Carotine bollite con salsa di senape e miele sotto una pioggia di sesamo


Con meno di quaranta calorie per 100 grammi e tanti microgrammi preziosi di polifenoli, che dovrebbero aiutare anche le prestazioni del nostro cervello (me esclusa), le carotine bollite seppur surgelate rimangono uno dei miei pasti preferiti. Dico pasti perché ne mangio circa quattro chili. Qui in casa se ne fa un larghissimo consumo seppur principalmente crude (inconsciamente sono votata al raw). Il Nippotorinese ama le carote crude tagliate a listarelle con formaggio cremoso, dal più commerciale al più ricercato, mentre a me fanno impazzire con la senape meglio se Maille.

La versione cotta e mignon come questa che mostro oggi era la preferita di Agata. Ricordo che ormai sette anni fa riuscì (non so come) a trascinarmi in un villaggio turistico; avventura per altro documentata su Flickr visto che avevo un nano da giardino nel portabagagli e tanta voglia di ticchettare i miei tormenti al ritmo di danze vergognose latinoamericane. Dovrebbero esserci pure dei video di Ferragosto con gente in abito da sera a bordo piscina. Il mio animo trash in quell’occasione decollò verso l’infinito vista la gioia di poter abusare visivamente di cotanta zarraggine (c’è un po’ di piemontese ormai in me).

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Un orsetto a colazione


Il toast di ieri? Quello che doveva riaprire le danze sul mio canale Youtube? Poi si è trasformato in un Toast-Orsetto salvando pure un maialino senza cedere al lato oscuro del prosciutto e formaggio; che per inciso era più facile da propinare qui a stagnini e compagnia bella perché l’abbinamento miele-banana-mirtillo non è che abbia riscosso chissà quale successo. Inutile dire che quello alla nutella, sì. Quando penso che all’odore della nutella svenivo in preda alle voglie (anche dopo la dieta, intendo) ed adesso provo una nausea irrefrenabile riesco a fare d’istinto solo una cosa:

alzare la testa al cielo e urlare “doveeeeeeeeeeeeeee SONOOOOOOOOOOOOOOO?!?!?! In che galassia mi avete portatoooooooooooooooooo?!?!??!? Chi sono iiooooooooooooooo?!??!?!? di chi è questo corpo e questa testaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa??!”. Continuo così per due ore. Cercando di stabilire un contatto con le popolazioni aliene e poi sconfitta, quando mi rendo conto che nessuno riesce a captare i miei segnali/si tappa le orecchie e mi lascia qui (mi sa che è la seconda), mi dirigo verso gli acquarelli e ricomincio.

A colorare. In attesa che qualcuno venga a salvarmi.

Cos’è che dovevo dire? Ah sì. L’orsetto a colazione. Io dico che è proprio una bella idea; giusto per cantarmela, suonarmela e pure colorarmela.

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Cous Cous con il Ragù di Seitan



E sul cous cous con il ragù di seitan ho scribacchiato qualche appunto? Incredibilmente no. Nonostante sul Cous Cous abbia tediato l’universo e sul ragù di seitan pure. Che si trattasse della versione con salsa che di quella senza. Nella versione con salsa mi vengono in mente le tagliatelle-stelle filanti fatte in casa nel ricettario del Carnevale appena trascorso (clicca qui); mentre per la versione esente da salsa uno su tutti quello che ha condito le orecchiette pugliesi con la menta e la zucchina che se ti fa piacere puoi sbirciare cliccando qui.

Un’idea, quella del Cous Cous con il ragù di seitan, vincente per restare leggeri con gusto e non appesantirsi. Ultimamente con determinate marche di seitan ho qualche problemuccio. Nel senso che lievito a dismisura e lo stomaco si gonfia a tal punto che tendo ad ancorarmi bene a terra mettendo ciabattine pesanti perché sento di correre un rischio non troppo remoto: volare.

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Cotoletta di Seitan con patate lesse ed Edamame (e tanto Wasabiiiiiiiiiiiiii)




Avevo delirato circa la cotoletta di seitan dopo la visione dell’ultima (ma proprio ultima ultima nel senso che è l’ultima. Ultima l’ho detto?) stagione di The Killing qui componendo (gerundio a caso)  un panino vegetariano gustosissimo che aveva fatto tribolare il Nippotorinese (tribolare non c’entra nulla ma è un termine che mi piace molto e che purtroppo non posso adoperare mai. Oggi mi andava di farlo e quindi l’ho infilato a caso in questa frase. La tecnica della dissimulazione e del rincretinimento, per chi ha il coraggio di leggermi, è un’arte. Oltre che un atto di masochismo, intendo).

