Uovo Pulcino insanguinato



Coprite gli occhi a Frugoletto! COPRITE SUBITO GLI OCCHI A FRUGOLETTO!
Santocielo.

La versione pulcinosainsanguinata andava fatta. Che frugoletto non sappia di questo scempio sanguinolento per favore Luci! PER FAVORE!

Non ho resistito lo confesso. Posseduta dall’Uovo It di ieri ecco un’altra idea supervelocissima (e inquietante assai) per questo Halloween ormai imminente.

A tal proposito essendo Domenica e potendomi rilassare un po’ (è chiaramente finzione scenica perché lavoro eanchetantissimo pure oggi ma sono felice, ecco) direi di fare il punto della situazione: Vi siete organizzati?

Cosa avete pensato di fare? (il primo che dice ioniente si becca un pulcino insanguinato spiaccicato sulla faccia CHIARO?)

(noaggressività *inspiro espiro* Queste tisane rilassanti al mirtillo, camomilla e valeriana non stanno sortendo l’espetto sperato o sbaglio?)

Uovo Halloween Clown IT



A IT ho dato davvero pochissimo spazio. Come alla figura del Clown stesso che fa parte di una delle mie fobie più grandi e proprio come nel caso del nano da giardino è diventata mania e affezione. C’è da dire però che, al contrario ormai dell’amore incondizionato nei confronti dei nanettispaventosi, ho ancora un qual certo timore della figura del clown.

Non è cominciata con Poltergeist quando si attorciglia manco fosse un Ispettore Gadget posseduto dal demonio sotto il letto. E non è stato neanche perché ne possedevo uno orrendo vestito bicolore con dei capelli più stopposi dei miei e un sorriso inquientate più del volto di quella ragazza ritratta nella casa al mare sull’altalena. Mamma certe volte non capiva che ero davvero terrorizzata dai quadri che comprava. Nonostante io li prendessi e li togliessi dicendo “non mi piace” con una diplomazia poco normale per una bimba, non capiva effettivamente il mio disagio. Non so quando è cominciata davvero con il clown. Non era tanto il sorriso finto e forzato che mi ha sempre gettato nella depressione assoluta, quello capita a tutti ma è proprio una visione ancestrale. Che ha radici che non conosco. Se credessi a qualcosa che non sia strettamente correlato al reale potrei ricondurre tutto a una mia vita passata in un circo, ambientazione ricorrente dei miei incubi, sogni e storie. Un clown per il quale avevo perso la testa; non nel senso più romantico, ma che proprio mi aveva decapitata.

Provo disagio e raccapriccio. It insieme al clown di Poltergeist, i burattini vari di Argento e una serie incalcolabile di personaggi sinistri che vorrei rispolverare nella mia memoria (manonhotempolesolitecosemiodiouffavogliounpoditempodovesicomprablablabla) sono sì assilli ma tormenti di compagnia e confesso che non vorrei mai separarmene. E’ un amore viscerale con un odio immotivato che non cerco affatto di placare ma di incentivare. Per questo oggi un uovo It. Semplicissimo da realizzare. Basta solo un po’ di ketchup e due olive. Qualcosa di più complesso andava fatto in onore di questo signore col cerone che mi tormenta sì ma regala bui che altrimenti non vivrei, ma.

Ma è nella semplicità della paura il brivido più terrorizzante.

L’uovo fantasmoso in camicia


Questo uovetto mostruoso è nato per caso. Che io sia leggermente in fissa con le uova chi mi conosce un minimo lo sa. Non le mangio ormai da (cinque-sei?sette?) anni e ho dedicato loro anche uno dei miei dodici progetti visivi fotografici: Eggland, messo da parte per un futuro migliore (si spera).

Dal significato delle uova e dal loro trasformismo nascono germi di storie e favole nere. Sono indiscusse protagoniste dei miei incubi ma anche di tenerezze ai limiti del kawaii. L’uovo, come la vita e il significato stesso, cela in sè un genio non replicabile. Oltre a essere uno degli incontestabili sovrani della cucina lo è della creatività in genere.

