Smoothie Avocado, Cavoletti di Bruxelles, Spinaci e Limone


Frulla l’avocado con il succo di limone. Che sia con il frullatore a immersione o con il mixer poco importa. Centrifuga gli spinaci e i cavoletti o anche il cavolo andrà bene. Dosa tu i sapori che ti piacciono di più in modo da ottenere il centrifugato perfetto per il tuo palato. Aggiungi un po’ di basilico se ti piace e anche un pizzico di sale. Buonissimo!

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Centrifugato/Smoothie con Carota, Mango e Arancia (Per combattere il raffreddore e i malanni di stagione)


Ho centrifugato la Carota. Ho spremuto le Arance. Ho tagliato a pezzetti il Mango (il mio era molto maturo) e l’ho frullato per bene. Ho messo tutto nel frullatore e via.

Il mango non deve stare in frigo e deve essere maturo. Se non è maturo, e quindi ha un sapore terribile che ne deturpa proprio l’essenza, mettetelo in un sacchetto di cellophane e aspettate due giorni.

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Centrifugato di Asparagi, Avocado, Spinaci e Basilico


L’avocado l’ho passato con il frullatore a immersione insieme al basilico, ma va bene un frullatore qualsiasi, riducendolo in crema. Ho centrifugato gli spinaci e gli asparagi ben lavati. Ho aggiunto cucchiaiate di avocado al centrifugato dosando a seconda dei miei gusti e ho messo anche una generosa spruzzatina di limone e sale. Al mattino con un Centrifugato/Smoothiefrullatocomelovogliamochiamare del genere si va che è una bomba! Sazia e ti fa arrivare a metà mattina, per chi ha l’abitudine di mangiare a metà mattina, o al pranzo sicuramente meno affamati (unendo qualche altra frutta o barrette/gallette/biscottini come d’abitudine). 

Il mio facciotto sorridente è uscito su Elle a Tavola a fine Novembre per il numero di Natale, ergo non è difficile intuire che queste foto risalgono a davvero un bel po’ di tempo fa. Colgo l’occasione per blaterare giusto un pochetto riguardo questo Centrifugato che mi è piaciuto moltissimo proprio per la punta amara dell’asparago e per sproloquiare anche sul nuovo Template. In realtà c’è già da diversi mesi e mi rende felice, a dir poco, sapere che questa versione touch friendly è più facilmente raggiungibile rispetto a quello che mi ero proprio fissata di non voler cambiare per nulla al mondo. Risulta molto più semplice catalogare, organizzare e sistemare anche dal mio punto di vista. Non avendo mai adoperato Tag e Categorie perché tendevo sempre a riassumere e raggruppare con l’infallibile “metodo all’antica”, ovvero “quando te ne ricordi con i link come si faceva su Splinder nell’era paleozoica del web 2003-2004 per capirci”, mi si sono aperti nuove speranze e orizzonti. Solo che essendoci qui qualcosa come 2.600 post (solo dal 2010 eh) si intuisce facilmente che un’operazione semplice non è. Non ho mai voluto che qualcuno ci mettesse le mani perché sono testarda, presuntuosa e arrogante ma soprattutto perché il Blog, in qualsiasi parte e costruzione, è sempre stato parte di me. E’ cresciuto con me e mai questa politica e filosofia potranno cambiare.

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Ci disintossichiamo un po’ con Arancia e Zenzero? (prima di ricominciare, intendo)


L’arancia e lo zenzero in questo caso danno energia e favoriscono l’assorbimento dell’ossigeno, questo potrebbe tornare utile per chi fa esercizio fisico. Lo zenzero dà una sferzata al metabolismo e stimola quindi l’organismo alla digestione. E’ uno dei classici succhi perfetti al mattino e a metà della mattinata. Due arance e 20 grammi di radice di zenzero freschissimo. Tutto centrifugato o anche frullato (io aggiungo anche un pizzico di scorza di limone biologica non trattata alla fine).

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Centrifugato di carote e zucca


Del Centrifugato di Zucca ho parlato qualche giorno fa qui, che confesso viene al secondo posto dopo quello di Cavolo (ho blaterato al riguardo qui). In un fantomatico duello Cavolo-Carota però non vedo un vincitore certo. Uno scontro titanico alla stregua di Ivan Dracarota Tispiezzoindue- Cavolo Balboa, per dire. Devo solo smetterla di immaginarmi, adesso, Brigitte Nielsen sugli spalti con il decoltè pericolosamente in mostra (solo io ho seguito su Sky la trasformazione dell’ex Signora Stallone che si è dilettata in un reality show a basso costo dove si rifaceva in toto dentro una clinica svizzera o posso condividere con voi qualche aneddoto? Datemi delle conferme, vi prego).

