Cheesecake Tè Matcha e Pistacchi e poi uno Smoothie. Con Caterina


Di Caterina  e una nuvola di cioccolato tra risate e commozione ne ho parlato lo scorso anno qui. Adesso non mi resta che contare i giorni che ci separano e mangiare Tortellini di Cioccolato. Lei Pistacchi Salati. E’ una storia struggente la nostra.

Ingredienti per una teglia di 25 cm (anche 22 va bene) a cerniera

Base:

  • 350 grammi biscotti
  • 200 grammi di burro  sciolto al microonde o a bagnomaria (l’importante è che non cuocia)
  • 70-80 grammi di pistacchi tritati

Crema:

  • 250 grammi di formaggio cremoso fresco
  • 200 grammi di mascarpone
  • 2 cucchiaini di tè matcha (non due chili come noi)
  • 30 grammi di zucchero
  • 180 grammi di panna fresca liquida
  • 4 fogli di gelatina
  • 60 grammi di cioccolato bianco sciolto al microonde o a bagnomaria (l’importante è che non cuocia)

Metti in ammollo la gelatina con acqua ghiacciata. Con un mixer frulla i biscotti. In un recipiente raccogli i biscotti tritati, i pistacchi tritati e il burro fuso. Mescola per bene. Imburra la base della teglia e poi versa i biscotti sbriciolati nel fondo della teglia. Pressa con il dorso di un cucchiaio livellando per bene. Metti in frigo la base il tempo che prepari la crema. Nella planetaria metti il formaggio cremoso, mascarpone, zucchero, matcha, panna liquida e il cioccolato. Lavora per bene. Nel frattempo strizza la gelatina e mettila in un pentolino con un dito d’acqua fino a quando è sciolta. Togli dal fuoco la gelatina e lasciala raffreddare un po’. Versa la gelatina nella planetaria insieme al resto degli ingredienti e lavora ancora un altro po’. Versa poi la crema sulla base e lascia conservare in frigo per almeno 6-7 ore.

Puoi scegliere anche di sciogliere la gelatina nella panna con lo zucchero all’interno di un pentolino e poi versare dopo nella crema.

Cospargi di pistacchi, riccioli di cioccolato bianco o quello che preferisci di più.

Cheesecake al cioccolato (l’ennesima senza cottura)


 Ingredienti per una teglia di 22-24 centimetri

Per la base: 350 grammi di frollini al cioccolato (io la butto lì ma si potrebbe fare metà e metà: biscotti Oreo e frollini al cioccolato), 150 grammi di burro fuso

Per il ripieno: 200 grammi di formaggio spalmabile, 200 ml di panna fresca, 250 grammi di mascarpone, 200 grammi di cioccolato fondente a pezzi, 40 grammi di zucchero, 6 fogli di gelatina, 1 cucchiaino raso di zenzero in polvere (facoltativo. Puoi adoperare qualsiasi spezia: vaniglia, cannella o essenze)

Riduci in polvere i biscotti; sia con il mixer che chiusi in un sacchetto e colpiti da un mattarello poco importa. Fai fondere il burro nel microonde o nel pentolino senza raggiungere la cottura. Versa in un recipiente la polvere di biscotti e mischiala al burro fuso. Metti il composto come base nella tortiera imburrata e con il dorso del cucchiaio pressa per bene rendendo omogeneo tutto e risalendo lungo i bordi in modo che questa cheesecake risulti con le pareti laterali (coreografiche e pronte a raccogliere ancor meglio il delizioso ripieno). Metti la base in frigo mentre prepari il ripieno. Lascia in ammollo la gelatina in acqua ghiacciata e nel frattempo metti a sobbollire la panna in un pentolino piuttosto capiente. Quando si è scaldata strizza i fogli di gelatina e versali dentro la panna mescolando con cura e aspettando che si sciolgano al suo interno. Aggiungi i pezzi di cioccolato alla panna e lascia che si sciolgano girando per bene con un cucchiaio di legno. Lavora il formaggio spalmabile con il mascarpone, lo zucchero e lo zenzero aiutandoti con uno sbattitore elettrico fino a quando ottieni una deliziosa crema leggera e omogenea. Adesso che hai i due composti:

  • panna-cioccolato e gelatina
  • mascarpone-formaggio-zenzero

uniscili con cura incorporandoli delicatamente e girando fino a ottenere un composto liscio e vellutalo. Versa la crema sulla base dei biscotti e lascia raffreddare almeno cinque ore in frigorifero prima di servire.

 

Altre Cheesecake?

Appunti su una Cheesecake Perfetta

La Cheesecake Moykeil: all’acqua di rose con pistacchi e datteri


Ingredienti:

  • 300 grammi di biscotti secchi (speziati, meglio)
  • 50 grammi di mandorle tritate
  • 30 grammi di pistacchi tritati
  • 150 grammi di burro

Ripieno:

  • 250 grammi di mascarpone
  • 200 grammi di formaggio fresco cremoso
  • 400 grammi di latte condensato
  • 80 grammi di zucchero
  • 6 fogli di gelatina
  • 160 ml di panna leggermente montata
  • 80 ml di acqua di rose
  • qualche goccia di colorante alimentare rosa (facoltativo. Mi ricordava il  lokum)
  • 30 semi di cardamomo

Unisci i biscotti sbriciolati (nel sacchetto o nel robot) insieme alle mandorle e ai pistacchi. Unisci il burro sciolto a bagnomaria o nel microonde (senza farlo cuocere). Ottenuta la base per la cheesecake sistemala sul fondo della teglia a cerniera facendo pressione con il dorso di una forchetta. Puoi decidere se fare solo la base o anche le pareti laterali. Lascia riposare in frigo mentre prepari il ripieno.

Schiaccia i semi di cardamomo infilandoli in un sacchetto e colpendoli o adoperando un mortaio. Togli le parti più esterne e dure e tieni da parte i semini neri riducendoli ancora con colpi ben assestati. Adopera eventualmente un colino per filtrare maggiormente.

Ammolla i fogli di gelatina in acqua ghiacciata. In una ciotola capiente lavora il mascarpone, il formaggio cremoso e il latte condensato aiutandoti con le fruste elettriche. Aggiungi lo zucchero fino a ottenere un composto cremoso e leggero. In un pentolino scalda il latte condensato con l’acqua di rose e aggiungi la polvere di cardamomo. Fai cuocere a fuoco dolcissimo fino a quando si è ridotto di poco più della metà e poi lascialo raffreddare. Strizza i fogli di gelatina e aggiungili al latte condensato speziato. Una volta sciolti gira per bene e incorpora tutto alla base di formaggio aggiungendo se ti va qualche goccia di colorante rosa. Versa il ripieno sulla base che hai tolto dal frigo e se vuoi abbonda ancora con un altro po’ di polvere di pistacchi. Fai riposare in frigo per almeno quattro ore prima di servire, meglio se tutta la notte. Per la decorazione adopera cosa preferisci. I datteri, le mandorle e i pistacchi sono perfetti ma largo sfogo alla fantasia.

