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La ZucCiambella: La Ciambella a forma di Zucca


La Ricetta della Ciambella con i bicchieri di plastica:

(la stessa che ho adoperato per la Ciambella con dentro la ciambella)

  • 3 bicchieri di farina 00
  • 2 bicchieri di zucchero
  • 1 bicchiere di olio di semi (o burro fuso ma in quel caso un po’ meno di un bicchiere colmo)
  • 1 bustina di lievito (16 gr)
  • 3 uova di media grandezza
  • 1 bicchiere di latte intero (o soia, parzialmente scremato, riso, yogurt come preferisci)
  • aroma

Versa tutti gli ingredienti in un recipiente (o nel robot da cucina) e lavora fino a quando non hai ottenuto un composto cremoso, denso e compatto. Non avere paura di lavorarlo.

(per la versione al cacao metti 2 bicchieri di farina e 1 di cacao amaro in polvere. Aggiungi eventualmente un po’ di farina nel caso in cui il composto ti sembri troppo liquido. Potrebbe dipendere dalla grandezza delle uova ma generalmente questa proporzione non dovrebbe dare problemi)

180 gradi già caldo per 30-35 minuti ma è sempre bene controllare con lo stecchino di legno. Quando esce asciutto tirare fuori dal forno e lasciare raffreddare.

Per la glassa 

  • zucchero a velo
  • acqua
  • colorante alimentare in gel arancione per la zucca
  • colorante alimentare in gel verde per il torsolo della zucca
  • (si può aromatizzare con essenze a piacere)

(per la glassa aggiungi allo zucchero a velo dell’acqua, quanto basta sino a ottenere una cremina “collosa”. Ci sarebbe pure la proporzione classica di 300 grammi di zucchero a velo per 50 grammi circa di albume ma se l’alleggeriamo con l’acqua male non fa).

Prepara due ciambelle e quindi due impasti della Ricetta con i bicchieri di plastica. Per il torsolo ho adoperato un pezzetto di ciambella, precedentemente preparata per altri scopi. Nel caso in cui non se ne abbia a disposizione altra, basterà mettere da parte un po’ di impasto da entrambi le preparazioni per la ZucCiambella in modo che i due risultino perfettamente proporzionati e infornare in una piccola teglietta da muffin. A seguire i diversi passaggi fotografati.

Per “i semi di zucca”: metti in un recipiente delle mandorle spellate e tostale in padella o nel forno su carta da forno per qualche minuto. Versa della marmellata di albicocca (o altra che preferisci, sempre di colore chiaro) per essere completamente in linea visiva con la zucca vera. Io ho sbagliato perché non ho voluto abusare di marmellata e mandorle credendo che potesse essere nauseante e quindi non sono andata fin su in superficie bensì fino a solo coprire la prima ciambella. Ho sbagliato perché poi servendo le diverse fette non dispiaceva affatto questo contorno di marmellata e mandorle. Anzi è stato molto apprezzato. Facendo così poi ho avuto l’inconveniente di dover “tappare” letteralmente una parte con altra ciambella (da un precedente lavoro) per far sì che il torsolo non affondasse letteralmente. Insomma: riempi pure il cerchio senza temere ripercussioni gustative. Melius abundare quam deficere.

Le mandorle si sposano benissimo come “effetto semino di zucca” e se impastricciate con una qualsivoglia marmellata chiara diventano l’esatta fotocopia visiva. Pensavo, mentre fotografavo, però che anche i veri semi di zucca non sarebbero una cattiva idea. Un contrasto anche salato è da tenere in considerazione, perché no? Se invece ci si vuole sempre mantenere sul dolce inserire qualche candito, goccia di cioccolato o pezzetti grezzi tagliati al coltello rimane sempre un appunto culinario da non dimenticare.

Ho unito le due ciambelle con uno strato generoso di marmellata di albicocche, la stessa che ho adoperato per le mandorle. Si potrebbe per i più golosi fare anche un bello strato di cioccolato fuso perché del resto l’abbinamento cioccolato-albicocca evoca uno dei dolci più amati a livello intergalattico: la Sacher.

Il Torsolo della Zucca verrà ricoperto dalla glassa colorata verde (mi sono un po’ pentita di questa scelta “cartoon” perché francamente avrei preferito il marrone, che non avevo. Col senno di poi mi sono resa conto che sarebbe bastato non colorarlo. L’impatto visivo ne avrebbe guadagnato di certo).

Versa la glassa dedicatamente, aiutandoti magari con una spatolina in silicone. Posizionala sin da subito sul piatto in cui vorrai servirla perché nonostante non sia troppo facile potrebbe collassare e il cielo non voglia che questo accada!

