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Cheesecake in formato barretta senza cottura. Barretta in formato cheesecake senza cottura. Senza cottura una cheesecake barretta. EBBASTA!


Per uno stampo quadrato di circa 22 cm per lato

Base:

  • 200 grammi di biscotti secchi (anche al cioccolato se preferisci un gusto nauseantemente cioccolatoso)
  • 90 grammi di burro a pomata
  • 60 grammi di cocco disidratato grattugiato

Imburra per benino lo stampo. Sbriciola i biscotti sempre infilando nel sacchetto e colpendo con un oggetto contundente per sfogare il nervosismo o semplicemente con l’ausilio del frullatore (ma il primo metodo dà più soddisfazione, te lo garantisco). Mescola i biscotti sbriciolati con il cocco disidratato grattugiato (va detto che non è un passaggio obbligatorio perché c’è gente strana a cui non piace il cocco in polvere. In quel caso diffida. Potrebbe essere gente pericolosa) o anche con della frutta secca ridotta in polvere se preferisci (mandorle, pistacchio, qualsiasicosa). Aggiungi il burro a pomata (che vabbè è il burro a temperatura non proprio ambiente ma tropicale e quindi assume quello stato cremoso-cremoso-quasi liquido ma che non è liquido da microonde che ha pure cotto) e amalgama per bene ai biscotti ottenendo un composto appiccicosiccio che sarà facile da stendere lungo tutta la teglia con il dorso di un cucchiaio. Se non ti vede nessuno sì, puoi poi leccare il cucchiaio.

La crema:

  • 150 grammi di zucchero a velo
  • 90 grammi di burro
  • 4 cucchiai e 1/2 di latte intero o panna liquida (io ho adoperato la panna liquida)
  • 1 tuorlo
  • 1 cucchiaino di maizena
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna

Lavora il burro con lo zucchero fino a ottenere un composto liscio e spumoso. Riscalda la panna o il latte al micro o nel pentolino ricordando che non deve raggiungere il bollore ma soltanto diventare più che tiepido. In una bowl-recipiente mescola il tuorlo, la maizena e lo zucchero con l’aiuto di un cucchiaio e aggiungi pian piano il latte caldo sempre mescolando. Versa in un pentolino e cuoci fin quando tutto si amalgama per bene e una volta tolto dal fuoco il composto aggiungi il burro. Ottenuta una consistenza liscia e cremosa stendi sulla base aiutandoti con la classica spatolina (che confesso a me piace chiamare leccapentole. Mi fa sempre sorridere). Metti in frigo e nel frattempo prepara la glassa.

La glassa:

  • 50 grammi di burro
  • 80 grammi di cioccolato al latte a pezzi
  • 80 grammi di cioccolato fondente a pezzi

Alla domanda ma sopra la glassa (la crema crepa? ahem no) posso aggiungere qualcosa di altro? Sì. Pistacchi, mandorle o frutta secca sbriciolata che richiama la base o che contrasta addirittura. Qualsiasi cosa, insomma. E’ una ricetta teoricamente base che può essere variata e interpretata in centinaia di modi diversi. Forse migliaia. Forse è meglio che la smetta.

Sì il Nippo è tornato a casa con tutta la serie di personaggi Burtoniani che ho disegnato per lo studio. Manca solo il quarto pacchetto ma sono stata informata che è in consegna (felice come una bimba che sta per essere portata al parco. Uhm. Mai stata al parco. Felice come una bimba in edicola che può comprare l’album da colorare e poi subito in cartoleria dalla Signora Barbagallo per Album e Colori. Cielo! La Signora Barbagallo. Quanti ricordi!).

(nel quarto pacchetto c’è la mia preferita! Che poi è uguale a Ombrella. Staring Girl. U-G-U-A-L-E!)

Toxic Boy è stato quello più entusiasta. Ha cercato di contaminare queste barrette che non sono barrette in formato cheesecake che non è una cheesecake mapoiallafineèunacheesecake, con tutti gli spray tossici a sua disposizione. E’ un dolcetto di quelli superiperstrafacilivelocifreschi perfetti per questa estate (sottotitolo: maledetta! Maledetta Estate ti odio ogni anno che passa sempre con più ardor!).

