(pseudo)Amaretti al Cioccolato e (pseudo)Cani dolci e teneri la Domenica Mattina


Per 24 (biscottoni, eh)

  • 120 grammi di mandorle pelate
  • 230 grammi di zucchero (meglio se di canna)
  • 50 grammi di cioccolato a pezzetti piccoli
  • 2 albumi
  • vaniglia
  • (a piacere essenza di mandorla per calcarne un po’ il gusto)
  • zucchero a velo per decorare

Scalda il forno a 150. Sciogli il cioccolato a bagnomaria (o nel microonde senza cuocerlo). In un frullatore o mixer trita le mandorle. In un recipiente raccogli quindi la farina di mandorle che hai ottenuto, il cioccolato sciolto un po’ raffreddato, gli albumi leggermente sbattuti, la vaniglia e se vuoi l’essenza di mandorle. Aggiungi poi lo zucchero e gira per bene fin quando tutto è completamente amalgamato. Fai riposare l’impasto in frigo per almeno 30 minuti.

Trascorso il tempo fai delle palline grandi come una noce sapendo che questi biscotti si allargheranno (e molto) in cottura quindi è bene distanziarli sulla teglia dove hai sistemato la carta da forno. Schiaccia leggermente la superficie. Spennella adesso con acqua piuttosto fredda la superficie dei biscotti e cospargila di zucchero a velo. Cuoci per 20-25 minuti. Lasciali raffreddare su una griglia prima di mangiarli.

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TombolDodici (Ventiquattro è il doppio di 12 no?) di Marzo


Chiedo perdono perché. Lo sapete perché. Sono in ritardo di dodici giorni. Mi cospargo il capo di cenere e pure di argilla e anche di aceto di mele (ma lo sapete che da quando metto l’aceto di mele e il bicarbonato sui capelli sembra che io abbia dei capelli veri e non un parrucchino? Come il corteggiatore romano del Trono Over di Uomini e Donne per capirci. Lo avete visto vero? Mentitemi).

E che Tombola Delirante sia!
(Vi adoro. Grazie, davvero. Sempre).

  • Il commento numero 212 vince: Un week end con me al reparto di Igiene Mentale. Ah no.  La Spiralatrice per gli Spaghetti di zucchine (l’articolo su Amazon lo puoi vedere qui ed io ne ho parlato diverse volte anche qui). Se lo hai già vinto nelle Tombolate precedenti ovviamente cambiamo senza alcun problema.
  • Il commento numero 666 vince: Due libri di Cucina per un totale di euro 50 (ma possiamo anche sforare un po’, dai) a tua scelta su Amazon.
  • Il commento numero 1212 vince:  Robot da cucina (che potete vedere cliccando qui su Amazon)  ; perché ho visto che ne parlano benissimo (non sono su Amazon) e perché mi pare proprio un oggetto interessante (un giudizio inutile, lo so. CATTIVI!)

Onde evitare di ritrovarmi con pacchetti, pacchettini, indirizzi persi e una serie di tragedie pronte in agguato spedirò direttamente da Amazon con un semplice click. Inviami il tuo indirizzo,qualora fossi il vincitore, a info@maghettastreghetta.it con oggetto (per favore me lo scrivi maiuscolo per dare maggiore risalto?) CRETINA HO VINTO LA TOMBOLA del 12 Febbraio che hai fatto il 18 Febbraio perché sei una cretina, appunto! – a seguire la data della Tombola- (cretina devi dirmelo per forza, sì. Se la coscienza ti rimorde, sappi che sbaglia, ma aggiungici un cuoricino e tutto passa). Non dimenticare il numero di telefono che sarà utile per la consegna! Grazie!

Non è un giveaway che sponsorizza un brand. Non ho alcun tipo di contatto con nessuno dei marchi, case editrici e quant’altro.
Non si richiede nulla ai partecipanti. I prodotti sono stati da me acquistati (con molto piacere, tra l’altro) come fossero semplicissimi regali ad amici. E’ una tombola, che affida tutto al caso e niente più; tanto da dire in anticipo il numero del commento vincitore. Non vi è alcun tipo di estrazione. Non ci sono operazioni commerciali o magheggi. Difficile da credersi ma nel mio caso bisogna rassegnarsi. Farsene una ragione. Così è. Per chiarimenti, comunque, potete rivolgervi al mio Notaio Nano da giardino a questo indirizzo info@maghettastreghetta.it. Grazie (non fate brutte figure riguardo illegalità-giveaway-frizzi e lazzi perché sono davvero ben informata. No perditempo, insomma. Buon Natale! Grazie *plin plon comunicazione di servizio*).

