La VideoRicetta delle Dita di Strega


Basta mettere Witch Finger in Google Immagini per essere invasi da ogni tipo e sorta di biscotto. Non è che la rete stesse aspettando me, ma visto che le stavo facendo per delle foto extra blog mi sono detta: e filmiamoci va. Giusto per mantenere il canale Youtube attivo, che con mia grande sorpresa sta andando avanti (da solo) formando inoltre una community a dir poco interessante. Come sempre, completamente diversa dai diversi social che sinora ho adoperato. Di Youtube si parla sempre un po’ male. In maniera eccessiva, suppongo. Ho potuto constatare che alla fine è sempre la stessa noiosissima storia: dipende da quello che si cerca, dai legami che si vogliono stringere e se si ha voglia di far polemica o no. Ognuno, del resto, il tempo lo impiega un po’ come gli pare. Ce l’avessi io andrei dalla parrucchiera. Ho voluto tentare la strada di un Henné naturalissimo che prometteva a caratteri cubitali “NO RIFLESSI MOGANO” e ora ho la nuance che manco un’arzilla vecchietta che gioca a burraco con i suoi amici la domenica pomeriggio.

Come ci sono finita a giocare a burraco? Non lo so. La Domenica è sempre il giorno più difficile.

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!)

La Torta di Zucca con Gocce di Cioccolato dentro la Tazza cotta nel Microonde. Olè


Dopo il primo esperimento è stato un meraviglioso susseguirsi e sono apparsi anche libri su libri su libri su libri. La leggenda della Torta dentro la tazza cotta nel microonde, al secolo conosciuta come Mug Cake, è entrata nelle case di tutti gli Italiani (Lorella Cuccarini dove sei? maledetta nostalgia canaglia che ti prende proprio quando non vuoi e ti ritrovo con un cuore di panna. Albano e Romina. La Parisi. Ma cosa ho? OTTANTA ANNI?).

Poi gli altri cinque esperimenti (sto facendo con le manine “con questa voglia di ballare sono NATA! NATA!” e se potessi mi alzerei per accennare il passo di Marilù) con la Nutella (che a quanto pare avevano fatto in milioni ma sono la solita scema fuori dal mondo) e vuoi non provare adesso con la zucca che è in assoluto il must di stagione manco fosse un pantalone a palazzo con stampe animalier a vita alta? (se avessi una vita mi sarebbero piaciuti, inciso).

Sono andata con l’infallibile tecnica “a occhio” – “allacomevieneviene” e il risultato è stato molto più che discreto. Da quando ho girato questo video se ne sono susseguite altre (tutti mi odiano perché infilo tazze nel microonde continuamente e costringo, letteralmente, tutti a mangiarle e darmi i voti. Devono patire anche loro. Mica solo io) che naturalmente non sfuggieranno, purtroppo, alla rete. Perché sono fondamentalmente una bruttissima persona che ama tormentare il prossimo. E il mio microonde.

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Altri Cinque esperimenti della Torta dentro la Tazza al Microonde li abbiamo? Sure!


 

Nutella Version:

  • 3 cucchiai di farina
  • 3 cucchiai di zucchero (a velo si amalgama meglio)
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 3 cucchiai di latte (anche di soia, sì)
  • vaniglia in polvere
  • un pizzico di sale
  • un pizzico di burro (facoltativo)
  • un cucchiaino di nutella
  • 850 watt per due minuti

Occorrente: tazza 400 ml, forchetta, microonde

Questa volta ci ho messo la Nutella e non mi assumo alcuna responsabilità, oh. Su instagram la domanda costante era sempre quella. Tutti si crogiolavano bene o male nella stessa identica domanda: ce la potrò mai mettere la Nutella o no? Allora io impavida creatura con cane killer che mi ha assistito durante tutti gli esperimenti (tentando di racimolare qualcosa senza riuscirci) mi sono immolata per la causa ed ecco l’ennesima disastrosa VideoRicetta. Cinque esperimenti (in realtà sono stati un po’ di più ma è già un miracolo che io riesca a farli la domenica rubando tempo ad amiciparentimammaaffettiamori. Mi odiano tutti) che hanno portato a un risultato molto più che decoroso e insperato. Rispetto alle mie prime volte ho tirato giù delle considerazioni che non importeranno a nessuno ma sono qui per cantarmela e suonarmela bellamente quindi ecco che trascrivo:

Prima di tutto lascio il link con VideoRicetta della Prima VideoRicetta (seguitissima) e lo faccio esattamente qui. Ci sono pure le foto a cui sono tanto affezionata e una serie considerevole di amenità.