Comunque non lo so come finisco sempre a parlare di trash piuttosto che seguire un filo apparentemente logico (?) seppur bizzarro. Comunque il centrifugato di carota insieme a qualche goccia di limone è il mio buongiorno prima di salire sul tapis roulant. I muratori hanno finito di arrampicarsi per dipingere la facciata e io posso nuovamente ricominciare (SERIAMENTE IN MAIUSCOLO) i miei allenamenti abbandonati da due anni; che hanno fatto di me una donna pigra, sedentaria, flaccida, infelice e brutta (ho finito eh). E antipatica (ecco, ora sì). Un bicchierone (suppongo da 500 ml almeno, quello dell’ikea ritratto in foto) che ti sgargarozzi giù per la trachea e via a macinare chilometri (acciacchi-ahiahia-nonsonopiugiovane-al terzo passo muoio-portatemi i sali. Sarà così per il primo mese, mi sa).

Nonostante la carota mi piaccia solo così, con un goccino di limone acidulo o al massimo una bella arancia spremuta, ho scoperto che un sessanta per cento di carota, trenta per cento di zucca e dieci per cento di arancia o in alternativa limone diventano un centrifugato capace di avvolgerti e coccolarti. Uno sprint perfetto per cominciare, magari in abbinamento a qualcosa che potrei identificare con una manciata di datteri, mia droga perenne del periodo che ha surclassato i fichi secchi. Per non parlare del tanto amato sciroppo di datteri che nel latte di soia con gli All Bran riesce a farmi dimenticare pure quanto sia triste a volte la giornata che devo affrontare. Basta insomma un centrifugato di carota e zucca, qualche dattero, una corsetta e tutto quello che mi ha insegnato papà viene a galla riportandomi al mio status supremo di felicità.

Rispettare i suoi insegnamenti. Metterli in pratica. Onorarlo e Amarlo anche così. E provare a farlo pure nella mia direzione.

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!)

Cavolo quanto è buono il Centrifugato di Cavolo!


1 cavolo cappuccio, 1 cetriolo

“Poi vabbè ci metto un po’ di wasabi prima di buttar giù e l’estasi è servita”

Un cavolo cappuccio e un cetriolo, altrimenti un cavolo cappuccio, due carote e due arance, oppure un cavolo cappuccio e due mele. Ma anche un cavolo verza, due carote e un limone. Ma anche fino all’infinito. Il Centrifugato di Cavolo è qualcosa di sublime (il mio preferito è quello Cappuccio). Io e Ombretta durante la fase iniziale del nostro progetto super segretissimo che è partito con il Brunch di Halloween nella terra  di Natale ha portato con sé clamoroso scoperte. Tra Living Dead Dolls, mostarda su cui devo ticchettare almeno fino a natale, piselli al wasabi, macco di fave e ossessione pura nei confronti dell’uva nera, ci sono scappati anche vari ettolitri di centrifugati. Soprattutto con il cavolo cappuccio. Credevamo entrambe che avesse un sapore più pungente, e per certi versi lo ha, ma non tanto da giustificare l’onnipresente presenza della mela per addolcire il tutto. E’ buono pure con la menta per carità, ma per i palati particolari che amano testare anche le punte fastidiose che non possono meramente definirsi piccanti, anche semplicemente centrifugato senza nulla diventa una danza estrosa per il palato. Qui l’ho fotografato con un po’ di centrifugato di cetriolo ma non è un abbinamento degno di nota, sarò franca. L’ho preferito nature senza nulla o al massimo con una punta di limone. Abbinato con la carota lo trovo francamente uno spreco, in quanto entrambi gli elementi se centrifugati separatamente hanno una resa infinitamente superiore. Posso testimoniare, pur non facendolo mai perché è chiaro che ogni corpo reagisce a proprio modo, che tutte le dicerie sui benefici del cavolo, almeno per quanto riguarda il mio fisico, sono assolutamente veritiere.

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Omelette e Bloody Mary – Le Ricette della Prima Stagione di American Horror Story


 

Omelette: 3 uova, 50 ml di panna, sale, pepe, burro

(si dice che un’omelette sia buona solo se fatta con almeno tre uova e al massimo otto)

Sbatti le uova con la frusta da pasticciere o la forchetta. Aggiungi sale e pepe e poi a filo la panna continuando a sbattere. Metti una noce di burro in padella e versa le uova (Cracco mi darebbe un ceffone perché bisognerebbe roteare con la padella mavabenedaisiamoacasadasolenoncivede). Fai cuocere per bene e poi con l’aiuto di una spatolina rigira una parte come a formare una mezza luna. Rigira nuovamente e l’omelette è pronta (non ce la faccio a spiegare le cose semplici).

