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Biscotti Avena e Mirtilli e Chocolate version


Comunicazione importante: Cominciamo con il dire che oggi 24 Settembre c’è bisogno di comprare delle pere.
Per i Bambini in Ospedale  (Fondazione ABIO il sito lo trovate cliccando qui )In più di 100 Piazze Italiane con un’offerta minima di sette euro si riceverà un cestino di pere. Saranno pere buonissime; di quelle che regalano sorrisi.

A me non dispiace mica accendere il forno d’Estate (qui ancora lo è e santocielo non è una cosa bella. Sono l’unica meridionale con la smania per la temperatura nordica). Perchè dovrebbe? Del resto sono una donna. Appartengo a quella stramba categoria che paga per sudare a dismisura dentro il cocoon, sauna svedese, finlandese, con la testa fuori-la testa dentro-i piedi all’aria-senza piedi-esoloilcielosacosa.

Ho sempre pensato che la forma tubolare di questi infernali aggeggi inconcludenti ricordassero il baule dei grandi Maghi perchè nell’immaginario comune vi è sempre l’affettamento con le lastre di metallo taglientissime. Chi non ha desiderato essere l’assistente del mago? Quella alta, magra, talvolta sinuosa (come non bastasse) che dopo essere spezzettata in più parti fuoriesce integra e perfetta?

 E allora in una sorta di déjà-vu visivo pericoloso associ il fatto che verrai spezzettata e ricomposta dopo aver scelto da un catalogo le gambe, la pancia, il decolleté da un mago capace di donarti la pace interiore. E pampulu pimpulu simsalabim. Riuscito.

A me piace stare lì con il forno a 200 e il condizionatore a 16 velocità tre in un’incoerenza assurda. Sentendo caldissimo e freddissimo per poi chiedermi stupita e dolorante perchè mi faccia male la schiena (starnutendo come una disperata. Ma riesco anche a convincermi che trattasi di allergia. E’ meraviglioso essere consci della propria idiozia). Non importa se è Estate, mi dico. Sfornerò ugualmente torte, biscotti e crostate. Non ho alcuna intenzione di privarmi dell’uso domestico del mio fidato amico; Orno (Orno il Forno sì) ha presentato domanda in carta bollata per delle ferie che non sono state ancora approvate. Contando che ci accingiamo ormai al Natale, direi che per il 2012 (fine del mondo permettendo) potrei pure prendere in considerazione la proposta.

Deciderò con comodo se approvargliele o no; del resto in casa vi è un’allegra e per nulla celata dittatura della quale vado anche parecchio fiera. I nani annaffiano le violette al posto mio, i conigli apparecchiano talvolta la tavola e le kokeshi spadellano mentre mi rilasso leggendo fumetti e libri (non voglio svegliarmi da tutto questo).

I biscotti di Avena, con le loro dodicimilioni di variazioni, sono uno dei capisaldi del mio piccolissimo bagaglio culinario. Se fossi messa alle strette e dovessi decidere su quali biscotti puntare qualsiasi cosa per un’ottima riuscita beh. Nonostante una titubanza iniziale tra dessert (i biscottini siculi) e questi sceglierei senza alcun dubbio i secondi. Questi. 

I biscotti di avena che  ormai realizzo in svariati modi e versioni sono ottimi e semplici; con il cioccolato fondente a pezzi ma anche con quello bianco, con il cacao amaro ma anche con l’aggiunta di peperoncino. Sorprendenti con la frutta essiccata e le mandorle. Non dimenticando i pistacchi di Bronte interi ma anche in polvere. Con il muesli mischiato (si risparmia anche un bel po’ se vogliamo dirla tutta). Fichi, Mirtilli, Mele, Pere, Ciliegie. E’ incredibile come in tutta la molteplicità di variazioni non si riesca a decretare un vincitore; come è altrettanto incredibile che la versione base non risulti, nonostante si siano provate le varianti fruttate, scarna e insulsa. Questo biscotto è un successo assicurato per qualsiasi tipologia di individuo. Propinato indistintamente dai 2 ai 99 ha un appeal sorprendente.