Qui si attende l’ultimo vaccino in modo da gonfiare questa piscina dodiciperdodicicentimetri sul terrazzo e buttarci dentro questa palla di pelo puzzosa che verrà poi lavata (speriamoprestosantocielo!) con un bagnoschiuma canino biologico al profumo di muffin al mirtillo. Faccio shopping online pure per Koi e le ho comprato due vestiti: uno da Yoda e uno da Ewok. Sì lo so. Dovrei vergognarmi e anche un bel po’, ma come facevo a resistere? Posso avere per qualche secondo un LabradorYoda e un LabradorEwok in casa pronto a tuffarsi in una piscina gonfiabile e che profuma di Muffin al Mirtillo biologico.

C’è da capirmi se l’affare diventa insostenibilmente entusiasmante.

Sto provando la nuova madia come base delle fotografie. Non ho più il tavolino bianco satinato, che è finito nella dependance in mezzo a tutto quel rosso e wengè. Mi fa sorridere quel luogo. Sembra essere l’appendice di un ricordo. Della nostra prima casa insieme. E poi a papà piacevano tantissimo quei divani rossi.

“Quest’inverno dopo la Chemioterapia, se starai male invece di stare a casa potrai metterti qui. Sul divano rosso della dependance. Che ne pensi? Siamo ancora più vicini!”.

“Ottima idea”.

Quest’inverno non ci sarà nessuna chemioterapia. L’altro giorno apro l’armadietto del bagno dell’ufficio e trovo il Deltacortene. Non c’è barrettacheesecakechenonèunabarretta che tenga. Non c’è Toxic boy e A girl with many eyes. E neanche Koi vestita da Ewok e Yoda. C’è sempre Deltacortene, ricordi, chemioterapia, quellochedovevamofare, la maratona, New York, Tokyo e mamma disperata che posa i tuoi pantaloni avana con le tasche.

Vorrei avere dei chiodi infilzati negli occhi per vedere meno. Poi nelle orecchie. Poi nel cuore. Per fermarlo. In realtà non mi piace proprio nulla. Ma non mi piace ancor più di quanto non mi piacesse prima. Non mi piace come viene la barretta che non è una barretta. E forse non mi piacerà neanche Koi profumata al muffin al mirtillo infilata nella piscina. Posso infilarla nella piscina vestita da Ewok o è perseguibile per legge?

Vorrei che Koi mi abbandonasse quest’estate. In un autostrada deserta tipo Route 66. Ci sono sempre persone pericolosissime. Soprattutto in roulotte. Mi è quasi venuta voglia di rivedere Le colline hanno gli occhi. Lo scenario è giusto quello.

Certo non è proprio un post invogliante per provare queste barrette. Forse. Ma se ti capita, davvero, falle. Sono state molto apprezzate e diventano base per qualsiasi variazione.

Si vede che non ce la faccio, vero?

Vorrei appuntare sul mio Curriculum Disastrorum il fatto che venga sempre ricordata dalla Nazione e nelle occasioni ufficiali come una vera Food Blogger professionista che dà un apporto fondamentale al Web, alla rete e alla comunità internautica tutta.

Fiera Expo di Milano mi ricorda così: La Ridicola Videoricetta dell’anguria TopoRiccio. Vissani, Cracco e Ramsay? PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR. Ormai sono a un livello che mi consente di tirarmela a più non posso (la corda al collo, intendo).

Oh. Il TopoRiccio è fondamentale, no?

18 Comments »

  1. Assolutamente da provare! Chiudendo un occhio, anzi meglio due, sulla quantità spropositata di burro! 😄

  2. La madia funziona benissimo. Ho solo una domanda. Ma è una barretta cischeic senza cottura o una cischeic senza barretta e cottura o una cottura senza cischeic che barretta?

