Banana Chip Chocolate Cake con crema al caramello


Ingredienti per una tortiera di circa 20 cm

230 grammi di farina, 100 grammi di zucchero, 120 ml di latte, 1 uovo, 8 grammi di lievito, 60 grammi di burro freddo, 170 grammi di gocce di cioccolato, 1 banana non troppo matura, il succo di un limone e un pizzico di sale, una generosa quantità di cannella a seconda dei gusti.

In una ciotolina sbatti per bene uovo, cannella e latte. In un’altra ciotola più capiente mescola farina setacciata, zucchero, lievito e sale. Aggiungi qui il burro e poi il latte-uovo-cannella. Lavora con un robot da cucina fino a quando il burro non si è amalgamato per bene. Aggiungi quindi la banana leggermente schiacciata con il succo di limone e infine le gocce di cioccolato. Non è un composto che deve necessariamente seguire dei passaggi precisi e non deve essere lavorato molto. Nella superficie aggiungi delle fettine di banana (io le ho fatte scaldare con un po’ di burro e cannella in padella per “friggerle” e renderle un po’ “chip”).  Imburra e infarina una teglia e poi versa il composto a 180 già caldo per 20 minuti circa. Controlla con lo stecchino di legno. Quando è asciutto tira fuori e lascia raffreddare.

Crema al caramello

60 grammi di burro, 50 grammi di zucchero, 300 grammi di latte condensato, 35 grammi di cioccolato fondente almeno al 55 per cento, 2 cucchiai abbondanti di sciroppo d’acero.

Metti il burro e lo zucchero in un pentolino. A fiamma bassa lascia sciogliere lentamente sempre mescolando fin quando lo zucchero non si è completamente fuso. Aggiungi il latte condensato continuando a mescolare per almeno 5-6 minuti e sempre tenendo la fiamma molto dolce. Togli dal fuoco e solo allora metti cioccolato e sciroppo d’acero. Mescola per bene ancora ottenendo così una deliziosa crema che si può conservare in frigo a patto che venga avvolta nella pellicola a contatto con la crema stessa.

A me quando si dice/scrive “per i pomeriggi tra amiche a parlare, ridere, scherzare mentre ci si racconta e confida” viene in mente solo una domanda: MA QUANDO? Ma davvero esiste un mondo in cui delle amiche tutte belle sistemate si appostano intorno a un tavolo passandosi tovagliolini ricamati, cucchiaini della nonna e impilano piattini vintage scompagnati? Ma una volta l’anno posso pure crederci e alle fortunate va in assoluto la mia ammirazione. Ritagliarsi un momento del genere, francamente mi è impossibile. E’ già tanto che riesca a fingere attraverso l’obiettivo un’apparente serenità. Organizzare un evento del genere richiede sicuramente molto tempo, perché diciamocelo tolte le ricette, che nel mio caso specifico sarebbero l’ultimo dei miei problemi, dovrei organizzarmi con degli spostamenti di centinaia e centinaia di chilometri. Non ho amiche con cui parlerei, riderei, scherzerei e mi confiderei nel raggio di ottocento chilometri minimo. “Rinunciare” ai  diversi lavori e progetti per un momento del genere con loro altroché se lo farei. Ma pure un mese di seguito. Farlo per un momento così, giusto per trascorrere un pomeriggio a pavoneggiarsi con tutto il corredino della nonna, e per di più non con amiche di quelle proprio a-m-i-c-h-e.

Però come una psicopatica posso fingere, eh. A quel punto pure io posso mangiarmi la torta con il caramello dove c’è il burro. Posso davvero fare di tutto. E poi c’è iMessage; che non è affatto triste. E’ una grande opportunità e nulla di più. Di sentirsi vicine potendo immaginare cene, pranzi e tè ricchi di ricami e cucchiaini. Questa deliziosa torta è perfetta per un momento del genere, vero o presunto tale, ma anche per una colazione. Non è necessaria assolutamente la crema perché rimane comunque morbida e di fattura già ricca senza bisogno di esasperarne ancora più il sapore. Male però non fa. Cremina tra l’altro che si riconferma vincente e che avevo proposto durante la preparazione della torta con il latte caldo dell’amata Cri (che se ti sei perso e ti fa piacere trovi cliccando qui).

Sto “smaltendo” le ultime ricette (non è vero dai, alcune me le trascinerò fino a Gennaio come sempre) prima di cominciare veramente con gli addobbi natalizi. Qui fervono i preparativi seriamente (leggi: finalmente) e tra trambusti, decisioni e dubbi ne rimane sempre uno. Come fosse un ronzio sordo. Che penetra. Fino all’esaurimento nervoso:

ma con Koi riuscirà l’albero di Natale a restare quantomeno decoroso? Nessuno mi risponda e nel caso finga, per piacere. E’ già Lunedì. Aggiungere altro dolore non è una cosa francamente sopportabile.

Ci vediamo alle 18:18 per un’altra Ricetta?

Curiosità:

la tazza mi è stata regalata dalla Nonna Angela qualche settimana fa e fa parte di un servizio che ha acquistato quando è nata la mia mamma.

L’alzata (su Instagram me lo hanno chiesto in tantissimi) è di H&M Home. Sì, ha pure la sezione home e pure online; la fine insomma.

La Cheesecake Moykeil: all’acqua di rose con pistacchi e datteri


Ingredienti:

  • 300 grammi di biscotti secchi (speziati, meglio)
  • 50 grammi di mandorle tritate
  • 30 grammi di pistacchi tritati
  • 150 grammi di burro

Ripieno:

  • 250 grammi di mascarpone
  • 200 grammi di formaggio fresco cremoso
  • 400 grammi di latte condensato
  • 80 grammi di zucchero
  • 6 fogli di gelatina
  • 160 ml di panna leggermente montata
  • 80 ml di acqua di rose
  • qualche goccia di colorante alimentare rosa (facoltativo. Mi ricordava il  lokum)
  • 30 semi di cardamomo

Unisci i biscotti sbriciolati (nel sacchetto o nel robot) insieme alle mandorle e ai pistacchi. Unisci il burro sciolto a bagnomaria o nel microonde (senza farlo cuocere). Ottenuta la base per la cheesecake sistemala sul fondo della teglia a cerniera facendo pressione con il dorso di una forchetta. Puoi decidere se fare solo la base o anche le pareti laterali. Lascia riposare in frigo mentre prepari il ripieno.

Schiaccia i semi di cardamomo infilandoli in un sacchetto e colpendoli o adoperando un mortaio. Togli le parti più esterne e dure e tieni da parte i semini neri riducendoli ancora con colpi ben assestati. Adopera eventualmente un colino per filtrare maggiormente.

