Nano di cioccolato



Questa formina me l’ha regalato il Nippo, insieme ad altri sorprendenti regali, la notte della Vigilia di Natale del 2013 (che pare essere passata un’era geologica). Non l’avevo mai adoperata nonostante volessi farlo la notte stessa senza attendere un minuto in più. In quell’occasione avevo ricevuto anche dei Nanetti di cioccolato dalla mia bellissima cognatina, libri nanosi e molto altro sempre sul genere. Un bottino nanoso di tutto rispetto, insomma. Questo però mi aveva proprio colpito (più del piccolo Nano luminoso con le fibre ottiche che onestamente rimane tra i pezzi più incredibili della mia, ormai copiosa, collezione). Il tempo poi è volato e solo nelle “vacanze” (molto virgolettato) di Natale ho potuto provare questo incredibile stampo. Ho dovuto attendere un anno (non è vero dai. Me ne ero ovviamente dimenticata).

Il Nippotorinese, cacciatore di nani in tutto il mondo, l’ha scovato su Amazon UK (o America? Non se lo ricorda nemmeno lui). Non può andare in forno ma grazie a potenti amicizie forse sarò in grado, grazie a questo medesimo stampo, di ricavarne una versione in silicone (il sogno di una vita, insomma). E’ semplicissimo. Un po’ la classica tecnica dell’uovo di pasqua. Due parti, tenute ferme da un’asticella. Non ho provato a spennellarle e poi farne una versione componibile vuota all’interno ma sono partita proprio con un bel malloppotto di cioccolato enorme. Per intenderci qui ce ne sono 750 grammi circa. Stupidamente non ho messo una mano o un metro di paragone ma vi assicuro che piccolo questo Nano non è, anzi tutt’altro. Essendo questa la prima volta e prova non ho strafatto. Solo sciolto la cioccolata, imbottito ben bene lo stampo, lasciato raffreddare e via.

Adesso che il sogno è diventato realtà ho in mente solo quelle 2934829348239482439 versioni. Mamma ha rotto il naso durante lo shooting e con la scusa se l’è mangiato senza neanche accertarsi che fossero prima fatte le foto, ergo se lo vedete un po’ poco dotato di setto nasale sappiate che come spesso accade la mia assistente non resiste.

Questi stampi diventano ottimi per un’idea regalo. Se ci si organizza per tempo potrebbero pure esserlo sia per la Pasqua che per il Natale. Per quanto mi riguarda, pensierini e periodi festivi a parte, ho deciso che qui la Statua di cioccolato del Nano da Giardino diventerà un’istituzione.

 

 



Brownies con crema soffice al burro d’arachidi di Maurizio Santin


per 25-30 Brownies

  • 145 grammi di cioccolato fondente al 70%
  • 260 grammi di burro morbido
  • 250 grammi di zucchero semolato
  • 150 grammi di farina 00
  • 140 grammi di noci sgusciate
  • 260 grammi di uova
  • vaniglia in polvere

Per la ganache:

  • 350 grammi di panna fresca
  • 50 grammi di cioccolato bianco
  • 20 grammi di burro d’arachidi

Sciogli a bagnomaria il cioccolato tritato grossolanamente insieme al burro. In una planetaria lavora uova, zucchero e vaniglia. Unisci il composto con il cioccolato fuso, leggermente raffreddato, insieme a quello di uova e zucchero lavorando costantemente con una spatola; incorporando con movimenti regolari dal centro verso l’esterno. Quando il composto è omogeneo aggiungi la farina setacciata e lavora per bene dal basso verso l’alto. Incorpora le noci. Cuoci a 170 già caldo per 35-45 minuti dipende dal forno. Se non adoperi il silicone ungi per bene la teglia con carta da forno e burro. Controlla la cottura con uno stecchino classico da spiedini. Infilalo dentro trascorso il tempo (sui 40 minuti circa). Se vien fuori asciutto vuol dire che è pronto altrimenti temporeggia qualche altro minuto ma non di più.