Non ricordo che anno fosse ma so che Moykeil lo conosco dai tempi di Faccia da Gioconda. Non ve ne è più traccia sul web semplicemente perché il tutto era ospitato sulla piattaforma, ormai offline, di Splinder. Fortuna vuole che ne abbia conservato i file perché semmai dovessi avere la fortuna immensa di star seduta davanti a quel famigerato “camino con i nipoti intorno” questi click saranno tra i ricordi più importanti (e certamente divertenti e sognanti) della mia esistenza. Si trattava di sostituire il proprio facciotto con quello della gioconda. Da quel momento non ci sono mai state tantissime interazioni tra di noi, ma una costanza senza tempo: sempre. Come accade con i bimbi che conosci all’asilo. Non te li dimentichi più. Fai giochi più complessi con altri alle elementari, poi le prime cotte alle medie e scorribande al liceo ma quando ti fermi. Solo un attimo. Pensi a quei momenti vissuti all’asilo. Di cui ricordi ben poco, ma non puoi fare a meno di pensare che fossero i più veri, delicati e belli. Guardando le foto di Moykeil è lapalissiano che si tratti di un artista e in diverse forme eccelle in tutte (poi oggi per linkare i diversi profili scopro il suo curriculum e per poco mi piglia un infarto. Ma ritornando al punto “amico dell’asilo” posso pure continuare ad avere un’interazione con lui come ho sempre fatto: ovvero delirante e sconclusionata ).

Quest’estate ha raccontato la mia Sicilia attraverso una sequenza di scatti commoventi (che si possono vedere sul profilo Instagram). La magia arriva ancor più quando si ha la possibilità di vedergli fermare il tempo nelle sue terre, nei suoi colori e tradizioni. E’ lì che proprio rimani abbagliato come se ti stesse arrivando contromano a velocità non troppo moderata qualcosa. Niente di pericoloso, eh. Solo una stella cometa, che sa di sogno, addosso.

Non incontro mai nessuno. Faccio sempre fatica. Sono timida. Insicura. Blablablabla ma quest’estate quando si è progettato di vederci durante le ultime tappe del suo Tour siculo, sarò onesta, mi sono detta che no. All’amico dell’asilo non si può proprio negare un abbraccio anche perché, confesso, l’avevo sempre desiderato in cuor mio. Poi uno spiacevolissimo contrattempo purtroppo ha dovuto farlo rientrare a Roma e si è posticipata la carrambata. Ero già lì tutta armata di prodotti siculi per accoglierlo quanto meno degnamente in Trinacria. Dal suo percorso visivo di viaggio avevo già intuito che con il cibo stava andando piuttosto bene e che come tutti i forestieri temeva che il fegato scoppiasse felice in preda agli spasmi di arancini, pane e panelle, granite e tutto il repertorio leggerissimo della cucina siciliana. Ho ancora il pacchetto che dovevo dargli qui (perché sono la solita ritardataria). Ho ancora quell’abbraccio qui. Ma nel frattempo, giusto perché non voglio commettere l’errore di trascurare gli amici che poi si ricordano davanti a quel famoso caminetto, volevo dedicare questa cheesecake a Mohamed.

Perché quando ho aperto l’acqua di rose e i datteri mi è arrivata quella stella addosso. Mi è venuto in mente lui, un’immagine di un gatto bianco peloso arrotolato nel lavandino e di papà che mi compra il quaderno sacro di Bodrum (che è poi dove comincia tutto questo) mentre mi racconta dei suoi viaggi e di tutte le meraviglie che solo il Medio Oriente porta con sé. Papà seduto su un tappeto a bere tè. Papà e io tra i mercatini delle spezie.

Come nelle magie. Come nelle fiabe. Di due bimbi diversi lontani, ma forse non troppo, che guardano la stessa luna con uno spirito infantile sognando in grande e che alla fine riusciranno a mangiare insieme una fetta di torta. Ricca e abbondante con una cospicua manciata di datteri e pistacchi.  Senza sapere chi sono veramente. Ma in fondo, esattamente sì.

 La Torta Moykeil è servita. Su un tappeto volante.

Cheesecake Cannolo – Orgoglio siculo mode on


Per la base:

  • 350 grammi di cialde di cannoli
  • 100 grammi di burro (e sono già esagerati. Valutate bene al tatto perché ricordo che le cialde sono già belle che fritte, ecco. Aggiungete il burro pian pianino e regolatevi. L’impasto deve essere sì umido ma non esageratamente)
  • 20 grammi di pistacchio tritato (anche un po’ di mandorle tostate leggermente salate ci starebbero bene)

Per il ripieno:

  • 500 grammi di ricotta di pecora freschissima
  • 300 ml di panna leggermente montata (con lo sbattitore elettrico. Non a neve mi raccomando. Giusto un minutino e più di giri di frusta)
  • 3 uova piuttosto grandi
  • 50 grammi di canditi
  • 230 grammi di zucchero semolato bianco (per far sì che si senta proprio scricchiolare sotto i denti ma non è che a velo o di canna vadano male, anzi)
  • la scorza di un limone non trattato grattugiata per benino senza la parte bianca amara
  • una manciata generosa di gocce di cioccolato fondente se piacciono per una decorazione finale ancora più ricca (in questa versione ho messo solo i canditi)

Riduci in polvere le cialde di cannoli; sia con il mixer che chiusi in un sacchetto e colpiti da un mattarello poco importa. Fai fondere il burro nel microonde o nel pentolino senza raggiungere la cottura. Versa in un recipiente la polvere delle cialde e mischiala al burro fuso. Aggiungi i pistacchi ridotti in polvere. Metti il composto come base nella tortiera (22 centimetri sono perfetti anche per fare i laterali) imburrata e con il dorso del cucchiaio pressa per bene rendendo omogeneo tutto e risalendo lungo i bordi in modo che questa cheesecake risulti con le pareti laterali (coreografiche e pronte a raccogliere ancor meglio il delizioso ripieno).

Lavora la ricotta di pecora con lo zucchero aiutandoti con uno sbattitore elettrico fino a renderla crema. Aggiungi poi con l’aiuto di una spatola la panna semi montata con movimenti dall’alto verso il basso. Aggiungi le uova una alla volta fino a ottenere un composto liscio. Unisci infine i canditi e le gocce di cioccolato se vuoi (o conservale per dopo quando le metterai in superficie). Versa il ripieno sulla base e inforna a 170 già caldo per 55 minuti circa finché la cheesecake non si sia completamente solidificata. Quando la sforni non preoccuparti se all’apparenza risulta essere ancora molto molle. Deve necessariamente solidificare. Devi farla raffreddare completamente senza muoverla troppo e poi metterla in frigo almeno quattro ore prima di toglierla dalla teglia a cerniera.