Ultime Fermatempo da Instagram (sì ho ripreso. Si salvi chi può; ovvero nessuno)


Beh sì dai. Prima o poi doveva accadere. Mi riprendo un po’ i miei sogni, no? Se ti fa piacere seguirmi su Instagram mi trovi come MaghettaStreghetta

https://instagram.com/maghettastreghetta/

Le VideoRicette con le Donne della mia vita


Non sono mai stata una “femminista”. Non ho mai urlato di essere diversa, più sensibile, profonda. Come non ho mai creduto di avere più diritti, agevolazioni e comprensioni. Non parlo una lingua diversa da quella maschile. Non vengo da Marte e nemmeno da Nettuno o da qualche sconosciuta galassia. Mi lamento ogni mese per i motivi che bene o male ahimè conosciamo tutto in quanto coinvolti necessariamente nella figura di vittima e carnefice, nonostante sia poco elegante sottolinearlo e non è mia abitudine. E’ lapalissiano che fisicamente una diversità esista e che questo comporti problematiche differenti, ragionamenti talvolta simili per specie e null’altro. Non credo affatto che la maternità sia un potere supremo se messo a paragone con la paternità ma piuttosto una semplice conformazione di apparati riproduttivi che impediscono o agevolano l’uno o l’altra.

Non voglio che mi venga offerta la cena, nella misura in cui tutto sia motivato dall’essere donna. Non voglio che mi sia aperto lo sportello, nella misura in cui tutto si racchiuda in forma di cortesia o gentilezza. Sono semplicemente nata donna e non ho mai detto che semmai rinascessi vorrei rivivere questa grande avventura, piuttosto vorrei rivedermi nei panni esattamente opposti. In realtà giusto per non addentrarci nella filosofia sessuale (e sessista) più estrema ho, detta molto sinteticamente, una fortissima componente femminile tanto quanto quella maschile. Ho diversi tratti non comunemente associabili alla femmina x.

Non indosso le vesti di piccolo tesoro accudito dalle possenti braccia di un uomo coraggioso. Sono impavida, testarda, arrogante e forte. Allo stesso modo sognatrice, spaventata, insicura e testarda (testarda dovevo dirlo due volte, sì). Non credo affatto che le donne siano tutte invidiose, disoneste e complicate. Non credo affatto che gli uomini pensino solo a una cosa, siano disattenti e che vogliano mammà. Non generalizzo ma valuto ed è un passaggio semplice quanto risolutivo.

Credo nell’affinità spirituale ed elettiva. Alla predestinazione ad amarsi. Perché se proprio devo credere in qualche cretinata voglio farlo con il pensiero del grande Platone e non con un vociferare e ciarlare di luoghi comuni. Credo al Simposio e agli ermafroditi. Quattro braccia, quattro gambe e due teste. Maschiomaschio FemminaFemmina MaschioFemmina. Uniti. Poi un fulmine e la separazione. E una vita trascorsa a ritrovare quella completezza negata. Alla ricerca della metà della mela.

Col tempo mi sono resa conto di aver trovato molte metà della mia mela. Io non stavo semplicemente attaccata a un Maschio o Femmina o Ornitorinco. Ero una comitiva, insomma. Ho ritrovato metà di mele sentendomi sempre più intera e completa. Mi mancava un pezzo e l’ho trovato. E adesso mi sento mela. Mela intera. Col tempo sempre ho osservato attentamente tutte le donne che ho avuto l’onore di conoscere. E ne ho conosciute di incredibili, ve lo assicuro. E allo stesso modo uomini.

La mia vita è contornata da Donne forti, coraggiose e molto particolari. Nell’ultimo anno senza papà mi sono resa conto che sono state più le figure femminili a girare intorno a me. Non perché siano semplicemente materne, perché è giusto così e perché blablabla. E’ un’analisi fredda, razionale e molto equilibrata. Perché ci sono state anche molte figure maschili che allo stesso modo mi hanno stretto in una morsa di amore e affetto.

Mi hanno colpito però più loro. Il modo. La danza di parole. Che è diversa, seppur uguale come significato a quella contrapposta, e affascinante. Questo quindi vuole essere un piccolissimo tributo a chi giornalmente, costantemente e con una premura fuori dall’ordinario si prende cura di me. Ci sarebbero anche moltissime altre donne (le mie tonne) con cui vorrei poter filmare una ricetta. Non escludo un Maghetta Tour dove vi suono il campanello e sarete costrette ad aprirmi.