Ammolla i fogli di gelatina in acqua ghiacciata. In una ciotola capiente lavora il mascarpone, il formaggio cremoso e il latte condensato aiutandoti con le fruste elettriche. Aggiungi lo zucchero fino a ottenere un composto cremoso e leggero. In un pentolino scalda il latte condensato con l’acqua di rose e aggiungi la polvere di cardamomo. Fai cuocere a fuoco dolcissimo fino a quando si è ridotto di poco più della metà e poi lascialo raffreddare. Strizza i fogli di gelatina e aggiungili al latte condensato speziato. Una volta sciolti gira per bene e incorpora tutto alla base di formaggio aggiungendo se ti va qualche goccia di colorante rosa. Versa il ripieno sulla base che hai tolto dal frigo e se vuoi abbonda ancora con un altro po’ di polvere di pistacchi. Fai riposare in frigo per almeno quattro ore prima di servire, meglio se tutta la notte. Per la decorazione adopera cosa preferisci. I datteri, le mandorle e i pistacchi sono perfetti ma largo sfogo alla fantasia.

Non ricordo che anno fosse ma so che Moykeil lo conosco dai tempi di Faccia da Gioconda. Non ve ne è più traccia sul web semplicemente perché il tutto era ospitato sulla piattaforma, ormai offline, di Splinder. Fortuna vuole che ne abbia conservato i file perché semmai dovessi avere la fortuna immensa di star seduta davanti a quel famigerato “camino con i nipoti intorno” questi click saranno tra i ricordi più importanti (e certamente divertenti e sognanti) della mia esistenza. Si trattava di sostituire il proprio facciotto con quello della gioconda. Da quel momento non ci sono mai state tantissime interazioni tra di noi, ma una costanza senza tempo: sempre. Come accade con i bimbi che conosci all’asilo. Non te li dimentichi più. Fai giochi più complessi con altri alle elementari, poi le prime cotte alle medie e scorribande al liceo ma quando ti fermi. Solo un attimo. Pensi a quei momenti vissuti all’asilo. Di cui ricordi ben poco, ma non puoi fare a meno di pensare che fossero i più veri, delicati e belli. Guardando le foto di Moykeil è lapalissiano che si tratti di un artista e in diverse forme eccelle in tutte (poi oggi per linkare i diversi profili scopro il suo curriculum e per poco mi piglia un infarto. Ma ritornando al punto “amico dell’asilo” posso pure continuare ad avere un’interazione con lui come ho sempre fatto: ovvero delirante e sconclusionata ).

Quest’estate ha raccontato la mia Sicilia attraverso una sequenza di scatti commoventi (che si possono vedere sul profilo Instagram). La magia arriva ancor più quando si ha la possibilità di vedergli fermare il tempo nelle sue terre, nei suoi colori e tradizioni. E’ lì che proprio rimani abbagliato come se ti stesse arrivando contromano a velocità non troppo moderata qualcosa. Niente di pericoloso, eh. Solo una stella cometa, che sa di sogno, addosso.

Non incontro mai nessuno. Faccio sempre fatica. Sono timida. Insicura. Blablablabla ma quest’estate quando si è progettato di vederci durante le ultime tappe del suo Tour siculo, sarò onesta, mi sono detta che no. All’amico dell’asilo non si può proprio negare un abbraccio anche perché, confesso, l’avevo sempre desiderato in cuor mio. Poi uno spiacevolissimo contrattempo purtroppo ha dovuto farlo rientrare a Roma e si è posticipata la carrambata. Ero già lì tutta armata di prodotti siculi per accoglierlo quanto meno degnamente in Trinacria. Dal suo percorso visivo di viaggio avevo già intuito che con il cibo stava andando piuttosto bene e che come tutti i forestieri temeva che il fegato scoppiasse felice in preda agli spasmi di arancini, pane e panelle, granite e tutto il repertorio leggerissimo della cucina siciliana. Ho ancora il pacchetto che dovevo dargli qui (perché sono la solita ritardataria). Ho ancora quell’abbraccio qui. Ma nel frattempo, giusto perché non voglio commettere l’errore di trascurare gli amici che poi si ricordano davanti a quel famoso caminetto, volevo dedicare questa cheesecake a Mohamed.

Perché quando ho aperto l’acqua di rose e i datteri mi è arrivata quella stella addosso. Mi è venuto in mente lui, un’immagine di un gatto bianco peloso arrotolato nel lavandino e di papà che mi compra il quaderno sacro di Bodrum (che è poi dove comincia tutto questo) mentre mi racconta dei suoi viaggi e di tutte le meraviglie che solo il Medio Oriente porta con sé. Papà seduto su un tappeto a bere tè. Papà e io tra i mercatini delle spezie.

Come nelle magie. Come nelle fiabe. Di due bimbi diversi lontani, ma forse non troppo, che guardano la stessa luna con uno spirito infantile sognando in grande e che alla fine riusciranno a mangiare insieme una fetta di torta. Ricca e abbondante con una cospicua manciata di datteri e pistacchi.  Senza sapere chi sono veramente. Ma in fondo, esattamente sì.

 La Torta Moykeil è servita. Su un tappeto volante.

Cheesecake Cannolo – Orgoglio siculo mode on


Per la base:

  • 350 grammi di cialde di cannoli
  • 100 grammi di burro (e sono già esagerati. Valutate bene al tatto perché ricordo che le cialde sono già belle che fritte, ecco. Aggiungete il burro pian pianino e regolatevi. L’impasto deve essere sì umido ma non esageratamente)
  • 20 grammi di pistacchio tritato (anche un po’ di mandorle tostate leggermente salate ci starebbero bene)

Per il ripieno:

  • 500 grammi di ricotta di pecora freschissima
  • 300 ml di panna leggermente montata (con lo sbattitore elettrico. Non a neve mi raccomando. Giusto un minutino e più di giri di frusta)
  • 3 uova piuttosto grandi
  • 50 grammi di canditi
  • 230 grammi di zucchero semolato bianco (per far sì che si senta proprio scricchiolare sotto i denti ma non è che a velo o di canna vadano male, anzi)
  • la scorza di un limone non trattato grattugiata per benino senza la parte bianca amara
  • una manciata generosa di gocce di cioccolato fondente se piacciono per una decorazione finale ancora più ricca (in questa versione ho messo solo i canditi)

Riduci in polvere le cialde di cannoli; sia con il mixer che chiusi in un sacchetto e colpiti da un mattarello poco importa. Fai fondere il burro nel microonde o nel pentolino senza raggiungere la cottura. Versa in un recipiente la polvere delle cialde e mischiala al burro fuso. Aggiungi i pistacchi ridotti in polvere. Metti il composto come base nella tortiera (22 centimetri sono perfetti anche per fare i laterali) imburrata e con il dorso del cucchiaio pressa per bene rendendo omogeneo tutto e risalendo lungo i bordi in modo che questa cheesecake risulti con le pareti laterali (coreografiche e pronte a raccogliere ancor meglio il delizioso ripieno).

