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Panettoncini ai Mirtilli e Collaborazioni. Il Delirio prenatalizio, insomma


Ho appena ricevuto uno di quei regali talmente belli che preannunciano un Natale indimenticabile. Lo sospettavo già ma una conferma ammetto non guasta.  Tre copie di “Ricette 2.0” La cucina made in Italy. Dai Blog alla tua tavola (qui il Sito) .  Merlinox conosciuto attraverso i potentissimi mezzi dell’insuperabile Rudy Bandiera in un chiaro momento di instabilità psicologica mi ha chiesto di collaborare con loro. Nonostante gli “accordi” non siano ancora del tutto stabiliti sono orgogliosissima ed emozionata. Trascorrerò il pomeriggio leggendolo e aggiungendo ai preferiti tutti questi grandi food blogger che non ho avuto ancora il piacere di conoscere. Il fatto che io non lo sia è un altro discorso. Lo scopo del libro è portare i food blogger sulla tavola di chi è “poco web” affinchè possa apprezzare la potenza dei nuovi strumenti che la tecnologia mette a disposizione. Acquistando il libro si dona poi anche un euro alla fondazione Banco Alimentare. Insomma tanto su cui parlare e ce ne sarà occasione, eccome. Nel frattempo ringrazio pubblicamente chi avrà modo di pentirsi della mia collaborazione entro due. Forse tre minuti. Ma anche uno, sì.

E’ da un po’ che dico: Voglio fare il panettone. Diciamo da ferragosto. Non ho certo trovato terreno fertile su cui far pascolare quest’ idea imperfetta a forma di uvetta pelosa che salta gli ostacoli su pianure di farina e canditi. Tutti a scoraggiarmi con quella stessa faccia. Con quello stesso sguardo Carfagnesco. Occhi sbarrati e aumento di decibel nel tono della voce ” Il PANETTONE? ma è impossibile!”.

Capisco che è come dire assurdo? Assurdo anche solo pensare che al mio scarsissimo livello culinario si possa anche solo pensare di volersi cimentare nell’impresa titanica di sfornare quella meraviglia lievitata. E’ come chiedere a Flavia Vento di non dire che spera  nella pace del mondo.

Eppure stoica e incurante delle manifestazioni di perplessità ho sfornato i miei primi panettoncini. Mi sono detta che se proprio dovevo fare questo salto nel buio senza paracadute di Hello Kitty sarebbe stato meglio atterrare in zona Montersino. Una sterminata vallata fatta di pasta di sfoglia dove vivono tutti i freezer del mondo contenenti crema chantilly e bignè. Non sarei mai riuscita neanche lontanamente ad avvicinarmi al risultato del maestro*inchino* ma perlomeno avrei avuto un risultato sul commestibile andante. La ricetta originale è quella del Panettone alle albicocche. Ecco. Non trovando albicocche secche ma solo mirtilli ho voluto addirittura fare una variazione. Ricapitolando: ho fatto il panettone, ho fatto la variazione del panettone, ho variato la ricetta del panettone di Montersino, e l’ho pure ridotta nel formato mignon. Roba che se quei freezer in versione robocop che vivono nella vallata sfogliosa dove il re è Montersino citofonassero alla porta per arrestarmi dopo incommensurabili torture me lo meriterei eccome. A dirla tutta dovrei costituirmi. E lo farò. Non prima però di aver divulgato al mondo intero questo scempio culinario. Che a onor del vero risulta essere un panettone biscottoso gradevolissimo. Non avendo a disposizione il lievito naturale e avendo dovuto ripiegare all’uso del classico lievito per dolci credo che il tutto sia stato compromesso. Più di quanto già lo fosse a prescindere. E’ venuta fuori però una ricetta che finisce dritta dritta nella temibilissima sezione Esperimenti che riproverò senza dubbio alcuno.

Gli ingredienti sono: 600 grammi di farina, 200 grammi di uova intere, 3 cucchiai di strutto, 60 grammi di mirtilli rossi essiccati, 40 grammi di uvetta, 250 grammi di burro, 5 grammi di sale, 1 grammo di vaniglia bourbon in bacche, 200 grammi di zucchero di canna grezzo, 2 bustine di lievito per dolci

Sbattere le uova con lo zucchero nella planetaria. Unire la farina e il lievito e impastare fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Aggiungere il burro  morbido a temperatura ambiente e il sale e continuare a impastare. Quando il tutto sarà ben amalgamato, sospendere l’impasto per circa 10 minuti affinchè si rilassi. Unire quindi i mirtilli e l’uvetta. Fare riposare circa 2 ore ;  trascorso il tempo prendere l’impasto e dargli la forma di una palla. Farla riposare vicino  a una fonte di calore per almeno 30 minuti. E’ arrivato quindi il momento di inserire l’impasto nella forma dei panettoncini (nel caso in cui non si disponga della monoporzione panettonciosa si potrà pensare di usare sempre la classica carta-stampo panettosa o insomma qualsiasi roba si abbia in casa va là. Io ho usato quella dei babà*indossa occhiali mimetici per dissimulare l’imbarazzo). Fare riposare le nostre preziose creature per 14 ore al caldo. A lievitazione ultimata spennellate la superficie con un uovo sbattuto e infornare a 180-190 gradi per 40 minuti.

