al lime e avocado non troppo maturo insaporito da salsa di soia. Radicchio se si vuole ed erbette fresche per profumare. La frutta secca, come le scaglie di mandorle, diventa in questo caso ottimo corredo per la nota croccante.

Quei pacchetti di Chips di gamberi che si trovano al supermercato etnico come li serviamo? Perché non sono patatine a ben pensarci. Con un’insalata semplicissima di feta greca e avocado e dressing di sesamo (nessuno mi faccia notare che ho un problema barra feticismo con l’avocado. LO SO).

I noodles anche freddini in insalata non sono niente male; soprattutto se serviti nell’acqua dove hanno cotto con le alghe. Avocado e datterini con tanto sesamo a corredo. Di insalate di Noodles se ne possono fare davvero tantissime. Si possono preparare in anticipo ed eventualmente riscaldare o semplicemente servire a temperatura ambiente (sarà perché qui la temperatura ambiente è 90 gradi all’ombra).

L’insalata di riso è un evergreen estivo sì, ma aromatizzare la maionese con polvere di pistacchio? Lo avete mai fatto? Se no: vi prego. Fatelo. Anche con le mandorle o nocciole non è niente male. Sul fatto di aggiungere senape o wasabi neanche lo dico perché è praticamente ai limiti dell’ovvio.

Il mascarpone diventa un ottimo dressing soprattutto quando si parla di fragole. Se c’è di mezzo il basilico? Ancora meglio. Lavora il mascarpone arricchendolo con il sapore che ti piace di più e a seconda di cosa hai deciso esattamente di accompagnare. Nel caso delle fragole basteranno dei ritagli di basilico fresco, tanto sale e olio extra vergine di oliva. Songino, radicchio ma anche fagiolini lessi che ben si sposano con le fragole. Pistacchi? Mandorle o Noci per la croccantezza? Trovo che la nocciola con la fragola sia una delle quintessenze della bontà suprema. Prova, se ti capita.

Fagiolini, fragoline e aceto balsamico al lampone (ma non necessariamente al lampone) sono da provare tanto quanto fragole, fagiolini e salsa di soia. I fagiolini lessi sono fidi alleati in quanto ipocalorici, gustosi e versatili. Si sposano benissimo con la frutta e in insalata con kiwi e asparagi sprigionano una nota indimenticabile. Senza dimenticare che estate qui è sempre stata solo un’insalata:

patate, fagiolini e aceto. Anche da voi per caso?

E la bruschetta con Robiola, fagiolini, fragole e balsamico? Mai provata? (toh guarda abbiamo vieoricetta)

L’insalata di Cous Cous con datterini, cipolla di Tropea, pane tostato in olio extra vergine d’oliva e insaporito con peperoncino calabrese e una ventata di menta e yogurt bianco per alleggerire la “piccantezza”. Preparare il Cous Cous è roba da cinque minuti. Dopo averlo sgranato per bene con le mani (se vuoi qui c’è la mia videoricetta base della preparazione del cous cous) puoi conservarlo in frigo per giorni (a patto che sia ben conservato in un recipiente meglio se sottovuoto). Arricchiscilo come più ti piace senza dimenticare che anche solo con succo di limone e menta diventa un piatto ricchissimo e fresco.

I fichi sono perfetti se arrostiti e con sale e pepe. No. Sono serissima. I fichi nell’insalata sono uno di quegli ingredienti inusuali e perfetti. Stupiscono quando sono caldissimi e salatissimi nel palato. Sono perfetti con la salsa di soia dopo essere stati arrostiti e pure con la feta. Se prendi una ciotolina e metti l’interno di un fico con il tuorlo e la maionese poi ne riparliamo. Avvolti dalla bresaola e serviti con pane carasau diventano un piatto unico intrigante. Che sì la crostata di fichi è sempre la crostata di fichi ma pure con la pizza e con la carne non sono affatto male.

