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Hummus con Pita e Gechi con Foille. Ha un senso, no?


E niente. Ieri ero intenta a caramellare lo zucchero stando ben attenta a non superare i 170 gradi. Anzi no. Ricomincio.

E niente. Ieri ero intenta a caramellare lo zucchero non stando molto attenta a non superare i 170 gradi mentre parlavo con la bionda circa dilemmi esistenziali del tipo: davvero esiste un modo per eliminare le fastidiose pellicine dal bordo del letto unghiale? (il fatto che adoperi il termine “letto unghiale”  fa sì che io abbia maggiore credibilità nel contesto makeup-nail art e annessi suppongo).

Insomma “pampulu pimpulu” dicevo. Come se lo stecchino di legno ricolmo di zucchero “quasi bruciato” fosse la bacchetta magica di Creamy. Solo che invece di formare la chiave di sol: vai di ghirigori artistici per una ricetta tipicamente francese che fa parte del mio nuovo progetto fotografico.

E niente. Ustione. Foille non c’è. Grido “Alucccioooooooo” al telefono e pronto intervento GecoBuster si trasforma in ProntoServizioUstioni reparto “anziane donne rincretinite”.

Voilà l’ustione è servita. E quindi con un occhio gonfio dovuto a un meraviglioso calazio che mi ha reso felice un po’ di giorni fa, un geco invadente in cucina e un’ustione di primo grado sono qui a parlare di Pita e Hummus. Sono un ibrido tra Christopher Lambert in Highlander e Arnold Sciuazzznnneger (non ho dubbi che si scriva così) in Terminator.

Questo hummus è piaciuto, e pure parecchio, al mio papà che generalmente aborre fortissimamente qualsiasi forma pappettosa gli venga proposta. La pita non solo è stata di suo gradimento (ne ha mangiato solo dodici chili chiedendone ancora) ma con un velo di hummus spalmato sopra pare che sia stata un vero e proprio idillio. E allora la condivido con voi invocando sempre Santa Vefa, che Pollon, Zeus, Eros e tutti gli dei dell’Olimpo la proteggano.

Il tutto servito nei piatti tipici di Caltagirone (che amo. Chi l’avrebbe mai detto? Iaia la minimalista che storceva il naso a casa di Nanda tra tutti le suppellettili etnici reperite in giro per il mondo, adesso è piena zeppa di gingilli limonosi e ghirigori arabi e mediorientali) che diciamolo un po’ Grecia fanno. Manca l’azzurro a dirla tutta ma è già tanto che io riesca a capire chi sono tra scatoloni-ufficio-cucina ufficio-cucina casa-cucina sotto-cucina mamma-cucina nel parcheggio-stagnino che stacca l’acqua mentre preparo le ricette-muratore che canta asaintropezlalunasisvegliaconte-Aluccio che spalma Foille sui gechi.

E a proposito di rettili appiccicosi con ventose devo assolutamente mostrarvi gli occhiali che mi sono stati donati. Con tanto di gechi dorati. Collezione limited edisciòn di Anna Dello Russo; giusto per dare un anticipo sulla sobrietà dell’oggetto.

  • (come sto andando?)
  • (sembro professionale?)
  • (ho la data dell’uscita del libro. Che faccio la dico o per scaramanzia sto zitta e aspettiamo di vederlo direttamente lì? Nell’ultimo scaffale sotto la voce “schifezze in offerta-te le tiriamo dietro”?)

Ricetta Hummus

  • 250 grammi di ceci già lessati e salati
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 cucchiai di tahina (pasta di sesamo-burro di sesamo)
  • 1 limone
  • prezzemolo se vuoi, peperoncino se ti piace, olio extra vergine d’oliva e sale.

Pulisci l’aglio e infila nel frullatore: ceci, spicchi d’aglio, tahina, olio e succo di limone. Potresti aggiungere anche un po’ di acqua se tutto dovesse risultare troppo compatto (magari quella dove hanno cotto i ceci qualora non usassi quelli in scatola. La compattezza dell’hummus va decisa secondo il proprio gusto). Puoi decorare con prezzemolo lavato e tritato. Peperoncino. O come la fantasia ti suggerisce.

Ricetta Pita

Pare che sia perfetta pure per essere surgelata ma chi mi conosce pocopocopoco sa quanto io provi avversione per il cibo surgelato. CheSanFreezermiperdoni. A meno che non sia strettamente necessario per taluni alimenti, è un passaggio, quello del surgelamento, che salto volentieri.