In realtà lo ha fatto entusiasmare. Avrebbe tribolato se l’avessi mangiata io sotto i suoi occhi senza dargliene un pezzetto. Ipotesi neanche troppo lontana dalla realtà e dal mio volere ma ultimamente ho solo voglia di frutta e nei momenti di perdizione assoluta di sushi vegano. Niente altro.

Insomma per dire che la cotoletta di seitan in crosta di crusca è ormai una certezza. In più si può pure preparare in situazioni di pericolo quali non avere una cucina funzionante. Lo dico con cognizione di causa, chiaramente. Non richiede chissà quali preparazioni e pure al microonde, semmai le padelle fossero negli scatoloni, risulta essere meno suola di scarpa rigida di quanto si pensi. Che è già una grande vittoria, no? Il seitan prima di essere bello arrotolato e panato sulla spiaggia di Crusca, come fosse a Bora Bora, nonostante sia già umido di suo può essere bagnato con l’uovo per i vegetariani o con succo di limone/olio extra vergine di oliva per i vegani.

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Insalatona di frutta condita con succo di limone e radice di zenzero



Somiglia moltissimo all’insalata di frutta che avevo fatto qualche anno fa con il lime e l’agave e che se ti fa piacere puoi trovare cliccando qui (tra l’altro in questo post trovi una sfilza di ricette davvero interessanti. E non lo dico perché le ho confezionate io e ho delirato al riguardo ma proprio perché quando le ho viste mi sono detta maguardaquantosonointeressantiquestericettechilehafatte? Salvo scoprire che ancora nessuno ha chiamato il 118 per rinchiudermi in una stanza insonorizzata e buttare le chiavi come è giusto che sia).

Insomma per dire che pranzo spesso e molto volentieri con enormi e gigantesche ciotolone di frutta. Ma proprio vasconi dove potrebbero nuotare lottatori di Sumo, eh! (ma perché mai un esempio calzante, incisivo e razionale io?). Vorrei fossero le mie monetine questi pezzotti di frutta e io Paperon de Paperoni. Puffete. Dentro. A bocca aperta cercando di spazzolare tutto e anche il più presto possibile. Grattugiare sopra la scorza del limone, arancia, mandarino o pompelmo è proprio una mia grande passione. Non mangio il miele da anni (a prescindere dalla mia alimentazione vegana) e non sono mai stata una vera e propria appassionata del prodotto, ma va comunque detto che quando servo agli altri queste insalate di frutta con condimento lime, miele e succo di lime è sempre un successo assicurato.

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Tabulè alla menta con olio extravergine d’oliva Sardo e limone di Sicilia




Sì uff. Lo so che sono già in estremo ritardo, rispetto al mio solito modo di programmare le cose (leggi: cominciare con le ricette di Natale subito dopo Halloween), e dovrei già essere qui a parlare di Carote, coniglietti e pastiere immersa in Tour Pasquali italiani e internazionali ma.

Ma ho adoperato la saliera-pepiera a forma di coniglietto per questa Ricetta della Rubrica Pappamondo, quindi un po’ è come se facesse parte dell’inizio ufficiale pasquale, no? Intravedo facce perplesse. E’ possibile?

Sul Cous Cous qui si è parlato talmente tanto che occorrerebbe giusto un piccolo riepilogo; che farò più sotto rievocando deliziose ricette. Il Cous Cous è diventato inoltre quasi una “firma”, in particolar modo se si tratta di quello alla Norma. Non parlerei proprio di cavallo di battaglia, perché il mio rimane sempre e solo uno: il caffè (quanto sono simpatica?), ma. Il Cous Cous alla Norma è una delle cose che mi vengono maggiormente richieste (sottotitolo: e che mi riescono meno peggio). Mamma impazzisce per l’insalata di Cous Cous alla Soup and Go, di cui ho parlato qui e ho fatto anche la Videoricetta che se ti fa piacere puoi vedere qui. Il Tabbouleh o Tabulè o Taboleh o Tabuli (in arabo تبولة‎) è una pietanza anch’essa araba, che somiglia per certi versi, come uso e consumo, al Cous Cous stesso. Diventa base, primo, accompagnamento e fido alleato in cucina.

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