Lo zenzero d’estate è irrinunciabile (no dai lo è tutto l’anno) soprattutto quando si tratta di mangiarlo freschissimo di radice sull’ananas con tanto limone o di quando diventa indispensabile negli smoothie ghiacciati al sapore di pesca. Hai mai provato l’insalata di pesche arrostite e condite con olio extra vergine d’oliva, sale (tanto) e grattugiata di zenzero fresco? Se no: fallo ti prego. Di insalate insaporite con lo zenzero ce ne sono a milioni; una tra le tante la trovi cliccando sull’immagine ma non ci sono mai milioni di abbinamenti abbastanza per quanto concerne questa incredibile radice.Grattugialo sul mango. Insaporisci il riso bianco o il farro perlato. Lo zenzero riesce a darti un senso di sazietà e bontà che davvero in pochi riescono a ottenere.

 I gamberi e i piselli insieme sono uno sposalizio consolidato da anni. Anche lessi in insalata e insaporiti con dei noodle, riso, farro perlato o semplicemente cous cous. Ipocalorico e proteico è un abbinamento da non dimenticare mai. Anche per insalate freschissime a corredo di rucola e lime. Wasabi? Niente di più adatto.

Certo è meglio il carpaccio di Pesce Spada, Tonno, Calamaro, Orata, Sarago, Pesceacaso fresco di Pescivendolo ma non si ha sempre il tempo, la voglia ed è più economico il carpaccio da supermercato (tipico pesce che naviga nelle acque del Centro Commerciale). Si può insaporire lasciando marinare in olio, limone o lime e scorza grattugiata e pure insaporire con tanti semi. Semi di girasole, semi di lino o qualsiasi altro tipo. Semi oleosi efficaci per la salute essendo controllori del colesterolo, nemici dell’osteoporosi e antitumorali per eccellenza (ti sei perso il puntatone sui Semi di Chia? Ahiahiahiahi). Uno dei carpacci più gustosi e facili da preparare senza ombra di dubbio é Tonno Rosso, Sesamo nero e salsa di soia. Lo Spada si sposa benissimo con la frutta, manco a dirlo con il mango soprattutto ma anche con ribes e songino ha il suo perché. A dirla tutta lo Spada è perfetto anche con il mirtillo. L’ho fatto una domenica quando di esotico c’era ben poco (pesce spada e ananas? idillio!) e mi era rimasto giusto un piccolo cestino di mirtilli. Mirtilli freschi, Pesce spada tagliato sottile, una spruzzatina di lime, qualche seme che non guasta mai e se si vuole insaporire pure dell’olio extra vergine d’oliva ma non è necessario, ecco. Ci sono già i semi a provvedere per i grassi buoni.

Uno degli abbinamenti che mi piace da sempre e di più è proprio il fagiolino con il sesamo. Se bianco tostato e salatissimo. Per me il sesamo rappresenta la quintessenza della bontà semosa estrema. Impazzisco pure per quelli di girasole e chia ma semmai dovessi scegliere: sesamo tutta la vita. Un’insalata veloce, sorprendente e che piace sempre è proprio: fagiolino lesso, sesamo e verdura a scelta. Pure la Rucola. Per chi vegetariano-vegano non è basterà aggiungere un Gamberone arrostito, magari glassato leggermente nel miele e reso di carattere con qualche spolverata di spezia o wasabi, e in tre minuti questa insalata-piatto unico è pronta.


Un po’ più invernale sì ma giusto per rendere l’idea sempre dell’abbinamento che mai risulta “trito e ritrito”; perché una delle peculiarità insalatose è proprio la verve. Sorprendono sempre. Vuoi per i colori. Vuoi perché basta solo un piccolo ingrediente in più o in meno e tutto cambia. E’ un panta rei di sapore l’insalata.

Formaggio, quello che piace di più, anche e soprattutto stagionato (in Sicilia il Primo Sale si fa in insalata con cipolletta fresca e laghi di olio extra vergine d’oliva e una manciata di pepe che ti fa saltare in aria la bocca), frutta secca per dare croccantezza e via di freschezza e morbidezza con spinacino fresco. A chiudere sempre questi dressing che hanno una velocità di esecuzione pari a trenta secondi.  Yogurt (anche greco denso) che sia di soia o di derivazione animale. Spezie che ben si abbinano ai prodotti scelti e olio se piace altrimenti non ce n’è affatto bisogno.

