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Cheesecake al Cioccolato e Zenzero – Misery non deve morire


 Ingredienti per una teglia di 24 centimetri

Per la base: 350 grammi di frollini al cioccolato (io la butto lì ma si potrebbe fare metà e metà: biscotti Oreo e frollini al cioccolato), 150 grammi di burro fuso

Per il ripieno: 200 grammi di formaggio spalmabile, 200 ml di panna fresca, 250 grammi di mascarpone, 200 grammi di cioccolato fondente a pezzi, 40 grammi di zucchero, 6 fogli di gelatina, 1 cucchiaino raso di zenzero in polvere

Riduci in polvere i biscotti; sia con il mixer che chiusi in un sacchetto e colpiti da un mattarello poco importa. Fai fondere il burro nel microonde o nel pentolino senza raggiungere la cottura. Versa in un recipiente la polvere di biscotti e mischiala al burro fuso. Metti il composto come base nella tortiera imburrata e con il dorso del cucchiaio pressa per bene rendendo omogeneo tutto e risalendo lungo i bordi in modo che questa cheesecake risulti con le pareti laterali (coreografiche e pronte a raccogliere ancor meglio il delizioso ripieno). Metti la base in frigo mentre prepari il ripieno. Lascia in ammollo la gelatina in acqua ghiacciata e nel frattempo metti a sobbollire la panna in un pentolino piuttosto capiente. Quando si è scaldata strizza i fogli di gelatina e versali dentro la panna mescolando con cura e aspettando che si sciolgano al suo interno. Aggiungi i pezzi di cioccolato alla panna e lascia che si sciolgano girando per bene con un cucchiaio di legno. Lavora il formaggio spalmabile con il mascarpone, lo zucchero e lo zenzero aiutandoti con uno sbattitore elettrico fino a quando ottieni una deliziosa crema leggera e omogenea. Adesso che hai i due composti:

panna-cioccolato e gelatina

mascarpone-formaggio-zenzero

uniscili con cura incorporandoli delicatamente e girando fino a ottenere un composto liscio e vellutalo. Versa la crema sulla base dei biscotti e lascia raffreddare almeno cinque ore in frigorifero prima di servire.

La migliore Cheesecake al Cioccolato rimane quella coulant che è poi finita nel mio libro e che comunque se ti fa piacere riesumo volentieri attraverso questo link. Ho visto giusto qualche giorno fa sulla Pagina Facebook che continua a essere gettonatissima e che è stata scelta ancora una volta per una festa di compleanno. Non è inutile affatto ribadire che la cosa mi lusinghi ed emozioni come se fosse sempre la prima volta. Entrare a far parte di eventi importanti, come può essere una ricorrenza di tal genere, è innegabile che mi faccia sentire felice. Questa versione altrettanto cioccolatosa che potrebbe rievocare per certi versi pure la Chocolate Pie diventata poi la Torta Caterina, ha quella punta di aspro  che allevia la leziosità dell’eccessivo cioccolato grazie allo zenzero. Non si inforna come quella di ieri con i Lion ma è fredda come quella al cocco (e così abbiamo pure messo i link alle due precedenti cheesecake dedicate a Stephen King e al suo compleanno che ricorre domani. Tutto questo, qualora capitassi qui per caso, fa parte di una piccola Rubrichetta chiamata “Cheesecake all’Overlook” e che anniversario a parte continuerà in vista di Halloween).
Io comunque consiglio sempre di farsi un bel giro da Agnese che rimane indiscutibilmente la regina delle Cheesecake (io ho in programma queste e tanto altro, giusto per dire). Amen.