Con l’uovo non si finisce mai di creare, plasmare e interrogarsi. Sì perché domandarsi cadendo in abissi di ragionamenti se è nato prima lui (e ci scommetterei tutto) o la gallina, si finisce pure per chiedersi quante svariate forme di vita possa far nascere.

L’uovo è una farfalla e un relax tra tuorli che prendono un drink. E’ una moltitudine e infinità (qui alcuni miei scatti dedicati a Eggland).

L’uovo in camicia mi ipnotizza. Sto lì ferma immobile cercando di carpire cosa si disegnerà nell’acqua bollente. Quale forma assumerà. Se il tuorlo reggerà all’impatto e se il bianco si attorciglierà, annegherà o si romperà.

Non penso a nulla in quei sei minuti ma si manifesta una sensazione che raramente provo: la curiosità. Perché non lo sono mai stata, curiosa, se non moderatamente e per cose “poco comuni”. In maniera nettamente “violenta”, mi piace definirla così, lo divento davanti alla formazione di qualcosa. Quando nasce una storia, arriva un personaggio a raccontarmi cosa sta vivendo, facendo, sognando. E tutte le volte. Tutte. Dell’uovo in camicia accade.

Quando è arrivato questo mostro gerinoso è stato amore a prima vista. Non aveva ancora gli occhi che poi gli ho donato con due olive e del ketchup rosso ma sapevo che sarebbe stato un nuovo amico. Che lo avrei ricordato per sempre.

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Vellutata verdevermosa con uovo mostruoso


La vellutata di piselli, menta e avocado facoltativomaèbuonodavvero (sì la solita, insomma di Nigelliana memoria ma in versione “passata” e giustappunto morbida e vellutata *inspiro espiro*) rimane un’idea orrendamente papposaschifettosaverde perfetta per Halloween, no?

Certo che io so proprio far venire l’acquolina in bocca eh (ironia feroce parte prima, finita). Insomma! La sbobba verde sadddafffà a Halloween perché è coreografica. Per me ha il valore aggiunto del verde che è terrore allo stato puro  ma credo che anche le “persone dotate di raziocinio, cervello e buon senso” al contrario di me non troveranno affascinante un piccolo mostro uovoso in un lago di vomitodistrega. Ok forse sto esagerando.

Ma è nel titolo di presentazione che si dà al piatto in questi casi. Frullato verde di verme putrido. Vellutata di vomito di strega. E cose così che ti fan solo venir voglia di prendere a ceffoni il cuoco.

Rendere mostruoso geometricamente un uovo è poi cosa semplice e basta un piccolo pezzetto di peperone verde come bocca rettangolare e capelli dritti dalla paura e due capperi salati ma anche pezzotti di olive o qualsiasi frutto. I capelli con i broccoli? adorabili. Con i cavolfiori? esilaranti. Caviale per far finta che sia un uovo con cervello schizzato? L’idillio.

E si potrebbe continuare così sino all’infinito. Fortuna per voi sono già in ritardo imbarazzante (sottotitolo: ettepareva).

I cupcake scheletrino con i Ringo mi sono rimasti nel cuore, uff. Lo confesso. Li ricordo ancora e pure il Nippo il sapore. Mi avevano conquistato e pur ripromettendomi di farli seppur in un’altra versione non riuscirò sicuramente nell’intento. Lascio quindi, sempre rispolverando l’archivio degli Halloween passati, l’idea qualora qualcuno volesse dar loro nuovamente vita. Clicca qui per la ricetta, il delirio e per sbirciare un altro po’ di foto se ti va.

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Su Le Ricette di Halloween.it ho raccolto tutte le elaborazioni preparate al Gikitchen con Maghetta Streghetta in versione Zombie.

Non ho ancora inserito quelle di quest’anno (noncelapossofare) ma nel caso si volesse dare una sbirciatina per spunti, idee, mise en place, apparecchiature, frizzi e lazzi si deve solo cliccare qui>>>> 

Le Ricette di Halloween *****

Ti va di scrivere un racconto del terrore,disegnare una storia, registrare un file audio o dare libero sfogo alla tua creatività e fantasia? Sederti intorno al fuoco la Notte di Halloween con me e tutti i miei amici per far scorrere qualche brivido e soprattutto risate? Clicca qui e vedi come partecipare. Ti stiamo aspettando!

