Biscotti e Torte nei Barattoli per Natale


Non c’è stato un “luogo virtuale”, che tutto è fuorché lontano in termini di  emozione e amore, dove io non abbia raccolto centinaia di messaggi che odoravano di calore e dolcezza. Confesso che mi hanno ancor più avvolto in una fitta e taciturna stretta quelli solitamente assenti e silenti. Comparsi per magia tra abbracci e consolazione. Non ci saranno mai grazie abbastanza ma non per questo smetterò di ripeterlo.

Grazie. Come anticipavo dalle poche, perché tante ahimè ne occorrono, parole di ieri ci attende un periodo di guerra dove bisognerà sfoderare falsi sorrisi, veri dolori e spade infuocate. Senza paura. Affrontando sempre il mostro senza mai perdere il colore delle sue orride pupille.

In maniera del tutto presuntuosa avevo sentenziato che sapevo già cosa avrei fatto e dove sarei stata il 12.12.12 alle 12.12. In realtà potrei essere ovunque tranne che nel luogo dove avrei immaginato di festeggiare ma poco importa.

Quello che conta di più è lottare. Sempre.

L’orrido essere non mi vedrà affranta su una poltrona a frignare su quello che sarebbe potuto essere perché sarà. E mi troverà con in mano un barattolone natalizio chiuso dal bellissimo tovagliolo del Tiger Store con tanto di Omino di Zenzero. Tiè.

E’ un’ottima idea regalo quella della torta (o biscotto-o dolcetto-o qualsiasicosa) nel barattolo. In pratica si sterilizza per benino un barattolo (anche di marmellata rimasto o qualsiasi cosa si abbia in casa) e ci si infilano dentro tutti “gli ingredienti secchi” ovvero la farina, zucchero, lievito, cacao in polvere, frutta secca, qualsiasicosa. A fianco si trascriverà la ricetta che necessiterà certamente degli “ingredienti liquidi”, ovvero le uova, latte, burro e quant’altro.

Il gioco è fatto. La formula è carina e nasconde un significato ancestrale difficile da ammettere ma che diciamolo non è poi così intrinseco “fattela tu la torta cheionuncihotempo!” (dolcissimo no?). Un barattolino che nasconde insomma la volontà vera di donare qualcosa e la spada di Damocle in formato clessidra e tempo che attanaglia tutti noi.

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Cupcake Ribes e Kiwi


Trovo questo post nell’archivio 2011. E. Lo pubblico, ecco. Come fosse uno zombie resuscitato. Quale migliore occasione del resto?

L’idea di Cupcakeland, o Muffinland che dir si voglia, prende forma e storie di Cupcake psicopatici e Muffin pericolosi con sceneggiature ben precise che stanno venendo giù.

Il tapis roulant diventa luogo sicuro dove poter lasciare andare idee e pensieri. Se certe volte ascolto della musica a volume sconsiderato per dimenticare un po’ il dolore al polpaccio, altre volte cado nel silenzio totale dove rimbomba solo lo scandire dei passi sul rullo. Con quel ritmo di velocità 6 a 5 km/h con pendenza prima 3 sino ad arrivare a 5, costruisco le storie che scendendo disegnerò. Senza riflettere o cambiare troppo quello che l’istinto mi ha donato sotto forma di visione, vedo scorrere storie, personaggi ed evoluzioni inaspettate. Io stessa mi stupisco dei colpi di scena mentre dalla Sigg sorseggio un po’ di acqua che non dovrebbe essere fredda come è.

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Praline speziate


Mercoledì le praline al cioccolato bianco e tè matcha e oggi? Praline con mix di spezie. Quelle che piacciono di più. Ho messo cardamomo, paprika e zenzero ma si poteva mettere davvero di tutto e di più e in quel di più c’ è pure più acqua perché esagerando non si potrà che irrora il tutto con autobotti di acqua.

Adoro servire il tè (anche a primavera, perché no?) o le tisane di cui sono ormai schiava con queste praline. Le formine di silicone sono davvero infinite e di qualsiasi forma, altezza e larghezza. Queste ad esempio le trovo particolarmente glam e se in bianco rendono meno, o almeno così mi sembra, nella versione scura mi convincono di più. Geometrie cioccolatose perfette da abbinare alle tisane, infusi e tè o semplicemente da offrire a chiusura di una cena.

Il Nippotorinese non chiude mai una cena o un pranzo senza aver smangiucchiato qualcosa di dolce ( maledetto! se lo può pure permettere grrrcherabbia!) e per questo motivo quando non riesco a fare qualcosina io, pur lui ripiegando senza lamentarsi assolutamente in qualcosa di confezionato o pasticceria, un po’ mi dispiace. Ecco però che mi corrono in aiuto le praline perché oltre ad essere semplicissime da preparare sono sempre diverse. Le formine poi , massimo dodici bocconcini, non durano tantissimo e con cento grammi posso farne di diverse tipologie e variare ogni giorno. Cosa che gratifica le mie manie di perfezionismo e le sue di voglia e golosità. Ho notato che con le spezie opportuntamente macinate e fresche il sapore cambia e pure molto . Si amalgama davvero meglio al cioccolato fuso. Non vedo l’ora di provare la versione con le caramelle violette proprio come fanno nell’azienda delle Pastiglie Leone. Un cioccolato finissimo piemontese con dentro cristalli di zucchero di violetta. Chic e ricercato ma cosa più rilevante: davvero particolare ed intrigante. Avevo trovato delle violette di zucchero in via Lagrange durante la mia ultima capatina ma erano state fagocitate velocissimamente neanche il tempo di arrivare a Piazza Statuto, ergo devo assolutamente procurarmele. 