  • Ingredienti per 6-8 Pita
  • 350 grammi di farina
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di lievito di birra secco
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva (più olio per spennellare)
  • 175 ml di acqua tiepida
  • farina di mais per infarinare il composto

Riunisci la farina, il sale, il lievito e lo zucchero in una ciotola capiente e aggiungi l’olio e l’acqua. Amalgama delicatamente finché il composto non si stacca dalle pareti. Lascia lievitare in un luogo tiepido per circa trenta minuti. Dividi l’impasto in sei parti e stendi dischetti di 20 cm circa di diametro e 5 mm di spessore. Spolverali con la farina di mais. Coprili e lasciai lievitare per 5 minuti. Incidi una croce sulla superficie della pita ma senza andare troppo in profondità. Spennella con l’olio e in una padella antiaderente a fondo spesso oliata con un po’ di carta fai cuocere a fuoco vivo per 3 minuti da ambo le parti. Toglile e chiudile subito in sacchetti per alimenti, eliminando l’aria per tenerle umide. Lasciale raffreddare. Al momento di servire passa la pita sotto il grill o in forno o addirittura friggila per un sapore più corposo e gustoso.

Il Post sulla Pita? Clicca qui

La Ricetta dello Tzatziki? Clicca qui

29 Comments »

  1. allora la data la so (perché sono una raccomandata e mi piace molto), degli occhiali già sapevo e ridevo moltissimo mentre mi veniva raccontato in esclusiva (rido ancora ora in realtà a pensarti con quegli occhiali), e.
    la ricetta. dunque. lo sai che ho un problema con i ceci ed è tutta colpa tua e di quei maledetti ceci allo yogurt che mi hanno creato una dipendenza inestirpabile.
    ma detto questo. la voglio.
    e quelle ceramiche mi ricordano la scala di caltagirone. quando sono arrivata a metà e ha iniziato a piovere e mi sono lanciata dentro un negozietto di ceramiche PAZZESCHE.
    A caltagirone ho mangiato una granita oscena e il cannolo più aberrante della storia dei cannoli, ma. E DICO MA. ho visto il museo delle ceramiche e uno dei panorami più belli della sicilia intera.
    poi abbiamo litigato😀 e tu ti sei mangiata una sim in segno di protesta. non posso dimenticare questa immagine di te che sgranocchi una sim urlando “maledettabiondatiodio”. non posso.
    ma.
    ma ti amo, e questo è.
    (non farti male mh, stai attenta =_= santocielo.)

  2. Ma io la data la voglioooo! Mi devo piazzare col sacco a pelo dalla sera prima davanti alla Mondadori, così entro la mattina dopo per prima (dopo essermi ripresa dalla inevitabile “incriccatura”) e lo compro. Per prrrrriiiiimaaaaaaaaa!!!!😉

  3. ah vabbè, se sa tutto la bionda possiamo sequestrarla e farci dire tutto. sì sì.

    ma è un film vero? sono effetti speciali.
    (ustione di primo grado, orzaioli, gechi. apocalicps nau.)

    (mi gira la testa, dico cose stupide. l’hummus vorrei affogarci dentro.)

  4. non vi temo più di tanto. *disse scrollandosi i capelli all’interno del suo gecobunker (si condivido un bunker antiatomico con il geco sordo, Gecson (maicoldisecondonome) )

  5. A parte il fatto che si scrive Sciuazzenegghher… A parte il fatto che trovo quel piatto stupendo, nonostante anch’io nasca minimalista (nasca nel senso di nascere, non nel senso di canappia, cioè di naso grosso…ok, sto delirando)… Dimmi che il libro esce il 9 settembre, così oltre al compleanno di Frugolino abbiamo un altro motivo per festeggiare!!! A proposito di Frugolino: ti manda un bacino sulla scottatura, ti assicuro che è di grande sollievo!😉 ti abbraccio forte!

  6. tu sai la data e non la diciiiiiiiiiiiiiii???
    No ti prego! diccela!!diccela!!diccela!!
    (all’occorrenza faccio i super occhioni dolci! o, mal che vada poi rapisco la bionda con nonscialàns e mi faccio dire tutto)
    comunque ricetta super!! (ovvio!)

  7. Ma te le magie le fai con la matita, i colori, i pennarelli, e.
    Bruttabacchettazuccherosarovente😉

Dimmene 4 ! ( ma anche 12)

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