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Muffin ai Mirtilli con farina di mais per sopravvivere al Venerdì 13



Non sono muffin dolci e classici, anzi. Somigliano molto più a un pane a dirla tutta. Sono eccellenti per la prima colazione e per chi ha voglia di un dolcino sì ma non eccessivo. Come un pane dolce e un dolce che sa di pane. Un ibrido che può conquistarti o farsi ricordare come un abominio (esageriamo, va). Che se ci metti un po’ di marmellata sopra non diventa lezioso e nauseabondo. Che se non ci metti nulla potrebbe pure sembrarti sapere di nulla.

Ticchetto con Koi ai miei piedi (del resto metaforicamente io lo sono ai suoi, vivendo ormai in simbiosi). Anni e anni a comprare scaldotti, affidarsi alla domotica, pompe di calore e termosifoni per poi scoprire che bastava un rotolo di pelo dolce e morbidoso; che amo come fosse la mia bambina e non mi vergogno ad ammetterlo. Anni e anni a pensare all’igiene, al disordine e all’evitare imprevisti per poi riscoprirsi felicemente schiava di qualcosa che senti tuo come niente al mondo.

Sono giorni freddi questi. Più nel cuore. Sono passati sei anni dal giorno in cui ho perso Agata. Sei anni e sembra che io sia ancora lì. Sospesa nel niente. Con dei calzari. A fare il Pinguino del Madagascar. A cercarle un pigiama ridicolo. A vedere Uomini e Donne insieme per l’ultima volta. Novembre è sempre stato il mio mese sfortunato per eccellenza e lo detesto in ogni sua forma tolto il 9 novembre, data in cui nasce Nanda. Novembre è buio. Cala la nebbia e nasconde le cose belle. Mi è stato detto, qualche giorno fa, che sopra però c’è il cielo limpido. Che siamo noi a vedere la nebbia ma basterebbe guardare dall’alto per capire quanto azzurro sia. Beh. Mi rassicura allora che chi amo e sta sopra di me teoricamente non stia vedendo esattamente cosa c’è davanti ai miei occhi.

E sei anni fa era proprio Venerdì 13.

Ingredienti secchi:

  • 190 grammi di farina bianca o semi integrale
  • 210 grammi di farina di mais
  • 3 cucchiaino di lievito chimico
  • 80 grammi di zucchero di canna grezzo
  • 1 cucchiaino raso di sale

Ingredienti liquidi:

  • 400 ml di latticello
  • 80 grammi di burro fuso
  • 2 uova
  • 180 grammi di mirtilli freschi

Preriscalda a 220. Mescola insieme tutti gli ingredienti secchi e conserva un po’ di zucchero per spolverizzare i muffin. Aggiungi i mirtilli. Mescola insieme agli ingredienti liquidi. Riunisci le due preparazioni senza lavorare troppo. Suddividi  il composto negli stampi da muffin e spolverizza la superficie con lo zucchero. Fai cuocere per 20 minuti a forno già caldo fin quando non saranno gonfi e dorati. Verifica la cottura con uno stecchino di legno. Se vien fuori asciutto sono pronti. Lascia raffreddare prima di servire.

Quello che le foto non dicono

  • La tazza è un regalo della bellissima Caterina
  • La tovaglia è in realtà la federa di un cuscino che mi ha regalato mamma e appartiene a un corredo di famiglia
  • L’alzata è di H&M Home
  • Il vaso è una bottiglia di salsa giapponese svuotata


 

8 Comments »

  1. Anche per me novembre è un mese triste, legato al ricordo di una perdita dolorosa… è per questo che lo soffro tanto e spero passi il più in fretta possibile. Cerco rifugio nei primi esperimenti per il prossimo Natale, cerco anch’io di pensare che luce possa esserci proprio lì, dietro questo oppressivo nebbione. E adesso abbracciami, chè mi manchi da impazzire… ❤

  2. Anche io odio novembre, più che altro, la giornata di domani. Però questi tuoi muffin mi ricordano quand’ero piccola e arrivavano i pacchi di farina di mais americani e un’amica di mia madre me li preparava e io non capivo mai se fossero una cosa buonissima oppure orribile… Almeno un bel ricordo 🙂

  3. Io di Novembre voglio ricordare solo quando ci siamo ritrovate 6 anni fa.
    Perché la nebbia se non si alza la faccio alzare io, che voglio godere del cielo limpido.

  4. cavolo…la tazza con la bombetta.
    La nebbia qui è spessa come il latte condensato. Si mangia le ombre. E’ così subdola che ti entra nel cappotto e poi te la porti a casa. La mattina ti ritrovi la nebbia in corridoio

  5. a novembre la nebbia ce l’ho dentro e non riesco a sfogarla. se il cielo è limpido non lo riconosco. ma ci sono cose salde e chiare che non si confondono nella mia mente e fanno un po’ di luce. ci sei tu e c’è un futuro da qualche parte, oltre il tempo fermo di novembre. la vorrei soffiare via questa nebbia pesante.

Dimmene 4 ! ( ma anche 12)

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