Confesso che il mio porto sicuro fino a poco tempo fa erano giustappunto i dessert. Quando non volevo rischiare e la “bella figura” doveva essere portata a casa come vittoria certa, organizzavo cestini di dessert multisapore e con infinite variazioni di ingredienti e contorni zuccherosi. Proprio perchè non si sa mai cosa il gentile ospite possa preferire in alcune occasioni si cerca di variare un po’. Io con i dessert, riuscendone  a fare anche venti-venticinque di tipologia diversa, oltre ad impiegarci ore-ore-ore-ore riuscivo ad ottenere plausi lusinghieri ammetto non troppo inaspettati (sì è un delirio immotivato. Ho bevuto troppi decaffeinati).

I biscotti di avena segnano nuovamente un cambio di rotta perchè non vi è la presenza eccessiva di grasso come nei dessert (la cui quantità di burro e margarina dovrebbe essere vietata dalla legge e dal buonsenso lo ammetto) ma neanche l’abuso di zucchero raffinato che lascia lo spazio invece a quello non raffinato Muscovado scuro integrale. Questi salutari biscottini, che nulla hanno da invidiare ai più commerciali-artificiali desserts, annientano per semplicità e bontà. Anche per lla preparazione non certamente macchinosa come i primi (oh fare i dessert è una maratona folle!).

L’impasto è ultraveloce e fastidiosamente molliccio (dipende da come si è scelto di prepararli. Con quale ingrediente, frutta, frutta secca) al contrario di quello dei dessert dove si possono azzardare milioni di forme. L’impatto visivo è certamente diverso considerando che proprio per la tipologia di impasto con i dessert si possono usare le formine e impacchettare meraviglie di architettura biscottesca mentre con l’avena più che realizzare una meravigliosa pallina molliccia non si può (ma diventerà croccantemente meravigliosa!).

La ricercatezza contro la rusticità. L’elaborazione visiva e quella del sapore. L’antagonismo biscottesco e l’innegabile bontà comune seppur in due mondi/modi diversi.

Due biscotti agli antipodi che diventano antagonisti proprio come le due personalità che più mi contraddistinguono ed è per questo che ticchettando di loro in questo sfogo postereccio come spesso accade capisco molto più di me.

E del perchè incosciamente li ho focalizzati proprio come i miei due biscotti preferiti (sono sedute psichiatriche culinarie con outing, sì).

Essendo il mio amico Darsch (tuppete!) ghiotto di mirtilli ne presento una versione mirtillosavenosa proprio perchè un esperimento culinario è in corso. Si progettano i biscotti Darsch, mica pizza e fichi s.r.l.! (e se ci mettessi dell’avena nella pizza?)

Qualora dovessero riuscire a resistere rimanendo croccanti per  tre giorni dentro un sacchetto, li spedirò immediatamente. Il nostro (si fa per dire perchè è MIO! E’ SOLO AMICO MIO INTESI?! Sonia lo so è imbarazzante . Ti prego ma è il momento del delirio. Ora passa)  Darsch sentenzierà se sono o no i miglior biscotti mirtillosi mai esistiti al mondo (chiaramente sì. Mentirà. Ci metteremo d’accordo. E blabla. Cosechesisanno, insomma).

Speriamo solo che il Nippotorinese resista e non apra il sacchetto (ho studiato un allarme particolarissimo antisfondamentocellophane) perchè con l’impasto da un chilo qui resistono al massimo 36 ore (se passa il mio Papà non arriviamo a 24. Se passa Mamma non arrivo a tirarli fuori dal forno).