Cose che ho capito (o almeno credo) durante questi ennesimi esperimenti:

  • La Tazza non scoppia mai. Andate tranquilli. Ho sbagliato e ho messo sei minuti (ed è stato un peccato che io non abbia ripreso, sarò onesta). Fa un po’ di fumo. La tazza è rovente e il composto bruciacchiato ma se non sono esplosa io con il cane killer, il nippotorinese e la mamma che sbucciava i fagiolini tranquilli non salterete in aria neanche voi (adesso non fatemi preoccupare santo cielo che ho già tanti problemi ve lo giuro!).
  • La genialata di dividere l’impasto (quinto esperimento) in due tazze da 200 ml dopo aver preparato un composto apparentemente perfetto per una di 400 ml non è affatto una genialata. La definirei più una **** fantasmagorica e iperbolica. Per qualche oscura ragione non si alza. Ho ripetuto diverse volte e sono giunta alla conclusione che: l’impasto deve almeno superare di un dieci per cento la metà della tazza (nessuno mi chieda il perché) ma quando sta leggermente sotto non solo non si gonfia del tutto ma appare stopposo e si indurisce velocemente.
  •  Gira, Vota e Furria (questa devo insegnarvela per forza. In siciliano significa gira-gira-gira in tre modi diversi quindi: gira che ti rigira) i cucchiai di farina in qualsiasi tazza di diversa capienza sono sempre tre. E’ tipo una variabile costante imprescindibile. Lo zucchero (ho usato quello bianco) invece ha una componente variabile (se solo avessi capito qualcosa di matematica potrei sviluppare una funzione. Cosa sto dicendo non lo so). E’ chiaro che adoperando il latte condensato lo zucchero andrebbe diminuito. E sul latte condensato farò una VideoRicetta a parte quindi è meglio non confonderci (e qui potrebbero pure partire le risate registrate dalla regia a questo punto).
  • La Nutella, che è poi la cosa che interessa maggiormente: non si brucia. Più ce n’è, più componente grassa dà al composto e più questo diventa soffice. Diventa quasi superfluo mettere il burro (io ho adoperato il ghi perché non ne avevo altro in casa) e il latte (avevo solo quello di soia in casa. In pratica ho solo cose “strane” in casa). Quindi morale della favola? Andateci giù di brutto come ho fatto nel quarto esperimento che è in assoluto quello che consiglio e non abbiate timore. Aggiungete quel pizzico di cacao amaro in polvere per dare un tocco diverso di sapore.
  • E’ importantissimo lavorare l’impasto con la forchetta. Non fatelo con altri utensili a maggior ragione perché c’è l’uovo e perché tutto si deve amalgamare bene altrimenti rimane sul fondo quello che non si è sposato agli altri ingredienti e bello non è. Lavorare almeno due minuti e allenare i bicipiti.
  • L’olio evo si sente e troppo. A questo punto è molto meglio il burro e la quantità, inutile dirlo ma giusto ribadirlo, non deve essere mai esagerata. Si sta parlando davvero della punta di un cucchiaino. So di impavidi che assaggiano l’impasto e questo potrebbe tornar utile in quanto da quello potete rendervi conto di cosa manca. Ho notato che il pizzico di sale fa la differenza, eccome.
  • Come dico nel Video tutto dipende dalla temperatura. E’ fondamentale. E’ l’unica costante. Non credo più, come sostenevo nel primo video, che dipenda dalla ceramica della tazza o dal giusto dosaggio (una componente forse sì) ma esclusivamente dalla temperatura. La stessa tazza, con le stesse proporzioni e ingredienti (lo stesso giorno ed ero vestita uguale quindi nessun fattore esterno diverso *disse ridacchiando*) con 2 minuti a 850 watt e tre minuti a 600 watt ha dato risultati completamente diversi e non mi attengo a blaterare solo circa quello che ho mostrato nel video. La temperatura di 850 watt rimane in assoluto la migliore. Sapendo che non tutti i microonde arrivano a questa temperatura sarà mia premura inventarmi qualcosa per quelli che arrivano solo a 600. Il mio grande problema è che non posso provare a 700-750 watt perché il mio non me lo consente (andrò da qualche amico-parente per invadere la cucina in nome della scienza cioccolatosa al grido di siiiiiiiiipuòòòòòòòòòòòòòfareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee).

