Project 12

Ho 12 Progetti Visivi Fotografici. Ho 144 personaggi (12 al quadrato); ognuno con la propria storia e vita. Una graphic novel da finire e un libro in lavorazione. Entro il 12-12-12 alle 12 almeno uno di questi ultimi dovrà avere il capitolo: fine. Sono dodici progetti che sintetizzano sogni, passioni, ricordi e fobie. Dodici. Altrimenti perchè sarei dovuta nascere il dodici dodici alle dodici, avere un nome e cognome composti da dodici lettere ed essere la dodicesima nipote?

Le dodici icone ricorrenti che tormentano i miei spazi virtuali, rappresentano proprio questi dodici mondi. Mondi che a me è sempre piaciuto definire Lande.

Iaia-Ya: Ya, significa Laboratorio in Giapponese. E’ una vetrina del mio laboratorio mentale dove espongo in maniera del tutto random  pezzi di racconti nonsense alla quale sto lavorando, favole macabre e graphic novel. La stragrande maggioranza di materiale  però viene accuratamente conservata nelle segrete e non  pubblicata quindi è uno spazio meravigliosamente inutile di cui vado parecchio orgogliosa.

Sweet Nightmare  è il buio e lo scricchiolio della porta. L’affanno e uno sguardo da un vetro appannato. Oltrepasso il confine e varco il  buio. Quello terribile e popolato da mostri. Si rivelano migliori delle facce che vedi al mattino con la luce ogni giorno. Ma a volte anche no.

Iaia-Art una tela virtuale di pasticci dove compaiono stralci e fogli stropicciati dei miei moleskine;  raccoglitori di visioni, storie  e personaggi che mi vengono a trovare.

Iaia In Wonderland:  prendo il tè con il cappellaio mentre il Bianconiglio mi sottrae lo zucchero. Gioco a carte con la Regina e provo chiavi sbagliate in serrature giuste.

Kodomoland: E’ un regno abitato solo da bambini che cucinano tutto il giorno pappe nutrienti per stare e far stare bene i bimbi di tutti i mondi. Perchè non ne esiste solo uno se c’è l’ingrediente principale:  la fantasia.

Cookieland: Un mondo di biscotti, sogni e stelle. Tratteggi di zucchero, nuvole e cieli. Sogni in divenire. Dove rifugiarsi ed ascoltare solo il suono del pianoforte e del violino.

Eggland  è l’essenza della vita nell’imperfetta rotonda fragilità del guscio. La landa delle uova. Strapazzate, Alla Coque, Intere, Rotte, In camicia, Marce. In un eterno divenire, essere e cambiare alla ricerca di un’identità e della consistenza perfetta. Uno, nessuno e centomila tra tuorli, albumi e scorze.

Muffinland-Cupcakeland: Soffici dove atterrare dopo balzi da grattacieli di angosce i cupcake e i muffin sono paracaduti e materassi dove rimbalzare e salvarsi.  A Cupcakeland  e Muffinland  ce ne sono anche alcuni allegramente schizofrenici e  serial killer; cavalcano pony rosa e Unicorni psicopatici con disturbi borderline. Si possono trovare anche un bel  po’ di ricette, illustrazioni, storie e strisce. Un cartoon in progress molto kawaii con risvolti inaspettatamente cruenti. A tratti raccapriccianti.

Phobialand: E’ la landa ancestrale. Quella che meglio si identifica con ” il buio  sotto il letto”. Un mondo dove tutti sono costretti a convivere con le proprie paure. Scostare le coperte. Scendere dal letto e affacciarsi su quel nero infinito. Guardando il mostro dritto negli occhi. Un Cappuccetto Rosso licantropo, delle  spose gamofobiche e gattare ailurofobiche. Vita raccontata attraverso gli occhi e le parole di una sarcastica vampira emofobica di nome Vam Pyr, che si nutre solo di succo di ciliegia, e della sua famiglia e amici. Una Graphic Novel in lavorazione; proprio come Sushiland sono solo anticipazioni virtuali di lande che al momento vivono più su carta che pixel.

Sushiland:  In una Landa lontana c’è  un enorme e chiassoso centro commerciale di nome Seikatsu (che significa vita, in giapponese); ci si arriva alla fine della propria esistenza terrena e si ha la possibilità di consumare un ultimo pasto. Sushiland è uno dei ristoranti all’interno di questo gigantesco fabbricato; A Sushiland ti verrà servito il tuo ultimo pasto da sette Peccati Capitali con sembianze umane nipponiche dai super poteri nascosti e da Nigiri e Mini Roll parlanti. Anticipazioni virtuali di quello che sarà il mio libro di illustrazioni, che per ora vive più su carta che pixel.

Fashion Eater: Una bimba cresciuta che non voleva fare la ballerina bensì la stilista e che non vuole smettere di giocare a gira  la moda anche se virtualmente con qualche decennio in più. Un luogo frivolo con schizzi di modelli che non prenderanno mai vita, note su shopping compulsivo e idee. Giusto per assecondare il mio esasperante lato femminile, fortemente detestato dalla mia sconfinata misoginia. E per blaterare sulla mania che mi tormenta:  Le borse. Piccole case vaganti che costruisco portandomi dietro tutti i miei mondi. Per questo ne ho bisogno constantemente.

 GardenGnome: Nella modestia del Nano si nasconde il gigante nel cappello. Il nano da giardino è come l’essere parmenideo. Una certezza assoluta. Se non ci fosse, sarebbe ugualmente. In un eterno divenire immutabile che non ha ragione di esistere eppure è. Il nano da giardino è filosofia e religione con in mezzo uno spazio metafisico di logica. Nulla avrebbe senso se non esistesse. Corrisponde personalmente ad una fobia estrema diventata inconsapevolmente passione e feticcio. Amo e temo questi esseri per la loro ambivalenza tenerosa-mostruosa. Razionale e irrazionale come i due cavalli della biga alata,  il nano da giardino rappresenta sì l’emblema della inutilità ma è per questo ragione di vita. Un tributo alla mia divinità, tutto qui.

 Qualche cartolina da Sushiland:

Qualche cartolina da Phobialand:

Qualche cartolina da Wonderland:

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