Servila e gioisci.

Ho fatto outing  ma non è che ce ne fosse  un gran bisogno perché l’avrebbe intuito anche il meno scaltro di tutti i tempi:  la Cheesecake è la mia ultima perversione in fatto di preparazioni culinarie. Guardando le cialde dei cannoli (che non compro mai, inciso, ma che stazionavano in dispensa non ricordo neanche io bene perché) è stato automatico e spontaneo pensare che sarebbero stati una base perfetta per una siculcheesecake goduriosissima. Del resto giammai se ne potrebbe fare un altro uso e imbottirli è impensabile. Meglio ustionarsi tutto il pomeriggio e avere due cialde quasi perfette (si fa per dire) che adoperare quelle confezionate (mamma dice che non le ha prese lei ma chi altri?). Questa è la prima versione (cotta perché ne seguirà una anche “cruda”) ergo in fase di sperimentazione. Risultato molto apprezzato ma si può fare sicuramente di meglio. La severissima giuria l’ha decretata di una generosità imbarazzante. Mamma ne è rimasta sconvolta e non fa che ripetere (oltre al “ma a Natale il Casatiello lo facciamo vero? Mica bisogna aspettare Pasqua!): quando la rifai quella cosa al cannolo buonissima?

La cheesecake da oggi e per sempre sarà: “quella cosa”. Quante cose vi sto insegnando, eh?

(per scrivere queste quattro righe ci sono stata solo: nove ore. Sono ancora immobile a letto ma non demordo. E francamente si deve pur partire ufficialmente con il Natale, no? E che ci faccio con le millemila ricette preparate per novembre? Avevo fatto tante di “quelle cose”!) 

(una battuta degna di overdose da Muscoril. Addio. Non ce la farò)

Altre versioni?

Una Cheesecake al Limone o una Meringa? Ma facciamo tutte e due, va


 Per la base:

  • 350 grammi di biscotti secchi
  • 150 grammi di burro

Lemon cheese: 1 limone, 100 grammi di zucchero, 50 grammi di burro, 1 uovo, un pizzico di sale : grattugia la scorza di un limone non trattato biologico. Spremi il succo e filtralo. Mescola il burro a temperatura ambiente con lo zucchero e il sale. In un pentolino a bagnomaria fai andare il burro con lo zucchero, l’uovo, il succo di limone e il pizzico di sale fino a quando non ottieni una cremina. Aggiungi eventualmente un pizzico di maizena ma senza esagerare.

Per il ripieno:

  • 300 grammi di formaggio cremoso
  • 250 grammi di mascarpone
  • 150 ml di panna
  • 100 grammi di zucchero
  • la scorza di due limoni non trattati biologici
  • 6 fogli di gelatina

Per la copertura di meringa:

  • 150 grammi di albumi
  • 3 albumi
  • 4-5 cucchiai di acqua

Riduci in polvere i biscotti; sia con il mixer che chiusi in un sacchetto e colpiti da un mattarello poco importa. Fai fondere il burro nel microonde o nel pentolino senza raggiungere la cottura. Versa in un recipiente la polvere di biscotti e mischiala al burro fuso e 3-4 generosi cucchai di lemon curd- lemon cheese. Metti il composto come base nella tortiera imburrata e con il dorso del cucchiaio pressa per bene rendendo omogeneo tutto e risalendo lungo i bordi in modo che questa cheesecake risulti con le pareti laterali (coreografiche e pronte a raccogliere ancor meglio il delizioso ripieno)

Ammolla la gelatina nei fogli di acqua. Lavora il formaggio, il mascarpone, la panna e lo zucchero in un recipiente fino a ottenere un composto chiaro e cremoso e poi unisci la scorza. In un pentolino metti 50 ml di acqua e il succo di limone e lascia che arrivi a ebollizione. Togli la gelatina dall’acqua e strizzala e uniscila poi al succo di limone nel pentolino fin quando tutti i fogli  saranno ben sciolti. Lascia raffreddare il succo di limone e aggiungilo al composto di formaggio. lavoralo un altro po’ e poi versalo sulla base che hai conservato in frigo. Lascia riposare la torta tutta la notte  e poi procedi alla meringata.

Scalda lo zucchero e l’acqua per ottenere lo sciroppo. Fai sciogliere lo zucchero nell’acqua e aspetta che raggiunga l’ebollizione. Monta a neve fermissima gli albumi e versa lo zucchero sciolto ancora caldo sempre continuando a montare e facendo attenzione agli schizzi ( come in tutte le preparazioni classiche delle meringhe  e dei macaron per capirci). Una volta raggiunto un composto setoso liscio e bianchissimo (lavora il tutto almeno 12-15 minuti) metti la crema in una sacca da pasticciere e forma dei ciuffetti piuttosto alti. Se possiedi il cannello ancora meglio altrimenti per qualche minuto adopera il grill (a 250-275)  del forno per fare dorare la superficie (30- 45 secondi massimo. Guardala! Quando si sta leggermente dorando tirala fuori immediatamente). Conserva per altre cinque sei ore prima di servire.

Sono stata tre giorni assente la settimana scorsa, ma sul web pesano come fossero settimane (per voi è stata una liberazione, lo ben so).Uno dei tanti motivi l’ho reso pubblico sulla mia pagina facebook (qui) in un momento che definirlo instabile dal punto di vista emotivo è poco. Dopo l’invio, non mi vergogno a dirlo, me ne sono pentita amaramente. Sensazione passata appena qualche secondo dopo  la vostra valanga di abbracci, solidarietà, incoraggiamenti è arrivata. Non mi sono del tutto ripresa, complice anche un incredibile colpo della strega che mi ha fatto trascorrere un lungo week end con le sembianze di Igor . Gobba? Quale Gobba? Strafatta di efferalgan, incerottata e urlante ho pero’ avuto modo di fermarmi forzatamente (quando nessuno mi guardava tentavo di far foto, aggirarandomi di soppiatto ma puntualmente venivo intercettata. Credo proprio che Koi sia una spia e che comunichi attraverso microfoni nascosti con il Nippo e la mamma monitorando ogni mia mossa. Mossa per altro a rallentatore accompagnata da urletti e lamenti).

Queste quarantotto ore di nullafacenza hanno fatto sì che potessi ciarlare allegramente con la mia Cri , organizzando un Natale scoppiettante e ricco di sorprese incredibili. La nostra Bibi, infatti, ha intenzione di far esplodere il web con tantissime mirabolanti novità ; mi ha altresì coinvolto in diversi progetti culinari che francamente non vedo l’ora di eseguire. Fossi anche piegata come la Strega di Biancaneve, nella casa allagata in orario extra ufficio (ergo la notte).