La ricetta dei biscotti con l’avena e la frutta secca la trovi cliccando qui>>>

La città di Torino dovrebbe sapere che in questo momento QUATTRO MITI si aggirano tra la Mole, i Murazzi, la Collina e Vanilla. Nella fattispecie trattasi di (rulloditamburi) Valefatina, Cesco_78 , Darsch e Pinkipanky .

Se avessi venti giorni a disposizione potrei in qualche modo riassumere chi sono. cosa sono. e che cosa rappresentano esattamente nella mia vita. Avendone solo diciannove dovrò essere sintetica. Mettetevi comodi.

Ahem. Rialzatevi subito! Lo so che siete caduti a facciaingiù. Contegno!

Simone corrisponde esattamente alla parola amico. Ti riesce a sopportare in due ore dove concentri tutta la tua vita e riesce a regalarti sorrisi in 140 battute. E’ l’amico che ti guarda da lontano e sorride quando sei felice e si dispera un po’ quanto è il contrario. Senza farti pesare ritardi e imbarazzanti strafalcioni è uno dei pilastri che non riesci a muovere neanche dovesse arrivare un bulldozer. E lo immagino su una spiaggia con Sonia mentre guardano il mare da sotto un ombrellone. Con i loro capelli svolazzanti che si attorcigliano alle nuvole. E i loro sorrisi sinceri. Tra le ranocchie, civette e gufetti che fuoriescono dalle mani di una grande donna che più volte mi ha fatto venir voglia di infilarmi su un treno, su un aereo, un coniglio volante e correre da lei. Per abbracciarla. Forte. Fino al soffocamente. Ho sempre immaginato il nostro incontro tra esserini che fuoriescono dal forno e risate. Tante. Di quelle che poi finiscono in minaccia del tipo ” basta. ti prego basta. sto male” . Piegate su una sedia. Tra smalti, borse e pupazzetti. Tra l’essere bambine e donne che sono cresciute sì, ma che non rinunciano ad essere quelle che sono: sognatrici.

Vale è la tempesta che ho avuto l’onore di abbracciare. Quando una granita ti sembra troppo poco ma anche una vita. E’ un sogno che si realizza ma sai che è solo l’inizio perchè non è affatto detto che un negozio a Piazza Castello, tra bambini che giocano con l’acqua, non ci sarà. E’ un angelo fragile con ali di ferro che continua a volare abbagliandoti. In quella borsa di Pucca avrei voluto vivere e scoprire tasche e cuciture. Vale è un’amica. Semplicemente questo. Ho sempre visto Vale e Simone come due traslazioni simili. Allo specchio. Diversissimi ma non per concetto. Vale è un abbraccio in un taxi che speri possa non fermarsi mai se non in un paese dove esistano solo fate perline capaci di confezionare sogni. Capaci di rassicurarti sventolandoti toast con la nutella in formato ciondolino. Vale è una di quelle cose più belle che può capitarti nella vita. Un bellissimo pulcino sotto una tempesta che diventa un leone fucsia.

E Cesco. E santo cielo. Ora come faccio a parlar male di lui? (vabbè ce la faccio). Francesco è un adorabile essere che ti fa venir voglia di spremergli le guanciotte ma non quando prende caffè e menta come granita o quando sostiene che in fondo stracciatella e limone insieme non sono niente male. Per contratto avendomi portato via Vale dovrei detestarlo allegramente ma è pur vero che non si può sempre mentire. E allora oggi lo si destesta adorandolo.

Io non sono lì per godere a pieno di queste personalità eccellenti ma quel futuro semplice: “ci sarò “ a me.

A me fa già sentire fortunata. E quindi Grazie.

( verrò con i Biscotti Darsch la prima volta. Francesco potrà inzupparli nel ragù sorseggiando latte e vino insieme)

(già lo immagino che dice “buonooooooooooooo!” , santapizzetta!)

