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La libreria di Iaia: Ducasse Bebè 100 Ricette semplici sane e buone dai 6 mesi ai 3 anni


Ducasse è uno di quei nomi che fanno tremare. Di rispetto e stima. Alain Ducasse non è solo un cuoco ma un grande artista francese naturalizzato monegasco. Giusto per dirne una, senza sminuire le altre, presta la sua opera al Jules Verne sulla Torre Eiffel. Bastano giusto due o tre foto del panorama mozzafiato anche solo da Google Map per sentirsi male. Il bello è che quello non è neanche l’apice di tutto quello che rappresenta Ducasse ma una semplice mollichina. Ha pubblicato tantissimo (e ho preso tutto, neanche a dirlo) e collabora “solo” con l’Agenzia Spaziale Europea per lo sviluppo dei cibi più adatti agli astronauti. Diciamo che Ducasse è uno dei pochi che non impallidisce davanti al curriculum di Ottolenghi, che già basta come metro di misura. Che ha avuto tre stelle Michelin in tre ristoranti diversi e che ha compiuto l’impresa di gestirli contemporeaneamente neanche lo dico perché sembra semplice routine quando si parla dell’incredibile Monsieur Ducasse. Ricordo -anche con tanta commozione- di averlo fatto comparire in una delle mie primissime fumettoricette, che apparvero su Grazia. Una delle mie prime grandissime soddisfazioni che ancora oggi mi provoca brividi a più non posso. Tra l’altro in concomitanza con la prima volta che vidi su un giornale il mio nome. Sospiro.

L’Arte in Cucina

Ducasse può piacere come no -e aggiungo come tutti e tutto- ma è il più grande cuoco presente sul pianeta e vanta una ventina di stelle Michelin sparse nei 27 locali (ultimo dato da me letto) che dirige per il mondo. Alla domanda “ma non è caro 400 euro il menu al Plaza-Athénée di Parigi?” risponde semplicemente “no. Non è caro”. Diciamo che è un cuoco eccezionale che cucina in rare occasioni. Un paradosso, no? Più che altro adesso è a tutti gli effetti un marchio. Una garanzia non solo di qualità ma di eccellenza suprema. Confesso che sto lì sulla sua pagina facebook a volte a guardarlo e ammirarlo. I volumi di Carne, Pesce, Verdure e Cereali (credevo di averne parlato ma dall’archivio non mi risulta. Sono sempre la solita insomma) contengono degli scrigni incredibili di meraviglie e bellezze mai viste. Va detto che sinora il mio metro di paragone è sempre e solo stato lui. Solo Leemann e lui riescono nell’intento di paralizzarmi la bocca. Una capasanta e un fagiolino diventano un Picasso e una zuppa pare che sia intervenuto Dalì. L’insalata di Ducasse -una banalissima insalata- sembra essere il sogno di Kandisky e che ci abbia messo il pennello pure Mirò. Arte pura da ammirare e da godere anche stando seduti a casa senza pagare 400 euro; che comunque pagherei senza batter ciglio fosse solo per poter toccare un suo piatto. Fotografarlo è uno dei sogni che spero di realizzare.

Ma dopo tutta questa lunghissima premessa la domanda è: cosa c’entra allora Ducasse con 100 ricette semplici, sane e buone dai 6 mesi ai 3 anni. Beh c’entra eccome. Perché se ho diritto io di parlare e straparlare di cibo e sono solo un’incompetente cretina perché mai dovrebbe tacere il più grande Cuoco vivente del pianeta anche se in un contesto apparentemente poco di sua competenza?

Bene. Il volume in questione è edito da Ippocampo e ha come prezzo 19,90. Roba che quando l’ho visto mi sono detta: ah 199 euro! Economico! Lo prendo. Perché va detto che le pubblicazioni di Ducasse sono sempre molto costose. Poi quando sono riuscita a mantenere un momento di lucidità mi sono resa conto che non avevo davanti il solito malloppone di 34 chili ma un volume leggero con “sole” 100 ricette e che la copertina non era così bella da farti lacrimare. Per carità la trovo adorabile ma diciamo che Ducasse -come è giusto che sia- ha voluto fare qualcosa per noi poveri umani (mi dico inizialmente). Non è infatti un volume da tenere in salotto e fare vedere ai parenti (io faccio vedere sempre quello delle Verdure, per dire. E lo tengo in una teca. Tutti devono inginocchiarsi e. Ok la smetto), ma sorprende come siano riusciti a mantenere quell’eleganza che da sempre contraddistingue il nome Ducasse pur mantenendo un “profilo basso” (molto ma molto tra virgolette).