Di questa cheesecake meringata ho impresso ancora lo sguardo di chi l’ha mangiata; bene o male lo stesso. Si può riassumere sinteticamente in: occhi fuori dalle orbite. E’ piaciuta moltissimo per la freschezza e per quel contrasto acre e zuccheroso del limone e della meringa. Essendo scenografica nonostante la facilità dell’esecuzione e della composizione stessa, si presta a diventare  protagonista della tavola. Anche in particolar modo in quelle festive che ci accingiamo ad allestire.

Chiunque la preparerà deve tenersi ben pronto a ricevere una bella scorpacciata di complimenti (bramo una vesione con pupazzetti di neve sopra le nuvole di meringa).

Non mi ero mai appassionata così tanto alle cheesecake come ho avuto opportunità di sottolineare qualche giorno fa. Le ho nettamente rivalutate anche dal punto di vista estetico, che diciamocelo prima trovavo uhm. Un po’. Un po’ cheap, anche se non mi sovviene davvero il termine adatto. Ce ne sono diversi ma non tutti opportuni. Dovrei coniarlo. Lo metto in agenda.

Come se fosse un dolce veloce che fanno quelli che non sanno fare dolci . Come se fosse un finto dolce che volesse apparire di grande fattura. Come se fosse lo scimmiottamento di un’elaborazione. Come se. Devo coniarlo, lo prometto. Un abbaglio colossale, alla fine. E non sono una che in questi contesti cambia facilmente idea, per altro. E’ diventata una smania, adesso, la mia quella di voler provare qualsiasi variazione. Mi sono ritrovata a prendere appunti come una novella Dottor Frenkenstein delle creature ibride (e pericolose immagino) di  cheesecake plasmate a tiramisù e panna. Di Cheesecake in matrimonio con brownies marmorizzati. E di molto altro. Sarà che l’efferlgam 500 mg provochi allucinazioni?

E della Cheesecake tiramisù con una sorta di croque en bouche di macaron sopra posso parlarne?  Ho uno schizzo psicotico che è apparso sul mio quaderno di appunti mentre guardavo Uomini e Donne . Il trono over mi da sempre molta ispirazioni. Capita già da un po’ di tempo  che disegni torte. Immaginandomi pianeti di zucchero. E che poi mi metta in testa di trasformarli davvero sul piano da cucina.

Non essendo esperta di dolci. Non avendo competenza nel campo ed essendo francamente una che pasticcia alla meno peggio la vedo dura;  considerando poi che la Pasticceria sia la matematica della cucina ed io stia alla matematica come Uomini e Donne alla Cultura. Beh.

Ma l’importante è crederci. Volerlo. Quantomeno provarci. Perché alla fine provarci è anche un po’ riuscirci no?

Cheesecake con Nutella e Mandorle di Agnese (Food Therapy)


Ingredienti
Per il guscio
300 g di biscotti Digestive
80 g di burro fuso
un cucchiaio di miele
1/2 cucchiaino di cannella
1/2 cucchiaino di sale
Per la crema
400 g di robiola
300 g di ricotta passata al setaccio
40 g di yogurt greco naturale [va bene anche il classico intero bianco, ma usando quello greco rimarrà più compatto]
150 ml di panna fresca
200 g di zucchero di canna
4 uova grandi
un cucchiaio colmo di fecola/amido/maizena
i semi di mezzo baccello di vaniglia
Nutella q.b.
Cioccolato fondente q.b.
Nocciole q.b.
Piccole variazione dovute a problemi di reperibilità in casa:
350 biscotti e 100 grammi burro
250 grammi di philadelphia (al posto della robiola), 250 grammi di mascarpone (al posto della ricotta), 100 grammi di panna (al posto di 150)
al posto delle nocciole abbiamo adoperato le mandorle
Procedimento: polverizzate i biscotti e mescolateli al burro, al miele, alla cannella e al sale. Utilizzate la pasta ottenuta per foderate uno stampo (22 cm) e mettete in frigorifero.
Accendete il forno a 160°C.
Amalgamate i formaggi con lo yogurt, la panna, lo zucchero, la fecola setacciata, le uova leggermente sbattute e la cannella.
Riprendete lo stampo dal frigorifero e versate la crema di formaggi dentro al crust.
In un pentolino, fate fondere a fuoco timidissimo qualche generosa cucchiaiata di Nutella. Distribuite sulla superficie del cheesecake, cercando di creare delle striature muovendo il cucchiaio [aiutatevi anche con un coltello], senza però mescolare totalmente i due composti.
Infornate per 55 minuti.Una volta rappreso [il tempo può variare da forno a forno], lasciate il dolce all’interno del forno spento [tenete uno spiraglio aperto con il manico di un cucchiaio di legno, o qualcosa di simile] fino a completo raffreddamento.
Mettete il cheesecake freddo in frigorifero, e ignoratelo come voleste farlo ingelosire. Poco prima di servirlo, circa una mezz’ora [o un paio d’ore, se volete che il cioccolato si solidifichi], sciogliete il cioccolato a bagno maria [o altro metodo a voi più congeniale] e usatelo per ricoprire il dolce. Tritate grossolanamente una manciata di tonde nocciole e distribuitela sul cheesecake.

Continuo a diventar matta con la storia di “La Cheesecake” o “Il Cheesecake”. A me viene spontaneo dire la. Poi leggo Agnese che scrive il. E solo un chilo di mandorle tostate e salate potrà, forse, salvarmi da tutto questo. Che sia il o la questa preparazione ha mandato al manicomio pazzi di gioia una discreta mandria di individui che continuano ad urlare ANCORA a gran voce. In tempi non sospetti epitetavo sulla mia pagina Facebook Agnese Negrini di Food Therapy come la regina indiscussa delle Cheesecake, proprio perché tra le molte cheesecake che ho fatto questa e un’altra che mostrerò (senza nessun tipo di variazione) sono state in assoluto tra le più idolatrate. In questi giorni pubblicherò preparazioni culinarie goduriosissime di tal tipo (Cheesecake Cannolo in arrivo e pure quella con Datteri e Acqua di Rose, che me l’hanno richiesta in tantissimi dopo averla vista su Instagram) prima di qualche settimana dedicata completamente al cibo leggero, ipocalorico e se vogliamo per certi versi dall’emblematico titolo (che aborro) “dietetico”. Questo perché prima di Natale una sorta di hashtag #primadimagnarmiottochilidipanettonefacciotregiornididietamisa vorrei proprio farlo partire. E’ un’idea brutta per caso?

Il grazie alla bionda riccia più bella della rete e non, che prima o poi dirà a noi comuni mortali come avere una capigliatura indimenticabile come la sua, e che la Cheesecake sia con voi (qui si progetta una versione RAW e Vegan Gluten Free insieme a Ombretta capace di racchiudere tutte le nostre piccolissime e non per nulla antipatiche esigenze).