Va bene graziagiuliaiaigikitchemaghettaocometichiami falla breve e dicci perché la Cheesecake al Cioccolato e Misery non deve morire (vi sento). Perché è la scena clou che racchiude le paure. Anche qui Stephen King analizza le proprie paure attraverso un simbolismo esaltando in principal modo quel “bigottismo” tipico nei comportamenti delle persone religiose, quasi al limite del fanatico (Annie Wilkes rimanda chiaramente a figure stereotipate tipiche di King come quella della mamma di Carrie, che vorrei prendere in esame in un altro momento). Lo scrittore nella sua autobiografia ufficiale sostiene che Misery, come altri romanzi, è stato scritto sotto l’abuso di cocaina e alcool, di cui non è un segreto è stato prigioniero per molti anni. La trama di Misery non deve morire pare che fosse un sogno fatto in un volo per l’Inghilterra nei primi anni Ottanta dove uno scrittore veniva segregato dalla sua fan numero uno, scuoiato per far sì che la pelle servisse a rilegare il libro e dato in pasto ai maiali. Ho letto molto riguardo al fatto che tanti fan si siano sentiti offesi dalla trama di Misery, interpretandola come un atto quasi “di accusa” nei confronti di un affetto sincero. Nonostante King abbia più volte ribadito (pare pure la moglie Tabitha in via ufficiale e in difesa del marito) che la metafora della Wilkes fosse al contrario un omaggio, rimane un malcontento non troppo celato.

Annie Wilkes si rifugia nella figura di Misery trasmigrando la sua stessa esistenza tra le righe di una vita puramente inventata. Confondendo realtà e finzione, innamorandosi poi del creatore al quale ovviamente vuole impedire di ritrovarsi morta piuttosto che felice e abbracciata con un figlio. Per Annie riscrivere Misery è un po’ farlo con la propria vita. Redimersi dagli errori e orrori commessi, in una conversione fisica e mistica come una sorta di ascensione. I romanzi di King e le trasposizioni su schermo sono anche questo e non rimane dell’insulso orrore fine a se stesso. Ci sono giri psicologici, ricordi e paure che si mischiano in cerca di una soluzione che molte volte non arriva. Perché non sempre c’è (evviva il cielo) un lieto fine.

Il fatto che manchi la N nella macchina da scrivere è l’ennesimo ricordo che King regala ai propri fan(atici) in quanto era assente nella sua stessa macchina quando cominciò a ticchettare le  prime volte. A me piace molto sapere questi particolari e altri e altri ancora. King ha moltissimi dettagli di questo tipo e tante letture. A secondo dell’attenzione e della distrazione proverai per lui quel senso di “appartenenza” o meno. Sarai un po’ Misery o meno.

Ho riguardato Misery non deve morire qualche giorno fa proprio per essere ispirata per qualche torta. Non avrei avuto modo di rileggere il libro perché purtroppo ho sempre poco tempo per questa attività. Me ne vergogno profondamente ma non è il periodo giusto. Mi lancio in audiolibri in modo da far altro nel frattempo e cerco di ottimizzare quello che continua a sfuggirmi prepotentemente per tutti i progetti che ho e che DEVO portare a termine per la mia poca sanità mentale. Allora l’ho riguardato a cena mentre il Nippotorinese e Mamma mangiavano melanzane e feta e io con la cuffietta da brava asociale nel telefonino ricordavo la prima volta che l’ho visto. Un po’ di angoscia sul fatto che fossi adolescente è venuta, sì. C’è molto cibo. Ci sono le uova strapazzate alla Wilkes e pure una sorta di zuppa al pomodoro. C’è pure un delizioso polpettone ampiamente descritto dalla Wilkes che mi sono ripromessa di rifare. Con pomodori freschi e con il suo segreto: il prosciutto ma.

E alla fine arriva la torta al cioccolato. A onor del vero credo proprio che non sia una cheesecake ma ci somiglia e anche tanto. C’è una base sicuramente di frolla e poi una bella copertura generosa di cioccolato. E c’è lei che ritorna dopo essere morta. A ricordargli che un vero incubo mai finisce ma rivive in un perpetuo sempre.

“Sono la sua più grande ammiratrice”

10 Comments »

  1. La Cheescake, nella mia personalissima lista di dolci, è seconda solo al Tiramisù, un altro grande classico. Cioccolato e Zenzero è un accostamento che ho avuto già la fortuna di sperimentare su un biscotto ed è davvero una coppia interessante 🙂 : immagino sulla fragranza e morbidezza del ripieno della cheesecake.
    Congratulazioni.

Dimmene 4 ! ( ma anche 12)

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