    Comunque nelle roulotte ci saranno pure persone pericolose, ma sapessi nei camper che tizi loschi si aggirano… ❤
    (einvececelafaibenissimo.concalma.respirandocolnaso)

  3. fame *_*
    me la lanci una barretta?
    una..decina…ovvio!!!! 😛
    Niente chiodi negli occhi …e in nessun altro posto.
    Tempo tesoro. Datti tempo. E Koi non ti abbandona. no no no.
    E ti abbraccio stretta stretta…non troppo che sono un po ingombrante a quanto pare *_*

  4. qui d’estate non c’è nemmeno l’ombra (la luce? di ombra ce n’è abbastanza. è autunno in pratica. innaturale. e io sono innaturalmente soddisfatta di scavalcare la stagione estiva.)

    ora mi chiudo in una scatoletta e mi spedisco. voglio finire in un armadio con tutti i tuoi pupazzetti. a guardare dalla serratura e aspettare il mio momento per osservare da vicino quello che prepari. mi servirà tanto tempo perché voglio assorbire proprio tutto. per questo rimango ogni volta a fissare le tuo foto e le tue parole sul pc. (mi illudo che se continuo prima o poi capirò qualcosa che sarà di qualche aiuto. so che non accadono cose del genere. però non riesco a staccarmi dal pc.)

  5. Sei forte. Sei assolutamente capace di tirare fuori la forza da dentro te stessa e superare il momento. Con il tempo. Con il respiro. Con la cucina. Con la concentrazione e con l’amore.
    ..e con tanto cioccolato 🙂 Un abbraccio grande

  6. ce la fai, certo che ce la fai. con calma, sempre.
    cheppoilosochetuelacalmaduebinariparallelichenonsiincontranomai, ma. Ma non è questo il punto.
    Ci infileremo su un aereo o ci andremo a nuoto a new york, che importa? quel che è certo è che ci andrai. anzi, ci andrete.
    e no, Koi non ti abbandonerà nemmeno se non ti piacerà il profumo di muffin al mirtillo infilata nella piscina. Starà lì, come chi ama fa. ❤

  7. Se anche il tuo cane è “una brutta bestia”, come il mio gatto, avrà il talento migliorato “Comparire quando Proprio No”. Esso serve a tutte le brutte bestie del mondo per strappare il compagno umano a: riflessioni creative, riflessioni filosofiche, riflessioni nello specchio del bagno da cui è uscita la brutta medicina e riflessioni in grado di salvare l’umanità intera. Senza distinzioni di ordine, grado e importanza. La brutta bestia strappa alla riflessione e incolla al momento presente. Con unghie e dentacci (il mio gatto) o con la carineria struggente (Koi). La brutta bestia è lì per farti respirare nel presente. Che tu ci abbia infilato dentro chiodi, angurie, ricci, cheesecake o altro. E la brutta bestia non molla. Come la vita. Ora che ti ho distratta, rubo la ricetta e VIA! :* :* :*

  8. eccomi si sonolarompipalle che sta sempre da te…. queste barrette cosi le ho fattequalche anno fa a natale come ultima foto poi le ho incartate e regalate ai bimbi della scuola ….
    io il tuo papà l’ho nel cuore ma tu devi continuare a realizzare ricette ,fumetti lavoro perche’ lo sai ilto papa’ ti adorava per quello che fai e che sei e se ti fai infilzare il cuore e gli occhi non sentirai più l’amore per continuare a renderlo felice perche’ lui c’è!!!! e ci sarà per sempre ❤

  9. Sì, si sente che pensi di non farcela. Ma, ti assicuro, si sente anche che ce la stai facendo. Piano piano, un passettino per volta. perché è giusto così. Perché scappare non serve. Non in questi casi. Non c’è deserto nel quale abbandonarsi abbastanza deserto quando certe cose urlano dentro. Bisogna guardare in faccia il dolore, tenersi stretti stretti a quello che niente e nessuno potrà strapparci e ammettere che sì, possiamo farcela. E adesso lasciati stringere un pochino… ❤

  10. se non ti piace come viene la barretta non devi cambiare la ricetta ma il nome stesso della barretta. Chiamala stanga, mattoncino, stecca…

Dimmene 4 ! ( ma anche 12)

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