Per la ganache: Porta a ebollizione 150 grammi di panna. Metti in una ciotola resistente al calore il cioccolato bianco tritato e il burro d’arachidi e versa la panna calda. Mescola fino al completo scioglimento. Raffredda infine con la restante panna fredda. Lascia riposare in frigo 12 ore prima di utilizzarla. Monta la ganache con la planetaria prima di servire.

Sui brownies se hai scelto di fare la ganache metticene un ciuffo generoso servendoti magari di una sac à poche.

Cheesecake al cioccolato (l’ennesima senza cottura)


 Ingredienti per una teglia di 22-24 centimetri

Per la base: 350 grammi di frollini al cioccolato (io la butto lì ma si potrebbe fare metà e metà: biscotti Oreo e frollini al cioccolato), 150 grammi di burro fuso

Per il ripieno: 200 grammi di formaggio spalmabile, 200 ml di panna fresca, 250 grammi di mascarpone, 200 grammi di cioccolato fondente a pezzi, 40 grammi di zucchero, 6 fogli di gelatina, 1 cucchiaino raso di zenzero in polvere (facoltativo. Puoi adoperare qualsiasi spezia: vaniglia, cannella o essenze)

Riduci in polvere i biscotti; sia con il mixer che chiusi in un sacchetto e colpiti da un mattarello poco importa. Fai fondere il burro nel microonde o nel pentolino senza raggiungere la cottura. Versa in un recipiente la polvere di biscotti e mischiala al burro fuso. Metti il composto come base nella tortiera imburrata e con il dorso del cucchiaio pressa per bene rendendo omogeneo tutto e risalendo lungo i bordi in modo che questa cheesecake risulti con le pareti laterali (coreografiche e pronte a raccogliere ancor meglio il delizioso ripieno). Metti la base in frigo mentre prepari il ripieno. Lascia in ammollo la gelatina in acqua ghiacciata e nel frattempo metti a sobbollire la panna in un pentolino piuttosto capiente. Quando si è scaldata strizza i fogli di gelatina e versali dentro la panna mescolando con cura e aspettando che si sciolgano al suo interno. Aggiungi i pezzi di cioccolato alla panna e lascia che si sciolgano girando per bene con un cucchiaio di legno. Lavora il formaggio spalmabile con il mascarpone, lo zucchero e lo zenzero aiutandoti con uno sbattitore elettrico fino a quando ottieni una deliziosa crema leggera e omogenea. Adesso che hai i due composti:

  • panna-cioccolato e gelatina
  • mascarpone-formaggio-zenzero

uniscili con cura incorporandoli delicatamente e girando fino a ottenere un composto liscio e vellutalo. Versa la crema sulla base dei biscotti e lascia raffreddare almeno cinque ore in frigorifero prima di servire.

 

Altre Cheesecake?

Appunti su una Cheesecake Perfetta

Ghiacciolini di Riso e Cioccolato e una passeggiata con Valentina


  • 30 grammi di riso soffiato
  • 150 grammi di cioccolato bianco
  • 30 grammi di cioccolato fondente
  • Una noce di burro

Raccogli in un recipiente il riso soffiato. A bagnomaria (o nel microonde come preferisci) sciogli il cioccolato bianco. Versalo poi sul riso con una noce di burro che si scioglierà a contatto con il calore e amalgama per bene tutto. Sempre a bagnomaria (o nel microonde ma senza esagerare e far cuocere il cioccolato) sciogli il cioccolato fondente. Ho adoperato una formina in silicone adatta per i ghiaccioli o costruzioni culinarie di questo genere a stecco, ma se non la possiedi puoi fare delle palline, usare pirottini e dar sfogo alla tua creatività. In questo caso spennella la superficie della formina con il cioccolato fondente, versa il composto fino al riempimento del riso con il cioccolato bianco e conserva in frigo. Dopo averlo tirato fuori dal frigo resiste eccome, complici anche le temperature nordiche attuali.