Lavora la ricotta di pecora con lo zucchero aiutandoti con uno sbattitore elettrico fino a renderla crema. Aggiungi poi con l’aiuto di una spatola la panna semi montata con movimenti dall’alto verso il basso. Aggiungi le uova una alla volta fino a ottenere un composto liscio. Unisci infine i canditi e le gocce di cioccolato se vuoi (o conservale per dopo quando le metterai in superficie). Versa il ripieno sulla base e inforna a 170 già caldo per 55 minuti circa finché la cheesecake non si sia completamente solidificata. Quando la sforni non preoccuparti se all’apparenza risulta essere ancora molto molle. Deve necessariamente solidificare. Devi farla raffreddare completamente senza muoverla troppo e poi metterla in frigo almeno quattro ore prima di toglierla dalla teglia a cerniera.

Servila e gioisci.

Ho fatto outing  ma non è che ce ne fosse  un gran bisogno perché l’avrebbe intuito anche il meno scaltro di tutti i tempi:  la Cheesecake è la mia ultima perversione in fatto di preparazioni culinarie. Guardando le cialde dei cannoli (che non compro mai, inciso, ma che stazionavano in dispensa non ricordo neanche io bene perché) è stato automatico e spontaneo pensare che sarebbero stati una base perfetta per una siculcheesecake goduriosissima. Del resto giammai se ne potrebbe fare un altro uso e imbottirli è impensabile. Meglio ustionarsi tutto il pomeriggio e avere due cialde quasi perfette (si fa per dire) che adoperare quelle confezionate (mamma dice che non le ha prese lei ma chi altri?). Questa è la prima versione (cotta perché ne seguirà una anche “cruda”) ergo in fase di sperimentazione. Risultato molto apprezzato ma si può fare sicuramente di meglio. La severissima giuria l’ha decretata di una generosità imbarazzante. Mamma ne è rimasta sconvolta e non fa che ripetere (oltre al “ma a Natale il Casatiello lo facciamo vero? Mica bisogna aspettare Pasqua!): quando la rifai quella cosa al cannolo buonissima?

La cheesecake da oggi e per sempre sarà: “quella cosa”. Quante cose vi sto insegnando, eh?

(per scrivere queste quattro righe ci sono stata solo: nove ore. Sono ancora immobile a letto ma non demordo. E francamente si deve pur partire ufficialmente con il Natale, no? E che ci faccio con le millemila ricette preparate per novembre? Avevo fatto tante di “quelle cose”!) 

(una battuta degna di overdose da Muscoril. Addio. Non ce la farò)

Altre versioni?

Torta Slava con la Nutella


La Ricetta della Torta Plesniak – La Torta Slava

ingredienti per la pasta

  • 300 gr farina bianca
  • 3 tuorli d’uovo
  • 90 gr zucchero
  • 100 gr burro sciolto
  • 1 cucchiaino lievito

ingredienti per la farcitura:

  • nutella (marmellata, crema che preferisci o confettura)
  • 3 albumi
  • 100 gr zucchero

Mescola la farina setacciata, lo zucchero, il lievito, i tuorli e il burro sciolto non troppo caldo. Impasta e stendi in una teglia rettangolare (30×40 circa) coperta di carta da forno. Con pazienza senza premere troppo. Copri con la nutella generosamente.

Monta a neve sodissima gli albumi e aggiungi poco alla volta lo zucchero. Versa sopra la marmellata e metti in forno già caldo a 200 per 20 minuti.

Fai raffreddare e cospargi di zucchero a velo. Non maneggiarla molto quando è calda perché la frolla si sfalda mentre fredda sarà perfetta per tagliarla a rettangoli.

La Torta slava mi ha incuriosito quando la mia Cri di Bibikitchen ne ha parlato qui. Era Marzo 2013 e facemmo (?ma sì un passato remoto e passa la paura) una ricerca estenuante sulla rete finendo in siti polacchi e dell’est europa e tentando di tradurre arcani di meringhe e torte Plesniak. Mi ero ripromessa tante volte di farla in una versione cioccolatosa, perché conoscendo i miei polletti ben sapevo che l’avrebbero preferita alla marmellata. Mesi fa, perché tanto è passato da queste foto, mi sono decisa e un pomeriggio assolato con forno a 200 che di certo non aiutava i miei neuroni sudati e affaticati a lavorare (?) meglio, ho infornato e via. Inutile dire che la stragrande maggioranza di chi aveva già assaggiato la versione precedente ha preferito questa. E’ una torta facile da realizzare, d’effetto e scenografica e base per diverse variazioni (Cri ne ha poi fatto una versione con cioccolato e banana che trovi qui).

Sarò onesta. Non ho un minuto di tempo per organizzare il blog dunque latito. La priorità assoluta al momento, oltre al lavoro che lapalissiano è, ce l’hanno i preparativi del Natale. La dependance è finalmente pronta e quindi il terrazzo di Koi molto spazioso e adatto alle sue esigenze di labrador di ben mezzo anno (eh sì, ieri l’amoredellamammapatatosabastasopprimetemi ha compiuto ben sei mesi). Gli addobbi da Ikea li ho infilati tutti nel carrello tra mestolame, pentole e teglie perché arredare una terza cucina facile non è (dopo la cucina di casa e la cucina dell’ufficio era chiaro che dovessi pure sistemare la cucina della dependance. C’è da capire adesso chi debba usare tutte queste cucine visto che vivo in un bunker attorniata da uomini che vogliono solo uccidermi. Ma che costantemente cadono in depressione perché non ce la fanno *disse ticchettando freneticamente e ridacchiando satanicamente). Organizzare un Natale è laborioso e complicato, soprattutto in virtù del fatto che ne sono trascorsi due drammatici: 2012 con la consegna del libro e la notizia che papà aveva davvero poco da sperare per il futuro e il 2013 con la consapevolezza che il tempo stava passando e sicuramente sarebbe stato l’ultimo Natale. C’è da dire che il più drammatico sarà questo. Con la sua assenza. Ben so però che papà non mi avrebbe mai voluto al buio, senza albero, progetti, futuro e sogni da realizzare. La sua reale morte, come mi ha detto, sarebbe vedermi infelice, affranta e distrutta. Mi ha sempre tanto ammirato per l’energia, la potenza, le idee e il mio iperuranio attivo trentasei ore su ventiquattro.

Io non posso deluderlo mai. Men che meno adesso che sono/siamo insieme più di prima. Una cosa sola. La stessa.

Allora farò come minimo tre alberi a casa perché adesso che papà mi ha fatto una casa troppograndissimassai vuoi non fare almeno tre alberi? Ne voglio uno enorme all’entrata anche del palazzo. E mi voglio impacchettare dei regali che lui mi ha fatto per spacchettarli e rivivere dei momenti. Ho davvero un Natale grandioso che mi aspetta. Dove il buio non vince mai. Ma sempre la luce. E per quanto prima mi potesse sembrare completamente fuori di senno chi diceva di sentire la presenza e di avere accanto la persona amata persa. Mai come adesso anche io, per sopravvivenza suppongo, lo sento qui. Incollato a me. Come fossimo due gemelli siamesi. Con un corpo e cuore unico. Con gli stessi polmoni per il respiro. E con la stessa testa. Ho anche pronto il tatuaggio che vorrò accarezzare prima di Natale. Lo stesso che dovevamo fare insieme. E uno che voglio regalarmi.

