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La Cheesecake Moykeil: all’acqua di rose con pistacchi e datteri


Ingredienti:

  • 300 grammi di biscotti secchi (speziati, meglio)
  • 50 grammi di mandorle tritate
  • 30 grammi di pistacchi tritati
  • 150 grammi di burro

Ripieno:

  • 250 grammi di mascarpone
  • 200 grammi di formaggio fresco cremoso
  • 400 grammi di latte condensato
  • 80 grammi di zucchero
  • 6 fogli di gelatina
  • 160 ml di panna leggermente montata
  • 80 ml di acqua di rose
  • qualche goccia di colorante alimentare rosa (facoltativo. Mi ricordava il  lokum)
  • 30 semi di cardamomo

Unisci i biscotti sbriciolati (nel sacchetto o nel robot) insieme alle mandorle e ai pistacchi. Unisci il burro sciolto a bagnomaria o nel microonde (senza farlo cuocere). Ottenuta la base per la cheesecake sistemala sul fondo della teglia a cerniera facendo pressione con il dorso di una forchetta. Puoi decidere se fare solo la base o anche le pareti laterali. Lascia riposare in frigo mentre prepari il ripieno.

Schiaccia i semi di cardamomo infilandoli in un sacchetto e colpendoli o adoperando un mortaio. Togli le parti più esterne e dure e tieni da parte i semini neri riducendoli ancora con colpi ben assestati. Adopera eventualmente un colino per filtrare maggiormente.

Ammolla i fogli di gelatina in acqua ghiacciata. In una ciotola capiente lavora il mascarpone, il formaggio cremoso e il latte condensato aiutandoti con le fruste elettriche. Aggiungi lo zucchero fino a ottenere un composto cremoso e leggero. In un pentolino scalda il latte condensato con l’acqua di rose e aggiungi la polvere di cardamomo. Fai cuocere a fuoco dolcissimo fino a quando si è ridotto di poco più della metà e poi lascialo raffreddare. Strizza i fogli di gelatina e aggiungili al latte condensato speziato. Una volta sciolti gira per bene e incorpora tutto alla base di formaggio aggiungendo se ti va qualche goccia di colorante rosa. Versa il ripieno sulla base che hai tolto dal frigo e se vuoi abbonda ancora con un altro po’ di polvere di pistacchi. Fai riposare in frigo per almeno quattro ore prima di servire, meglio se tutta la notte. Per la decorazione adopera cosa preferisci. I datteri, le mandorle e i pistacchi sono perfetti ma largo sfogo alla fantasia.

Non ricordo che anno fosse ma so che Moykeil lo conosco dai tempi di Faccia da Gioconda. Non ve ne è più traccia sul web semplicemente perché il tutto era ospitato sulla piattaforma, ormai offline, di Splinder. Fortuna vuole che ne abbia conservato i file perché semmai dovessi avere la fortuna immensa di star seduta davanti a quel famigerato “camino con i nipoti intorno” questi click saranno tra i ricordi più importanti (e certamente divertenti e sognanti) della mia esistenza. Si trattava di sostituire il proprio facciotto con quello della gioconda. Da quel momento non ci sono mai state tantissime interazioni tra di noi, ma una costanza senza tempo: sempre. Come accade con i bimbi che conosci all’asilo. Non te li dimentichi più. Fai giochi più complessi con altri alle elementari, poi le prime cotte alle medie e scorribande al liceo ma quando ti fermi. Solo un attimo. Pensi a quei momenti vissuti all’asilo. Di cui ricordi ben poco, ma non puoi fare a meno di pensare che fossero i più veri, delicati e belli. Guardando le foto di Moykeil è lapalissiano che si tratti di un artista e in diverse forme eccelle in tutte (poi oggi per linkare i diversi profili scopro il suo curriculum e per poco mi piglia un infarto. Ma ritornando al punto “amico dell’asilo” posso pure continuare ad avere un’interazione con lui come ho sempre fatto: ovvero delirante e sconclusionata ).

Quest’estate ha raccontato la mia Sicilia attraverso una sequenza di scatti commoventi (che si possono vedere sul profilo Instagram). La magia arriva ancor più quando si ha la possibilità di vedergli fermare il tempo nelle sue terre, nei suoi colori e tradizioni. E’ lì che proprio rimani abbagliato come se ti stesse arrivando contromano a velocità non troppo moderata qualcosa. Niente di pericoloso, eh. Solo una stella cometa, che sa di sogno, addosso.

