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Tagliatelle alle alghe con tonno e salsa (e pure ciliegino e olive, va. Crepi l’avarizia!)


A me la storia de “la vita va avanti”, “su coraggio”, “è importante che tu sia in forma” blablablablablabla sembra davvero un’enorme, stratosferica, gigantesca assurdità. Oltre a essere lapalissiano che coraggiolavitavaavantibisognaesserefortiblablablabla, c’è qualcosa che sfugge a chi ha la sfortuna di dover interloquire-relazionare-conferire-blablablabla con me.

Io non sono come te. Io sono io. Ed è proprio vero che nella semplicità e nell’ovvietà si nascondono i più complessi ragionamenti. Ho capito che la vita avanti e che e che e che e blablabla noiosissimi. Ma io non sono come te. Rassegnati ti prego.

Io sono io.

Se vi è una statistica precisa che prevede che un’altissima percentuale di individui x si affidi a individui y per: chiacchierare, sfogarsi, liberarsi, pensare ad altro, etcetcetcblablabla io ne sono molto contenta. Molto semplicisticamente  ecco sì. Sono molto contenta ma. Ma io non sono come te.

Io sono io.

E sarebbe da ripetere in loop continuo annuendo, inspirando ed espirando. Tanto che mi sono premurata di informarmi quanto costa un cartello led luminoso da attaccarmi sulla fronte. Di quelli tipo insegna che se li metti a un’altezza non a norma di legge potrebbero infastidire i guidatori. Sì dai quelli con i led a quadrettino dove passa la scritta (con il tag marquee per l’html giusto per capirsi) “Svendita divano finta pelle al prezzo speciale di 340 euro in 234 comode rate di un centesimo perché il 40 per cento te lo regaliamo per San Valentino” (e sono chiaramente numeri a caso eh, per cortesia). Di quelli che io ticchetto su una tastiera piccola portatile che ho in tasca e l’interlocutore legge. Perché ecco proprio perché io sono io.

Io sto zitta.

“E allora Iaia come va? Su con la vita ti prego! La vita va avanti! Se hai bisogno di parlare sai che… blablablablabla” – Io che ticchetto “Ma perché ti sei messo quelle scarpe che non c’entrano nulla con i pantaloni?”. Una gara di invadenza.

Solo che non ho ancora il cartello led. E allora.

Autisticamente sto zitta. Disegno, sorrido e gioco con l’iphone. Guardo la roba su Pinterest. Disegno, sorrido e gioco. Chi mi ama. Chi mi conosce veramente non mi chiede mai di parlare. Entra in silenzio in questo mondo di silenzio. E allora Pier si siede accanto a me e mi sfida a Ruzzle. Mi sorride. Lo batto. Gli sorrido.

E allora SantaSignoraPina mi vede in un angolo mentre piango e mi accarezzo i capelli e in silenzio mi porta il caffè. Mi sorride. Le sorrido. E poi mi dice che un Nano nel Giardino è caduto per attrarmi. E allora mi alzo e qualche volta parlo. Qualche volta no ma se si verifica questa ipotesi mi sorride. Io sorrido.

C’è qualcosa che trovo nel silenzio. E’ sempre stato così. C’è un rumore assordante dove tutte i miei io, personalità, vite e personaggi inventati e residenti dentro me parlano fino a stordirmi. E’ nel silenzio che ascolto di più.

E’ quando ti sorrido e parlo che non ho niente davanti. L’aspettativa mi terrorizza. Vorrei poter fare un messaggio con un solo cuoricino e non sentirmi in dovere di continuare. Vorrei poter abbracciare qualcuno e non sentirmi in dovere di spiegare perché non l’ho fatto prima, perché non lo farò poi e perché.

Perché se per gli altri questo sfuggire continuo è sempre mal interpretato, per un motivo o per un altro o un altro ancora risulta essere incomprensibile, per me rimane chiaro, limpido e nitido. E’ come il silenzio. Sfuggire è il silenzio. Per ritrovarsi.

Ho perso moltissime persone, e per molte delle quali vorrei urlare un fortissimo e sentitissimo graziealcielo, per l’incomprensione dei miei silenzi e fughe, e molte sono candidate in futuro. Ma ecco, anche qui nonostante sivabenemalavitavaavanti sivabenemasetenerendicontoparla. Sivabenema.

Ma io sono io.

A me non importa di perdere qualcuno. E non perché soffra meno. Non perché sia egoista. Non perché non si era abbastanza. Nonperaltricentomilionidimotivi ma semplicemente perché.

Io sono io.

E non ho paura di restare sola. E non ho paura del silenzio. E non ho paura delle assenze.

E non perché sia forte perché partono le risate registrate. E’ ovvio che sia davvero tutt’altro ma ecco sì. Perché io sono io. E in questi giorni mentre annuisco e penso di avere davanti delle persone omologate, robot codificati con leggi precise, replicanti e cloni, ringrazio papà  e mamma per avermi reso: io.

Non è la ribellione di una bimba viziata che deve sottostare a delle regole e si rifiuta. Questa è la storia che ci siamo raccontati sinora per i replicanti, robot e blablabla.

E’ la mia storia. Proprio perché (tuttiincoro) io sono io.

Ti va di giocare a Ruzzle con me? Non è come il paroliere e l’ho capito subito. Puoi mettere parole inventate prive di senso e forse questa stupidaggine è la cosa che mi piace di più. Insomma mi chiedevo se.

Con voi potevo stare in silenzio.

Foto vecchie vecchie queste. Credo risalgano addirittura ad agosto, giusto per dire.