Il Nippotorinese dice che somigliano ad una versione stramba del pandolce ligure solo con i mirtilli che è una roba strana assai ma hanno riscosso un discreto successo nonostante lo zampino iaioso. E’ indubbio che adesso voglia farne duemila versioni diverse. Compresa quella con l’alchechengi.

Il panettone all’alchechengi sento diverrà il must di stagione. Ne ho l’assoluta certezza. Purtroppo per me apprenderò questa veggenza prenatalizia dal carcere Montersiniano. Corro a costituirmi. Vi ho amato, si sappia.

22 Comments »

  1. 😮 Ma sono bellissimi! Mi sembra di sentirne anche il sapore. Ma soprattutto….. COLLABORERAI! Ci rendiamo conto? Ci rendiamo contooooo? *____* Io il libro lo compro e lo faccio comprare a tutti i miei amici. TUTTI.

    • Ecco. Ora sì che posso chiaramente piangere e buttarmi per terra in preda ad attacchidiansiadaprestazione.
      Fortuna che Merlinox rinverrà da questo statoemotivoinstabile e tutto il mondo sarà salvo.
      *l’abbraccia forte forte forte forte
      (vieni subito qui a mangiarne due chili con me ! )
      (una siciliana che fa il panettone ai mirtilli. roba da brividi sulla schiena)
      (fortuna che non mi rileggo *fischiettava)

  2. E’ da tanto che non mi collego per problemi al router.
    Ma.
    E’ sempre magnifico leggerti e oggi posso farlo di più!
    tutti li arretrati 🙂
    Questo Merlinox ci ha visto bene eheheheh
    Sei una grande Giulia!

    (se ci sarai anche tu sul libro ne compro 100 copie !)

    • Francesco è un piacere allora averti qui tra noi nuovamente ! mi spiace che ti sia perso il giveaway 😦 ma il 13 dicembre ce ne sarà un altro non mancare !
      Grazie davvero per tutti gli immeritati complimenti.
      Unbacione

  3. focaccina sono adorabiliiiiii quanto le tue manine all’impasto!
    ma sono i conigli che ti fotografano vero? ;-D
    il pandolce *__* se sanno di pandolce ne voglio mille qui adesso! ;-D (lo adoro sai)
    bacetti focacciosi!

    • Lisa devo assolutamente spulciare del pandolce sul tuo sito o chiederti direttamente se è il caso che io mi lanci ( non dal balcone lo so già gghghghg) e proceda nella preparazione del pandolce.
      Perchè al nippotorinese piace parecchio e non ti nascondo che bramo all’idea di prepararlo prima di natale.
      Insomma mettiamoci d’accordo.
      Detto questo: sono una pazza e faccio autoscatti :-))
      tra l’altro dovrei smetterla perchè la macchina è piena di farina a volte e rischio di rimetterci sul serio gli obiettivi.
      Questa è la dura realtà (il backstage reale ) ma è chiaro che sì.
      Sono i rabbids *disse seriaconvintannuendo.
      Che un bacio focaccioso ci travolga!

      • ahahahahah lo sapevo!
        caspita ma sai che il pandolce nn l’ho mai fatto??? c’ho provato tante volte con scarsi risultati, cioè buoni, ma diversi da quelo che è in realtà! sigh ;-/

  4. sei la mia mitA *_*
    fare il panettone è un’impresa colossale e te l’hai fatto. anzi, hai fatto i mini-panettoni che sono ancora più belli.
    e no, montersino non ti punirà. stanne certa =D
    poipoi..ah sì. sono stracontenta per questa collaborazione *O* spargerò questa notizia ovunque, perchè merita (:
    13187897899595baciuzzi =*

    • Cucciola della zia domani fai l’albero ! (ok devo sedarmi. questa storia dell’albero mi mette un’allegria assurda. Dovrei ricordarmene che ne so il 3 febbraio quando sarà incacchiata come una iena e dicembre sarà troppo lontano e l’estate pure. certo ci sarà la pasqua ma insomma.ok la smetto. dicevo?)
      I panettoncini esteticamente sono carini assai da vedere ma santo cielo c’entravano una cippa lippa con il panettone vero.
      Potrei dire il contrario tantochissenefrega dalle foto sembra bello ma odio questo mio lato “cucina verità”.
      DOvrei aggiungere della finzione. mA tuppete ! non si può
      (cosa sto dicendo? )

      ed io sono felice che tu sia felice ma sono sicura che quando rinsaviranno . no. rinsariviranno. no. che quando rinsasiivisiifai asno.
      insomma
      quando la lucidità li colpirà tra il bagliore della luce natalizia mi diranno: ehi tu vecchia iaia fila via.
      Nontibogliamopiu.

      chiaramente piangerò sulla tua giuovine spalla e dovrai sopportarmi *_*
      zia iaia ama te
      31283912831093819038102381092381023810928
      baci