Non incontro mai nessuno. Faccio sempre fatica. Sono timida. Insicura. Blablablabla ma quest’estate quando si è progettato di vederci durante le ultime tappe del suo Tour siculo, sarò onesta, mi sono detta che no. All’amico dell’asilo non si può proprio negare un abbraccio anche perché, confesso, l’avevo sempre desiderato in cuor mio. Poi uno spiacevolissimo contrattempo purtroppo ha dovuto farlo rientrare a Roma e si è posticipata la carrambata. Ero già lì tutta armata di prodotti siculi per accoglierlo quanto meno degnamente in Trinacria. Dal suo percorso visivo di viaggio avevo già intuito che con il cibo stava andando piuttosto bene e che come tutti i forestieri temeva che il fegato scoppiasse felice in preda agli spasmi di arancini, pane e panelle, granite e tutto il repertorio leggerissimo della cucina siciliana. Ho ancora il pacchetto che dovevo dargli qui (perché sono la solita ritardataria). Ho ancora quell’abbraccio qui. Ma nel frattempo, giusto perché non voglio commettere l’errore di trascurare gli amici che poi si ricordano davanti a quel famoso caminetto, volevo dedicare questa cheesecake a Mohamed.

Perché quando ho aperto l’acqua di rose e i datteri mi è arrivata quella stella addosso. Mi è venuto in mente lui, un’immagine di un gatto bianco peloso arrotolato nel lavandino e di papà che mi compra il quaderno sacro di Bodrum (che è poi dove comincia tutto questo) mentre mi racconta dei suoi viaggi e di tutte le meraviglie che solo il Medio Oriente porta con sé. Papà seduto su un tappeto a bere tè. Papà e io tra i mercatini delle spezie.

Come nelle magie. Come nelle fiabe. Di due bimbi diversi lontani, ma forse non troppo, che guardano la stessa luna con uno spirito infantile sognando in grande e che alla fine riusciranno a mangiare insieme una fetta di torta. Ricca e abbondante con una cospicua manciata di datteri e pistacchi.  Senza sapere chi sono veramente. Ma in fondo, esattamente sì.

 La Torta Moykeil è servita. Su un tappeto volante.

9 Comments »

  1. Buonaaa!
    Ha un aspetto meraviglioso, maestoso vorrei osar dire! E’ davvero bellissima! Un peccato distruggerla a colpi di coltello come in Psyco, magari 🙂 🙂 🙂
    Le cheesecake, ah, le cheesecake! Che creaturine caloriche.

  2. Esteticamente davvero un lavoro notevole. Complimenti sinceri.
    Anche se il colorante, onestamente, lo eviterei a prescindere. Non li adoro.
    Ciao!

  3. Posso dire che è perfetta ed è un peccato mangiarla? Dimmi che l’hai lasciata così, non ne hai tagliato ancora una fetta ti prego.

  4. Ciao complimenti,mi hai davvero ispirato=)Da provare suibito,domandona:l’acqua di rose dove la trovo?Va bene l’essenza che ho trovato in un negozio di essenze per dolci?Il latte condensato al quale si uniscono i semi di cardamomo filtrati in che quantità?Quanto basta per far sciogliere la colla di pesce vero?=)Grazie mille se risponderai=))

    • Ciao Giuseppe!
      Prima di tutto grazie infinite per essere qui e per aver lasciato traccia del tuo passaggio perché lo apprezzo tantissimo. Sono felice di averti incuriosito con i miei pasticci. Compro l’acqua di rose ( http://www.demaralimentari.it/images/prodotti/closeup/840.gif ) in un negozio etnico molto fornito. Ormai pero’ si dovrebbe trovare senza molta difficoltà. Sicuramente l’essenza andrà benissimo anche se non ho mai provato ( a dir la verità non la conosco proprio perché qui non l’ho mai vista).
      I semi di cardamomo certamente nella quantità che preferisci (sai che riguardando e leggendo 30 semi per poco mi pigliava un colpo? Mi sa che ho trascritto male. Ricontrollo sul quaderno dove prendo gli appunti mentre cucino). Grazie infinite a te!
      (mamma mia mi sono proprio rincretinita!)

Dimmene 4 ! ( ma anche 12)

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