Sono anni ormai che ripetoripetoripeto che l’anguria nella versione salata è qualcosa di eccezionale. Adesso che finalmente tutti se ne sono resi conto (sì, sto dicendo che dopo sei anni finalmente vedo roba anguriosa salata in giro. E vorrei fatti i complimenti del tipo “seitropppppoavvvvaaaannnti” e roba così. Ho un improvviso calo di austostima) diamocisottocomematti!

(autostima?quale autostima? cit. rivista e corretta della gobba Frankenstein jr)

L’Anguria sta bene con tutto. Pure con i Pomodori secchi. Con i Gamberoni. Con la Rucola. Con la Cipolla Rossa. Con i semi. Con la frutta secca. Con lo spinacino fresco. Con la feta (i miei zii prima erano diffidenti ma adesso mangiano solo questo, per dire. Pure mia nonna, per dire. Pure tutti i miei amici, per dire. Pure tutti i ragazzi del negozio, per dire. Pure che non ci sarà più feta nel mondo perché la compriamo tutta noi. PER DIRE).

L’anguria sazia, fa bene, è fresca e apporta anche un considerevole valore di zuccheri che con questo caldo insieme ai sali non sono mai troppi. Diuretica, drenante e ipocalorica (GRAZIE DIVINITA’ DELL’ANGURIA!) è la migliore amica di tutte noi, che beviamo anche poco. Mortificare l’anguria soltanto con una fettina a fine pasto dovrebbe essere perseguibile per legge (oltre ai simpatici maldipanzamaledettimanondesisto!). L’Anguria è protagonista indiscussa della Tavola Estiva (fosse per me lo sarebbe pure a Natale). Non avere paura di provarla nella versione salata. E’ un delitto non farlo.

COMPRA SUBITO LA FETA O MI ARRABBIO! (devo calmarmi)

Vabbè ma pure con la barbietola io quanto ho blaterato? Tagliata sottilissima con lo yogurt (anche di soia) e il cumino è sublime. Ne mangerei otto tonnellate al giorno (ma poi ne mangio sempre solo sette e mezzo perché mi aspettano altri quindici chili di anguria. Mi piace tenermi leggera, si sa).

Scotta il tonno (o adopera quello in scatola se non hai tempo e voglia) e provalo semplicemente con avocado, yogurt bianco e pomodoro. Qualcosa di incredibilmente buono che piace a tutti. Ne ho le prove! Proprio a tutti. Anche a chi, come mamma, non apprezza particolarmente la frutta come concezione salata.

Ok, non è periodo di arance ma è una tra le mie preferite (regia, può partire il coro dell’ecchisenefrega? grazie). Se da una galassia lontana vi capita di vedervi arrivare un’arancia oltre a marinarci il pesce spada e i gamberoni non dimenticate di tagliare il finocchio, aggiungere del succo di limone e la scorza. E che pioggia di capperi sia.

I capperi sono buonissimi anche con il carpaccio di tonno e un po’ di Worcester. Provato mai? (no. non voglio smettere più. Voglio star qui a delirare sulle insalate per altri otto anni. Posso?)

Scatolette colme di polpa di granchio in dispensa? Come il tonno è versatile e si presta benissimo a infinite variazioni. Verdure croccanti. Tenpure (CON LA ENNE SI SCRIVE! CON LA ENNEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE)  leggere o semplicemente in insalata. Lo so lo so, dico sempre avocado e mango ma proprio la polpa di granchio si sposa benissimo con il Re Verde (da oggi per me l’avocado è il Re Verde. L’unico a cui concedo di avere questa colorazione e che amo incondizionatamente). Basta insaporire la polpa con del lime, aggiungere l’avocado e qualche verdurina tipo peperone e via.