E a voi? Vi va di passare il Natale insieme? Un altro? Spero con tutto il cuore che sia un sì.


Cheesecake con Nutella e Mandorle di Agnese (Food Therapy)


Ingredienti
Per il guscio
300 g di biscotti Digestive
80 g di burro fuso
un cucchiaio di miele
1/2 cucchiaino di cannella
1/2 cucchiaino di sale
Per la crema
400 g di robiola
300 g di ricotta passata al setaccio
40 g di yogurt greco naturale [va bene anche il classico intero bianco, ma usando quello greco rimarrà più compatto]
150 ml di panna fresca
200 g di zucchero di canna
4 uova grandi
un cucchiaio colmo di fecola/amido/maizena
i semi di mezzo baccello di vaniglia
Nutella q.b.
Cioccolato fondente q.b.
Nocciole q.b.
Piccole variazione dovute a problemi di reperibilità in casa:
350 biscotti e 100 grammi burro
250 grammi di philadelphia (al posto della robiola), 250 grammi di mascarpone (al posto della ricotta), 100 grammi di panna (al posto di 150)
al posto delle nocciole abbiamo adoperato le mandorle
Procedimento: polverizzate i biscotti e mescolateli al burro, al miele, alla cannella e al sale. Utilizzate la pasta ottenuta per foderate uno stampo (22 cm) e mettete in frigorifero.
Accendete il forno a 160°C.
Amalgamate i formaggi con lo yogurt, la panna, lo zucchero, la fecola setacciata, le uova leggermente sbattute e la cannella.
Riprendete lo stampo dal frigorifero e versate la crema di formaggi dentro al crust.
In un pentolino, fate fondere a fuoco timidissimo qualche generosa cucchiaiata di Nutella. Distribuite sulla superficie del cheesecake, cercando di creare delle striature muovendo il cucchiaio [aiutatevi anche con un coltello], senza però mescolare totalmente i due composti.
Infornate per 55 minuti.Una volta rappreso [il tempo può variare da forno a forno], lasciate il dolce all’interno del forno spento [tenete uno spiraglio aperto con il manico di un cucchiaio di legno, o qualcosa di simile] fino a completo raffreddamento.
Mettete il cheesecake freddo in frigorifero, e ignoratelo come voleste farlo ingelosire. Poco prima di servirlo, circa una mezz’ora [o un paio d'ore, se volete che il cioccolato si solidifichi], sciogliete il cioccolato a bagno maria [o altro metodo a voi più congeniale] e usatelo per ricoprire il dolce. Tritate grossolanamente una manciata di tonde nocciole e distribuitela sul cheesecake.

Continuo a diventar matta con la storia di “La Cheesecake” o “Il Cheesecake”. A me viene spontaneo dire la. Poi leggo Agnese che scrive il. E solo un chilo di mandorle tostate e salate potrà, forse, salvarmi da tutto questo. Che sia il o la questa preparazione ha mandato al manicomio pazzi di gioia una discreta mandria di individui che continuano ad urlare ANCORA a gran voce. In tempi non sospetti epitetavo sulla mia pagina Facebook Agnese Negrini di Food Therapy come la regina indiscussa delle Cheesecake, proprio perché tra le molte cheesecake che ho fatto questa e un’altra che mostrerò (senza nessun tipo di variazione) sono state in assoluto tra le più idolatrate. In questi giorni pubblicherò preparazioni culinarie goduriosissime di tal tipo (Cheesecake Cannolo in arrivo e pure quella con Datteri e Acqua di Rose, che me l’hanno richiesta in tantissimi dopo averla vista su Instagram) prima di qualche settimana dedicata completamente al cibo leggero, ipocalorico e se vogliamo per certi versi dall’emblematico titolo (che aborro) “dietetico”. Questo perché prima di Natale una sorta di hashtag #primadimagnarmiottochilidipanettonefacciotregiornididietamisa vorrei proprio farlo partire. E’ un’idea brutta per caso?

Il grazie alla bionda riccia più bella della rete e non, che prima o poi dirà a noi comuni mortali come avere una capigliatura indimenticabile come la sua, e che la Cheesecake sia con voi (qui si progetta una versione RAW e Vegan Gluten Free insieme a Ombretta capace di racchiudere tutte le nostre piccolissime e non per nulla antipatiche esigenze).

(che diciamocelo dovremmo magnarci una fetta di questa e farla finita. OH!)

 

Altre Cheesecake?

Appunti su una Cheesecake Perfetta

 

La Cheesecake con i Bounty Patrimonio dell’Umanità


Per una teglia di 24 centimetri

Per la base: 20 grammi di cocco disidratato, 350 grammi di biscotti secchi, 150 grammi di burro

Per il ripieno: 400 grammi di latte condensato, 250 grammi di mascarpone, 200 ml di panna, 200 grammi di formaggio fresco spalmabile, 3 uova grandi, 4 mini Bounty (120 grammi circa)

Per le decorazioni: 3 mini Bounty (90 grammi circa)

Riduci in polvere i biscotti, sia con il mixer che chiusi in un sacchetto e colpiti da un mattarello poco importa. Fai fondere il burro nel microonde o nel pentolino senza raggiungere la cottura. Versa in un recipiente la polvere di biscotti e mischiala al burro fuso. Poi il cocco disidratato. Metti il composto come base nella tortiera imburrata e con il dorso del cucchiaio pressa per bene rendendo omogeneo tutto e risalendo lungo i bordi in modo che questa cheesecake risulti con le pareti laterali (coreografiche e pronte ad accogliere ancor meglio il delizioso ripieno. Non è un passaggio obbligato).

Lavora il formaggio con il mascarpone, il latte condensato e la panna. Aggiungi le uova una alla volta fino a ottenere un composto liscio. Unisci i Bounty tagliati a pezzetti piccoli e gira per bene in modo che il composto risulti omogeneo su tutta la superficie della torta. Versa il ripieno sulla base e inforna a 170 già caldo per 10 minuti. Tira fuori la cheesecake e aggiungi gli altri tre mini Bounty, magari questa volta seguendo un disegno visivo coreografico. Poggiali su quella leggera pellicola che si è formata in superficie. Inforna adesso nuovamente per 45 minuti finché la cheesecake non si sia completamente solidificata. Quando la sforni non preoccuparti se all’apparenza risulta essere ancora molto molle. Deve necessariamente solidificare. Devi farla raffreddare completamente senza muoverla troppo e poi metterla in frigo almeno quattro ore prima di toglierla dalla teglia a cerniera. Se riposa tutta la notte meglio ancora.

