La libreria di Iaia: 200 Cupcakes di Joanna Farrow

Mica ho dimenticato la Rubrica de La libreria di Iaia. Solo che. Vabbè.

Uhhhcheccarinoquestocosinopiccino. Questo si dice trovandosi davanti questo librotto piccolo ciocciotto della De Agostini a circa dieci euro (ma anche meno su Amazon). Il formato è piccolo, pesantuccio ma non troppo e con colori tenui e kawaii pastello che ti fanno diventare ebete e pucci pucci. Le foto sono tagliate in modo da adattarsi al formato e nonostante io detesti questo taglio faccio fatica e non voler ugualmente bene all’impaginazione. Non troppo ricercata, senza tanti frizzi e lazzi ma utile, confortevole e soprattutto comune. Come la carta, lo stile e l’impaginazione.

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La libreria di Iaia: Nigella Express

[Uhhh. Mi ero dimenticata della Libreria di Iaia e di Nigella Express. Avevo scritto molto prima del Momento Catartico avvenuto qui.]

Nigella Lawson è un po’ ovunque qui e la mia personalissima Nigella è solo ed esclusivamente lei: Cey di www.sostorta.it . Perché è bella e schietta come lei. Perché è divertente, sensuale e accomodante. Sa di casa, risate e genialate. E Nigella è l’unica che perdono se qualche volta ci scappa il dito leccato, lo ammetto. Fatto sta che Nigella Express non è certamente un libro nuovo considerando che è uscito in Gran Bretagna nell’ormai lontano 2007 (fa paura solo a me dire lontano 2007?) e riproposto in Italia grazie a Luxury Books nel 2011. Le fotografie sono di Lis Parsons e non mi piacciono particolarmente (Lis perdonami ovunquetusiaovunquechitusia!); sarà che per l’impaginazione le hanno tagliate “strane” o per qualche altra oscura ragione che mai saprò, ma diciamo che non posso annoverarle tra le migliori secondo il mio inutile e insulso giudizio. Ed è alquanto strano visto che Luxury Books edita e riedita sempre meraviglie dal punto di vista visivo.

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La Panna Cotta al Cioccolato di Donna Hay

E oggi ricetta, Tombola e Libreria di Iaia tre in uno (che le foto le ho fatte ad Agosto mi sa!) E presto anche la Videoricetta (qualcuno mi fermi). Partiamo subito con la ricetta (sìsìsì facciamo tutto senza senso):

Panna Cotta al Cioccolato di Donna Hay

2 cucchiai di acqua, 2 cucchiai di gelatina in polvere (3-4 fogli di gelatina in fogli. A me piace con tre ma per chi la amasse più densa per 500 ml di panna vanno più che bene 4), 50 gr di zucchero a velo setacciato, 100 gri di cioccolato fondente (almeno al 60%) tagliato a pezzi, 500 ml di panna liquida.

Metti l’acqua in una ciotolina con i fogli di gelatina (in questo caso l’acqua dev’essere ghiacciata) o polvere di gelatina (in questo caso non importa che sia ghiacciata). Fai riposare 5 minuti. Metti la panna in un pentolino con dentro il cioccolato a pezzi che dovrà fondere. Unisci la gelatina dopo averla strizzata e cuoci finché tutto è ben amalgamato e il cioccolato è sciolto. Filtra il composto e versa negli stampi/bicchieri/qualsiasi cosa tu abbia scelto e fai riposare in frigo finchè si raffredda per 4-5-6 ore. Togli cinque minuti prima di servire con frutti di bosco, panna, qualsiasi cosa la fantasia ti suggerisca perché è una base davvero interessante che ben si presta a molte elaborazioni.

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La Libreria di Iaia: Yoshoku Cucina Giapponese stile occidentale ( e tombolata per anziani)

Un libro completamente diverso dalla Cucina Giapponese di Casa di Harumi Kurihara (se vuoi dare una sbirciatina ne ho parlato qui sempre all’interno de La Libreria di Iaia) ma non per questo meno interessante. In Giappone è diffusa l’usanza di adottare la cucina occidentale con opportune seppur lievi modifiche che la rendono comunque squisitamente giapponese. E’ un vero e proprio stile culinario questo e viene definito per l’appunto Yoshoku. Jane Lawson, autrice di questo interessantissimo volume, si ispira proprio a questa tradizione affascinante mescolando la sua conoscenza in fatto di cultura nipponica e dosando ingredienti orientali e occidentali. Una sorta di fusion per nulla confusion. Il libro viene espressamente consigliato nella quarta di copertina a chi ama la cucina giapponese e a chi si avvicina per la prima volta ai sapori e io non posso che esserne totalmente d’accordo. Perché in effetti Jane Lawson con le fotografie di Mikkel Vang (davvero molto belle, semplici e pulite come lo stile nipponico per certi versi impone. Food Stylist Christine Rudolp) dividendo in stuzzichini, ciotole, portate principali, contorni, dolci e glossario tira fuori davvero un bel riassunto visivo e gustativo di questi due mondi diametralmente opposti che si fondono in un’unica ciotolina.

