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L’Essenza del Crudo: Zuppe, Creme e Vellutate


Ho aperto l’anno vaneggiando circa il Crudismo e nella Libreria di Iaia mi sono subito buttata a ticchettare di Crudo di Delphine De Montalier e credevo di aver dedicato un vero e proprio articolo anche all’Essenza del Crudo di David Cotè e Mathieu Gallant; così non è (la vecchiaia che brutta cosa è?) e ne faccio cenno solo a Capodanno, strafatta di coca zero e acqua frizzante con scorza di limone. Sono davvero sconvolta perché avrei scommesso Koi, tutti i suoi peluche e pure gli ossi vegani che all’Essenza del Crudo avessi dedicato pagine pagine e pagine. Rimedierò proprio in questo contesto, considerato che andava assolutamente fatta una cosa: parlare di Zuppe, Creme e Vellutate. Sempre edito da Sonda (devo premurarmi di scrivere alla casa editrice per organizzare un pellegrinaggio. Devono sapere che li amo. Ne ho proprio una necessità fisica e mentale). Firmato sempre da David Cotè e Mathieu Galant, allo stesso modo di Grigliate Vegan Style e i Formaggi Veg ritroviamo la stessa impaginazione, tipo di carta e grafica come fosse una vera e propria enciclopedia. Colorata e con la stessa identica impostazione, è un’edizione del 2014, la prima a Ottobre, ed è un volume trattato dal titolo originale “Les soupes de Crudessence” del 2013, edito da Les Editions de L’Homme Division du Groupe Sogides in Canada. L’indice ci segnala immediatamente il manifesto dell’essenza del crudo, che è poi quella su cui ho ticchettato giustappunto il primo dell’anno e che se ti fa piacere puoi rivedere cliccando qui. Segue un “Benvenuti a Casa Vostra”, la saggezza alimentare degli antichi e la scienza di oggi, vai con le zuppe, gli utensili, gli ingredienti da scegliere, la preparazione dei patè di spezie, zuppe in brodo, creme e vellutate, zuppe e dadini, ringraziamenti e infine alla centoquarantesima pagina l’indice di tutte le ricette. E’ un libretto piccolo, molto facile da trasportare tra libreria-cucina-ancora libreria-ancora cucina e ha quelle pagine molto lisce e quasi impermeabili che piacciono a me. Non è mai un mistero per nessuno (nessuno di quegli eroi che mi segue) che sia già da un po’ orientata al crudo. Su Miiichefame non faccio che postare roba cruda, esclusa quella che propino agli altri, e vagamente inneggio alla filosofia crudista. Non sono, come nel caso della dieta vegana, un’estremista pazza e continuo a credere che solo nella via di mezzo esista la salvezza. Mi sento bene mangiando crudo ed è questa la verità; questo non significa che se ho voglia di hummus non mi spari otto chili di ceci cotti e amen. Innegabile però come lo stomaco continuamente sotto stress riceva una botta di vita allor quando arriva tutto così: nudo e crudo. E’ proprio il caso di dirlo.

Per David e Mathieu sembra essere una missione perché amano ogni giorno fare dei gesti responsabili, dicono, improntati al rispetto del proprio organismo e dell’ambiente. Loro ci credono davvero e servire alimenti vivi che nutrono e rigenerano il corpo dicono essere un’occasione privilegiata per informare le persone, invitandole quindi a compiere un gesto innanzitutto verso se stessi senza dimenticare l’impatto ambientale. Insomma David e Mathieu sembrano degli invasati pazzi che potrebbero pure cominciare a parlare di alieni per alcuni, altrimenti due tipi davvero da ammirare. Sta a voi capire da che pianeta arrivate, insomma. Chiudono il loro manifesto con una frase tanto semplice quanto meravigliosamente pregna di significato.

Siamo al servizio della vita.

Molto spesso mi viene chiesto perché sono vegetarianaveganaancoranonhannocapito (e poco importa perché non ho tutta questa voglia di spiegarlo, visto che non è per moda o per spiegare agli altri cosa è giusto fare e cosa no. Lo faccio per me. Me lo tengo per me. Semplice) e una delle risposte più sintetiche che riesco a dare e alla quale credo fortemente è che.

Mi nutro di vita. Non di morte.

Non la reputo offensiva nei confronti di nessuno. Non inneggio ad alcunché ma sta di fatto che davvero mi nutro di vita e non di morte. Quello che incamero dentro di me si rigenera e allo stesso modo rinasce in un perpetuo. Siamo al servizio della vita è un’altra frase che sorprendentemente sento molto anche mia. Non resta che ringraziare questi due simpaticoni, insomma. E sperare un giorno di poter far fuori qualcosa da loro, magari con la mia Ombretta. Dopo l’introduzione specificano quanto sia importante la cucina viva che ha come particolarità i cambiamenti e l’instabilità delle stagioni. Sottolineano poi come davvero sei quello che mangi e che molto spesso non è una scelta consapevole e ragionata, piuttosto dovuta a caratteristiche individuali certamente ma anche economiche, di stato d’animo e di salute in genere. La passione per se stessi, per la cucina e per la cura di quello che c’è intorno è determinante. Il lato estetico anche. Nonostante Mathieu e David non ne facciano cenno io, per personalissimo parere, credo che anche il fattore estetico abbia un valore fondamentale. Un discorso complesso che non è il caso di approfondire giustappunto adesso, perché del libro si deve parlare, ma l’estetismo e l’occhio di guarda con inclinazione per i propri gusti e forme d’arte è determinante quando poi ci si inoltra in un contesto ai limiti del catartico tra te stesso e il cibo. Spero di aver modo di poter approfondire tutto questo.