(neanche quelle complicate, vabbè)

Omelette farcita: voglia di arricchirla? Prosciutto e formaggio, fichi e miele, tocchetti di mortadella e pistacchi e un tragico eccetera. Qualsiasi leccornia che preferite può imbottire la vostra omelette.

Bloody Mary:

In uno shaker metti cubetti di ghiaccio, succo (o centrifugato) di pomodoro, vodka e succo di limone. Agita energicamente con un movimento soprasottoavantiindietro (tipo Tom Cruise in Cocktail, sì) e versa in un bicchiere alto. Spolverizza con abbondante sale e una bella macinata di pepe. Aggiungi una goccia di Tabasco e anche una di Worcestershire Sauce e mescola con il cucchiaino d’eccezione che è un gambo di sedano. Si usa servirlo anche con qualche filo d’erba cipollina e fettine di cetriolo.

La versione Virgin Bloody Mary? E’ qui!

Nella seconda puntata della prima stagione di American Horror Story non è che ci siano dei buoni avvenimenti, anche se bisognerebbe chiedersi quando mai ci siano stati, sempre in correlazione ai Dolcetti di cioccolato con la violetta che Costance dedica a Violet e di cui ho parlato qui lasciando anche una ricetta molto gustosa. Lo Psichiatra, protagonista, Ben accoglie la nuova paziente Bianca che si dimostra affascinata dall’idea di trovarsi nella casa che è stata teatro di innumerevoli orrori. La stessa poi che durante il viaggio di questo a Boston si introduce in casa per fare passare una serata indimenticabile, nell’accezione più negativa del termine, alla moglie e la figlia (non che lui ne passi una nell’accezione positiva considerato che c’è un’amante incinta psicotica, ma ognuno ha quel che si merita in fondo). C’è una  stretta correlazione proprio con i Muffin al cioccolato e Violetta perché la paziente Bianca stessa se ne ciberà mandando a catafascio tutto il malefico piano di riprodurre uno dei tanti omicidi avvenuti decenni prima. La paziente infatti non era la sola a nutrire una perversione nei confronti della casa. La nostra eroina Bianca sostenuta da due fidi amici psicopatici si introduce in casa trovando poi la sfortuna e la morte. In seguito a questo avvenimento Vivien, moglie di Ben e una tra le poche attrici che non ha fatto parte del cast della seconda e terza stagione, è ancor maggiormente intenzionata a vendere il più velocemente possibile la casa.

(in un’altra vita voglio fare quella che scrive i riassunti delle puntate. Male. Così la gente non capisce nulla e cambia direttamente serie tv. Meraviglioso no?)

Vivien contatta l’agente immobiliare infierendo ancora una volta sulle colpe di questa nel non aver sottolineato cosa fosse e rappresentasse realmente quella casa maledetta.

“Mi offrivano un Bloody Mary e un omelette la domenica quei piccoli pervertiti” sostiene l’agente immobiliare tra un caffè e una crisi isterica di Vivien mentre racconta di aver conosciuto i tre psicopatici, Bianca e gli amici, in diverse occasioni proprio perché maniacalmente interessati agli episodi della casa.

Non poteva mancare (ma anche sì) allora questa immagine tristissima dell’agente immobiliare, sola e sconsolata la domenica, senza amici e famiglia a dividere i pasti con anime perverse, maniacali e psicotiche. A dimostrazione del fatto, ribadisco, che la domenica risulta essere il giorno più infernale per eccellenza, sotto tutti i punti di vista.

Un giorno voglio proprio spaccarmi il polso, carpo e metacarpo (se riesco pure l’ulna e il radio; che già una volta ho rotto entrambi e in più parti) e provare l’infallibile metodo Cracco (a seguire video esplicativo su Sky) ma nel frattempo voglio piegarla a mezza luna come facevano mia nonna, mamma, zia e se ce l’avessi pure mia sorella. Perché francamente diciamocelo: chi è che non la spiattella così in padella e poi sul piatto? Fa parte ormai del background visivo di ognuno di noi (o almeno me ne sono convinta a tal punto che sarei pronta non solo a giurarci ma a cedere tutta la mia collezione di nani da giardino!). Chi si rifiuta di metterci la panna e chi fa parte della fazione del latte. Chi ci deve per forza mettere il parmigiano grattugiato “perché è la morte sua”  e va bene lo stesso ma allora non chiamiamola omelette per dare uno schiaffo ai nostri cugini francesi e chi insomma si fossilizza in dettami e assiomi uovosi.
Ma dove sta la verità? (ecchenesoio?)