L’idea è della splendida Valentina (Valefatina, sì!) di Brodo di Coccole. Spulciando questo contenitore di ricordi di questa anima bella se ne è parlato tanto. La prima cosa che mi viene in mente è una granita sotto la pioggia, degli orecchini a pulcino e un abbraccio intimidito e sincero. Una corsa e un taxi. Non so se effettivamente Valentina sappia quanto le voglia bene ma se fosse questa un’occasione per ribadirlo non la perderò. Confesso di averla corteggiata a lungo per una ricettina insieme. Il fatto è che sembra un po’ di farlo insieme quando i chilometri sono troppi per un appuntamento reale tra i fornelli. E’ una ricettina veloce, sfiziosissima e facile da preparare. Non ci sono proprio scuse! E’ uno di quei dolcetti a cui non si riesce a dir di no. Dai più grandi ai più piccini. Complice sicuramente la forma, dall’appeal indiscutibile, non passa inosservato neanche in un piccolo  buffet di dolcetti. L’opzione “da passeggio”, anche se si parla del tratto divano-dispensa della cucina, è intrigante e appetitosa. Dico solo che qui sono andate a ruba e che c’è già chi ne fa le più disparate versioni per domani, giorno in cui i bimbi riscuotono il bottino (solo i bimbi? uhm. Non credo. Ho già la calza appesa in attesa di essere riempita.Per sicurezza ho preso una calza dalla capienza di trenta litri).

Mamma da giorni continua a ripetere “Con i pop corn. Proviamo con i pop corn”(vi ho parlato sin troppo della sua ossessione nei confronti dei pop corn. Ecco). E’ già tanto che non voglia friggerli. Il problema adesso è che si è convinta di poter fare ghiacciolini di cioccolato con qualsiasi cosa trovi. E pure che vuole cucinare il Casatiello con Vale. Temo che le proporrà una versione dolce con pop corn FRITTA.

E un bacio va solo a te. Grazie Vale.

Vegan Nutella (no Cinzia, non te l’ ho spedita, lo giuro)


Versione Vegana (ne seguiranno altre con l’uso di burri “vegani”)

60 g di acqua
110 g di nocciole tostate senza pellicina
45 g di zucchero di canna
20 g di cacao amaro in polvere
10 g di olio
40 g di cioccolata fondente

 Versione con cioccolato fondente

  • 50 grammi di zucchero a velo
  • 80 grammi di nocciole
  • 10 grammi di cacao amaro in polvere
  • 80 grammi di latte intero
  • 180 grammi di cioccolato fondente tagliato a pezzettini
  • 60 grammi di olio di arachidi (si può anche non adoperare l’olio ma sicuramente non sarà una crema setosa, morbida e vellutata spalmabile)
  • (facoltativo: cannella, vaniglia, spezie)

Versione con cioccolato bianco:

  • 60 grammi di zucchero a velo
  • 70 grammi di nocciole tostate
  • 20 grammi di cacao amaro in polvere
  • 80 grammi di latte parzialmente scremato
  • 170 grammi di cioccolato bianco tagliato a pezzettini
  • 60 grammi di olio di arachidi (si può anche non adoperare l’olio ma sicuramente non sarà una crema setosa, morbida e vellutata spalmabile)
  • (facoltativo: cannella, vaniglia, spezie)

Riduci nel mixer in polvere le nocciole, il cacao amaro insieme allo zucchero e le spezie se hai scelto di adoperarle. Metti in un pentolino il latte e lascia che arrivi a ebollizione poi abbassa la fiamma. Aggiungi il cioccolato a pezzi e quando è sciolto unisci la polvere di nocciola con lo zucchero, il cacao e lo zucchero. Pian piano aggiungi l’olio (sempre a fuoco bassissimo) senza smettere di girare. La crema si addenserà per benino e quando vedi che è della consistenza giusta versala nel vasetto (opportunamente sterilizzato). Se hai il bimby butta tutto dentro e ciao (sono molto professionale, sì)

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Torta al Caffè Vergnano, Cioccolato e Cannella