Uno dei capitoli sicuramente più interessanti è “La saggezza alimentare degli antichi e la scienza di oggi” che sottolinea capitoli fondamentali quali: secondo le stagioni, combinazioni alimentari (ricordi il ph?), ascoltare la propria fame, mangiare in modo frugale, adattarsi al mondo attuale, la scienza oggi e una grande arte. Capitolo con sottosezioni molto sintetico, diretto, comprensibilissimo e senza troppi vaneggiamenti che centra perfettamente l’argomento anche per chi si trova davanti al primo libro di Crudismo o cultura raw.  L’importanza dei prodotti locali e delle stagioni e l’equilibrio dello yin e yang (ricordi la cucina taoista su cui vaneggiai anni e anni or sono?). La natura di per sé, a ben pensarci, ci offre un equilibrio con le stagioni e allo stesso modo con i frutti che ci dona. Da qui a immaginarci a un altare di Madre Natura con quattro banane e tre cocchi ce ne vuole. Perché il crudista passa sempre un po’ per lo squinternato di turno che potrebbe pure fare queste cose. E, colpo di scena, lo penso pure io senza girarci tanto intorno. Se però tutto viene contestualizzato a individui raziocinanti, intelligenti, che non si fanno condizionare dagli estremismi non è così tanto assurdo pensare che ci si possa sempre sedere insieme e parlottarne un po’ giusto per informarsi. La combinazione alimentare sbagliata è assodato che rallenti il metabolismo e all’interno del libro c’è un utilissimo dischetto, facile da consultare, dove gli amidi stanno insieme abbracciati ai farinacei e la frutta viene divisa in zuccherina, semiacida e acida, ortaggi e proteine a parte. Davvero un quadro, ripeto, completo e interessante per tutti.

Interessante (vabbè lo è tutto) anche il capitolo sugli insaporitori da scegliere, come salsa tamari, miso, tamarindo, coriandolo fresco, zenzero e molte idee perché non è mica solo sale e pepe la via definitiva, anzi tutt’altro. Un uso per altro di questi insaporitori potrebbe limitare il consumo del sale che certamente male non fa. Per le ricette cosa troviamo? Di tutto. Davvero di tutto. Brodo cinese, won ton, zuppa di ravioli, zuppa di miso di arame, scodella thai ai pleuroti, zuppa coreana con shiitake e polpa di noce di cocco, zuppa di arancia amara con il cavolfiore e il riso selvatico (super yummy!), zuppa di funghi delle meraviglie, zuppa di funghi portobello, zuppa moscata e con l’uso di spaghettini di konjac. Una vastissima scelta di zuppe che continua con le mie preferite, ovvero crema al cetriolo, crema di sesamo rossa, crema di mais al basilico, crema di “pollo” veg yami, zuppa di sedano rapa, crema di champignon alle mandorle con una ricetta che voglio provare assolutamente ovvero quella di cracker alla cipolla, crema delicata al finocchio, zuppa di cocomero e finocchio, zuppa di crema curry al cocco e moltissime varietà (infinite, direi) di queste zuppe fredde che ti fanno pensare a gazebo, tavolo di legno, dondolo e luna d’estate a guardare le stelle e chiacchierare.

Il classico gazpacho con varianti non manca e le foto sono davvero molto belle. Mi piacciono le sottolineature che ci sono talvolta a fine ricetta come quando si parla della quinoa quando meno te l’aspetti o quei consigli e quegli appunti che trovi, come se il libro fosse un quaderno di cucina che hai ereditato con i pensieri di chi te lo ha donato lasciandoti parte di sè. Il gazpacho fragole e pepe l’ho detto? Ma ci sarebbe davvero da dirle tutte e parlare di queste zuppe che ti fanno colare la bavetta ogni volta che giri pagina. Anche questo non è un libro a uso e consumo esclusivo delle persone vegetariane  o vegane, ma un bel modo, come sempre, per avvicinarsi alla cultura vegetale prendendone spunto. Si ha spesso quest’idea che senza infilarci dentro un pezzo di carne o pesce sia tutto insapore o poco corposo. Se volessimo ancora l’ennesima riprova che è quanto di più sbagliato si possa immaginare: eccola.

Il prezzo non è onesto ma di più. Per il tipo di foto, suggerimenti e idee 12.90 è pochissimo e molto più che onesto. Sempre da Sonda, oltre a L’Essenza del Crudo, c’è una pubblicazione che non è ancora mia (ma devo provvedere al più presto) ovvero: Torte, Gelati e Dessert; confesso che un brivido di gioia mi ha appena percorso.

La Libreria di Iaia

8 Comments »

  1. me lo leggerei volentieri subito così mi consolerei dal fatto che spaccheranno il bagno alla ricerca di una perdita d’acqua…

  2. Sono a dieta.
    Ho bisogno più che mai di questo libro.
    Fa nulla se oggi ho comprato il cavalletto nuovo e lefinanzecalanoeblablabla.
    Devo averlo.
    Subito.

  3. ottochilidececilessati, sono queste uscite che mi fanno innamorare sempre di piùùùùùùùùùùù *_____________*

    detto ciò andiamo. in Canada a farci servire, servendo la vita.
    apriamo cocchi sull’altare di Madrenatura e intervalliamo con qualche chilo di hummus ogni tanto così poi sentiamo meglio l’effetto benefico del cibo crudo.

    e ora asciugo la bava dalla tastiera. ehm.

Dimmene 4 ! ( ma anche 12)

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