Ma procediamo con ordine che faccio confusione come sempre

In copertina c’è scritto Alain Ducasse e Paule Neyrat, dietologa. Le fotografie sono di Rina Nurra. Le illustrazioni sono di Christine Roussey. Il direttore della collana è Emmanuel Jirou Najou e i ringraziamenti li fa Jérome Lacressonnière. In un attimo è il panico e io non capisco che cosa abbia esattamente davanti. Chi lo ha scritto questo libro? Non ci sono tutte questi grandi spiegazioni. Quindi diciamo che io ho comprato il libro credendo fosse di Ducasse con l’aiuto di una dietologa. Poi mi sono detta: ah no, la dietologa con l’aiuto di Ducasse. Ah no. L’ha scritto Jérome Lacressonnière che non compare in copertina (ma dopo tre pagine insieme a Ducasse e Neyrat) e nei ringraziamenti. PANICO.

Si parte così. Con delle illustrazioni dal sapore di vignette. C’è PN e AD (giusto per farla ancora più complicata) e con guizzo di intelligenza capisco allora che trattasi di AlaineDucasse e Paule Neyrat raccontate da? Jérome o dall’illustratrice, ma ormai poco importa. Ci sono stata solo 39 minuti a capire l’autore. Me ne basteranno altri 987 per capire il resto, no? Fiduciosa proseguo.

  • PN: Passare dal biberon al cucchiaino e seguire le fasi della diversificazione non è scontato per le giovani mamme.
  • AD: Da qui viene Ducasse bebè, che fornisce loro la chiave per nutrirli in modo semplice, sano e buono senza impazzire.
  • PN: Uno chef del tuo calibro che si interessa di purè, composte e passati è quanto meno qualcosa di inatteso. Nei tuoi ristoranti stellati non servi questi piatti.
  • AD: È vero ma ciò non significa che non li sappia preparare. Quello che mi interessa prima di tutto è che questi bambini conoscano poco a poco i diversi sapori grazie ai prodotti di qualità, non a quelli industriali confezionati.

Continua con un’altra pagina di vignette e poi il gran finale di Monsieur Ducasse: Perché è nei primi mesi che si costruisce il gusto. Si imprime nel cervello e vi rimane per tutta la vita. Negli omogeneizzati non c’è amore. La cucina, pulizia delle verdure compresa, è un gesto d’amore. È importante.

E PN chiude con: hai ragione chef, come sempre. Poi partono le ricette e ne parliamo ma. Ho voluto appositamente raccontarla così perché è davvero l’unico libro al mondo che mi ha confuso. Che mi ha portato fuori strada. Sarà che sono davvero molto stressata e poco lucida, ergo se qualcuno lo ha acquistato e vuole farmi un disegnino gliene sarei grata, ma è l’unico difetto che ha. Quindi se siete maniacali e precise come me. Volete capire chi è l’autore. Chi ha disegnato. Chi fotografato e chi sviluppato sappiate che questo volume è degno di una puntata di un giallo condotto dalla mia amata Leosini.

Questo è quello che mi ha confuso e non mi è piaciuto moltissimo ma il resto è: idillio, amore a prima vista e venerazione. È un volume che vale molto più che 20 euro scarsi. Non so quindi esattamente quanto ci sia della dietologa, di Ducasse e di Jérome ma sta di fatto che qualsiasi creativo-chef-cuoco dilettante-cuoco professionista- nutrizionista-team ci abbia messo mano l’ha fatto in modo così perfetto che ti commuovi. Le foto sono molto belle e semplici e non hanno nulla a che vedere chiaramente con chi è abituato agli scatti presenti in libri dove compare il nome di Ducasse. Lucenti, molto bianche e poco gnegnegne. Ravvicinate ma che ti fanno venire l’acquolina in bocca e senza tanti fronzoli “bimbosi”. Non ci sono i cucchiaini con le paperelle per capirci (e un po’ mi dispiace perché mi piace sempre il cucchiaino con la paperella o quello con l’elicottero, uff).