19 Comments »

  1. Ohmmamma. Se questo non è un buon risveglio non so proprio cosa lo sia (sì oggi ci siamo svegliati tardi, babbene? Siamo stanchi e coi piedi fritti e un paio d’ore in più a letto ci stavano bene e.). Io non ho parole per descrivere quanto mi abbia fatto piacere questo post e quanto felice sia di avere incrociato la tua strada e poterti ora chiamare “amica” con cognizione di causa. E non hai idea di quanto mi sarebbe piaciuto avere anche te qui a Torino.
    Grazie Giulia. E tra parentesi: tra poco scadono i termini del concorso “due chiacchiere col Darsch” per avere diritto al peluche fucsia a forma di Darsch con gli occhiali a elicottero, abbiamo poco tempo per rifare un’altra di quelle meravigliose chattate. ^_^
    PiEsse: te la sei scampata la videochat eh!? ma sappi che non puoi sfuggircimici pessempre! *_*

    • Ah cavolo dimenticavo! I biscotti ai mirtilli! *___* Posso sbavucchiarti un po’ il blog? *_* Li brevettiamo? E li vendiamo nella nostra pasticceria Tupp & Te? Io faccio le consegne a domicilio. Ogni Etto di Fumo venduto (dobbiamo metterci d’accordo sul peso di un Etto di Fumo) regaliamo un assaggino di specialità della casa (che ogni giorno è diversa). Io ucciderei un gruppo di passanti per avere le tue leccornie a domicilio. *_*

  2. e niente. Lo rileggo altre quattro cinque volte, mi faccio un pianto perchè sennò esplodoadesso e poi faccio il biglietto per venire ad abbracciarti per un sacco di tempo. Almeno il tempo, cioè, di sei granite grandi da Vanilla. Lattemandorlapistacchio. Tutte. Voglio morire così in coma glicemico abbracciatattè. Ah, e una anche caffègelatogianduia. Però prima dobbiamo fare un tour di tutte le migliori gelaterie sicule. Occhei? (Dice stracciatellalimone nonl’hommaipreso. Dico, cheppeccatoeh?). Che creatura splendida, sei :*

  3. C’è poco da dire e tanto da confermare.
    Certe persone seppur virtuali (per ora) riescono a dare tanto. Senza farti pesare nulla.
    Sono davvero come il profumo dei biscotti appena usciti dal forno, così semplici che quando li mangi ti viene da piangere per quanto sono buoni.
    Perchè a volte non ci si crede.
    Si riesce a rimanere di sasso con un biscotto in mano.
    E si riesce a sorridere capendo che non si ha bisogno di torte sfarzose che di sapore poi magari fanno schifo e sono solo belle per gli occhi.
    Si ha bisogno di un biscotto, sempre.

    bacetto (Etto,me lo saluti?)

  4. non so se preferire i biscotti al mirtillo, i capelli svolazzanti che si attorcigliano alle nuvole, la minaccia del tipo ” basta. ti prego basta. sto male”, il logo gikitchen…insomma, ci sono tante belle cose qui dentro

  5. E alla fine noncelapotetterofarcelaenonsisentirono…
    Sto partendo, ci sentiremo (chissà) al ritorno
    Cerca di dormire qualche ora in questa settimana… 🙂
    Buona permanenza, e non scrivere troppo ché poi rimango indietro…
    A presto! *scompare in uno sventolio di fazzoletti°

  6. Qualsiasi cosa scrivessi sarebbe un’intromissione. Potrei guidi non scrivere.
    Vedilo come un messaggio in segreteria che fa più o meno così :”ehm ciao ehm ho sentito odori di biscotti… No niente . S
    Ero solo passata “

  7. evvabbè ma ora mi sono commossa io .
    e .
    vabbèèèè.
    ma ora.
    mi sono.
    e vvabbèèè

    mangio gli hamburger di seitan e tonno.
    che sta per torno.no.
    non c’è tonno.
    ohvabbèbastaviamo.
    che siamo in famiglia qui *_*

Dimmene 4 ! ( ma anche 12)

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