Tra l’altro, per chi avesse voglia di mettersi ai fornelli, con la polpa di granchio in pastella si possono fare pure delle deliziose polpettine. Che avevo pubblicato non so dove.

Sì ma ora come lo correggo prosciurro che non ho photoshop qui? *disse fissando in silenzio lo schermo.

Per Natale avevo fatto questa sorta di purè con mela verde e maionese. Per una versione estiva? La patata con la mela (lo dico da vent’anni ormai! Non mi sopporto più!) è un connubio vincente sempre. Ci pensa poi la maionese a rendere tutto cremoso e indimenticabile. Se fatta in casa è meglio. Se insaporita ogni volta in modo diverso ancor di più.

Lessa le patate. Aggiungi le mele a tocchetti. Decidi tu come insaporire ma anche così ti assicuro che è perfetto. E via.

Malata Immaginaria e Immaginativa


Okokhodimenticatounacosa.

Riguardo alla Tombola:

12 libri (con dedica) più 12 illustrazioni-foto tratte dal libro (questa qui insomma). I vincitori erano (qui il post della proclamazione):

1) n° 1806 Kuroko, 2) n° 1145 Elisabetta Carta, 3) n° 501 Ninphe,  4) n°201 IreneAirinB, 5) n° 357 Iaia (quindi numero sopra: n° 356 Ninphe), 6) n° 1908 Mariposa, 7) n° 399 Iaia (numero sopra n° 398 Hariel), 8) n° 384 SSandrici, 9) n° 484 Sibyl Biscuit, 10) n° 363 Elllisa, 11) n° 1725 Pani, 12) n° 774 Luci

Ho già spedito (e molti hanno ricevuto. Altri se vogliono darmi conferma mi fanno mega favorone): Alessandra, Elisa, Isabel, Ombretta, Selena, Paolo, Luci, Tiziana e Francesca (manca Hariel losolosoloso). E mi sono confusa santapizzetta. Non ho capito a chi manca e a chi no. E non avevo fatto caso che Selena era uscita due volte e quindi ho rifatto sorteggio ed è uscita Nicol (Nicol mi rimandi indirizzo santocielochetelospediscosubito?).

Qualcuno mi aiuti a capire chi manca. E chi manca mi aiuti a capire se mi ha mandato indirizzo? Io davverononcelapossofaredasola. Sono anziana. Grazie (ma perché non riesco fare neanche una tombola normale, io? eh?).

Poi la mia Ale respiraconilnaso (possiamo chiamarla così? Perché durante la presentazione del libro mi ha detto: “amore. quando non riesci a respirare. ansia e. respira con il naso”. Che poteva pure sembrare un’apocalittica castroneria e invece io che mi fido di Ale, come poche volte in vita mia. Ho cominciato a respirare con il naso. Concentratissima. Sentendo per la prima volta il mio respiro, davvero. E respiraconilnaso è diventato un karma. Un motto. Una ragione)

… i terribili puntini di sospensione. Eccoli in aiuto della sintassi stravagante…

Poi dicevo. La mia Ale respiraconilnaso che mi regala risate grasse che fanno rumore mi dice che il cetriolo lo digerisce bene. Ah. E io che avevo sempre pensato che fosse una di quelle robe pesantissime che rimangono lì. E stazionano. Come se stessero aspettando un treno che mai passerà. All’interno del tuo intestino. Con valigie stracolme di spasmi. Li vedete questi cetrioli alla stazione intestino diretta verso la Città Maalox con valigie piene di contorcimentispasmoticiintestinali dolorosissimi?

Ecco. Non è vero. In realtà i cetrioli salgono sul treno leggeri con un piccolo bagaglio a mano. Sono scaltri, veloci e indolori.