Vecchia Videoricetta ( post di riferimento)

Queste le mie inutili considerazioni. Neanche a dirvelo: taggatemi se la provate con #maghettastreghetta su instagram in modo che io possa vedere le vostre meraviglie e confrontarmi su temperature, tazze e ingredienti. Affineremo la tecnica insieme e poi il mondo sarà chiaramente nostro (fermo restando che già lo è, eccome).

Altre prove mi aspettano (pure in ufficio. Mica ho fatto mettere una cucina perché sono viziata, stupida e stramba. Anche. Ma anche in nome della scienza!)

(118? mi senti?)

11-12 Ottobre AISM- Le mele in Piazza e la VideoRicetta della Torta Ufficiale di Alessandro Borghese


La Ricetta di Alessandro Borghese
• 700 grammi di mele
• 3 uova grosse
• 300 grammi di farina 00
• 70 grammi di burro di malga
• 250 grammi di zucchero di canna
• 1 bicchiere di latte intero
• 1 limone non trattato
• 1 bustina di lievito per dolci vanigliato
• 1 stecca di vaniglia Bourbon
• menta fresca q.b.
Preparazione
Sbucciare e affettare le mele, metterle in una ciotola e bagnarle con il succo di un limone. Incidere per lungo il baccello di vaniglia e aggiungerlo alle mele. Nel frattempo montare gli albumi a neve e a parte sbattere i tuorli con lo zucchero e aggiungere il burro ammorbidito. Versare un bicchiere di latte e mescolare il tutto rendendo l’impasto liscio e omogeneo. Incorporare la farina a pioggia con il lievito e la scorza grattugiata di limone, unire gli albumi montati a neve e infine aggiungere le mele all’impasto. Versare il composto della torta di mele in una tortiera imburrata e infarinata. Ricoprire con uno strato di impasto steso sottile e fare delle piccole incisioni. Cuocere la torta in forno preriscaldato per 30 minuti circa a 180°. Lasciare raffreddare la torta di mele prima di servirla con due foglie di menta fresca.

Su Instagram a questo link ho chiesto ai miei amici se avevano voglia di preparare una Torta di Mele per l’AISM, in considerazione del fatto che Alessandro Borghese ne avesse lasciata una ufficiale per l’occasione,  tutti insieme. Me ne stanno arrivando diverse a dimostrazione del fatto che la Rete è unita, solidale e magnifica. Sotto riporterò pian piano link e foto (che uploderò anche in questa galleria su Facebook). Ti aspetto! La mia mail la conosci già: info@maghettastreghetta.it

La bocca di Dracula


Si possono pure fare, queste bocche, con due fettine di mela se proprio non ci si vuole fiondare a capofitto sui carboidrati (vabbè ma è solo un biscotto. E’ sacrosanto però non sindacare ed eventualmente sottolineare una variante).

La bocca di Dracula (con le mandorle-canini ricorda il Conte altrimenti una bocca mostruosa a caso) è gettonatissima nel periodo di Halloween. Non vi è una bacheca Pinterest che non ce l’abbia. La moda la dettano sì le Food Blogger, in particolar modo quelle di oltreoceano, ma la Bibbia Visiva insieme a Instagram è indubbiamente la succitata piattaforma.

La bocca di Dracula oltre a essere veloce, divertente e scenografica con pochissimo,  rimane un dolcetto che inevitabilmente ricorda gli S’More, altrettanto perfetti per il periodo. Per questo vi lascio il link della ricetta qui e della VideoRicetta qui. L’immaginario comune ci porta sempre in quel bosco dove si fanno chili di marshmallow arrostiti e un gruppetto di Scout ignari di quello che sta per accadere racconta storie dell’orrore. Prima del calare del buio *disse ridacchiando e addentando una bocca di Dracula.

Mi pavoneggio un po’ con questi candelabri preziosi e rarissimi del Seicento, perché la mia adorabile amica Pinella (nonché Architetto che ha supportato e sopportato me nei lavori in casa e ufficio che da più di un anno si protraggono) me li ha prestati per uno dei miei progetti segreti segretissimi. Ne ho approfittato per provarli in qualche scatto con somma emozione nonché folle paura che possa accader loro qualcosa. Pare che provengano da una chiesa e portano ancora della cera vecchissima. Passerò la notte a guardarli.E inventarci su storie.

Su Youtube cresciamo ogni giorno, nonostante sia il Social in assoluto che adopero meno. Questo mi incentiva ancor di più a usarlo e non escludo colpi di scena pazzeschi (regia posso avere un altro po’ di scricchioliiii di porta? grazie).