L’introduzione generale per chi mastica poco di giapponese con gli edamame (che amo santocielo amo!) sino ad arrivare alle classiche preparazioni del brodo dashi nelle sue varianti. Chi mette la nori nel caffè e fa un largo uso di alghe e prodotti nippo penserà possa essere quasi “superfluo”, ma così non è.

Perché non smetterò mai di pensare che la Cucina di base “come cuocere correttamente l’uovo bollito” non è affatto un surplus ma una base importante sulla quale partire. Perché è proprio nella semplicità e nelle basi che vi è la vera conoscenza per un’ottima riuscita. E allora si va di crackers con il gusto della nori (che mi fanno pensare a moltimoltimoolti anni fa quando stendevo crackers all’alga nori proprio qui. All’inizio di tutto. Curioso? clicca qui) e si arriva a semplici sashimi di salmone con condimento ai capperi e dip di aglio e miso con cetriolo. Vi sono le capesante con condimento alle erbe aromatiche semplicissime ma scenografiche e i tortini di crema di funghi al vapore. C’è pure il gelo di melone che però viene composto con il sakè (orgoglio siculnipponico sììììììììì!) e il muddle di litchi e fiore di ciliegio. La tempura di shiitake e scampi  per chi come me tiene sempre gli shiitake in borsetta e gli involtini di carta di riso ripieni di insalata di granchio. Involtini di sushi fatti a mano che per i più avvezzi possiamo pure tranquillamente chiamare temaki sino ad arrivare ai classici stufati più casalinghi e meno glamour.

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La Libreria di Iaia: EveryDay Food (30 minuti) dalle cucine di Martha Stewart

Ah guarda cosa ho trovato nell’archivio mai postato di Novembre*disse fissando lo schermo con sguardo inebetito anche perché possedeva solo quello.

****Tombola per Anziani. Questo libro puoi vedertelo direttamente recapitato a casa  qualora volessi giocare con noi nella Super Tombola per Anziani. Lascia quanti più commenti vuoi e poi con il prezioso aiuto dell’ingegner Max e di BestiaBionda verrà estratto un numero corrispondente al commento. Inizia adesso e termina Domenica 20 Gennaio a mezzanotte******

Arriveranno anche i librotti che vorrei incendiare nel forno a pietra di Mamma Nanda eh. Ma è sempre bello blaterare sulle cose che piacciono di più  e non viceversa; o almeno credo sia così. Diciamo che a me diverte questo, ecco. Diciamo che non so quello che dico perché sono troppo stanca ma vorrei ticchettare amabilmente per un paio di minuti lontana da impegni e doveri.

Ok ci siamo.

E’ rarissimo che io non abbia un libro di cucina come lo è anche che mi dispiaccia in toto. Non vi è in effetti nessun volume che vorrei davvero far ardere nella legna mentre papà butta chili di buccia di mandarino e si sprigiona nell’aria quell’odore che mi tranquillizza e sa di casa .

Quello di oggi è un volume che ho comprato con poche aspettative e si è rivelato poi pregiatissimo. Martha Stewart è un po’ la Clerici denoiartri (si scrive così no?) . E’ una famosissima conduttrice televisiva statunitense di origine polacca ( infatti è nata come  Martha Helen Kostyra e io so pure un sacco di brutte parole in polacco ma credo che non importi. O importa? ) ed è strasconosciutissima non solo in America ma nel globo tutto. Si occupa di cucina, giardinaggio, fai da te sino ad arrivare  bon ton , mise en place e chi più ne ha più ne metta . Oltre ad avere un magazine davvero interessante anche su App Store (evvivaaaaa!) . Icona che ha fatto tribolare il pubblico (pettegolezzo? eddai ci sta!) durante un suo non troppo recente arresto, è nel cuore di molte appassionate di cucina. Questa eroina che da modella diventa  agente di Borsa sino a lanciarsi nell’industria nel Catering arrivando poi al grande schermo. E’ oggetto di scherno da parte di moltissimi comici per la sua schizofrenica precisione nella fuffa. E quindi come si può non amarla soprattutto per  una come me che ha fatto della fuffa una vera e propria religione e credo?

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La Libreria di Iaia: Vieni in India con me? Ti preparo Salmone al forno con yogurt e chutney di Menta

Ci si approccia alla cucina indiana generalmente con il pollo al curry. Un po’ come avviene con l’involtino primavera e il riso alla cantonese per il cinese e con il  disgusto per il  sashimi-mini roll-pesce crudo per il giapponese ma lo si ingoia lo stesso perché fa fashion.

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