Comincio con Pina, che è a tutti gli effetti la Mamma in carica quando Nanda non c’è. Perché diciamocelo sarò pure una Maghetta ma non sono affatto un Super Eroe. Il novantanove per cento delle magie accadono anche perché alle spalle ho l’immensa fortuna di avere questo carico d’amore, sorrisi e speranza.

Abbiate cura di tutto questo perché per me e loro è stato difficile. Mostrare davvero qualcosa di profondo, sincero e quotidiano per anime riservate, nonostante la mia sovraesposizione sul web, è qualcosa che va compreso a fondo. E’ un loro atto d’amore nei miei confronti. E mio nei vostri.

Vi presento le Donne della mia Vita.

Noodles di Riso Nero con Ceci al Limone e Sesamo tostato


I noodles si preparano secondo le indicazioni; che non è una furbata da dire ma effettivamente dipende dalla tipologia. Alcuni ad esempio non vogliono la cottura ma solo essere per certi versi reidratati in acqua calda ma non in ebollizione. I ceci si devono ovviamente cuocere o adoperare quelli precotti in scatola. Vanno bagnati con succo e scorza grattugiata di limone senza la parte bianca amara, preferibilmente biologico (altrimenti lavato bene con del bicarbonato, giusto per dirne una. E a fondo. E’ davvero importante come accortezza). Allo stesso modo si può decidere se fare questo piatto più asciutto o “zuppettoso” (termine che l’Accademia della Crusca dovrebbe inserire) Adoperando magari il brodino dei ceci, che nutre e trattiene diverse meraviglie del legume in questione. Sia caldo che tiepido è un piatto ricco di carboidrati, proteine e elementi importanti di ogni tipo e sorta.

 

Ho ticchettato qualcosa riguardo questi Noodles di riso nero in occasione di un uozinmaicarela (non ce la faccio. Voglio chiamarlo così, vi prego. Posso?). Cosa c’è nel mio carrello, insomma. Avendoli assaggiati a ridosso delle fettucine di quinoa non mi hanno fatto propriamente impazzire, ma qualora non li avessi messi a confronto mi sarebbero piaciuti e pure parecchio. Sono perfetti per zuppette con verdure, e per chi li mangia con carne o pesce, arricchite anche da semi di ogni sorta. Hanno un valore nutrizionale che si aggira intorno alle 359 Kcal per 100 grammi di prodotto, di cui 7 grammi sono proteine e 76 grammi carboidrati con un 3 grammi di grassi totali. Non sono interamente composti da riso nero, che presenta una percentuale del 55 per cento e il restante di riso biologico (oggi sono maniacale e precisa perché è Lunedì ma guarisco in fretta. Diciamo tra trenta secondi?).

Sui ceci ho fatto trattati che manco una tossicocecedipendente avrebbe mai potuto argomentare. Ho costretto amiche (Bestiabionda, una su tutte) a mangiarli lessi con yogurt e cumino. Ho imposto a casa la tradizione di mangiarli per il mio compleanno, pena il mio diniego assoluto a bacetti per almeno tre mesi. Ho obbligato mamma a fare un corso accelerato di ceciologia affinché non li cucinasse duri come le pietre (io e papà quando vedevamo i ceci dicevamo sempre “Dentiere a noi!”. E ridevamo tantissimo) anche se a nulla è valso. Il bicarbonato, il cucchiaio di legno, girarli in senso antiorario, fare macumbe la notte prima, pregare durante le nove ore di ammollo e danzare nudi intorno all’isola della cucina ripetendo formule magiche. Confesso che io per qualche oscura ragione riesco a farli meno duri di mamma. Sarà il fuoco lento e perché li lascio cuocere novemila ore? Sarà che SantaSignoraPina mi dà sempre una mano? (ipotesi realistica? Questa) Sarà che parlo a ogni singolo cece supplicandolo di ammorbidirsi e rendermi felice? (voi avete qualche suggerimento della nonna per rendere i ceci morbidi e non meteoriti infuocati? Contate che se sono quelli che girano sul web e tra le nonne: li ho provate tutte!). E no. Il consiglio di comprare quelli in scatola biologici non vale. Li ho provati tutti ma non è mai la stessa cosa, suvvia.

I ceci con la scorza di limone o bagnati di limone o infilati dentro i limoni insomma hanno quel quid che ti fa girare la testa. Ucciderei per l’hummus o il tahin con nove litri di succo di limone. Ingurgiterei ceci pestati con otto chili di sesamo e nove litri di limone fino a soffocare (posso farlo?); ergo l’idea di questi noodles semplicissimi di riso è stata proprio concepita per uccidersi degli elementi che più amo al mondo: riso, ceci, sesamo e limone.