Frittata toposa


Dopo la barabrisèe (clicca qui per la ricetta), il Ragno in cocotte ( clicca qui per la ricetta) e la Polenta fantasmino (clicca qui per la ricetta), pure una sciroccata svampita come me non ha difficoltà ad intuire che quest’anno l’amica indiscussa di questo Halloween è senza dubbio alcuno la pasta brisèe (qui una versione stampabile di una ricetta che ho denominato variante 1 perché qui al Gikitchen ne ho preparate solo 23094823048203498203498 varianti).

Bastano delle formine, un rotolo già pronto e via. Basta un Bimby oppure olio di gomito e un po’ di fantasia con il coltello e via.

Niente può farci arrendere chiaro? (la voce è quella del capitano di fullmetaljackkkett occhei palladilardo? cielo quanto ho pianto). Insomma dicevo.

Niente può farci arrendere. Non hai la formina fantasmosa? Embè? (detto sempre con la voce del capitano di fullmetaljjjaccket! “SMETTILA PALLADILARDO!” ok piango sul serio. dicevo?) Disegnala sulla pasta brisèe con il coltello.

“epperòiononsodisegnare. nonsonobravacomete antipatica morapallida” Oh. Ma tutte le scuse le trovi tu PALLADILARDO? (Ok stasera lo rivedo e piango tre ore. ho deciso. Organizzo sempre le serate malinconiche dove il nippo mi chiede “ma perché?”. Perché è masochismo mio caro razionale. MASOCHISMO! )


Dicevo? ah sì.

Che se non sei capace di disegnare direttamente con il coltello sulla pasta brisèe prendi carta e penna e disegna. Fai la formina. Ritaglia. Poggia sulla pasta brisèe e con l’aiuto del coltello ricavi la formina che ti piace.

Topo, fantasma, cappello da strega, zucca, quello che vuoi.

Giuro che se avessi tempo disegnerei tutte le forme che ho adoperato per farne una versione stampabile (anzi. a costo di non dormire neanche stanotte se ce la faccio sarà un piacere qualora dovesse interessare).

E se non sai disegnare neanche sulla carta (ma sono tutte scuse, sappilo) puoi sempre trovare sul web un disegno e stamparlo. Oppure prendere un topo e metterlo sulla pasta brisèe dopo averlo sedato per farlo stare fermo.

Oh questo metodo mi sembra il migliore!

Procediamo così.

E’ deciso.

(stavolta mi arrestano sicuro) *disse dandosela a gambe

 Ahem no scusate. Sono ritornata per dire che è una semplice frittata fornata (sì sì sì quella frittata che faccio al forno con la carta da forno bagnata. Chessstooadddi? clicca qui!)

Il Rotolo di zucca ricoperto di cioccolato è uno dei dolci che mi è riuscito meglio. Trovo questa ricetta del rotolo perfetta e adatta alle più disparate occasioni. Se dovessi scegliere tra ormai ben un migliaio di ricette fatte qui, questo rotolo sarebbe indubbiamente in classifica e pure ai primi posti per giunta. La versione zucca-cioccolato è vincente e perfetta se corredata da fantasmino di zucchero con la classica e immancabile scritta Boooooo. Che in questi giorni proprio non può mancare.

A me ricorda la scena finale di Casper e ci scappa sempre il sorriso. Il rotolo suddetto è realizzato sempre con la ricetta che ho adoperato per il tronchetto di Natale; anche quest’ultimo ha riscosso tantissimo successo. Ed io non posso che esserne smisuratamente felice.

Per la ricetta del Rotolo al cioccolato e Zucca di Halloween clicca qui (c’è anche una divertentissima gif che mi vede arrotolare l’impasto che provoca dipendenza in un loop visivo preoccupante e continuo).

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