  • 110 grammi di farina
  • 110 grammi di zucchero grezzo di canna
  • 10 grammi di cacao amaro in polvere
  • 1 pizzico di sale
  • 3 uova
  • 2 cucchiai abbondanti di caffè in polvere Vergnano
  • 1 cucchiaio di cannella
  • burro e farina per lo stampo

Monta le uova con lo zucchero e il pizzico di sale. Lavorale per bene con le fruste elettriche. Quando sono spumose aggiungi il cacao, il caffè e la farina setacciata. Poi la cannella  e lavora tutto dal basso verso l’alto con la spatola delicatamente e incorporando pian pianino. Adopera uno stampo da 20 centimetri circa che dovrebbe andare bene e cuoci a 180 già caldo per 30 minuti. Controlla con uno stecchino di legno. Se viene fuori asciutto lascia raffreddare per bene. Semplice sì ma gustosissima.

Copri con abbondante panna montata sul momento, se piace,  e scaglie del più eccezionale cioccolato fondente che conosci.

Regalare una Torta fatta con amore rimane uno dei gesti più incredibili quanto semplici sempre, ma in particolar modo durante le feste natalizie. Questa ricetta si presta benissimo anche ad essere realizzata in deliziose e piccole monoporzioni che adornate da pirottini, passamanerie e nastrini e confezionate rimane un’idea regalo deliziosa. Ringrazio Caffè Vergnano per avermi omaggiato di queste tre latte “Dillo con un caffè” per augurarmi Buone Feste e allietare le pause con parenti e amici.

Torta Vegana con Crema Vegana con Cioccolato Vegano per un Natale Vegano (la smetto, sì)


Per dieci persone:

  • 280 grammi di farina bianca (o integrale, meglio)
  • 60 grammi di cacao amaro in polvere
  • 230 grammi di zucchero di canna
  • 135 ml di olio vegetale
  • 1 bustina di 16 grammi di lievito per dolci
  • 350 ml di acqua tiepida (se ti piace la cannella lascia in infusione delle stecche per una notte)

Per la copertura e imbottitura:

  • 55 grammi di “burro” di soia o se la usi la margarina (clicca qui)
  • 50 ml di acqua
  • 250 grammi di zucchero a velo
  • vaniglia (o cannella se preferisci)
  • 30 grammi di cacao amaro in polvere setacciato

Setaccia la farina, il cacao e il lievito. Aggiungi lo zucchero, la vaniglia e gradualmente l’olio. Aggiungi l’acqua mescolando costantemente fino a quando l’impasto non è omogeneo e abbastanza denso. Versa il composto in una teglia unta con poco olio e inforna a 160 già caldo per 45 minuti circa. Lascia raffreddare la torta e  quando è passato il tempo tagliala per bene a metà con un coltello molto affilato e prestando attenzione a eseguire movimenti delicati.

Metti il burro vegetale che hai scelto e l’acqua in un pentolino e fai riscaldare a fuoco lento fino a quando tutto non sia amalgamato. Togli dal fuoco e aggiungi lo zucchero a velo e il cacao setacciato per bene. Sbatti con una frusta da pasticciere e aggiungi acqua bollente qualora fosse necessario per rendere tutto non troppo denso ma neanche troppo liquido. Spalma la crema sulla superficie del primo disco e poggia il secondo sopra. Procedi poi alla copertura nel modo che preferisci e la fantasia ti consiglia.Sopra puoi spolverare con nocciole, pistacchi, noci  o mandorle tritate.