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Meno 50 giorni a Natale: Un’insalata di Radicchio, Tofu e Avocado con Crackers sbriciolati


Cinquanta giorni capisci? Ne mancano tanti al Natale. Ho già il planning pronto e pure il Calendario dell’avvento. Ho già il cavalletto montato per le Rubriche video e  i glitterini. Ieri Alessandro e Seby mi hanno pure trovato le mollette per fare il presepe (sì farò il presepe con le mollette) e moltissime proposte che mi gira anche un po’ la testa, tante sono.

Sono così felice che l’idea della collana di arance sia finita su CasaFacile di Novembre (hai visto?) a dimostrazione del fatto che.

Il passato torna e quello che hai fatto i frutti li dà. E se non li dà è inutile perder tempo a crogiolarsi nei perché. Sono ovvi e semplici. Una cosa stupida come la collana di arance può diventare nel tempo una porta di accesso a meraviglie. Una mancanza, un’assenza e una dimenticanza o la poca voglia di fare può essere il passaporto per l’inferno.

Fortuna che in mano ho chiavi solo per un Natale dove la parola (chiave *tuttotorna) è solo una: Sorrisi. Progetti Nuovi e non dimenticarsi di quello che si può fare.

Per tempo.

Mai dopo.

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U Cavulu Trunzu – Il Cavolo di Aci (Acitano)? Kodama, indiscutibilmente.


Dei Caliceddi, di origine vulcanica, ho parlato diverse volte mentre del Cavolo Trunzu mai (botte sulle manine a Iaia). Sarà che con l’età le mie origini emergono prepotentemente ma sto riscoprendo un’insana, ma neanche troppa, passione per i cibi “anziani” e del territorio vulcanico catanese. E’ il caso oggi del Cavolo Trunzu – Tronzo – Acitano – Iacitanu – di Aci. Strano come da piccola aborrissi non troppo velatamente barbabietole e insalata di Cavulu Trunzu, entrambi nella pole position delle “verdure” preferite da mamma, e adesso mi ritrovi anche io a idolatrarli. Con la stessa passione che metterei davanti a uno store monomarca Moleskine, per intenderci.

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Insalata di Salmone affumicato con sesamo, lime e rucola (e leggerissimo dressing di yogurt con sale aromatizzato)


Outing: ho preso dodici chili mangiando Weetabix al cioccolato. FATELICONILLATTTEEEE. Così non posso mangiarli più (ragionamento ineccepibile).

(roba che gira su Twitter; giusto per chi se la fosse miracolosamente persa)

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Non ricordo (ho un’età) se ho parlato accuratamente della mia ultima passione: i sali aromatizzati (non che sia importante ma sono qui apposta: per dire cose inutili e non importanti). Già da un po’ amo assaporare diversi tipi di sale. Sono ghiotta di quello al limone ad esempio, ma dal ritorno dalla Boqueria e da Palma di Maiorca dove una quantità infinita era proposta sui banchi, mercati e negozio è proprio esplosa la passione. Ho acquistato a Palma una selezione limited edition (credo meriti post apposito *disse segnandolo sull’agendina) che definire indimenticabile è poco. C’è un sale (oltre a quello aromatizzato alle olive nere che mi ha fatto completamente uscire fuori di senno) che è speziato e sa di curcuma e pepe ma ha anche un retrogusto di curry e di tutte le spezie mediorientali. E’ come un mix di gusto speziato che viene da lontano pronto a invaderti tutto l’esofago e l’anima.

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Insalata Verde uva kiwi asparagi


Un’insalata frutto-verdurosa buona da impazzire che mi ha definitivamente conquistato nonostante non sia una grande estimatrice del kiwi. Si tratta di sbollentare semplicemente gli asparagi in acqua bollente e poi condirli con uva (privata dei semi), pezzotti di kiwi e lattuga o verdura che si preferisce. Io impazzisco per lo spinacino fresco ma anche la rucola potrà certamente essere presa in considerazione. Pochissimo limone emulsionato con olio extra vergine d’oliva e una grattugiatina leggerissima di lime a patto che non sia trattato perché potrebbe fare male davvero. In quel caso andare di amuchina (vi prego) e ricordarsi sempre di lavare con cura perché è davvero (ma davvero) dannoso. E’ un’insalata fresca, autunnale e insolita che non passerà inosservata. Basta davvero pochissimo per realizzarla e il connubio dell’uva con l’asparago che si spappolerà nel palato con la morbidezza del kiwi non potrà che conquistare  (dopo aver fatto rabbrividire i più puritani). Assolutamente da provare in abbinamento a del seitan reso cotoletta (per quanto mi riguarda) oppure con del pesce magari al vapore (cotto con un po’ di alga nori perché no. Darà un odore davvero particolare al tutto) o al cartoccio.