(che diciamocelo dovremmo magnarci una fetta di questa e farla finita. OH!)

 

Altre Cheesecake?

Appunti su una Cheesecake Perfetta

 

La Cheesecake con i Bounty Patrimonio dell’Umanità


Per una teglia di 24 centimetri

Per la base: 20 grammi di cocco disidratato, 350 grammi di biscotti secchi, 150 grammi di burro

Per il ripieno: 400 grammi di latte condensato, 250 grammi di mascarpone, 200 ml di panna, 200 grammi di formaggio fresco spalmabile, 3 uova grandi, 4 mini Bounty (120 grammi circa)

Per le decorazioni: 3 mini Bounty (90 grammi circa)

Riduci in polvere i biscotti, sia con il mixer che chiusi in un sacchetto e colpiti da un mattarello poco importa. Fai fondere il burro nel microonde o nel pentolino senza raggiungere la cottura. Versa in un recipiente la polvere di biscotti e mischiala al burro fuso. Poi il cocco disidratato. Metti il composto come base nella tortiera imburrata e con il dorso del cucchiaio pressa per bene rendendo omogeneo tutto e risalendo lungo i bordi in modo che questa cheesecake risulti con le pareti laterali (coreografiche e pronte ad accogliere ancor meglio il delizioso ripieno. Non è un passaggio obbligato).

Lavora il formaggio con il mascarpone, il latte condensato e la panna. Aggiungi le uova una alla volta fino a ottenere un composto liscio. Unisci i Bounty tagliati a pezzetti piccoli e gira per bene in modo che il composto risulti omogeneo su tutta la superficie della torta. Versa il ripieno sulla base e inforna a 170 già caldo per 10 minuti. Tira fuori la cheesecake e aggiungi gli altri tre mini Bounty, magari questa volta seguendo un disegno visivo coreografico. Poggiali su quella leggera pellicola che si è formata in superficie. Inforna adesso nuovamente per 45 minuti finché la cheesecake non si sia completamente solidificata. Quando la sforni non preoccuparti se all’apparenza risulta essere ancora molto molle. Deve necessariamente solidificare. Devi farla raffreddare completamente senza muoverla troppo e poi metterla in frigo almeno quattro ore prima di toglierla dalla teglia a cerniera. Se riposa tutta la notte meglio ancora.

Ieri l’Halloween Party tra pochi intimi-trentina di meraviglie, famiglia e amici strettissimi, è andato molto meglio delle più incredibili aspettative. La notte prima, dopo essere stata massacrata in ufficio e non essermi persa d’animo andando avanti fino alle tre del mattino, avevo organizzato due-tre giochietti simil Pictionary ma in chiave horror e un piccolo Horror Quiz di trenta domande; quest’ultimo ha appassionato pure la nonna, addetta a suonare il pulsante (la stessa che credeva che Hitchcock fosse un’altra torta preparata da me). Altro che quiz televisivi! Con due euro e novantanove centesimi al Lidl mi sono infatti aggiudicata dei campanelli terrificanti perfetti per tal scopo. Non sono mancate le sane polemiche, gli applausi e le vittorie contestate. Cugini contro la nonna. Zie contro i nipoti. Amici contro amici e contro zii e contro me. E soprattutto contro il Notaio Nippotorinese che incurante di tutto quello che succedeva fagocitava patatine di zucca calde calde appena sfornate in ufficio, luogo che si è rivelato essere perfetto anche per ambientazioni sinistre. Per quanto riguarda me, mi sono riscoperta perfetta presentatrice e posso pure fare qualche sagra di verdure alle pendici dell’Etna. Batte dentro me un cuore da Showgirl.

Nonna indossava il cappello da strega continuando a dire che Alluulinn è divertente. Quaranta portate non erano così poche come tutti sostenevano (perché ho sempre ragione?) e io come da pronostico non sono riuscita a mettermi le ciglia finte (sulla palpebra superiore però ci riesco benissimo). Mi sono buttata un po’ di sangue finto in faccia e via. Ero vestita da me, che tanto nessun’altra inquietante figura mi avrebbe potuto superare. Ho scattato, ahimè, pochissime immagini ricordo. Faccio parte della fazione che se sei nel ruolo di Padrona di casa devi assolutamente occuparti degli invitati in toto. Devi servire, girare, versare bibite, ritirare i piatti e non fermarti nemmeno un minuto. Per questo motivo sarebbe stato molto più intelligente mettere delle ciabatte (cosa che ho fatto all’una di notte e ciao tanti saluti) invece che tacco dodici e calze color carne (orrende lo so, ma con le unghie lunghe che mi ritrovavo ne ho bucato sole quattro ed erano finite. Quelle con i cuoricini non era il caso. Quelle fosforescenti della Lidl misura L erano sicuramente una XS o io ci ho dato troppo sotto con le mandorle tostate e ho preso trenta chili senza accorgermene.Forse solo quindici, dai).

Tutto questo noioso preambolo da appunto di diario di una dodicenne per dire cosa? Che tra le quasi quaranta portate (ho scritto quasi solo per innescare un dubbio e farvi credere che non sono poi così incommensurabilmente pazza) tra i dolci figurava questa cheesecake. Le foto qui pubblicate appartengono a una delle prime prove che ho fatto. Ieri la torta in questione aveva sicuramente un aspetto più orrendo. Tripudio e Giubilo per questa preparazione. L’ennesima declinazione della Cheesecake con i Lion che ho proposto giusto qualche giorno fa nella versione cioccolatosa.

Piccolo inciso: la Bestia Bionda nazionale nel frattempo mi chiamava disperata perché la mia Cheesecake alla zucca non solidificava. Voleva fare ricadere la colpa su di me, povera tapina. La realtà è che da bionda naturale qual è non aveva scolato la zucca. Tzè.

L’idea di imbottirla di Bounty era venuta a Ombretta. Ci trovavamo al Lidl per fare una ricerca Inci (stiamo vedendo troppo youtube lo ammetto) in quanto eravamo venute a sapere che la marca Cien era reputata lodevole da un punto di vista ecobio (?chevordì?). Siamo entrate per un sapone liquido per le mani e siamo uscite con tre carrelli facendoci prendere giusto un attimino la mano. E il piede. E tutti gli organi interni.

L’idea del Bounty è vincente tanto quanto il Lion e anche se non mangio prodotti di tal tipo voglio confessare e urlare pubblicamente che il Bounty non lo batte nessuno e che semmai dovessi cambiare religione alimentare mi fionderei a capofitto sul pacco da tremila chili. Sento già la bocca impastata di cocco. Quanti ricordi! Ne mangiavo una quantità talmente vergognosa da non poter dire poi neanche ciao senza sembrare un arbre magique al cocco. A ben pensarci fumavo pure. Arbre magique cocco-nicotina. Corro a scrivere all’azienda. Si può ancora commercializzare. E’ un connubio perfetto e per nulla nauseabondo, no?

