About

Mi chiamo Grazia Giulia Guardo ma per tua comodità sono semplicemente iaia. Il mio nome è formato da dodici lettere e sono nata il dodici dodici alle dodici a Catania. Se non dovesse bastare sono pure la dodicesima nipote e lavoro ad almeno dodici contenuti creativi al giorno. Per quanto impossibile possa sembrarti è vero.

Il mio mestiere è quello che sognavo di fare sin da bambina: sono una Stakanovista di Sogni e una Produttrice di Misteri e Dolcetti. A tempo perso sono anche un’imprenditrice, più per eredità che per capacità.

Figlia unica viziata colleziono borse e nani da giardino e ho una passione per tutto quello che concerne la tecnologia e l’elettricità. Sono nata tra lampadine e interruttori. Con il pozzetto tondo da incasso facevo le piscine alle mie Barbie e a otto anni con la batteria e filo riuscivo ad accendere una lampadina. Mi ero convinta che fosse una cosa magica e che inevitabilmente io fossi una Maghetta.

I Mostri si combattono alla luce e non al buio

Ho sofferto di gravi disturbi alimentari quando ero appena adolescente. Non è finita ma ho imparato a conviverci. Qualche volta è più difficile e altre meno. Per questo motivo ho avuto e ho un rapporto con il cibo che mi piace definire, sarcasticamente, fantasioso.

Sono stata vegetariana per quindici anni e poi un giorno lontano di cinque anni fa mi sono appassionata alla cucina vegana. Nel frattempo ho perso ottanta chili e ho scritto un libro edito da Mondadori “Le Ricette di Maghetta Streghetta”. Il mio ricavato va alla Ricerca per sconfiggere il maledetto Cancro che mi ha privato del mio unico grande amore: il mio papà.

La mia vita appartiene all’arte e al disegno. Disegno, fotografo, scrivo e mi sono ritrovata a cucinare per sconfiggere il mio di cancro: il cibo. Sono diventata quella che viene definita in gergo Food Blogger ma in realtà sono solo iaia. Una che disegna, fotografa, scrive e cucina ma fondamentalmente non fa bene niente. Solo che incredibilmente non se ne è accorto nessuno.

Mi piacciono i fatti e non le chiacchiere

Non mi piacciono le etichette, le persone che si autoeleggono qualcosa/qualcuno o che si danno dei titoli. Non sono sul web per guadagnare ma per mettermi alla prova, confrontarmi e mischiare il mio iperuranio a tutto quello che di infinito c’è. In soldoni? Non sei su un sito vetrina dove mi sponsorizzo. Non vendo niente sul web e le mie idee, soprattutto, non lo sono mai state in vendita. Le metto a disposizione perché le ricevo. Do ut des. Una formula troppo spesso sottovalutata. Sei nel mio mondo e ti ho lasciato aperta qualche porta. Sono felice di farti entrare, tutto qui.

Lavoro a progetti visivi e fotografici, scrivo per RunLovers che è la comunità di Running più divertente e famosa d’Italia perché nel frattempo non te l’ho detto ma sogno di diventare una maratoneta come il mio papà, rispondo alle email con estremo ritardo e vivo in uno stato perenne di connessione ma in una frequenza aliena irraggiungibile. Non sono fisiognomica e confondo il ladro per il vicino di casa, non sono inspiegabilmente insonne perché bevo dodici caffè e sei tè al giorno, ho smesso di fumare ma qualche volta tiro il liquido “la torta della nonna” dalla sigaretta elettronica così mi viene l’acidità e mi annoiano mortalmente quasi tutte le serie TV. Sono un’appassionata del cinema orientale e horror, ascolto solo musica classica, dormo con tre cuscini, sono una maniaca ossessiva dell’ordine e non posso dormire se le matite non vengono allineate perfettamente. Vivo con un intellettuale torinese da dodici anni che cerca di spiegarmi i verbi intransitivi ma preferisco uscire i biscotti dal forno che tirarli fuori. Al mio fianco ho un labrador femmina di nome Koi che è un po’ come il Rotweiller in Omen, per capirci. Da grande vuole fare la food blogger perché ogni volta che fotografo un piatto mangia le mie schede sd, mi ruba i fiori e ha da ridire sulla cottura.

Sembrerebbero tante idiozie prive di senso alcuno ma sono la sintesi di quello che. Sono. Una che per la Biografia ufficiale sceglie la sua effigie infilata nel portabagagli con le parigine, un nano da giardino e un cappello peloso con orecchie da coniglio.