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Un’insalata semplicissima con pere, pecorino siciliano, rucola e noci ( dressing di yogurt di default, sì)


Uff sì il mio sogno è fare cotolette di cocomero e allora? Sono quella che mette i mirtilli sulle polpette, la mela nell’insalata e il cocomero con la cipolla di Tropea. Quella che insiste che il mango con il caprino ma allo stesso modo con i mirtilli è davvero un ottimo abbinamento e il feta si può davvero servire con tutto, soprattutto con i fichi dopo averli arrotolati nella bresaola e aromatizzati pure con una deliziosa maionese. E allora perché non dovevo prendere un po’ di pere,  tagliarle e farci un’insalata? Del resto lo dice sempre il Nippotorinese “non fare sapere al contadino quanto è buono il formaggio con le pere”.

Forte del fatto che la torta salata con mele e cipolle riscuote sempre un gran successo per non parlare dell’insalata di fragole e fagiolini che non ha lasciato più nessuno sbigottito, insomma.

Tagli le pere, tagli il formaggio (io ho adoperato un pecorino niente affatto stagionato siculo. Dal sapore dolce), sbricioli due noci che se fresche come quelle che avevo io sembrano davvero mandorle appena sgusciate (ma è una considerazione assurda che non importa a nessuno) e un lettino di spinacino fresco giusto per dare colore ma anche la rucola va bene. Il tutto condito con il mio solito dressing di yogurt che ho raccolto in una ciotolina (era Vipiteno magro 01. naturale bianco non zuccherato) con un po’ di olio extra vergine di oliva e sale. Volendo si potrebbe pure mettere un pochetto di pepe nero a patto che sia macinato sul momento. 

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Il pompelmo con il peperone ci sta bene e pure il feta con i fichi. Così è deciso l’udienza è tolta


Martedì avevo sproloquiato sui fichi “prematuri” e sull’assurda follia di mettere la polpa di fichi nella maionese. In realtà quell’insalata era stata servita al Nippotorinese e al mio papetto, solo che in due versioni diverse. Quella era andata al Nippo mentre quella che si vede oggi al mio papetto Turi. In pratica vi è sempre l’utilizzo del fico insieme al feta con il pane carasau a fornire i carboidrati, solo che l’insalatina semplice e gustosa che l’accompagna è composta da: peperone, pompelmo, rucola e finocchi. Il peperone con il pompelmo (intendo peperone crudo) è davvero un connubio vincente. Avevo pochi dubbi al riguardo appartenendo alla fazione “spremitantissimolimone sui peperoni arrostiti” (anche se dopo ti aspettano l’agonia e lo spasmo); ergo perché mai non il pompelmo? Solo che se l’agrume l’annaffia nella versione cruda il risultato, soggettivamente, lo trovo più interessante. E allora un’altra elaborazione semplicissima ma colorata e divertente dove, dopo aver proposto l’abbinato feta-fico che sorprenderà di certo, non ci si ferma ma anzi: bresaola e pompelmo (condita con tanto limone e succo di pompelmo, olio extra vergine di oliva, poco sale e giratina di pepe fresco) e insalatina di peperone e pompelmo, dove a fare compagnia ci  possono essere anche foglie di valeriana o rucola e listarelle di finocchio (che il finocchio oltre ad andar perfettamente d’accordo con l’arancia fa il suo figurone pure con il pompelmo e il limone. E questo inverno mi sa proprio che provo con il mandarino).

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