Per non sporcare il piatto, o l’alzata come nel mio caso, prima di versare la glassa e sistemarla lungo la superficie ricopri tutto con della carta da stagnola, che è perfetta in quando aderisce benissimo e può essere rimossa senza alcun problema. Si formeranno naturalmente durante l’asciugatura delle crepature alla base. Nessun problema. Con un piccolo coltellino o con le mani stesse si potrà sistemare, livellare, aggiustare.

La glassa può asciugare tranquillamente fuori dal frigo a patto che non ci sia troppo caldo nell’ambiente. Solidificherà in qualche ora.

 

Già lo scorso anno avevo in mente di fare una preparazione semplicissima che richiedesse pochissimo tempo ma scenografica. Stupire con poco centuplica la soddisfazione. Essendo la Zucca l’indiscussa protagonista di tutto l’Autunno bisognava omaggiarla a dovere. Quando si pensa all’elaborazione culinaria più semplice, ma buona, che c’è, quel neurone con il cappello da cuoco ha sempre in mente lei: la ciambella.

Anche la torta di mele è vero, ma se fossero entrambe sulla torre sono pronta a scommettere che in moltissimi salverebbero lei. L’Imperatrice Ciambella al cospetto della bionda Principessa Torta di Mela (sto forse degenerando? e quando mai?) ha ancor più fedeli sudditi. La principessa, ahimè, viene purtroppo bistrattata al suo confronto più che altro per la presenza dell’ingrediente principale che è la mela. Che ci piaccia o no (a me fa rabbrividire ma tant’è), ad alcuni umani la frutta non piace e in particolar modo nei dolci (siamo noi gli alieni, giusto?). Quella fazione che sogna cucchiaiate di nutella e cioccolato ovunque (vade retro!). La ciambella, oltre a essere uno dei dolci preferiti del mio papino (e qua ti volevo!) è in assoluto una delle preparazioni che faccio più spesso e che pur passando sotto la mia lente perfezionista e distruttrice il più delle volte riesce quasi a soddisfarmi. Della ricetta con i bicchieri di plastica (HABEMUS VIDEO!) ho parlato fino alla nausea credo ormai dal 2009 e nonostante siano passati appena due anni (nessuno mi faccia notare che sono di più. Mi sto convincendo. CINQUE? non ci credo!) si riconferma ancora una volta la migliore.

Per tenuta, sofficità, umidità e sapore. E’ come fosse una formula magica perfetta per ogni tipo di occasione (anche con il latte di riso, soia, kamut e mandorle, sì). Basta scegliere le materie prime migliori e più si presterà attenzione a questo più il risultato sarà senza esagerare idilliaco. Non ho avuto dubbi, insomma, quando mi sono posta il problema di scegliere una ricetta base ma gustosa non banale, che reggesse bene “l’impalcatura zuccosa” e che non mi tradisse con preoccupanti cedimenti. Ho voluto fotografare i passaggi, abitudine che non ho mai avuto ma che molte volte mi è stato richiesto di fare soprattutto su instagram che è diventato ormai il porto ufficiale della mia comunicazione con voi, per dimostrare che non è mai complicato come sembra. Molte volte mi viene detto “mi piaci perché fai apparire tutto semplice e comincio a crederci anche io!”, che è una di quelle frasi che mi lusinga e rende felice; che traspaia questo e che non in ultimo sia un incentivo a provare e per certi sfidarsi è importante. Che si argomenti circa una semplice ciambella o di altro. Innescare una piccola miccia di fiducia nelle proprie capacità (perché ci sono sempre) trovo sia in una parola soltanto: vitale.

Sarà mia abitudine da ora in avanti, soprattutto per questo tipo di preparazioni, non mostrare soltanto il risultato finale quando non faccio la VideoRicetta, e cercherò di fotografare step by step. A volte mi ritrovo a fare quattro preparazioni contemporaneamente correndo come una matta, tra telefono, Koi, persone in giro /altro e francamente mi risulta difficile capire esattamente cosa io stia facendo. Vado avanti per inerzia (leggi: azioni fisiche incomprensibili che portano sorprendentemente a dei risultati insperati).  Se questo però può essere d’aiuto ben venga! Che io fotografi passaggi del falsomagro con il prosciutto quando sto scrivendo sulla Cheesecake alle nocciole è già un triste dato di fatto/presagio, secondo me. Ma chi la dura la vince.

Stando ai commenti dove anticipo le ricette future che pubblicherò qui sui vari social, pare che in molti vogliano provare a farla. Vi lascio quindi l’hashtag nel caso in cui vi andasse di farmela vedere. Sapete già che per quanto sia leggermente migliorata con le email, messaggi e mention, faccio sempre un po’ di fatica.

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!).

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