  5. Wow…cielo…urchi…IL LIBRO RICETTOSO DEVE ESSERE MIOOOOOOOOOOOOOOOO!!! MIOOOOOOOOOOOOOOO!!!! Hum…mi ricompongo. Paciarotta, i panettoncini non sapranno di panettone ma sono semplicemente adorabili. Ne voglio adottare almeno una cinquantina. C’è disponibilità?? Ti adoro-oro-oro

  6. Non ho capito chi sia Merlinox e confesso candidamente che oggi sono troppo pigro e stanco per andare a ricercare su Internet di che si tratta.
    Però il fatto che qualcuno ti abbia chiesto di collaborare ad un libro merita un brindisi, anzi meriterebbe una settimana di festeggiamenti all’insegna delle più smodate libagioni, roba da finire sotto il tavolo una dozzina di volte al dì.
    E quindi (come diceva Guardì in nonricordoqualetrasmissione) “Lodi, lodi, lodi!!!”
    Anche se penso che hai tutti i numeri per non essere una mera collaboratrice ma (come già detto in occasione del tuo primo outing in proposito) LA autrice. Ergo mi permetto umilmente di consigliarti di pensare bene a ciò che fai, onde evitare di bruciare delle potenzialità anzitempo.

    Ma l’hai poi fatta l’amatriciana????

    • Purtroppo devo andare ma tonnnneròòòòò!!! Presto prestissimo e ti tedierò con spiegazioni frizzi e lazzi ma non potevo non augurarti il buongiorno e dirti che.
      Sarà una collaborazione più che altro per quanto concerne il sito. Non mi sbilancio non perchè sia scaramantica santo cielo (odio queste robe qui) ma perchè sul serio non ci sono “accordi” precisi. Per quanto riguarda quell’articolo determinativo “LA” invece . Max dovessimo leggercelo solo io e tu ( tu chiaramente sotto minaccia) quel cosolibrettoso avrà luce*disse gridando salendo sul comodino.
      (io la vorrei pure fare se trovassi il guanciale. pare che in sicilia non esista. o meglio riformulo: pare che ne mangino uno sproposito perchè ogni volta mi dicono: è finito. Ora ci riprovo perchè come un kamikaze sto per andare al supermercato l’otto dicembre. ci sarà uncasinochemetabasta. ma mi manca il lievito santo cielo. E DEVO. DEVO ANDARE. ne approfitto per vedere se miracolosamente il guanciale lo si trova. Anche perchè il nippotorinese da quando parlo di amatriciana continua a dire: FALLAAAAAAAAATIPREGOOOOOOOOOOOOOOO)
      Che una valanga di baci ti travolga!
      A dopo
      ( e grazie sempre per l’immeritata fiducia. TI deludero’ tranquillo :-)) *segue abbracciostrettostretto)

      • Guarda Giulia, se riesco a trovare un modo per evitare che il pacco trasudi te lo spedisco io, un guanciale intero…
        Apro piccolissima parentesi.
        Il maiale, come il cosiddetto “quinto quarto” (ciò che avanza dopo aver macellato le due mezzene del bue e averne fatto i due quarti anteriori e i due quarti posteriori: cuore, reni, polmoni, fegato, coda, lingua, cervello, ecc. ecc.), in qualità di cibo “povero”, hanno sempre fatto parte della cucina romana. In particolare, per quanto riguarda guanciale e strutto è da notare che sono prodotti a partire dalle parti meno nobili del povero suino, così come peraltro la “cotica”, impagabile coi fagioli. Ma sto andando troppo oltre. Non mi stupisce che la cultura del maiale non sia prevalente in Trinacria, in quanto, come in tutti i paesi caldi, si tende a preferire merce di più difficile deperimento. Il guanciale, a temperature elevate, se lasciato fuori dal frigo tende a irrancidire. Nessuna meraviglia quindi che le religioni monoteiste alternative al cristianesimo vietino la carne di maiale. Tra tutte le carni è la più difficile da conservare, anche salandola. Lo stesso prosciutto deve essere tenuto a temperatura di cantina, mentre il manzo sotto sale non irrancidisce a temperature anche calde.
        Ergo, ti intimo di mandarmi via email un indirizzo postale al quale io possa spedire un guanciale di Norcia acciocché tu possa perderti nelle delizie della cucina romana. Perché dopo l’amatriciana c’è la gricia, la carbonara, il guanciale all’aceto, i pisellini col guanciale, la minestra col battuto dove insieme con il lardo il guanciale non guasta, ecc. ecc. ecc…..
        Ultima nota. Sono andato alla Coop oggi, believe it or not c’era il DESERTO TOTALE…. debbo dire che l’ora era tarda, ma mi sono meravigliato lo stesso. Penso che molta gente abbia immaginato chiusura. Per una volta, una piacevole sorpresa.

  7. davvero simpatici questi panettoncini natalizi! un’ottima idea per un regalo oppure anche come simpatico segnaposto a tavola per gli ospiti!! mi piacciono!

Dimmene 4 ! ( ma anche 12)

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