Le Altre Ricette di American Horror Story

Infuso di Arancia, Cannella e Vaniglia e la Nuova Rubrica: Lo Shopping di Iaia


Post scritto qualche tempo fa (continuo a smaltire in questa fase di “Lavori in Corso”, ok?)

Da Cristaldi a Catania scovo sempre qualsiasi sorta e tipo di tè, infuso e tisana. L’angolo paradisiaco si trova per altro vicino all’esposizione delle scatolette di Maghetta Streghetta Pastiglie Leone (credo proprio che lei quatta quatta con l’ombrellino la notte quando è tutto chiuso vada lì e faccia vergognosa razzia di Tè al cocco, di cui è follemente ghiotta). L’ultima volta tra limone e zenzero, cocco, ciliegia e qualsiasi tipo di bustina-foglia-erba mi capitasse a tiro mi è caduto casualmente (ribadisco: ca-suallll-mmeeeennn-teee) nel cestino l’ennesimo infuso che contenesse cannella. Pur ripromettendomi di finirla con il classico e scontatissimo connubio cannella-arancia ancora una volta non ho saputo resistere.

E ho fatto bene santoinfuso!

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Cocktail Halloween


Giusto una fermatempo dalla Cucina Gikitchen Halloween Version (titolo più stupido non potevo trovarlo. Ne vado parecchio orgogliosa).

Soda, foglie di menta pestate con dello zucchero di canna nero e via.
Virgin Mojito Halloweenereccio ma per i fanatici dell’alcool (vidounceffonevido! bevete soda!) anche una versione classica. Cannucce terrorizzanti verdi, mollettine, decori, tovagliolo di lino nero anche se ormai ci sono quelli usa e getta in tessuto che non hanno nulla da individiare (me ne sto convincendo con difficoltà ma non ci riesco. Cosa ho che non va?).

(elencare tutte le cose che non vanno? uhm. No. Fino al 2019 ho impegni).

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Su Le Ricette di Halloween.it ho raccolto tutte le elaborazioni preparate al Gikitchen con Maghetta Streghetta in versione Zombie.

Non ho ancora inserito quelle di quest’anno (noncelapossofare) ma nel caso si volesse dare una sbirciatina per spunti, idee, mise en place, apparecchiature, frizzi e lazzi si deve solo cliccare qui>>>> 

Le Ricette di Halloween *****

Ti va di scrivere un racconto del terrore, disegnare una storia, registrare un file audio o dare libero sfogo alla tua creatività e fantasia? Sederti intorno al fuoco la Notte di Halloween con me e tutti i miei amici per far scorrere qualche brivido e soprattutto risate? Clicca qui e vedi come partecipare. Ti stiamo aspettando! (scade questo Venerdìììììììììììììììììììì!!!!!!!!!!!!!!!) 

Cocktail Halloween Fichi


Uhm l’idea del cocktail per me non ha mai priorità e per questo vengo sempre un po’ ripresa dal Nippotorinese. A differenza di carnepesceuovaformaggio in cui, pur non essendo le mie priorità, ugualmente mi cimento per la sua sopravvivenza. Mi ricorda altresì che anche i drink fanno parte di questa. Solo che per un astio vero e proprio nei confronti dell’alcool finisco per sfogliare roba analcolica. L’algido nordico sostiene che meglio nulla in quel caso. Giammai l’analcolico! (devo rinchiuderlo e curarlo? fortuna che beve davvero pochissimo. Non per i miei standard dove il parametro “pochissimo” è una birra ogni due anni. Per gli standard umani intendo quindi due-tre birre a settimana al massimo o qualche buon calice di vino a cena ma non tutte le sere. L’abitudine è vizio e il vizio è prigione *disse annuendo fino allo sfinimento).

Per Halloween quindi un’altra idea supervelocissima è deliziare se stessi, bimbi e adulti con intrugli sbevacchiosi inventando nomi adatti alla circostanza (senza esagerare perché altrimenti passa pure la voglia, santapizzetta).

Liquido di verme con tocchetti putridi di frutta marcia significa non esagerare, per esempio (cosastodicendo?).

Si può spaziare, a discrezione del fruitore, dall’analcolico all’alcolico sino ad arrivare a intriganti mix. Sangrie analcoliche (cosa??????????? sì. Sangrie analcoliche e allora? Esiste pure un popolo di astemi di cui io sono Regina, tiè) con soda e frutta o mischiata ad aranciata fresca, limonata o perché no chinottata? (magari con il chinotto andiamo solo di agrumi-lime-limone-mandarino-arancia che con i fichi il chinotto FORSE non sta bene. Ma faccio provare a qualche cavia e vi dico *disse fischiettando)

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