Il libro è diviso in:

  • Orto
  • Campi
  • Mare
  • Terra
  • Frutteto

E mi piace moltissimo questa impostazione. Quello che mi fa letteralmente impazzire è però l’indice. Mi commuovo sempre quando c’è un indice fatto bene per ingrediente. Si comincia con la tabella di diversificazione che va dai sei mesi ai tre anni. Ci sono le avvertenze dell’autore che dice di aver creato le ricette in base all’età del bambino ricordando che i nuovi ingredienti nell’alimentazione devono essere inseriti sotto il controllo di un pediatra che saprà adattarli ad ogni singolo caso, tenendo soprattutto conto degli eventuali rischi allergici. E ci sta pure la sacrosanta specifica che l’autore e l’editore non potranno essere considerati responsabili in caso di aggiunta di nuovi alimenti al regime alimentare del bambino senza parere preventivo del pediatra. Amen.

Una tabella chiaramente indicativa che non aveva bisogno certamente di queste specifiche ma è giusto considerato il fatto che non tutti a questo mondo se la sentono di attivare realmente i neuroni.

Parliamo un po’ delle ricette?

Nella sezione dedicata all’orto ci sono passati, minestre, patate, piattine di verdure fresche e delizie di ogni sorta. Va detto che non sono affatto pappette che fanno storcere il naso agli adulti, anzi. Il tocco di classe c’è e questo mi fa davvero e realmente supporre che Ducasse ci abbia messo ben più di uno zampino o comunque chi per lui. Non sono i classici abbinamenti che si trovano con le tipiche foto di cucchiaino a paperella di cui sopra. Si consigliano verdure esclusivamente bio che sono migliori da ogni punto di vista per formare il gusto dei piccoli e salvaguardare la loro salute. Si comincia con il “capitolo” Passato di carota e zucca in declinazioni diverse, perché il bello è che ogni ricetta (nel senso che sembra una ricetta e ha una solo foto ma si tratta di ricette nella ricette) nasconde diverse variazioni e quindi: passato di carote, passato di zucca, passato di carote e arancia, passato di carote e coriandolo, passato di carote e curcuma, passato di zucca e zenzero. Zucchine, bietole, insalata e prezzemolo: passato di zucchina e patate, passato di bietole e patate, passato di insalata e patate e passato di insalata o zucchina con prezzemolo e patate. Invidia, spinaci e finocchio: passato di indivia, patate e cerfoglio, passato di spinaci, patate e prezzemolo, passato di finocchio e patate e passato di finocchio e mela (connubio a mio avviso buonissimo).

A lato di ogni ricetta c’è una piccola illustrazione (quasi sempre uguale) con l’interscambio di AD e PN, ovvero dello Chef Stellato e della dietologa, quindi si fa sempre più chiaro in me il fatto che l’autrice sia Jérome e che poi Ducasse e PN intervengano in qualità di non so cosa precisamente e in che ruolo ma non importa: il risultato è bello assai. In questo caso Ducasse dice che le patate addolciscono il sapore un po’ intenso di queste verdure -indivia, spinaci e finocchio- e che si possono sostituire con quelle dolci americane. Al contempo la dietologa PN dice che dai 7 mesi si possono tranquillamente grattugiare sul passato 10 grammi di mimolette o di un altro formaggio a pasta dura.

Porro, sedano rapa: passato di porri e patate con erba cipollina, passato di sedano rapa con patate e cerfoglio e passato di rapa con patate e prezzemolo, senza dimenticare il passato di sedano rapa e mela. Anche qui la dietologa interviene dicendo che sedano e rape non sono il massimo della digeribilità e che il piccolo deve avere almeno 10 mesi. Le rape sono ricche di fibre ma vanno frullate accuratamente.

Sopra ogni ricetta c’è scritto quando la ricetta può interessare la mamma, il tempo di preparazione e il tempo di cottura. Nelle foto compaiono bambini bellissimi che girano l’insalata e anche momenti di gioco e gioia. Si va avanti con carciofi e piselli, asparagi verdi e uova a mimosa, capelli d’angelo, latte e funghi ma anche il pesto fatto di basilico e rucola o di erbe ma a partire dai nove mesi Ducasse ci consiglia di arricchire il passato con il pesto per renderlo ancora più gradevole al pargolo.