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(videoricetta) Cheesecake alla zucca con mandorle e cannella



Per il ripieno:

  • 160 ml di panna fresca
  • 400 grammi di latte condensato
  • 400 grammi di purea di zucca
  • 120 grammi di zucchero
  • 250 grammi di mascarpone
  • 4 uova freschissime

Ripieno:

  • 50 grammi di mandorle tostate sbriciolate
  • 250 grammi di biscotti sbriciolati
  • 1 cucchiaino abbondante di cannella
  • 100 grammi di burro fuso  a bagnomaria o nel microonde ma senza che si cuocia

Lavora Mascarpone e zucchero. Aggiungi il latte condensato e poi la panna. Aggiungi la purea di zucca e metti da parte lo sbattitore elettrico per lasciar spazio alla frusta da pasticcere. Continua a lavorare e aggiungi le uova una alla volta. Per la base: riduci in polvere i biscotti e raccoglili in un recipiente insieme alla farina di mandorle, cannella e burro fuso. Con l’aiuto della mani e della spatola gira per bene fin quando i biscotti non si impregnino del grasso. Utilizza ovviamente una teglia a cerniera e metti i biscotti come base aiutandoti per pressarla ben benino con il dorso di un cucchiaio. Versa il ripieno e inforna per un’ora a 170 già caldo. Dovrebbe bastare il tempo ma se procedi per altri cinque minuti/dieci minuti non succede nulla. Non spaventarti se alla fine della cottura la cheesecake ti sembrerà molle. Deve completamente raffreddare e devono trascorrere almeno tre ore ( meglio se due in frigo) prima di essere servita. Magari accompagnata da qualche pezzotto di cioccolato fondente che non fa mai male.

Di Cheesecake alla zucca ne ho fatte diverse ( ne trovi una qui e una qui  con una vergognosa pseudo videoricetta prima dell’era 2.0); entrambe valide le ho riproposte e modificate decine di volte anche perché in questa dimora si idolatra la Zucca come una vera e propria divinità. Ci sono stata un bel po’ ma adesso anche mamma ne è vittima e il colesterolo cattivo ringrazia. Poi è scoppiata la Cheesecake mania per colpa di Stephen (che non è un amico mio americano – mepiacerebbeineffetti- ma trattasi del Re dell’Horror King) e tuppete: versione con latte condensato e panna. Leggerina, va (risate registrate, grazie regia!) . L’ho fatta in occasione della cena Benvenuto all’Autunno con la mia Famiglia, di cui ho scritto qualche impressione anche riguardo l’Autumn Table qui. E’ stato sorprendente vederla mangiare con gusto dal mio bellissimo ( e non esagero eh) zio Gabriele che nonostante abbia una idiosincrasia nei confronti dell’ortaggio arancione ha gustato con voracità sia questa versione dolce, che il pane con zucca e arancio ( di cui parlerò a breve durante la Settimana della Zucca) e pure nel primo piatto. E’ una Cheesecake perfetta come consistenza e sapore. Nonostante il latte condensato, la panna e il mascarpone non risulta affatto pesante ma piuttosto soffice ( a patto che se ne mangino porzioni adeguate). E’ quasi, posso asserire, una ricetta base perché capace di essere decorata-“condita” e declinata fino all’infinito. Nonostante la zucca poi, sia acquosa, e ce ne sia un bel po’ perché ho volutamente che sapesse di zucca, non è troppo umidiccia e mollacchiosa anzi tutt’altro.

Voglio provare a rifarla darle un tocco cioccolatoso potente; sia alla base che all’interno e magari ne approfitto per riproporre la sempiterna Cheesecake con la ragnatela. Da quando ho cominciato questo progettino in onore di Stephen King esclusivamente rivolto al Blog mi sono realmente appassionata a questa preparazione che non mi aveva mai incuriosito particolarmente; questo certamente perché pur rimanendo “stabile” e fissa con le sue regole ferree di biscotti sbriciolati e burro più ripieno di formaggio incautamente avevo creduto che non avesse tutto questo trasformismo. Tutti i dolci e preparazioni in genere possono essere rielaborati pur mantenendo le stesse caratteristiche base ma non so perché la cheesecake la immaginavo noiosa. Nulla di personale poi per quanto ne riguarda il gusto essendo bandita per me sotto ogni punto di vista ( Cheesecake di tofu a parte che dovrei comunque rivedere su due o tre punti).