Altre Cheesecake?

Appunti su una Cheesecake Perfetta

La Cheesecake del Fantasma straimbottita di Gocce di Cioccolato Fondente



Per una teglia di 24 centimetri

Per la base:

  • 300 grammi di biscotti Digestive (o biscotti secchi- che rimangono più compatti e meno sbriciolosi)
  • 125 grammi di burro fuso sciolto
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di cannella

Per il ripieno: 400 grammi di latte condensato, 250 grammi di mascarpone, 200 ml di panna, 200 grammi di formaggio fresco spalmabile, 3 uova grandi, 200 grammi di cioccolato fondente a gocce (o tagliato a pezzetti).

Riduci in polvere i biscotti; sia con il mixer che chiusi in un sacchetto e colpiti da un mattarello poco importa. Fai fondere il burro nel microonde o nel pentolino senza raggiungere la cottura. Aggiungi la cannella e gira per bene. Versa in un recipiente la polvere di biscotti e mischiala al burro fuso.  Metti il composto come base nella tortiera imburrata e con il dorso del cucchiaio pressa per bene rendendo omogeneo il tutto e risalendo lungo i bordi in modo che questa cheesecake risulti con le pareti laterali (coreografiche e pronte a raccogliere ancor meglio il delizioso ripieno. Non è un passaggio obbligato).

Lavora il formaggio con il mascarpone, il latte condensato e la panna. Aggiungi le uova una alla volta fino a ottenere un composto liscio. Unisci le gocce di cioccolato e gira per bene in modo che il composto risulti omogeneo su tutta la superficie della torta. Versa il ripieno sulla base e inforna a 170 già caldo per 10 minuti. Tira fuori la cheesecake e aggiungi altre gocce di cioccolato decorative in superficie se vuoi (passaggio non obbligato). Inforna adesso nuovamente per 45 minuti finché la cheesecake non si sia completamente solidificata. Quando la sforni non preoccuparti se all’apparenza risulta essere ancora molto molle. Deve necessariamente solidificare. Devi farla raffreddare completamente senza muoverla troppo e poi metterla in frigo almeno quattro ore prima di toglierla dalla teglia a cerniera. Se riposa tutta la notte meglio ancora.

La Torta Fantasmino per eccellenza di questo stramaledetto 2014 che odio con tutte le mie forze e volontà (è un bell’inizio o sbaglio?) rimane lei con particolare sottolineatura anche della sorella gemella bicolor. Onestà però vuole che io dica una cosa arrivati a questo punto, ahimè. Tralasciando l’aspetto indiscutibilmente più accattivante della Ghost Cake che principalmente risiede in quegli occhioni dolci di cioccolato, come sapore questa di oggi è sicuramente più allettante. Trattasi di Cheesecake, fotocopia  di quella con i Lion (che trovi qui) tranne che per l’assenza di questi. Al posto dei pezzotti di Lion ci ritroviamo tra i denti gocce di fondente in quantità esagerata. Nulla toglie che voi possiate infilarci dentro pure qualche arto di parente, intesi. E’ praticamente una “cheesecake base” cotta al forno (di riuscita perfetta provata-riprovata-straprovata) che può essere farcita, addobbata, imbottita e resa pronta per l’esplosione con qualsivoglia leccornia (sta arrivando quella con i Bounty. Merito di Ombretta tra l’altro. Mica la amo a caso). Per renderla in tema Halloween non è che abbia fatto chissà quale incredibile lavoro. E’ bastato solo ritagliare con una formina da biscotto un po’ di pasta di zucchero bianca e fare occhi, boccuccia e classica scritta Boo con il cioccolato fondente.

L’intenzione era quella di riempire proprio la superficie come fosse un party esagerato di Fantasmi in preda a raptus di anca al ritmo di dance anni ottanta. Poi fortunatamente lo scarso tempo mi ha fermato. E mi sono risparmiata almeno un delirio.

(o forse no)

(provatela perché qui sono andati tutti in visibilio)

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta (mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’hashtag ci salverà!)

(videoricetta) Cheesecake alla zucca con mandorle e cannella



Per il ripieno:

  • 160 ml di panna fresca
  • 400 grammi di latte condensato
  • 400 grammi di purea di zucca
  • 120 grammi di zucchero
  • 250 grammi di mascarpone
  • 4 uova freschissime

Ripieno:

  • 50 grammi di mandorle tostate sbriciolate
  • 250 grammi di biscotti sbriciolati
  • 1 cucchiaino abbondante di cannella
  • 100 grammi di burro fuso  a bagnomaria o nel microonde ma senza che si cuocia

Lavora Mascarpone e zucchero. Aggiungi il latte condensato e poi la panna. Aggiungi la purea di zucca e metti da parte lo sbattitore elettrico per lasciar spazio alla frusta da pasticcere. Continua a lavorare e aggiungi le uova una alla volta. Per la base: riduci in polvere i biscotti e raccoglili in un recipiente insieme alla farina di mandorle, cannella e burro fuso. Con l’aiuto della mani e della spatola gira per bene fin quando i biscotti non si impregnino del grasso. Utilizza ovviamente una teglia a cerniera e metti i biscotti come base aiutandoti per pressarla ben benino con il dorso di un cucchiaio. Versa il ripieno e inforna per un’ora a 170 già caldo. Dovrebbe bastare il tempo ma se procedi per altri cinque minuti/dieci minuti non succede nulla. Non spaventarti se alla fine della cottura la cheesecake ti sembrerà molle. Deve completamente raffreddare e devono trascorrere almeno tre ore ( meglio se due in frigo) prima di essere servita. Magari accompagnata da qualche pezzotto di cioccolato fondente che non fa mai male.

Di Cheesecake alla zucca ne ho fatte diverse ( ne trovi una qui e una qui  con una vergognosa pseudo videoricetta prima dell’era 2.0); entrambe valide le ho riproposte e modificate decine di volte anche perché in questa dimora si idolatra la Zucca come una vera e propria divinità. Ci sono stata un bel po’ ma adesso anche mamma ne è vittima e il colesterolo cattivo ringrazia. Poi è scoppiata la Cheesecake mania per colpa di Stephen (che non è un amico mio americano – mepiacerebbeineffetti- ma trattasi del Re dell’Horror King) e tuppete: versione con latte condensato e panna. Leggerina, va (risate registrate, grazie regia!) . L’ho fatta in occasione della cena Benvenuto all’Autunno con la mia Famiglia, di cui ho scritto qualche impressione anche riguardo l’Autumn Table qui. E’ stato sorprendente vederla mangiare con gusto dal mio bellissimo ( e non esagero eh) zio Gabriele che nonostante abbia una idiosincrasia nei confronti dell’ortaggio arancione ha gustato con voracità sia questa versione dolce, che il pane con zucca e arancio ( di cui parlerò a breve durante la Settimana della Zucca) e pure nel primo piatto. E’ una Cheesecake perfetta come consistenza e sapore. Nonostante il latte condensato, la panna e il mascarpone non risulta affatto pesante ma piuttosto soffice ( a patto che se ne mangino porzioni adeguate). E’ quasi, posso asserire, una ricetta base perché capace di essere decorata-“condita” e declinata fino all’infinito. Nonostante la zucca poi, sia acquosa, e ce ne sia un bel po’ perché ho volutamente che sapesse di zucca, non è troppo umidiccia e mollacchiosa anzi tutt’altro.

