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Un Panino con i Vermi Insanguinati


 

Taglia a fettine sottilissime i wurstel e passali in padella senza aggiungere olio o altri tipi di grassi. Poggiali su un panino leggermente tostato sulla piastra ben calda e metti del ketchup sopra (pare la ricetta del Petto di Pollo della Canalis o sbaglio?)

Arricchisci la presentazione con qualche cartoncino che enuncia frasi del tipo “Vermi insanguinati” o roba pucciosa e carina così “intestino putrefatto”. Insomma cose belle.

 

Vermi insanguinati. Una contraddizione in termini perché nonostante non sia un’appassionata di vermologia (esisterà sicuramente) credo proprio che non abbiano vasi sanguigni ( è proprio un blog di cultura, questo). Da brava antipatica quale sono confesso di fare sempre un po’ di storie quando vedo mamma addentare wurstel. Non mi interessa (sempre perché sono proprio tollerante) che siano di pollo o meno. Parto con il sermone sugli scarti, sul fatto che blablabla, che semmai avessi un figlio bububu e tutta una serie di frasi trite e ritrite che fuoriescono dalla mia bocca random e che annoiano mortalmente lo sfortunato partecipante alla conversazione.

Estraniandomi (come la maggior parte delle volte) e vedendo il wurstel esclusivamente come “cibo coreografico che ben si presta a tanti tipi di realizzazioni” (bento docet), perché per me oggettivamente questo è, devo asserire che mai come in questo periodo mi torna utile nelle diverse preparazioni dal sapore horror (nulla mi impedisce in effetti di pensare che questa correlazione abbia radici profonde). 

Sotto, come d’abitudine, lascio qualche link con altre preparazioni che lo contengono. Non c’è un granché da dire su questa presentazione se non che si presta a varie declinazioni e che è semplicissima da realizzare (gli americani fanno anche dei semplici Hot Dog infilati in simil bare con tanto di scritta”R.I.P.”). Anche per chi non ha tempo da perdere ma vuole ugualmente concedersi o concedere al proprio figlio, magari durante una piccola festicciola tra amici, qualche piatto a tema. Nulla vieterà alle persone antipatiche come me di scegliere un panino non industriale, un wurstel meno commerciale, un ketchup fatto in casa e blablablabubu; in quel caso decade il fattore: velocità per la stragrande maggioranza ma anche no.


Questa signorina qui, costretta a non poter scendere le scale fino ai sei mesi per un problema congenito della razza, mi ha dato un gran bel filo da torcere durante la fase “passa i wurstel in padella”. Sono giorni di pioggia e non può stazionare tra terrazze e luoghi a lei adibiti (soprattutto una zona guarda un po’: in costruzione). Si è spiaccicata quindi dietro la vetrata che chiude la zona soggiorno-cucina inveendo contro di me. L’odore dei wurstel ha innescato in lei una preoccupante ferocia nei miei riguardi. Disposta a tutto pur di averli ha tentato di seguirmi (quasi) anche fin giù dalle scale. Se non altro ho capito quali esche adoperare quando si presenterà il problema “insegniamo a scendere le scale a Koi”.

 

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!)

6 Comments »

  1. La “signorina” è un amore. Bella Koi pucciosa :* :* :*
    I wurstel si attorcigliano non male quando li cuoci, quindi sono proprio perfetti per le presentazioni giocose e/o horrorrose (sarà italiano? @_@) Che bello fare il countdown di Halloween con te ^_^

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