Ieri l’Halloween Party tra pochi intimi-trentina di meraviglie, famiglia e amici strettissimi, è andato molto meglio delle più incredibili aspettative. La notte prima, dopo essere stata massacrata in ufficio e non essermi persa d’animo andando avanti fino alle tre del mattino, avevo organizzato due-tre giochietti simil Pictionary ma in chiave horror e un piccolo Horror Quiz di trenta domande; quest’ultimo ha appassionato pure la nonna, addetta a suonare il pulsante (la stessa che credeva che Hitchcock fosse un’altra torta preparata da me). Altro che quiz televisivi! Con due euro e novantanove centesimi al Lidl mi sono infatti aggiudicata dei campanelli terrificanti perfetti per tal scopo. Non sono mancate le sane polemiche, gli applausi e le vittorie contestate. Cugini contro la nonna. Zie contro i nipoti. Amici contro amici e contro zii e contro me. E soprattutto contro il Notaio Nippotorinese che incurante di tutto quello che succedeva fagocitava patatine di zucca calde calde appena sfornate in ufficio, luogo che si è rivelato essere perfetto anche per ambientazioni sinistre. Per quanto riguarda me, mi sono riscoperta perfetta presentatrice e posso pure fare qualche sagra di verdure alle pendici dell’Etna. Batte dentro me un cuore da Showgirl.

Nonna indossava il cappello da strega continuando a dire che Alluulinn è divertente. Quaranta portate non erano così poche come tutti sostenevano (perché ho sempre ragione?) e io come da pronostico non sono riuscita a mettermi le ciglia finte (sulla palpebra superiore però ci riesco benissimo). Mi sono buttata un po’ di sangue finto in faccia e via. Ero vestita da me, che tanto nessun’altra inquietante figura mi avrebbe potuto superare. Ho scattato, ahimè, pochissime immagini ricordo. Faccio parte della fazione che se sei nel ruolo di Padrona di casa devi assolutamente occuparti degli invitati in toto. Devi servire, girare, versare bibite, ritirare i piatti e non fermarti nemmeno un minuto. Per questo motivo sarebbe stato molto più intelligente mettere delle ciabatte (cosa che ho fatto all’una di notte e ciao tanti saluti) invece che tacco dodici e calze color carne (orrende lo so, ma con le unghie lunghe che mi ritrovavo ne ho bucato sole quattro ed erano finite. Quelle con i cuoricini non era il caso. Quelle fosforescenti della Lidl misura L erano sicuramente una XS o io ci ho dato troppo sotto con le mandorle tostate e ho preso trenta chili senza accorgermene.Forse solo quindici, dai).

Tutto questo noioso preambolo da appunto di diario di una dodicenne per dire cosa? Che tra le quasi quaranta portate (ho scritto quasi solo per innescare un dubbio e farvi credere che non sono poi così incommensurabilmente pazza) tra i dolci figurava questa cheesecake. Le foto qui pubblicate appartengono a una delle prime prove che ho fatto. Ieri la torta in questione aveva sicuramente un aspetto più orrendo. Tripudio e Giubilo per questa preparazione. L’ennesima declinazione della Cheesecake con i Lion che ho proposto giusto qualche giorno fa nella versione cioccolatosa.

Piccolo inciso: la Bestia Bionda nazionale nel frattempo mi chiamava disperata perché la mia Cheesecake alla zucca non solidificava. Voleva fare ricadere la colpa su di me, povera tapina. La realtà è che da bionda naturale qual è non aveva scolato la zucca. Tzè.

L’idea di imbottirla di Bounty era venuta a Ombretta. Ci trovavamo al Lidl per fare una ricerca Inci (stiamo vedendo troppo youtube lo ammetto) in quanto eravamo venute a sapere che la marca Cien era reputata lodevole da un punto di vista ecobio (?chevordì?). Siamo entrate per un sapone liquido per le mani e siamo uscite con tre carrelli facendoci prendere giusto un attimino la mano. E il piede. E tutti gli organi interni.

L’idea del Bounty è vincente tanto quanto il Lion e anche se non mangio prodotti di tal tipo voglio confessare e urlare pubblicamente che il Bounty non lo batte nessuno e che semmai dovessi cambiare religione alimentare mi fionderei a capofitto sul pacco da tremila chili. Sento già la bocca impastata di cocco. Quanti ricordi! Ne mangiavo una quantità talmente vergognosa da non poter dire poi neanche ciao senza sembrare un arbre magique al cocco. A ben pensarci fumavo pure. Arbre magique cocco-nicotina. Corro a scrivere all’azienda. Si può ancora commercializzare. E’ un connubio perfetto e per nulla nauseabondo, no?

Altre Cheesecake?

Appunti su una Cheesecake Perfetta

L’Etna è bianca, ormai



Tramonto. Pennarelli alimentari su pasta di zucchero come fossero carta e colore. In terrazza con Koi, curiosa guarda nella speranza che ce ne sia un pezzetto pure lei. Mi stringo nel primo cardigan di stagione. Guardo le nuvole nere passare e quella striscia che vira dal rosso intenso all’arancione. Il gazebo è senza telo perché il vento adesso potrebbe portarlo su ben oltre il cratere centrale. L’Etna ha la punta bianca. E se mi volto ti vedo. Che mi dici: “Amore hai visto l’Etna quanto è bella? Sembra un quadro”. Sembra un quadro, sì. Senza quella preziosa cornice che sorreggeva tutto.

Sistemo i piatti. Scatto. Controllo e la luce non mi piace. Sto per fare impostazioni-cancella tutto. Poi Koi mi guarda ed è come se mi dicesse che non si può cancellare. Che è ugualmente vita. Un’altra ma pur sempre vita. Allora lascio le cose come stanno, le faccio una carezza mentre le sorrido e le prometto una carota di cui va ghiotta. Ti rivedo di nuovo. E stavolta ti rispondo solo così:

Sì papà, sembra un quadro con una cornice invisibile che c’è. E che continua a sorreggere tutto.

Koi scodinzola felice perché mi ha insegnato una cosa nuova anche oggi. Entriamo dentro. Una carota da dividere ci aspetta. E forse pure qualcosa in più.

La Cheesecake del Fantasma straimbottita di Gocce di Cioccolato Fondente



Per una teglia di 24 centimetri

Per la base:

  • 300 grammi di biscotti Digestive (o biscotti secchi- che rimangono più compatti e meno sbriciolosi)
  • 125 grammi di burro fuso sciolto
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di cannella

Per il ripieno: 400 grammi di latte condensato, 250 grammi di mascarpone, 200 ml di panna, 200 grammi di formaggio fresco spalmabile, 3 uova grandi, 200 grammi di cioccolato fondente a gocce (o tagliato a pezzetti).

Riduci in polvere i biscotti; sia con il mixer che chiusi in un sacchetto e colpiti da un mattarello poco importa. Fai fondere il burro nel microonde o nel pentolino senza raggiungere la cottura. Aggiungi la cannella e gira per bene. Versa in un recipiente la polvere di biscotti e mischiala al burro fuso.  Metti il composto come base nella tortiera imburrata e con il dorso del cucchiaio pressa per bene rendendo omogeneo il tutto e risalendo lungo i bordi in modo che questa cheesecake risulti con le pareti laterali (coreografiche e pronte a raccogliere ancor meglio il delizioso ripieno. Non è un passaggio obbligato).

