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I Zaeti in Veneto. I Gialletti a Bologna (delle Sorelle Simili)


Zaeti con uvetta in Veneto e senza a Bologna. Gialli. E mi viene in mente Sin City, che vorrei rileggere. E’ normale, giusto?

Questa è la versione senza uvetta delle Sorelle Simili. Biscotti antichi di quelli che non bastano mai. Semplici e che racchiudono ricordi. Arriva Natale e la voglia di biscottare a dismisura. Perché c’è qualcosa di diverso che si vuole fare? Se sì non dirmelo, ti prego. Ho bisogno di avere poche certezze ma buone. Fare biscotti è creare in un momento. Diventa per certi versi un’azione quasi meccanica. Una tutela per te stessa. Dimentichi, ricordi, ti crogioli, sorridi e tra esaltazione e tristezza prevale quell’irrefrenabile voglia di farlo ancora e ancora. Di profumare casa per allontanare odori brutti. Di preoccuparti per chi ami. Di confezionare pacchettini e con un sorriso regalare questi piccoli esserini che nascono tra le tue mani con la forma che decidi tu. Che se vengono male ricominci e impasti di nuovo. Che se vengono male non te lo fanno pesare. I biscotti ti vogliono bene comunque vada. Qualunque forma tu decida di dar loro. Sono accondiscendenti, i biscotti.

I biscotti sono la pura arte della creazione come forse niente altro in cucina. Se dovessi dire una azione preferita, nel luogo magico per eccellenza, forse si tratterebbe proprio di queste creature magiche e buone. Già il nome -cotti due volte- mi fa sempre sorridere. Si fa il bis di cotto. Si fa il bis di relax e pure di felicità, su. Esageriamo.

E non se ne ha mai abbastanza.

La Ricetta

  • 300 grammi di farina di mais fioretto
  • 150 grammi di farina 00
  • 120 grammi burro freddo da frigo
  • 50 grammi di strutto
  • 180 grammi di zucchero a velo
  • 5 grammi di lievito chimico
  • 2 uova
  • 1 limone e la scorza grattata
  • un pizzico di sale

Setaccia la farina con il lievito e mescola al fioretto. Spezza il burro e lo strutto e sfregali con la farina. Fai la fontana e metti al centro lo zucchero, le uova, il limone e il sale. Impasta velocemente. Metti in frigo avvolto in pellicola per almeno un’ora. Tira la pasta e ricava i biscotti che preferisci. Io ho deciso di fare delle piccole palline e allungarle un po’ con le mani. Inforna a 180 già caldo per 12-15 minuti, dipende chiaramente da forma e altezza.

Perché poi ho l’ho sfogliato e mi ci sono persa un po’ in questo libro pieno di tradizione. E ho deciso che fosse giunto il momento di cominciare. E perché no da un tè con biscotti? Con la voglia smodata di Poirot, plaid e caminetto. Quello di mamma. Ma anche di Sin City. Voglia di mistero e avventura unita alla quiete di casa e ricordi. E di ricominciare a creare, sfornare e regalare. Sorrisi principalmente. Sempre e solo in questo disequilibrio che è l’unico equilibrio a me conosciuto.

Provali. Sono piaciuti molto. E se ti va fammi sapere che forma gli hai dato. Che libro hai letto poi. E se sono venuti gialli e lucenti come l’oro.

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