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Tartare di Salmone con Avocado, Mela e Melagrana


Io e la mia pulcetta (sì sì proprio lei, Giulia di Amaradolcezza) oltre a condividere due fidanzati con l’assenza di vocale finale e la disperazione di non sapere come liberarcene per fuggire insieme con i nostri iphone-ipad-colori e matite in un’isola deserta con una grande cucina dove poter spadellare e disegnare, amiamo disperatamente la rivista di Alice.

Ora io il canale Alice lo amo. E no, non è esagerato il verbo usato. Lo amo proprio. Mi ha tenuto compagnia nel momento in assoluto più difficile della mia vita. Stavo lì a letto a guardarlo sognando un po’. Inebetita osservavo gli chef di turno spadellare qualsivoglia pietanza sognando di farlo pure io.

Di sedermi poi a tavola libera da tutto e tutti, soprattutto da me stessa, e mangiare ridendo.

Per questo motivo sono indissolubilmente legata a tutto quello che riguarda Alice e come più volte ho avuto occasione di esprimere stimo profondamente Luisanna Messeri che con tutte le edizioni del Club delle Cuoche mi ha tenuto davvero tanta compagnia sino ad arrivare a Nosari e Poggi, per i quali, pur non provando gli stessi sentimenti come per la Messeri, a prescindere da tutto sono diventati di quel bizzarro termine gergale che spesse volte si usa tra di noi “telespettatori”: familiari.

Quando ho conosciuto Giulia sono rimasta allibita e affascinata dal fatto che avesse cucinato durante la trasmissione televisiva di Mattia Poggi. Scoprire poi che avesse cucinato i cannoli Siciliani è stata una simpatica coincidenza gradevolissima che mi ha fatto gridare “era destino”. Beh perchè pur non credendoci assolutamente in rarissime occasioni mi affido a queste sensazioni che si potrebbero definire ancestrali giusto per usare un termine a caso e sconclusionato.

Giulia senza voce e senza ricordo e vita in pochissimo tempo è entrata  nella mia vita ed è riuscita a donarmi sorrisi e abbracci seppur a distanza. Non era certamente la prima volta che mi accadeva, certo ma ognuna di questa è diversa. Ognuna ha un significato a sè ed è come un tassello di un puzzle che si unisce all’altro.

E il risultato di questo puzzle da milioni di pezzi io lo sto cominciando a vedere solo adesso.

Nella rivista di Alice di Dicembre c’era un adorabile libruncolo in allegato se lo si desidera. E cosa poteva essere se non Le ricette d’estate?

Ok la smetto. I menù delle Feste.  Dopo lo scorso anno con i Menù di Natale, anche quest’anno questo regalino prezioso con tantissimi spunti e idee. Inutile dire che la prima cosa che mi è saltata all’occhio è stata proprio una tartare.

Una perversione oltre che per il Mango e il Chutney è proprio la Tartare. E quindi dopo aver realizzato le seguenti tartare:

E’ la volta della Tartare di Salmone affumicato con avocado, mela e melagrana. Ha davvero tutti gli ingredienti che si confanno al periodo. C’è la ricchezza e l’opulenza del salmone affumicato, tipico del periodo, che si unisce alla ricercatezza di abbinarlo ad un frutto come l’avocado che è esotico e con la voglia di discostarsi dalla freddezza invernale rievocata infine dalla melagrana che ti rituffa nell’atmosfera natalizia da pochissimo passata. Perfetta. Questa Tartare è un equilibrio perfetto di tutto. Un po’ come l’amicizia, seppur bizzarra fatta di meravigliose assurdità, che esiste tra me e Giulia.

La sua pazienza (oh tutte pazienti le trovo! sono fortunatissima. Non smetterò mai di dirlo) e dolcezza e sorriso. Ecco perchè di Giulia è proprio indimenticabile il sorriso. E quando ne ho sentito il suono  non è stato difficile attribuirle la parola: Amica.

Per la tartare di Salmone indicativamente per sei persone occorrono 400 grammi di salmone affumicato, 1 rametto di rosmarino freschissimo, pepe rosa , 2 avocadi medi non troppo maturi, 1 mela verde, 1 limone, olio extra vergine di oliva, poco sale visto che il salmone è già salato di suo e qualche chicco di melagrana.

Pesta il pepe rosa in un mortaio e nel frattempo taglia con il coltello a pezzettini il salmone affumicato. Metti il pesce in una ciotolina e spremi mezzo limone. Sala leggermente, unisci il pepe e il rosmarino tagliandolo piccolissimamente. Lascia riposare il salmone nella marinatura venti minuti nel frigorifero. Nel frattempo taglia a dadini avocado e mela e raccoglili in un’altra ciotolina. Spremi l’altra metà del limone sulla frutta. Aggiungi il salmone alla frutta tagliata a dadini, mescola per bene. Aggiungi un po’ di olio extra vergine di oliva e aggiusta eventualmente di sale.

La tartare si può servire in svariati modi o come il proprio gusto consiglia. Nella versione monoporzione risulterà, come sempre, più appariscente e ricercata. In dei cucchiaioni monoporzioni o piccoli recipienti; all’interno di bicchieri “martini”  che fa molto anni ottanta.

Uno dei modi classici di presentare la tartare però rimane questa adorabile montagnetta che pare star su dopo qualche magheggio difficilissimo. In realtà è paurosamente semplice. Basta usare infatti un coppapasta o in assenza una formina. L’importante è che abbia i bordi piuttosto alti (magari la mia è un tantinello esagerata). Dopo aver sistemato la tartare all’interno basterà lasciarla riposare qualche minutino in frigo in modo che gli elementi si “cementino” un pochetto e via. Con scioltezza e senza pensarci più di tanto sfilarla e voilà.

Cadrà tutto. Ahem no. Rimarrà (si spera) tutto in piedi.

Nota importante di condivisione: Non vedere Luther è un crimine. La prima stagione? sei puntate. La seconda? quattro. Noia? zero.  Si puòòòòò fare (cit.)

17 Comments »

  1. Mi sono sempre chiesta come facessero le cose fatte con il coppapasta a stare in piedi, e ho sempre pensato che diveva necessariamente esserci qualche barbatrucco. Non sono ancora convinta che non ci sia.
    Dovresti provare anche salmone melagrana e arancia che l’arancia sul pesce vince.
    Chi meglio di te può saperlo, regina del pesce spada agli agrumi 🙂

  2. dici bene:
    “Questa Tartare è un equilibrio perfetto di tutto. Un po’ come l’amicizia, seppur bizzarra fatta di meravigliose assurdità”.
    Perché io mi chiedo come fa a stare su quella montagnetta. Vabbe’, avrai usato un coppapasta ma ha sempre del miracoloso. Non s’affloscia, non esonda, non sborda. Un vero miracolo, come l’amicizia

  3. Ok.. Non è che io mi sia commossa.. Sto letteralmente lacrimando di gioia sullo schermo del mio iPhone!!
    Ti voglio bene AMICA mia.. Grazie per la tua amicizia.. È veramente bella, sincera e non posso più fare a meno di te..di noi.
    Sei entrata nella mia vita in punta di piedi e in pochissimo tempo sei diventata un tassello fondamentale!
    Grazie di esserci..
    Grazie di essere la mia pulcetta IAIA

    Ti voglio bene
    Giulia

  4. quando una persona non sa cosa dire può tacere, non si sbaglia mai.
    ma quando una non sa cosa scrivere come si fa?

    al limite può lasciare un cuore?

Dimmene 4 ! ( ma anche 12)

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