Lavora il formaggio con il mascarpone, il latte condensato e la panna. Aggiungi le uova una alla volta fino a ottenere un composto liscio. Unisci le gocce di cioccolato e gira per bene in modo che il composto risulti omogeneo su tutta la superficie della torta. Versa il ripieno sulla base e inforna a 170 già caldo per 10 minuti. Tira fuori la cheesecake e aggiungi altre gocce di cioccolato decorative in superficie se vuoi (passaggio non obbligato). Inforna adesso nuovamente per 45 minuti finché la cheesecake non si sia completamente solidificata. Quando la sforni non preoccuparti se all’apparenza risulta essere ancora molto molle. Deve necessariamente solidificare. Devi farla raffreddare completamente senza muoverla troppo e poi metterla in frigo almeno quattro ore prima di toglierla dalla teglia a cerniera. Se riposa tutta la notte meglio ancora.

La Torta Fantasmino per eccellenza di questo stramaledetto 2014 che odio con tutte le mie forze e volontà (è un bell’inizio o sbaglio?) rimane lei con particolare sottolineatura anche della sorella gemella bicolor. Onestà però vuole che io dica una cosa arrivati a questo punto, ahimè. Tralasciando l’aspetto indiscutibilmente più accattivante della Ghost Cake che principalmente risiede in quegli occhioni dolci di cioccolato, come sapore questa di oggi è sicuramente più allettante. Trattasi di Cheesecake, fotocopia  di quella con i Lion (che trovi qui) tranne che per l’assenza di questi. Al posto dei pezzotti di Lion ci ritroviamo tra i denti gocce di fondente in quantità esagerata. Nulla toglie che voi possiate infilarci dentro pure qualche arto di parente, intesi. E’ praticamente una “cheesecake base” cotta al forno (di riuscita perfetta provata-riprovata-straprovata) che può essere farcita, addobbata, imbottita e resa pronta per l’esplosione con qualsivoglia leccornia (sta arrivando quella con i Bounty. Merito di Ombretta tra l’altro. Mica la amo a caso). Per renderla in tema Halloween non è che abbia fatto chissà quale incredibile lavoro. E’ bastato solo ritagliare con una formina da biscotto un po’ di pasta di zucchero bianca e fare occhi, boccuccia e classica scritta Boo con il cioccolato fondente.

L’intenzione era quella di riempire proprio la superficie come fosse un party esagerato di Fantasmi in preda a raptus di anca al ritmo di dance anni ottanta. Poi fortunatamente lo scarso tempo mi ha fermato. E mi sono risparmiata almeno un delirio.

(o forse no)

(provatela perché qui sono andati tutti in visibilio)

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!)

La Torta IsaBeau (senza farina)


  • 120 g di burro a temperatura ambiente
  • 3 uova
  • 120 g di cioccolato fondente tagliato a scaglie col coltello (sottilissime)
  • 150 g castagne bollite, sbucciate e tritate finemente
  • 90 grammi di zucchero di canna grezzo
  • 1 cucchiaino  di lievito per dolci
  • un pizzico di sale

 Copertura: cioccolato fondente, castagne bollite e tagliate e cioccolato fondente a scaglie.

 Il burro deve essere morbido e quindi a crema. Basta tirarlo fuori dal frigo 20 minuti prima, adesso che c’è freddo potrebbero occorrerne di più. Mettilo in un recipiente. Aggiungi lo zucchero e gira per bene. Se scegli lo zucchero bianco si amalgamerà con più facilità altrimenti se usi quello grezzo lavoralo un po’ di più (puoi farlo con lo sbattitore, sì).  Aggiungi i tuorli d’uovo uno a uno. Unisci le scaglie di cioccolato (per un sapore più “rustico” taglia il cioccolato al coltello, altrimenti per un sapore delicato e setoso scioglilo al microonde – o a bagnomaria –  senza farlo cuocere e aggiungilo fuso, ma tiepido e non caldo, però). Aggiungi il sale, il lievito e le castagne. A parte monta gli albumi a neve fermissima. Incorpora delicatamente gli albumi al composto. Con movimenti decisi dal basso verso l’alto. Otterrai un composto omogeneo e bello corposo. Imburra e infarina la teglia (altrimenti sistema per bene la carta da forno) e versa il composto. Cuoci a 150 per 50 minuti. Ne potrebbero occorrere un po’ di più ma senza esagerare. Sforna la torta e lasciala raffreddare.

Se la vuoi coprire sciogli un bel po’ di cioccolato fondente al microonde o a bagnomaria e versalo su tutta la superficie della torta. Arricchisci con altre castagne bollite e qualche pezzotto di cioccolato fondente a scaglie.

IsaBeau la conosco attraverso immagini e parole. Non mi sono stupita quando anche attraverso questa sequenza di fotogrammi mi è arrivata addosso come una tempesta visiva. Come qualcosa che conosci. Come da sempre. La prima cosa che ricordo e che mi ha colpito di lei sono stati i lunghi capelli rossi. Seta al vento come quando i foulard cominciano a svolazzare da un angolo prospettico e tu sei seduta, ipnotizzata e guardi ogni onda, movimento e figura disegnati nell’aria. E vedi solo nuvole, cielo e capelli. Di lei so solo quello che raccontano queste sequenze. Eppure quando leggo, anche solo fossero i centoquaranta caratteri, è come sentire una musica già suonata. Ascoltata quando hai voglia di restare sola chiudendoti tra quelle note di sicurezza miste a felicità. Io e Isa ci siamo sempre e soltanto sfiorate, mai ferite e sempre rispettate. Come quando si corre. Accanto ma guardando avanti. Con la consapevolezza che cadendo l’altra si fermerebbe. Tornerebbe indietro. Senza tante parole tenderebbe la mano per poi continuare. A correre.

Ho vissuto ormai diverse stagioni attraverso gli occhi di Isa. Mi piace la nebbia della sua terra. Il sole. Le montagne, gli ombrelloni e i suoi specchi. Ci sono fiori, monumenti e bianchi con neri che si intrecciano al suo rosso. Le sue ombre mi hanno tenuto compagnia tanto quanto i suoi viaggi e le sue corse. E’ stata più amica di chi crede di esserlo.

So che le piacciono le castagne ed è da molto tempo che volevo mettermi in cucina e pasticciare pensando a lei. Sperando di trovare una torta che le potesse somigliare: bellissima, semplicemente complicata, spettacolare. Non credo di esserci riuscita ma ho ancora molto tempo per farlo. Questo è uno dei primi esperimenti. Il periodo delle castagne, del resto, è solo cominciato.

Grazie Isa. Sei nel mio cuore.

Per Isa ho scelto:

  • Una tovaglia ricamata dalla Nonna
  • Un’alzata di vetro color oro, regalo di mamma
  • Una tazza di una collezione di un paio di anni fa di Zara Home
  • Un cucchiaio che viene da lontano pieno di ricordi
  • Un’orchidea. Selvaggia e libera.