Voglio provare a rifarla darle un tocco cioccolatoso potente; sia alla base che all’interno e magari ne approfitto per riproporre la sempiterna Cheesecake con la ragnatela. Da quando ho cominciato questo progettino in onore di Stephen King esclusivamente rivolto al Blog mi sono realmente appassionata a questa preparazione che non mi aveva mai incuriosito particolarmente; questo certamente perché pur rimanendo “stabile” e fissa con le sue regole ferree di biscotti sbriciolati e burro più ripieno di formaggio incautamente avevo creduto che non avesse tutto questo trasformismo. Tutti i dolci e preparazioni in genere possono essere rielaborati pur mantenendo le stesse caratteristiche base ma non so perché la cheesecake la immaginavo noiosa. Nulla di personale poi per quanto ne riguarda il gusto essendo bandita per me sotto ogni punto di vista ( Cheesecake di tofu a parte che dovrei comunque rivedere su due o tre punti).

Questo per vaneggiare circa una mezza ideuccia che mi è venuta, parlandone proprio con Ombretta, riguardo le Cheesecake. Un progettino culinario carino e che non ho ancora visto in giro. Food Blog d ‘Oltreoceano compresi.  Occorre un po’ di tempo e qualche settimana di isolamento e forse che forse riesco a portarlo a termine (devo ancora cominciare e sono già al termine. Quando si dice l’ottimismo!).

Se stai cercando una cheesecake alla zucca che non ti deluda credo proprio che questa faccia al caso tuo. Non lo dico sempre, anzi, chi mi legge sa che ticchetto raramente questa frase auto-elogiativa ma su questa ci scommetterei. Ho anche un campione di quattordici persone pronte  a giurarci, e molti altri che continuano a chiedermi: quando la rifai?

Dal video si vede poi quanto realmente poco ci voglia a prepararla.Semmai dovessi provarla e avessi voglia di farmelo sapere ( rendendomi felice, inciso) dimmelo anche con un hashtag (perché ripeto che su instagram ho scoperto essere l’unico modo per non perdermi tra le notifiche: #maghettastreghetta tutto l’anno ma visto il periodo anche #halloweenconmaghetta e #halloweenwithmaghetta che ho fatto per i miei amici oltreoceano).

E che la Zucca sia con noi!

  • Se hai deciso di farne una e vuoi farmela vedere ti prego non taggarmi perché mi perdo tra le notifiche. Usa l’hashtag #halloweenconmaghetta oppure #halloweenwithmaghetta ( mi spiace sempre tantissimo non potervi parlare, ringraziare e vedere le vostre meraviglie. A mie spese ho imparato dopo anni che l’hashtag è l’unica soluzione. L’Hashtag ci salverà!)

Appunti in cucina di una Cheesecake: Occorrenti e ingredienti


E’ lunedì e non ho assssssssssssssssolutamente voglia di fare nulla se non parlare straparlare e riparlare di Cheesecake e di OmbrellaOmbrettaOmbrellaOmbretta ovviamente (c’è uno psichiatra in sala? ce ne sono due che forse è meglio?). Fervono i preparativi per gli articoli Halloweenerecci e sinceramente dopo anni di onorata (?) carriera vorrei un po’ mettere da parte le ricette/foto fini a se stesse e dedicarmi al Canale Youtube e cominciare progetti principalmente visivi (poi con calma diventerò una Guru del Make up, ovviamente. Ho tutte le competenze del resto). Per quello che ho in mente (già da anni: sottotitolo) occorre il tempo che non ho, la pazienza che mi ha abbandonato, un po’ di serenità uditiva che continuo a non avere per via delle varie compilation dei muratori (ma giurano che: stiamo finendo) ed elementi che ripeto insopportabilmente ormai da un anno e mezzo. Nonostante questo l’ottimismo non mi abbandona tanto quanto la perseveranza e continuo a credere che sì. Ce la posso fare. Avojachecelafaccio.

No dai non ce la faccio.

(facciamo tre psichiatri e non se ne parla più?)

Il Compleanno di Stephen King


Cliccando sulle varie immagini si accederà alle ricette e contenuti.

Sul mio libro “Le Ricette di Maghetta Streghetta” all’interno del Calendario Matto a pagina 112 il 21 Settembre si celebra guarda un po’ il compleanno di Stephen King (è stata la prima fumettoricetta che ho disegnato e fatto vedere a mamma, papà e Nippotorinese). E non è stato un caso ma un’iniziazione e che sia finita poi a pagina 112 nonostante i mille cambiamenti beh. E che la stanza 237 come somma faccia 12 beh. Beh insomma. Knödel di patate in coppa di sale con Ketchup fatto in casa. Nella ricetta spiego come realizzare quell’adorabile coppa di sale dove sono contenuti i Knödel. Niente di più facile e scenografico. Dovrei fare Quello che le foto non dicono anche con tutte le foto-illustrazioni del mio Libro perché all’interno sono celati segreti e messaggi. Solo per chi li sa leggere ma qualche mistero in fondo può essere svelato. Altri scoperti. Altri tenuti opportunamente nascosti.

Un Augurio speciale a Stephen King. Perché non sarò la sua più grande fan ma devo a lui sicuramente: l’iniziazione di tutto.

Voglia di altre Cheesecake? A seguire idee gluten free, senza lattosio, versioni fredde, calde, classiche, bizzarre e non è finita qui.