Ci sono molti piatti unici come patate americane, pancetta e cipolla rossa ma anche patate, olive e orata. Patate vitelotte, nasello e mela. Clafoutis di porri con tè stagionato, Pomodoro al pomodoro dove ci comincia a parlare di concassè e tartare ma siamo già ai 18 mesi ed è giustissimo così. Polenta, zucchina e santoreggia. Risoni pollo e verdure estive. Risotto, cipollotto e zucca. Conchigliette al prosciutto e tartufo perché Ducasse dice che a 12 mesi è giusto iniziare il piccolo al sapore del tartufo (esselodiceducasse). E via con infinite meraviglie. I piatti mi piacciono davvero moltissimo. Compaiono illustrazioni -extra a quelle di AD E PN che sono pressoché sempre uguali- molto uguali di orsetti con facce da broccolo e funghetti. Sono bianche e nere e poco colorate, va da sé che diventano ai miei occhi perfette. Forse troppo verde per i miei gusti ma sono pur sempre quella che ha paura di un colore quindi la persona sbagliata sono io. Farro piccolo, finocchio e orata e Pasta di broccoli con cheddar. Scampi, rapanelli e arancia. Sandwich di sardine e verdure cresto con il pesto e tantissime indicazioni anche sulle verdure di stagione e come sceglierle. A pagina 118 c’è pure Ducasse dal pescivendolo. Granciporro, avocado e invidia ma anche maiale, pastinaca e pera. Tajine di agnello, albicocche secche e semola e pollo marinato con yogurt limone e mais. Quando si è intorno ai 18 mesi sfido chiunque adulto che stia lì a non leccarsi i baffi. Magari troppo semplici le prime (ma dipende sempre dai gusti) ma sul gran finale ci sono proprio i fuochi d’artificio. Va detto che non tutte le ricette hanno una foto.

I dolci ci sono ma non sono tanti: ananas e chiodi di garofano, clementine in camicia con anice, fromage blanc fichi e corn flakes, porridge con pescanoce e albicocca, clafoutis e crepes arrotolate con la frutta. Insomma dolci francesi classici né più né meno.

Lo compro o no?

Il libro tra variazioni sulla mela e i frutti invernali dà davvero infinite variazioni. Ce ne sarebbero ancora di cose da dire ma credo di essere andata già troppo in là con i tempi. La mia soglia dell’attenzione è svanita almeno 15 minuti fa e la tua sicuramente dopo il titolo. Come darti torto?

Fatto sta che 19,90 sono niente per ricette di questo tipo e per progetto grafico. La carta è bella e non troppo lucida. Le foto sono davvero molto belle e sfogliarlo è piacevole per gli occhi. Per il palato è un passo successivo. Ho provato diverse vellutate -perché ne vado pazza- e gli accostamenti seppur semplici sono quelli che ogni volta dici: uhhhh potevo pensarci! Quindi tanto semplici non sono.

Da comprare assolutamente per le mamme disperate ma anche per chi ha voglia di mangiare dei buonissimi piatti e ricominciare come avesse 18 mesi. Che c’è sempre tempo per imparare e soprattutto è sempre il tempo per tornare bambini.

Sempre, davvero.

 

4 Comments »

  1. L’ho acquistato 3 giorni fa per una mia carissima amica, mamma da un annetto scarso… sono andata un po’ a naso, non l’avevo mai sfogliato prima. Ora sono un po’ più sicura della scelta!!! 🙂

  2. Woooooooooow purtroppo sono negli states e non ho pargoli a cui accudire ma…diro’ alla mia mamma in Italia di procurarmelo 🙂 in fondo mi sento ancora bambina! (perché no??…silenzio….). Cmq mi fa piacere veder queste collaborazioni tra chef a nutrizionisti che finalmente si dedicano anche un po’ ai bambini, categoria molto spesso dimenticata o forzata ad essere trattata da adulta. E soprattutto che non escludono nessuna categoria di ingredienti. Eh si, perché quando leggo su fb o internet di gente che fa l’asilo vegan-raw per i bimbi di tutte le eta’ o forza i propri figli a seguire la propria dieta mi si accappona la pelle. Io credo in una alimentazione bilanciata ma varia, mi piace sperimentare (mi hai fatto scoprire il mango nell’insalata, CAPISCI?!) per me stessa ma anche per i nuovi nati. Poi, con la crescita, saranno loro a decidere quale filosofia del mangiare scegliere, non faccio razzismo (a me piace tutto, ma proprio tutto, mannaggia a me). Grazie infinite per aver condiviso questa tua esperienza “letteraria”. Kissini!!!

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