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Ciambella con dentro una Ciambella a forma di Ciambella. No. Di zucca, volevo dire Zucca.


Due impasti

Impasto arancione (Impasto Disegno)

  • 3 bicchieri di plastica di farina
  • 2 bicchieri di plastica di zucchero
  • 3 uova
  • 1 bicchiere non troppo colmo di olio vegetale
  • 1 bustina di lievito
  • 1 bicchiere di yogurt naturale bianco non zuccherato
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1 pizzico di colorante alimentare arancione

Impasto al cacao (Impasto Involucro)

  • 2 bicchieri di plastica di farina
  • 1 bicchiere di cacao amaro in polvere
  • 3 uova
  • 1 bicchiere non troppo colmo di olio vegetale
  • 1 bustina di lievito
  • 1 bicchiere di latte intero tiepido
  • 1 pizzico di sale
  • aromi o spezie a scelta tenendo conto di quelle anche adoperate eventualmente nell’impasto arancione

Per entrambi gli impasti: mettere tutti gli ingredienti in un recipiente e lavorarli un bel po’ con lo sbattitore elettrico o robot da cucina. Il primo impasto va infornato a 180 già caldo per 30-40 minuti controllando sempre con lo stecchino. Quando è asciutto tirare fuori e fare raffreddare completamente. L’impasto involucro sempre a 180 già caldo per 30-35 minuti. Prestare attenzione perché con gli impasti cioccolatosi si rischia di bruciare o non cuocere perfettamente.

Per questo impasto “disegno arancione” ho adoperato la doppia dose di quella sopra descritta in quanto dovevo fare altre preparazioni ma con un involucro alla vaniglia bianco. Il rettangolare è sempre meglio e chi vuole addentrarsi ancor più nella vicenda capirà il perché poco più sotto.

In questo post, che ti segnalo anche per altre ragioni, ci sono le domande e risposte che mi vengono spesso rivolte su ogni social riguardo questa “tecnica”.
Lo so. Sono poco sintetica e il più delle volte prolissa ma magari c’è sempre quel masochista adorabile che vuole infliggersi questa pena.

Ogni volta che posto una ciambella, torta, panettone, dolceacaso con questa “tecnica” si nota sempre un gran  stupore. Questa è l’ennesima preparazione su cui vorrei puntare, come dicevo qualche post fa, per questo Halloween. Elaborazioni davvero molto semplici che richiedono poco tempo ma a impatto scenografico altissimo. Non poteva quindi mancare una (ma anche altre) realizzazione di questo tipo. Avevo già mostrato nella ciambella con il cuore dentro (trovi tutti i link in fondo al post) i diversi passaggi attraverso uno step by step su instagram. E’ molto più difficile spiegarlo (soprattutto se a farlo sono io) piuttosto che farlo. L’incredulità il più delle volte è dovuta al fatto che si è restii a credere che una ciambella possa cuocere due volte e soprattutto non si sfaldi a contatto con un altro impasto liquido. Posso assicurare, mano sul cuore, che così non è. Mi sono ripromessa molte volte di fare la videoricetta (è richiestissima) e così farò prima di Halloween, ma nel frattempo lascio quest’ennesimo passo-passo, forse un po’ più completo di quello improvvisato su instagram per Pasqua.

A Halloween una preparazione di questo tipo è perfetta prima di tutto perché si serve un dolce con ingredienti sani e non troppo elaborati che può essere declinato in tutte le varianti del caso (senza glutine, senza latte, senza zucchero, total vegan, etcetc) e che può assumere infinite forme sia all’esterno che all’interno. Ho in programma le fettine con il teschio, con il fantasma e con la strega (ma sono indecisa se soltanto con il cappello o la scopa. Dipende da cosa è più facile intagliare o da che formina si presta bene). Tutto sta nel fare una prima ciambella del colore di cui dovrà essere la forma protagonista (o gusto perché non per forza si devono adoperare i coloranti alimentari; anche se francamente una volta ogni tanto non è che sia mortale. Mi preoccuperei molto più del resto che si ingerisce giornalmente: vedi cioccolato industriale, zucchero raffinato, grasso colante e un clamoroso e variopinto etcetc) e un’altra poi che sarà l’involucro. Si possono preparare entrambi nello stesso momento. L’impasto “involucro” si manterrà benissimo con la pellicola a contatto dentro il frigorifero anche per otto ore, senza alcun tipo di problema. Le forme a ciambella sono quelle più ostiche. Ho scelto proprio la ciambella per mostrarvi quello che generalmente accade e le difficoltà cui si va incontro. Le forme plumcake o rettangolare o quadrata rimangono invece quelle più facili da realizzare e che non creano superfici irregolari come in questo caso.

Ma perché la ciambella   o le forme arrotondate creano problemi ?

(parte la musica di quark *quella del formaggio)

(che battuta triste, santo cielo. Si vede proprio che è Lunedì)

Presto detto. La forma che abbiamo scelto per l’interno deve ovviamente stare il più ferma possibile soprattutto in virtù del fatto che dovrà accogliere il peso dell’impasto “involucro”. Nonostante come dicevo non ci si debba preoccupare che collassi (ma è pur vero che parlo per gli impasti che ho adoperato io. Tenterò di farne altri vegani, gluten free etc per vedere un po’ se si incorre in altri problemi) è importante mantenere una qual certa stabilità. La forma a ciambella non garantisce proprio questa, sfortunatamente. Le fettine del primo impasto infatti proprio perché dovranno girare non possono permettere un “fissaggio” perfetto, anzi tutt’altro. Questo farà sì che tra una fettina di zucca e l’altra, in questo caso, si insinui l’impasto involucro al cioccolato e quindi al momento del taglio non tutte le fettine avranno il disegno della zucca interna e ancor peggio contamineranno anche quelle. Non in ultimo l’impasto involucro, tendendo a insinuarsi un po’ più tra il disegno, “non basterà” a coprirlo completamente e formerà questo fastidioso effetto visivo della fetta che fuoriesce a fine cottura in superficie (che nel caso vi infastidisse troppo può comunque essere camuffata con della glassa o una copertura di cioccolato). Ho scelto di eseguirla in questo modo proprio per mostrarvi i “difetti” che potreste trovare mentre al contrario guardando la forma del plumcake con il cuore vi renderete conto che tutto è risultato perfetto. Non sarete voi ad aver sbagliato qualcosa nel caso. Dipende esclusivamente dalla forma e dal posizionamento del disegno (e come dicevo poco sopra anche dell’impasto diverso che sceglierete nel caso).

Oh parlerò-scriverò pure tanto ma tutto questo studio intrinseco dell’impasto chi ve lo fa? Per una volta in vita mia voglio pavoneggiarmi e sentirmi utile all’umanità.

C’è poco da fare. Sragiono.

 

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!).

Vi lascio i link degli altri esperimenti:

13 Comments »

  1. *_* amo queste cose perché no: non lo farò mai.
    (sono quella che non riesce a utilizzare bene manco le formine per le uova sode. vado nell’angolino buio ciao).

  2. In tutto questo c’è qualcosa di deliziosamente malsano *_*
    Lo farò senz’altro non appena saremo in montagna e potrò sfruttare l’Orso per lavori di bassa manovalanza. C’è già il delirio nel mio sguardo appannato. ARRR…

  3. Ah, il risultato finale esterno mi ricorda moltissimo la grolla valdostana, ma devono essere i miei trascorsi alcolici a parlare. O i miei sporadici presenti valdostani. Forse.

Dimmene 4 ! ( ma anche 12)

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