Idea velocissima per Halloween – Bicchierini con coltello


La Top Ten delle Torte al cioccolato per Halloween ce l’abbiamo e se te la sei persa devi solo cliccare qui; senza contare che per la Torta al Cioccolato dell’ultimo momento c’è sempre quella con i bicchieri di plastica. L’idea di oggi è: sbriciolarla, arricchendola magari con frutta secca (o fresca) tritata e una bella montagnetta di panna. Che siano coltellini di zucchero a far da contorno, o semplici cartelli (stuzzicadenti e foglio ripiegato) con scritte a tema Halloween poco importa; l’idea oltre che scenografica rimane vincente. Somiglia moltissimo al Tiramigiù in bicchiere con il savoiardo RIP (clicca qui) o i primi barabicchieri che ho pubblicato (clicca qui). Largo sfogo alla fantasia per questa monoporzione utile, deliziosa e facilissima da preparare.

Torta insanguinata. Che sia in onore di Dexter o di qualche altro psicopatico poco importa. La mia è per il mio amato Hannibal.


Molto più belli i Biscotti Dexter di Bibikitchen che trovi qui ! 

Per leggere la ricetta della Chocolate Mud Clicca qui >>>> (il formato stampabile)

Ingredienti: 370 grammi di burro ammorbidito, 220 grammi di zucchero di canna, 3 uova, 300 grammi di farina setacciata, 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio, 90 grammi di cacao in polvere setacciato per bene, 180 grammi di cioccolato fondente fuso (anche al microonde), 180 ml di latte intero.

Scalda il forno a 160. Lavora il burro e lo zucchero in un robot da cucina. E’ importante lavorarlo per bene almeno per 10 minuti ininterrotti. Il composto apparirà chiaro e cremoso. Unisci a questo punto le uova una ad una e lascia continuare a lavorare il robot. Incorpora la farina, il bicarbonato e il cacao (setacciati) e infine il cioccolato fuso (a bagnomaria o al microonde poco importa). Lascialo lavorare e infine aggiungi il latte.

Quando hai ottenuto un composto omogeneo versa in uno stampo tondo (uno di 22 cm basterà). Imburralo per bene o altrimenti adopera la carta da forno (per attaccarla alla teglia usa sempre un po’ di burro che farà da collante). Inforna per 1 ora e 15 minuti e verifica la cottura con uno stecchino. Fai raffreddare per bene e accompagnala con una spolverata di cacao amaro, un po’ di panna se piace o qualsiasi farcitura cioccolatosa.

Per la glassa di zucchero bianca: zucchero a velo e qualche goccia di acqua. Deve cementare ben benino e quindi l’acqua quanto basta. Prendi una ciotolina e versaci qualche cucchiaiata di zucchero a velo e pian piano poche goccine di acqua. Quando vedi che è bello corposo, il compostino, e hai sciolto perfettamente eventuali grumetti la tua glassa è pronta. Si potrebbe pure preparare con l’albume ma perché appesantire ulteriormente?

Per le gocce impazzite di sangue? Colorante alimentare rosso buttato così. Allacomevieneviene. Aiutati eventualmente a “strisciare” le gocce con uno stuzzicadenti. Fallo quando la glassa è naturalmente solidificata altrimenti vien fuori un pastrocchio

Coltellino: l’ho già trovato così su amazon ed è della wilston (che il cielo li benedica! fanno roba per Halloween incredibile) ma l’idea di farlo con la pasta di zucchero malaccio non è. Semplice da realizzare tra l’altro.

La Torta Mud di Donna Hay risulta sempre vincente  mi sono detta mentre Koi mi guardava interdetta con la palla,  arancione fosforescente a tema Halloween, in bocca. A lei interessava solo che io la rincorressi dicendole ” ti prendo ti prendo ti prendo”. Koi, labrador miele, dovrebbe essere teoricamente un cane da riporto. Nel dna, oltre al fatto di possedere lunghe ciglia bionde e contorno occhi tipo smokey eyes che Kim Kardashian potrebbe solo che impallidere, dovrebbe esserci questo cromosoma “riporto”. Peccato che non porti indietro nulla. Il cromosoma “distruggo-desintegro” insieme a quello “mangiotuttoqualsiasicosa” forma la sua struttura doppia ellittica (ce ne sarebbe un altro. Il cromosoma “giochiamoQUANDOLODICOIO”, altrimenti detto Cromosoma Casella, in gergo). Dico di Koi perché l’intenzione era tutta un’altra e non certamente questa della torta insanguinata. Decisa la base, ricaduta poi nella Mud Cake appunto, avrei dovuto costruirci sopra qualcosa di diverso. Peccato che sola in casa, con il Nippo in trasferta e Mamma e Pina intente a fare altro mi sono ritrovata sola con questo essere malvagio dal dna distruggo-mangio-giocoquandodicoio che ululava dalla porta frignando, piangendo, latrando e ringhiando non necessariamente in questo ordine. L’istinto omicida ha prevalso (oh pure io non è che abbia un dna perfetto) e per la fretta di realizzare la decorazione  per poi uscire sul terrazzo a giocare e placare la belva ho fatto semplicemente glassa e quattro schizzi di sangue e via. Foto. Finita.

 Sa tanto di Dottor Frankenstein, disturbato al laboratorio,  e err creaturen pelosen. Non è che ci discostiamo mica tanto a ben vedere.

Una Torta al Cioccolato per Halloween? Ti dico la mia Top Ten!


Una voglia irrefrenabile di Torta al Cioccolato? Ma di quelle proprio che noncelasifapiù? Quando tutto va storto e hai solo voglia di allargare la bocca 24 centimetri e ficcarti la teglia  orizzontale in bocca senza paura? Bene. Te ne propongo un po’ per tutti i gusti e palati. Eticamente scorrettissime e il contrario. Un po’ grasse e un po’ no. Saporite, speziate o classiche e intramontabili. In qualunque modo si esegua e proponga la torta al Cioccolato rimane l’indiscutibile regina per ogni fascia d’età.

La Torta di Cioccolato di Buddy Valastro

Per 2 Torte da 23  cm o per 24 cupcake

  • 1 tazza e 1/2 di farina per dolci
  • 1 tazza e 1/2 di zucchero
  • 1/2 tazza di burro ammorbidito a temperatura ambiente
  • 1/3 tazza cacao olandese
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1/4 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1/3 cioccolato fondente fuso
  • 1/2 tazza di acqua calda
  • 2 uova grandi
  • 1/2 tazza di latticello

burro e farina per ungere le teglie se non si usa il silicone (inciso: come ho fatto io *risata diabolica dalla regia*)

Preriscalda il forno a 180.

Metti la farina, lo zucchero, il burro, il cacao, il bicarbonato e il lievito nella ciotola di un robot da cucina provvisto di frusta a foglia (altrimenti lo sbattitore elettrico). Mescola a bassa velocità per qualche secondo fino a quando gli ingredienti sono miscelati bene. Poi aumenta la velocità e continua a mescolare per un altro minuto fino a ottenere un composto liscio.

Ferma il motore e versa il cioccolato fondente fuso. Mescola a bassa velocità e poi lentamente aggiungi l’acqua calda. Aggiungi le uova una alla volta e poi il latticello alla fine. Ferma il motore e raccogli l’impasto nel recipiente del robot se è rimasto attaccato alle pareti. Lavora fino al completo assorbimento e versa in teglie imburrate e infarinate di 21, massimo 23 centimetri.