La differenza fotografica “con pomodoro” – “senza pomodoro” dimostra quanto tutto possa cambiare. Mi piaceva proprio l’idea di mostrarlo. Ho cotto questo freschissimo tonno di Portopalo con un filo di olio e pochissima salsa di ciliegino di Pachino già pronta che vende il mio Santofruttivendolo di fiducia. L’ho servito a condimento di queste tagliatelle dal sapore di alga spirulina dopo averle fatte saltare un po’ con il pesciotto.

Niente di più facile e semplice. L’abbinamento alga-pesce (ma si è anche dimostrato alga-carne come nel caso del petto di pollo) risulta vincente. Non a caso il brodo dashi  ha origine proprio da questo sposalizio vincente.

 

28 Comments »

  1. “Perché se per gli altri questo sfuggire continuo è sempre mal interpretato, per un motivo o per un altro o un altro ancora risulta essere incomprensibile, per me rimane chiaro, limpido e nitido. E’ come il silenzio. Sfuggire è il silenzio. Per ritrovarsi.”

    parlavo del silenzio, in silenzio qualche giorno fa.
    e ti ringrazio proprio perchè tu sei tu.
    e vai benissimo in silenzio.

  2. Credo di averlo già scritto almeno mille volte, ma…chi davvero ti vuole bene, ti vuole bene per quello che sei. Non ha bisogno di tante parole, di gesti eclatanti, di prove di chissà quale tipo. C’è, e basta. E sa che tu lo sai. Ed è proprio in quel silenzio che sentirai la presenza di chi realmente c’è. Il resto non conta. Un abbraccio silenzioso…che ho già urlato anche troppo qualche commento più su! 😉

  3. Anche perché, diciamocelo, quanto cazzo parliamo a volte? Uff.

    Ti partecipo che su ruzzle ho anche degli stalker. Nessuno che tu conosca però 🙂

  4. detesto e non sai quanto quella gente fintasaccente che col naso all’insù (per fatti sentire la puzza che ha sotto) ti commiserano non perchè lo sentano davvero ma perchè si sentono in diritto di farlo e senza chiederti il permesso… della serie “Ma chi sei e che cosa diavolo vuoi?!” risponderei io… se piango vuol dire che ne ho bisogno, se mi lamento ho diritto a farlo… se mi vuoi ascoltare in silenzio bene sennò pedala per altri lidi (se le lacrime nel frattempo hanno creato un mare)… è come dici tu Iaia, io sono io… e basta!
    anche se sei in silenzio, non puoi immaginarti quanto tu in realtà stia raccontando a tutti noi…

  5. Perchè io non so niente di questo Ruzzle? Eh?? O_o
    E ma non si può insomma… ma qualcuno mi vuole tenere informata delle nius, peccortesia?! Ecco, adesso sono curiosissima di sapere tutto del gioco in questione 🙂
    Ah, e poi ci tenevo particolarmente a sottolineare che vorrei un’insegna a led spiaccicata in fronte che a caratteri CUBITALI reciti : “Astenersi perditempo e rompiballe” ecco, così, per dire.
    E a te, Iaia solo un messaggio : ❤

    • Io con Ruzzle ho perso ogni contegno!! Gioco ovunque ed ho scoperto che esistono parole incredibili!!! …. mmm, cioè non è che esistono proprio per davvero…Provalo!!

  6. Grazie Iaia, per essere te. E perché, in quello che scrivi, ci trovo sempre anche una parte di me. Mi fai capire tante cose, continuamente, su ogni tipo di argomento. Grazie Amica Iaia, ❤. Oli

  7. Praticamente questo non è un commento… Cioè, volevo stare in silenzio, per farti capire che capisco, ma poi il mio silenzio sarebbe magari stato interpretato come assenza e questa non c’è.
    Una cosa vorrei dire, anche se sembrerà inutile e banale. Non guardare quelli che ti dicono sudailavitavaavanti e cippa e lippa. Guarda a chi non dice nulla e ti sta accanto comunque. Fa che questa sia la parte più importante della “gente” che ti ruota intorno. Agli altri, oltre al tuo silenzio, riserva un bel dito medio alzato, che non fa mai male.

  8. Posso ringraziarti ancora una volta? La milionesima, forse?
    Grazie. Perché tu sei tu. Per il silenzio. Per le fughe in cui ci si ritrova. Grazie. Perché hai espresso alla perfezione quello che io sono incapace di dire al mondo.

    Quanto fanno, allora, i led?

  9. Tu sei tu ❤ e sei così bella così che non devi proprio pensarci a certa gente da cartello in fronte. Frasi retoriche… metti subito quel cartello in fronte a certa gente…e viviti il tuo silenzio. Noi ci siamo , qui, nel tuo silenzio. Forse a volte facciamo un pò di caciara ma…è solo perchè ti vogliamo tanto bene ❤ anche quando sei in silenzio.

  10. Chi ti segue e ti vuole bene c’è sempre, me ne rendo conto ogni giorno dai commenti alla fine dei tuoi post. tu sei tu e quelli che restano lo fanno proprio perchè tu sei tu. e sei speciale così.

  11. e silenzio sia….
    ognuno di noi ha bisogno di trovare in se stesso la forza e l’energia per continuare questa meravigliosa-odiosa avventura che è la nostra vita…… a volte si sbaglia nel stare vicino alle persone…. non sempre ci si sa avvicinare con il dovuto rispetto e conoscenza… un bacione.

  12. Nel silenzio. Nella solitudine. Si trovano le parole più belle. Quelle che pronuncia il cuore. Tuo e di chi ti vuole bene. E’ sicuramente nella totale assenza di parole che i sentimenti trovano maggiore espressione.
    :-*

Dimmene 4 ! ( ma anche 12)

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