Questo per vaneggiare circa una mezza ideuccia che mi è venuta, parlandone proprio con Ombretta, riguardo le Cheesecake. Un progettino culinario carino e che non ho ancora visto in giro. Food Blog d ‘Oltreoceano compresi.  Occorre un po’ di tempo e qualche settimana di isolamento e forse che forse riesco a portarlo a termine (devo ancora cominciare e sono già al termine. Quando si dice l’ottimismo!).

Se stai cercando una cheesecake alla zucca che non ti deluda credo proprio che questa faccia al caso tuo. Non lo dico sempre, anzi, chi mi legge sa che ticchetto raramente questa frase auto-elogiativa ma su questa ci scommetterei. Ho anche un campione di quattordici persone pronte  a giurarci, e molti altri che continuano a chiedermi: quando la rifai?

Dal video si vede poi quanto realmente poco ci voglia a prepararla.Semmai dovessi provarla e avessi voglia di farmelo sapere ( rendendomi felice, inciso) dimmelo anche con un hashtag (perché ripeto che su instagram ho scoperto essere l’unico modo per non perdermi tra le notifiche: #maghettastreghetta tutto l’anno ma visto il periodo anche #halloweenconmaghetta e #halloweenwithmaghetta che ho fatto per i miei amici oltreoceano).

E che la Zucca sia con noi!

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Risotto con Fragole, Asparagi e Martini


Ho avuto il coraggio pure di fare una versione sintetica ed “esaustiva”; chiaramente non ci sono riuscita.

Dico che sul Blog scriverò tutte le dosi, i passaggi e sarò più precisa giusto? Ecco. Non è vero proprio come la versione sintetica. Lo farò nel pomeriggio, però. Semmai dovessi uscire viva da questa mattina in ufficio, intendo. Perché non posso postare più giornalmente alle ore 12.12 e si evince ma. Posso fare metà post alle 12.12 e poi completarlo magari alle 21.21 no? Che ve ne pare? (mi raccomando mentire sempre ed annuire)

Mai arrendersi.

Post in progress*** (chissà che  non lanci una moda)

Ricetta Tricolore per i Mondiali: Feta, Anguria e Basilico


Bibi (sì sì il mio amore Biboso) si è ufficialmente lanciata nelle Ricette Mondiali e parte con una Caprese di Zucchine interessantissima che trovi qui. 

Altre idee con la Feta e la Frutta? O semplicemente con la Feta?

 

(Piano piano ce la faccio a rispondere ai commenti. Sono anziana)

Ricette per i Mondiali! Bruschetta Fragola, Robiola e Aceto al Lampone (ma quello balsamico è ancor meglio)


Ieri sul mio Canale Youtube (se ti fa piacere iscriverti clicca qui) si è dato il calcio d’inizio alle Ricette Mondiali; ovvero piccole idee divertenti, facili, veloci, inusuali, isolitiaggettiviacaso per creare un piccolo iperuranio dove attingere per stupire con poco. Ci ritroveremo a breve una banda di matti che urla contro un televisore, c’è poco da fare. Perché non approfittarne e divertirsi un po’ attirando l’attenzione e racimolando qualche complimento? (semmai dovessero accorgersi della nostra presenza, intendo)

(e semmai dovesse importarci dei complimenti fatti da persone che urlano davanti a un televisore con undici omini che rincorrono un pallone, inciso).

L’idea di questa bruschetta semplicissima con Robiola, Fragole e Aceto al sapore di Lampone nasce dal fatto che il mio adorabile amico Salvo e la sua bellissima moglie Daniela mi hanno regalato una cassetta colma di Fragole provenienti da Portopalo. Mi sono ricordata di quel dolcetto che tanto è piaciuto e ha spopolato sul web nonché protagonista poi di una mia ricetta inserita nel libro di Francesca Martinengo “Fornelli in rete” (ricordate?), ovvero:

La Coppa di Mascarpone, Fragole e Basilico.

Senza dimenticarci che pure Donna Silvana, adorabile genitrice della perfida Bestiabionda rimase a dir poco colpita dello strambo ma vincente abbinamento. Insomma una versione salata non vogliamo farla? Basilico e Fragola sono un connubio vincente nel salato e se in abbinato con del formaggio il Goal, in questo caso, è assicurato. Su Fragola e Aceto balsamico neanche ci spendo una parola perché si sa è un po’ come il cacio sui maccheroni. Ne approfitto anche per lasciare sotto la VideoRicetta qualche altra idea sfiziosa con le Fragole. E insomma via…

Calcio di Inizio!

E speriamo di sopravvivere a questa settimana. Coraggio Amici. Buona Settimana!

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