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Centrifugato di carote e zucca


Del Centrifugato di Zucca ho parlato qualche giorno fa qui, che confesso viene al secondo posto dopo quello di Cavolo (ho blaterato al riguardo qui). In un fantomatico duello Cavolo-Carota però non vedo un vincitore certo. Uno scontro titanico alla stregua di Ivan Dracarota Tispiezzoindue- Cavolo Balboa, per dire. Devo solo smetterla di immaginarmi, adesso, Brigitte Nielsen sugli spalti con il decoltè pericolosamente in mostra (solo io ho seguito su Sky la trasformazione dell’ex Signora Stallone che si è dilettata in un reality show a basso costo dove si rifaceva in toto dentro una clinica svizzera o posso condividere con voi qualche aneddoto? Datemi delle conferme, vi prego).

Comunque non lo so come finisco sempre a parlare di trash piuttosto che seguire un filo apparentemente logico (?) seppur bizzarro. Comunque il centrifugato di carota insieme a qualche goccia di limone è il mio buongiorno prima di salire sul tapis roulant. I muratori hanno finito di arrampicarsi per dipingere la facciata e io posso nuovamente ricominciare (SERIAMENTE IN MAIUSCOLO) i miei allenamenti abbandonati da due anni; che hanno fatto di me una donna pigra, sedentaria, flaccida, infelice e brutta (ho finito eh). E antipatica (ecco, ora sì). Un bicchierone (suppongo da 500 ml almeno, quello dell’ikea ritratto in foto) che ti sgargarozzi giù per la trachea e via a macinare chilometri (acciacchi-ahiahia-nonsonopiugiovane-al terzo passo muoio-portatemi i sali. Sarà così per il primo mese, mi sa).

Nonostante la carota mi piaccia solo così, con un goccino di limone acidulo o al massimo una bella arancia spremuta, ho scoperto che un sessanta per cento di carota, trenta per cento di zucca e dieci per cento di arancia o in alternativa limone diventano un centrifugato capace di avvolgerti e coccolarti. Uno sprint perfetto per cominciare, magari in abbinamento a qualcosa che potrei identificare con una manciata di datteri, mia droga perenne del periodo che ha surclassato i fichi secchi. Per non parlare del tanto amato sciroppo di datteri che nel latte di soia con gli All Bran riesce a farmi dimenticare pure quanto sia triste a volte la giornata che devo affrontare. Basta insomma un centrifugato di carota e zucca, qualche dattero, una corsetta e tutto quello che mi ha insegnato papà viene a galla riportandomi al mio status supremo di felicità.

Rispettare i suoi insegnamenti. Metterli in pratica. Onorarlo e Amarlo anche così. E provare a farlo pure nella mia direzione.

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!)

13 Comments »

    • Ombrella ha un unico rimedio contro un colore così: berlo tutto, berlo subito, prima che lui beva me. o che concluda l’offensiva visiva riducendomi a un cumuletto nero che si rotola per terra stropicciandosi i gli occhi.

  1. ahhhhh la separazione dei fluidi
    vabbè, mi sono persa. voglio sapere tutto di msr Stallone.
    protendo inutilmente le mani verso le foto.

    (tipossoabbracciarefortissimo?❤ )

  2. Ti dico solo una cosa… Frugolino ha iniziato a mangiare le carote… crude… le mangia!!!!!!!🙂 Ed io quest’inverno gliele centrifugo insieme alle arance!!!❤

Dimmene 4 ! ( ma anche 12)

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