Aggiornamento su Kodomoland, la Rubrica dei più piccoli del Gikitchen:

Ci sono le polpettine con la philadelphia facilissime da preparare e sicuramente divertenti. Perché sono certa di poche cose della vita ma sul fatto che i bimbi si divertano a fare le polpettine ho pochi dubbi.

Diffidate sempre dai bimbi che non fanno le polpette. SEMPRE !
(cosa sto dicendo?)  

Per la ricetta facilissima delle polpettine con la philadelphia clicca qui  e vieni a Kodomoland con me >>>>

Ancora Praline, sì (Cioccolato bianco e tè matcha)



Non che ci sia bisogno di blaterare ulteriormente sulle praline aromatizzate perché l’ho già fatto con le praline alla cannella (clicca qui), con quelle pasquali a forma di coniglietto al cioccolato fondente (clicca qui) e con quelle al tè matcha e cioccolato fondente (clicca qui), senza dimenticare il White Day con le praline al cioccolato bianco e pepe rosa (clicca qui). Potevo forse non fare quelle al cioccolato bianco e tè matcha? O per meglio dire  potevo non  mostrare una delle infinite variazioni? La risposta è: sì potevo evitare ma non sarei la persona egocentrica, stakanovista ed esibizionista che sono ergo eccole qui. Questa volta piuttosto che amalgamare bene il matcha l’ho lasciato lì. In superficie perché volevo che si sentisse proprio la sbriciolosità e la granulosità e l’essenza fortissima stessa di questo tè verde che amo.

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I miei amati orecchiuti in formato Cake Pops


Sarà che ogni “conigliello è bello a mamma soia” (cosa sto dicendo?) ma io sono letteralmente impazzita per questi cosini qui. Lo confesso. Credo che sinora nulla mi ha reso così orgogliosa di me tra i fornelli. Riesco sempre a sminuire, annientare, denigrare e infierire su tutto quello che fotografo, scrivo e disegno ma è innegabile che a ‘sto giro (linguaggio volutamente giuovanile e friendly) io mi sono detta “Iaia. Forse che forse sono carini davvero”. Quando ho avuto conferma poi che erano pure buoni ho gridato al miracolo. Come base ho usato  una ricetta cioccolatosa sofficissima di Montersino *seguono inchini e fiori all’altarino.

Sarà tutto questo rosa e bianco che tanto mi ricorda il mio iphone (ne ho anche un altro serio eh. Tutto nero con le orecchie nere. Non si dica che non sia una personcina seria io, tzè) o sarà semplicemente che trovo le orecchie da coniglio fondamentali per la mia sopravvivenza ma qualcosa mi dice che. Mai più da oggi trascorrerà troppo tempo tra le ripetute realizzazioni di questi Cake Pops. E’ difficile scattare foto con il vestitino da coniglio che mamma ha confezionato per la mia reflex, ma ugualmente riesco. Come è difficile indossare il mio cappello peloso quando non vi è troppo freddo perché si rischia di soffocare ma ci sono riuscita anche ad agosto. E’ difficile sempre avere delle orecchie da coniglio e rincorrere il tempo ma bisogna farlo (non fa una piega il ragionamento vero?).

Ho anche la versione estiva eh>>>Non ci credi ? clicca qui >>>

Insomma conigliosamente orgogliosa di essere orecchio munita ovunque, mi accingo a enunciare le regole fondamentali per l’ottima riuscita dei cake pops: crederci.

Ohhhhhhhhhhhhhh perché sono stanca eh! Sono due giorni che mi arrivano email, tweets e piccioni viaggiatori (smettetela. Non li faccio entrare. Mi pare ovvio che preferisco i conigli ai piccioni, ordunque basta poco checevò) dove mi si dice “ehhhhhh ma tu sei brava”, “ehhhhhhhh sì però i cake pops sono difficili”, “ehhhhh però mica spieghi i vari passaggi”.

Eh. Però. Sono tutte scuse *disse salendo sulla scrivania, agitando i capelli e puntando la bacchetta verso i volti di tutti i lamentosi. Basta! Finiamola di essere così demotivati. E non so cucinare. E non so disegnare. E non so fare polpette di torta. E il forno non mi funziona. E io lavoro. E io mi annoio. E nuncihotempo.

E BASTA! Silenzio! COMANDO IO! D’accordo?!?!!?

 

Calmiamoci santocielo! Ah no. Devo calmarmi io. Ok.

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Uovo Ciambella


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