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Il Pollo alla Pier della Domenica


 

  • 4 fusi di Pollo
  • olio extra vergine d’oliva
  • sale grosso macinato sul momento
  • 1 limone
  • 2 lime e il loro succo
  • Le Spezie di Yoko (se ti interessano ho scritto sull’immagine tutto quello che contiene la scatolina magica)

Lava le cosce e asciugale per bene. Lasciale marinare ber almeno 30 minuti nel mix di olio, spezie, succo di limone e lime, aggiungendo pure la buccia grattugiata. Trascorso il tempo poggia i fusi sulla carta stagnola e versa sopra il succo della marinatura. Spennella per bene la superficie della carne. Cuoci a 250 per 15 minuti e chiudi la cottura a 220 per altri 30 minuti.

Mamma sta con e da noi. Seppur abitiamo praticamente di fronte, ergo a tre metri di distanza e ci sia “il cordone ombelicale” tra terrazzo-terrazzo con tanto di carrucola e filo per passarci le cose (invenzione di Turi, neanche a dirlo), la notte mamma. Sta con e da noi. Lei ha una casa troppo grande. Anche noi adesso abbiamo una casa troppo grande. E tre piani di qui. Tre piani di lì sono nulla se sali e scendi scale senza mai incontrare chi vorresti vedere. E allora ci siamo reinventati spazi e la stanza dell’alieno è diventata il suo conforto notturno. E allora la mia dependance è diventato il luogo dove Koi invecchierà e dove la privacy di Nanda non verrà intaccata pur rimanendo collegata a me e a noi. E tanta confusione, insomma. Di quel dolore quando ti rendi conto, pur sapendolo già da tempo immemore, che ci sono fortune che non servono a nulla se.

Se nelle scale non incontri chi vorresti incontrare. Scendendo e salendo. I gradini degli attimi e della vita stessa. Capita quindi che qui ci siano tre tipi di cucina diversa. Mamma cucina spesso deliziando di fritture il Nippotorinese, che tra poco verrà ricoverato per overdose di fritto e grasso. Io cucino per loro ma principalmente provando quello che a me interessa in fatto di sperimentazioni e quindi a volte si ritrovano senza pranzo o cena, per dire. Pier, lontano dai fornelli solo perché oberato dal lavoro, talvolta si avvicina. Con la sua risaputa delicatezza. E indubbia bravura.

Non dovevo scattare le foto a questo pollo in realtà. Era Domenica, due settimane fa se non sbaglio, e io, non potendo fare il bagno a Koi perché non ha ancora completato i vaccini, mi sono decisa quanto meno a passarle la spugnetta intinta semplicemente nell’acqua tiepida perché lo shampoo a secco non bastava più. Le mie narici hanno patito sin troppo. Mamma era uscita a comprare l’olio di mandorle consigliatoci dal veterinario perché la piccola durante uno dei suoi tripli salti mortali aveva preso una botta pazzesca procurandosi una ferita. Pier ha chiesto cosa dovessimo farci con quelle cosce di pollo in frigo. Perché adesso che Nanda sta qui c’è sempre troppa carne in questo frigo. Nonostante io cerchi in tutti i modi di (quasi) imporle una disintossicazione, lei è come se per spirito di contraddizione intasasse il mio frigo di carne su carne su carne. Con la spugnetta a forma di cuore in mano e la zampa di Koi nella bacinella rossa ho urlato “nonlosononcelafacciopiudivederecarne”.

Mi sarebbe piaciuto fare qualcosa di indiano; o meglio. Nella tragedia la scelta meno peggiore era proprio una preparazione indiana. A mamma piacciono molto le spezie e il salmone con lo yogurt inaspettatamente ha riscosso successo. “Qualcosa di speziato!” dico.

Lo trovo con il pennellino in mano che spennella questi fusi di pollo. Tutto sorridente mi mostra questo delizioso contenitore di spezie dimenticato in dispensa che doveva essere a quanto pare adoperato per il tofu. Fa una sorta di Lemon Sticky Chicken, ovvero marina il pollo nel succo di limone e olio extra vergine d’oliva e poi lo spennella ancora prima di insaporirlo con quest’ondata di spezie che Yoko ha preparato per noi. Si gioca un po’ a immaginare Yoko. Si guarda Koi tutta pulita, tanto da sembrare un altro cane (solo con acqua! Figuriamoci quando potremo finalmente immergerla!), e si passa un’altra domenica. Non incontrando chi vorresti incontrare nelle scale.

Mamma torna e porta due palle a Koi. Una grande e una piccola. Koi le corre incontro tutta felice e profumata. Pier sforna il pollo dopo aver fatto schizzare olio ovunque ma non mi arrabbio. La cucina è nuova e si deve sporcare. Vado verso la macchina fotografica. La prendo. C’è il cinquanta montato e mi dirigo verso la cucina. Passando per le scale mi giro. Penso che di Domeniche belle come quando tu le salivi non ce ne saranno. Che c’è troppa carne qui dentro. Che Mamma sarà una nonna meravigliosa. Che Pier è un ottimo cuoco.

E che io sono pur sempre molto fortunata ad avere tutto questo. E ad avere te. Non nelle scale ma nel cuore. E mi impongo di continuare a respirare. Per non soffocare di dolore.

Oggi lo Studio. Domani alle 11.11 ti porto in cucina.

8 Comments »

  1. …e mi hai fatta commuovere (lo so è colpa mia che ho la lacrima facile).
    Siete delle persone speciali e dolcissime, non c’è parola che vi possa dire che non sia scontata e inutile, mi limito ad un abbraccio tutti in una stretta collettiva ❤

    • ❤ mamma non vede l'ora di farti otto chili di peperonata e novemila chili di parmigiana e settemilionidichili di calamari fritti.
      Perché Paolaammèmiipiaceunsacco.

      Mettetela in fila, abbella.

      (anche io piango sempre pensando a te. Però di felicità. E anche per te non ci sono mai parole)

      (vabbè poi io ti faccio ananas bollito pollo e yogurt di soia *_* )

  2. Verranno domeniche comunque belle, Iaia. Perché, come dici tu, quel bello ce l’hai nel cuore. E da lì passerà attraverso di te, attraverso di voi. Vi voglio bene! 🙂

  3. Che bello emozionarsi leggendoti…vabbè sembro una fontana di lacrime ma va bene lo stesso :*

Dimmene 4 ! ( ma anche 12)

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