Conigliateo, Cous Cous e Csaba Style. E’ il giorno delle C e dintorni


Uplodava video nel cuore della notte aggirandosi con la vestaglietta rosa e le ciabattine nere con il fiocchetto. Guardinga con fare pericoloso, tenendo per mano tre dei suoi Rabbid,  l’ipocondriaca insonne con un feroce mal di testa . Ma il Signor Iutub decise di pubblicarli solo ore dopo per il bene dell’umanità. Bene che si trasformò in male con il calar del giorno (?) (sintetica no?).

Ho già segnato sul taccuino che “Non si devono girare video la sera con la luce artificiale”, sì. Il fatto che Il video cutter doni quella differita imbarazzante è uno di quei problemi che turba le mie notti. Qualora qualche anima pia volesse aiutarmi verrà invitata al Palazzo dei Conigli per una cena romantica con il mio Nano da Giardino.

Max aka Wish, aitante/fascinoso Ingegnere, che ho l’onore di conoscere ormai da  qualcosa che supera di ben oltre un lustro ha proprio ragione. In tantissime cose oltre quella che dirò ovviamente ma in effetti mi ha ricordato quanto questa perversione di fotografare soltanto dolci sia lampante. Nonostante mi (mal) diletti giornalmente in roba salata non riesco a fotografarla. La carne ad esempio più la giro e la sistemo e più assume connotati inquietanti. La cucino estraniandomi totalmente dal prodotto ma non riesco ad affrontarla “fotograficamente”. Se i risultati biscottosi a malapena mi soddisfano il salato proprio no. Motivo in più per impegnarsi quindi. Perchè Max come quegli amici che ci sono sempre e per sempre più volte mi ha incitato ad affrontare, riflettere e superare. Quindi al diavolo i biscotti, le torte e il cioccolato da oggi si fa cacciagione, anatra e struzzo! (Max vedi? ho molto equilibrio. Ce la stiamo facendo)

Ieri ho preparato al Nippotorinese un Cous Cous Tunisino profumato alle spezie. La versione che ho proposto è vegetariana ma le popolazioni del Maghreb (fingo di avere molte amicizie lì ok? reggetemi il gioco) aggiungono carne di agnello, manzo o pollo senza dimenticare chiaramente il pesce. Questo tipo di Cous Cous potrà essere accompagnato come da tradizione con un sugo di verdure (semplicissimo da preparare. Soffriggendo una cipolla con dell’olio extra vergine di oliva e aggiungendo i pezzetti di peperoni pomodorini, ceci già cotti, zucca. Una volta pronta questa salsa versare sul cous cous e tanti saluti. Saluti tunisini chiaramente).

Per il Cous Cous Tunisino profumato alle spezie Vegetariano (orientativamente per 4 persone) occorrono: 300 grammi di Cous Cous, un pizzico di curcuma, una manciata di semi di cumino, 1 cucchiaino di zafferano, 1 pizzico di curry, 1 cucchiaino di zenzero, 1 cucchiaino di cannella, 1 cucchiaino di cardamomo, una spolverata di paprika, coriandolo, 1 cipolla di media grandezza.

Procedimento: Fare un leggerissimo soffritto in pochissimo olio con la cipollla tritata finemente. Aggiungere le spezie e girare premurandosi di non far bruciare la cipolla. Una volta aggiunte tutte le spezie unire il cous cous sempre girando e versare immediatamente due/tre bicchieri colmi di acqua tanto quanto per coprire (ma non troppo. Che non muoia affogato insomma altrimenti si dovrà chiamare la SSPICC: squadra sommozzatori Pronto Intervento Cous Cous) il cous cous. Aumentare così il fuoco (non esagerando) e lasciarlo cucinare in base al tempo consigliato sulla confezione. Avendone provati diversi il punto di cottura varia un po’ quindi si tratta davvero in questa ricetta di metterci un po’ d’attenzione. Perchè pur essendo semplicissima a volte la miscela spezie potrebbe risultare anche a tratti fastidiosa. Io ad esempio faccio una pioggia di zenzero perchè è in assoluto la spezie preferita del Nippotorinese e sto un po’ calmina con il cardamomo e il cumino che non gradisce particolarmente. Se ho a pranzo mamma gli butto sopra due chili di curry e se ho a pranzo papà sono felice perchè :1) non si lamente mai anche se trova Hello Kitty sgozzata nel piatto 2) gli piace tutto anche il cappello del nano da giardino fritto 3) è stramaledettamente figo. Che sembrerebbe non c’entrare con la cucina ma c’entra sempre l’incommensurabile beltà del mio papetto amoroso.