Cheesecake al Cioccolato e Zenzero – Misery non deve morire


 Ingredienti per una teglia di 24 centimetri

Per la base: 350 grammi di frollini al cioccolato (io la butto lì ma si potrebbe fare metà e metà: biscotti Oreo e frollini al cioccolato), 150 grammi di burro fuso

Per il ripieno: 200 grammi di formaggio spalmabile, 200 ml di panna fresca, 250 grammi di mascarpone, 200 grammi di cioccolato fondente a pezzi, 40 grammi di zucchero, 6 fogli di gelatina, 1 cucchiaino raso di zenzero in polvere

Riduci in polvere i biscotti; sia con il mixer che chiusi in un sacchetto e colpiti da un mattarello poco importa. Fai fondere il burro nel microonde o nel pentolino senza raggiungere la cottura. Versa in un recipiente la polvere di biscotti e mischiala al burro fuso. Metti il composto come base nella tortiera imburrata e con il dorso del cucchiaio pressa per bene rendendo omogeneo tutto e risalendo lungo i bordi in modo che questa cheesecake risulti con le pareti laterali (coreografiche e pronte a raccogliere ancor meglio il delizioso ripieno). Metti la base in frigo mentre prepari il ripieno. Lascia in ammollo la gelatina in acqua ghiacciata e nel frattempo metti a sobbollire la panna in un pentolino piuttosto capiente. Quando si è scaldata strizza i fogli di gelatina e versali dentro la panna mescolando con cura e aspettando che si sciolgano al suo interno. Aggiungi i pezzi di cioccolato alla panna e lascia che si sciolgano girando per bene con un cucchiaio di legno. Lavora il formaggio spalmabile con il mascarpone, lo zucchero e lo zenzero aiutandoti con uno sbattitore elettrico fino a quando ottieni una deliziosa crema leggera e omogenea. Adesso che hai i due composti:

panna-cioccolato e gelatina

mascarpone-formaggio-zenzero

uniscili con cura incorporandoli delicatamente e girando fino a ottenere un composto liscio e vellutalo. Versa la crema sulla base dei biscotti e lascia raffreddare almeno cinque ore in frigorifero prima di servire.

La migliore Cheesecake al Cioccolato rimane quella coulant che è poi finita nel mio libro e che comunque se ti fa piacere riesumo volentieri attraverso questo link. Ho visto giusto qualche giorno fa sulla Pagina Facebook che continua a essere gettonatissima e che è stata scelta ancora una volta per una festa di compleanno. Non è inutile affatto ribadire che la cosa mi lusinghi ed emozioni come se fosse sempre la prima volta. Entrare a far parte di eventi importanti, come può essere una ricorrenza di tal genere, è innegabile che mi faccia sentire felice. Questa versione altrettanto cioccolatosa che potrebbe rievocare per certi versi pure la Chocolate Pie diventata poi la Torta Caterina, ha quella punta di aspro  che allevia la leziosità dell’eccessivo cioccolato grazie allo zenzero. Non si inforna come quella di ieri con i Lion ma è fredda come quella al cocco (e così abbiamo pure messo i link alle due precedenti cheesecake dedicate a Stephen King e al suo compleanno che ricorre domani. Tutto questo, qualora capitassi qui per caso, fa parte di una piccola Rubrichetta chiamata “Cheesecake all’Overlook” e che anniversario a parte continuerà in vista di Halloween).
Io comunque consiglio sempre di farsi un bel giro da Agnese che rimane indiscutibilmente la regina delle Cheesecake (io ho in programma queste e tanto altro, giusto per dire). Amen.

Va bene graziagiuliaiaigikitchemaghettaocometichiami falla breve e dicci perché la Cheesecake al Cioccolato e Misery non deve morire (vi sento). Perché è la scena clou che racchiude le paure. Anche qui Stephen King analizza le proprie paure attraverso un simbolismo esaltando in principal modo quel “bigottismo” tipico nei comportamenti delle persone religiose, quasi al limite del fanatico (Annie Wilkes rimanda chiaramente a figure stereotipate tipiche di King come quella della mamma di Carrie, che vorrei prendere in esame in un altro momento). Lo scrittore nella sua autobiografia ufficiale sostiene che Misery, come altri romanzi, è stato scritto sotto l’abuso di cocaina e alcool, di cui non è un segreto è stato prigioniero per molti anni. La trama di Misery non deve morire pare che fosse un sogno fatto in un volo per l’Inghilterra nei primi anni Ottanta dove uno scrittore veniva segregato dalla sua fan numero uno, scuoiato per far sì che la pelle servisse a rilegare il libro e dato in pasto ai maiali. Ho letto molto riguardo al fatto che tanti fan si siano sentiti offesi dalla trama di Misery, interpretandola come un atto quasi “di accusa” nei confronti di un affetto sincero. Nonostante King abbia più volte ribadito (pare pure la moglie Tabitha in via ufficiale e in difesa del marito) che la metafora della Wilkes fosse al contrario un omaggio, rimane un malcontento non troppo celato.

Annie Wilkes si rifugia nella figura di Misery trasmigrando la sua stessa esistenza tra le righe di una vita puramente inventata. Confondendo realtà e finzione, innamorandosi poi del creatore al quale ovviamente vuole impedire di ritrovarsi morta piuttosto che felice e abbracciata con un figlio. Per Annie riscrivere Misery è un po’ farlo con la propria vita. Redimersi dagli errori e orrori commessi, in una conversione fisica e mistica come una sorta di ascensione. I romanzi di King e le trasposizioni su schermo sono anche questo e non rimane dell’insulso orrore fine a se stesso. Ci sono giri psicologici, ricordi e paure che si mischiano in cerca di una soluzione che molte volte non arriva. Perché non sempre c’è (evviva il cielo) un lieto fine.

Il fatto che manchi la N nella macchina da scrivere è l’ennesimo ricordo che King regala ai propri fan(atici) in quanto era assente nella sua stessa macchina quando cominciò a ticchettare le  prime volte. A me piace molto sapere questi particolari e altri e altri ancora. King ha moltissimi dettagli di questo tipo e tante letture. A secondo dell’attenzione e della distrazione proverai per lui quel senso di “appartenenza” o meno. Sarai un po’ Misery o meno.

Ho riguardato Misery non deve morire qualche giorno fa proprio per essere ispirata per qualche torta. Non avrei avuto modo di rileggere il libro perché purtroppo ho sempre poco tempo per questa attività. Me ne vergogno profondamente ma non è il periodo giusto. Mi lancio in audiolibri in modo da far altro nel frattempo e cerco di ottimizzare quello che continua a sfuggirmi prepotentemente per tutti i progetti che ho e che DEVO portare a termine per la mia poca sanità mentale. Allora l’ho riguardato a cena mentre il Nippotorinese e Mamma mangiavano melanzane e feta e io con la cuffietta da brava asociale nel telefonino ricordavo la prima volta che l’ho visto. Un po’ di angoscia sul fatto che fossi adolescente è venuta, sì. C’è molto cibo. Ci sono le uova strapazzate alla Wilkes e pure una sorta di zuppa al pomodoro. C’è pure un delizioso polpettone ampiamente descritto dalla Wilkes che mi sono ripromessa di rifare. Con pomodori freschi e con il suo segreto: il prosciutto ma.

E alla fine arriva la torta al cioccolato. A onor del vero credo proprio che non sia una cheesecake ma ci somiglia e anche tanto. C’è una base sicuramente di frolla e poi una bella copertura generosa di cioccolato. E c’è lei che ritorna dopo essere morta. A ricordargli che un vero incubo mai finisce ma rivive in un perpetuo sempre.

“Sono la sua più grande ammiratrice”