Buddy ci consiglia di controllare se l’impasto sia tra i 21 e i 23 gradi centigradi prima di infornare la torta altrimenti potrebbe alzarsi in maniera irregolare (inciso: come è successo a me; che è una notizia irrilevante me ne rendo conto). Inforna per 30 minuti circa e controlla con uno stecchino di legno. Se asciutto tira fuori la torta dal forno e lascia raffreddare.

(conservala in frigo o in freezer fino al momento di decorare)

La Torta di Cioccolato e Pistacchi

Gli ingredienti per la torta sono:

  • 150 grammi di cioccolato fondente
  • 150 grammi di zucchero semolato
  • 150 grammi di pistacchio (tritato al mixer)
  • 150 grammi di burro
  • 6 uova (tuorli e albumi separati)

pizzico di sale
(teglia imburrata foderata meglio se apribile)

Gli ingredienti per la ganache sono:

  • 150 ml di Panna Fresca
  • 150 grammi di Cioccolato fondente
  • pistacchi per decorare: polvere e interi ( io ne ho adoperati altri 150 grammi per una versione super pistacchiosa ma regolati tu)

Per la copertura va anche bene una colata semplice di cioccolato fondente senza panna.

Forno a 190.  Fondi il cioccolato al micro o a bagnomaria. Frulla tutti i pistacchi . Unisci dapprima  50 grammi di zucchero e 50 grammi di  pistacchi fino a fare una polvere. Unisci burro fuso ma non liquido  e altri 50 di zucchero amalgamando bene con il frustino elettrico. Aggiungi il restante pistacchio. Aggiungi i tuorli uno alla volta e aumenta la velocità pian piano. Aggiungi il cioccolato fuso che deve essersi un po’ raffreddato. Monta gli albumi con un pizzico di sale a parte e sul finale aggiungi gli altri 50 grammi di zucchero agli albumi finché non sarà tutto liscio, setoso e sodo.

Unisci una cucchiaiata abbondante degli albumi all’impasto cioccolato-burro-zucchero-pistacchi e fai girare per un po’. Poi fai il contrario, ovvero incorporando l’impasto cioccolato-zucchero-burro-blablabla agli albumi. Lentamente. Con movimenti dal basso verso l’alto.

Versa  nella tortiera bella imburrattttttttisssima (rivestila di carta da forno per sicurezza) e in forno per 20 minuti (a 190) e poi abbassi a 180 per altri 20-25 minuti. Controlla con uno stecchino e se asciutto tira via la torta e fai raffreddare completamente prima di incorporare con la spatola la ganache e ricoprire con pistacchi interi o a pezzi.

Per la Ganache lavora panna e cioccolato fuso insieme con una spatola per dolci.

Torta al Cioccolato con Mandorle e Rum

  • 200 grammi di cioccolato fondente
  • 120 grammi di farina
  • 3 uova
  • 190 grammi di burro
  • 30 grammi di Rum Bianco
  • 60 grammi di mandorle tostate tritate
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • vaniglia in bacca
  • 120 grammi di zucchero di canna

In una teglia con della carta da forno fai tostare le mandorle a 180 per 15 minuti circa oppure prendi una padellina, come preferisci, e falle tostare ma senza esagerare. Non dovranno bruciacchiarsi insomma. In forno è più semplice, mettiamola così. Tritale con l’aiuto di un frullatore (io faccio con il bimby). Allo stesso modo trita letteralmente (e ottieni una sorta di polvere) il cioccolato fondente. Sì, insieme alle mandorle che hai precedentemente ridotto in polvere. Crea questa “farina” di mandorle e cioccolato fondente. Unisci la vaniglia fresca ricavata da una bacca al Rum. Setaccia la farina con il lievito e uniscila allo zucchero di canna. Dentro un’impastatrice (io ho lavorato tutto con il bimby) lavora farina-zucchero-lievito con polvere di mandorle e cioccolato fondente. Aggiungi le uova e lavora per almeno dieci minuti lentamente e nel frattempo unisci il burro morbido a tocchetti piccoli e infine il rum. L’impasto va lavorato molto e fatto gonfiare. Imburra per bene la teglia e cuoci per 40-45 minuti a 190 senza dimenticarti di fare come sempre la prova stecchino già dopo i 35 minuti  perché dipende sempre dal forno.

 

Torta Oreo

125 grammi di philadelphia, 250 grammi di biscotti oreo, 150 grammi di burro (100 di burro e 50 di burro di arachidi in alternativa), 3 uova, 30 grammi di cacao amaro in polvere, 120 grammi di zucchero semolato, 150 grammi di cioccolato fondente al 70%, 1/2 cucchiaino di lievito

Io ho frullato senza un ordine preciso tutto nel Bimby. Non bisogna chiaramente possederlo. Basterà frullare con un comunissimo frullatore i biscotti oreo (con tutto il ripieno, sì) e il cioccolato fondente e poi unire ingredienti secchi e liquidi aiutandosi con uno sbattitore elettrico o quello che si ha a disposizione. Un frullatore piuttosto “potente” potrebbe ugualmente svolgere la stessa funzione; allo stesso modo un’impastatrice per amalgamare il tutto. Allo stesso modo pure olio di gomito, sacchetto di plastica e violenza inaudita con mattarello. Insomma. Gli ingredienti non necessitano di chissà quale elaborazione. E’ importante che tutto si amalgami e diventi cremoso, compatto e liscio.

In una teglia imburrata per bene si versa il composto ottenuto e si infila in forno a 180 per 40-45 minuti. Controlla con lo stecchino.

Torta Mud di Donna Hay

Ingredienti: 370 grammi di burro ammorbidito, 220 grammi di zucchero di canna, 3 uova, 300 grammi di farina setacciata, 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio, 90 grammi di cacao in polvere setacciato per bene, 180 grammi di cioccolato fondente fuso (anche al microonde), 180 ml di latte intero.

Scalda il forno a 160. Lavora il burro e lo zucchero in un robot da cucina. E’ importante lavorarlo per bene almeno per 10 minuti ininterrotti. Il composto apparirà chiaro e cremoso. Unisci a questo punto le uova una ad una e lascia continuare a lavorare il robot. Incorpora la farina, il bicarbonato e il cacao (setacciati) e infine il cioccolato fuso (a bagnomaria o al microonde poco importa). Lascialo lavorare e infine aggiungi il latte.

Quando hai ottenuto un composto omogeneo versa in uno stampo tondo (uno di 22 cm basterà). Imburralo per bene o altrimenti adopera la carta da forno (per attaccarla alla teglia usa sempre un po’ di burro che farà da collante). Inforna per 1 ora e 15 minuti e verifica la cottura con uno stecchino. Fai raffreddare per bene e accompagnala con una spolverata di cacao amaro, un po’ di panna se piace o qualsiasi farcitura cioccolatosa.