Tra le torte vegane, e quindi senza derivati animali, più apprezzate ci sono sicuramente quella che ho composto con le perle di zucchero e quella per San Valentino (ma non dimentichiamoci neppure questa, eh). Senza girarci tanto intorno: la torta vegana ti piacerà a patto che le aspettative siano reali. Nel senso che un palato abituato alla roba industriale si ritroverà ad esprimere quasi per certo inadeguati commenti. E’ lapalissiano che una torta al cioccolato vegana non potrà mai essere una torta al cioccolato di Buddy Valastro con novemila chili di zucchero, nove uova per cento grammi e un bel panetto da ottocento grammi di burro (ma poi è uscito dal carcere per guida in stato di ebbrezza? La vogliamo finire ogni volta di farmi pigliare un coccolone? Credevo che si facesse solo di glassa, povera me ingenua). Una torta vegana non saprà mai di burro perché colpo di scena: il burro non c’è. Si sentirà a volte l’olio perché colpo di scena: l’olio c’è. Non sarà mai alta due metri e morbida come dieci piani di morbidezza perché colpo di scena: tutti questi incredibili grassi non ci sono. Lo so è stupefacente che io abbia ticchettato tutte queste incredibili rivelazioni in un sol colpo.

Mamma agli inizi mi guardava attonita e piegava anche un po’ il labbro inferiore in segno di disgusto. Le tremava pure la mascella quando cercava di deglutire in cerca di termini non troppo offensivi. Ma si ritornava sempre a quel punto. Come lo si voleva dire era sempre: una schifezza.Adesso volente o nolente ha il  palato più abituato a un gusto sicuramente più semplice rispetto a tutto quello che può essere confezionato. E la  situazione è cambiata.

La torta vegana non è per tutti quindi, ma solo per chi è conscio di quello che mangia giornalmente e ben conosce le differenze che esistono. E’ una questione di cultura gastronomica e nulla più. Che qui non si sono mai fatti proseliti sul veganesimo, non si è mai tentato di convincere nessuno e non si è neanche terrorizzato con dati, statistiche e allarmi vari. Ognuno mangia quel che vuole. Ognuno è quel che mangia. Nessuno giudica il piatto degli altri. Ma soprattutto né per moda né per costrizione si deve fare questa benedettissima torta vegana. Ci sono pure persone intolleranti e meno fortunate che non possono nonostante il proprio volere. Ed è sempre bello ricordarlo, no?

Vicino a casa mia (ma mi sa che lo avevo già detto solo che la vecchiaia avanza davvero e fra meno di un mese soffierò su quelle maledette candeline che mi avvicinano agli anta. Agli enta. Volevo scrivere enta) hanno aperto un delizioso biologico fornitissimo dove hanno burri vegetali di ogni sorta. Mi ritrovo ad avere in frigo anche il burro di cacao, che da brava psicopatica ignorante al massimo ho adoperato per metterlo sulle pieghe della labbra insanguinate che ogni anno mi si spaccano. Solo che Angelina Jolie con le labbra spaccate è la donna più bella dell’universo. Io una disperata abbandonata alla stazione di una città nordica con meno venti e neanche una sciarpa (ma perché questa immagine triste?). Mi ritrovo quindi ad avere a disposizione una moltitudine di burri vegetali diversi e sto pacioccando a più non posso (anche la sera quando distrutta dico “voglio morire a ics sul letto” e invece mi ritrovo con lo sbattitore in mano nella speranza di non vedere riflessa la mia figura neanche per sbaglio sulla finestra. Perché è un periodo che brillo per bruttezza inverosimile). Lo scorso anno mi ero ripromessa di fare molte più preparazioni vegane. Quest’anno vorrei non fosse utopia.

Mi piace pensare che siamo noi a cambiare. Che non ci sia staticità. Che si accetti la diversità. Che si conosca prima di giudicare. Vedere mamma mangiare una fetta abbondante di questa torta, proprio di gusto, sostenendo che “si capisce che è vegana” ma con una diversa consapevolezza e coscienza, a me ha fatto francamente emozionare. E’ una torta da provare e rielaborare in svariate forme (ne ho già fatta una versione con i pistacchi e una con le mandorle. Replicherò per la pubblicazione).

Curiosità (che piacciono tanto e ne sono felice):

  • L’alzata è la classica con coperchio Ikea
  • Il tagliatorte è un regalo di mamma
  • La tovaglietta fa parte del mio corredo ricamato da Nonna Grazia
  • Il nastrino che ho messo intorno all’alzata l’ho semplicemente preso in merceria
  • I gingillini Babbo Natale e Albero con gli stuzzicadenti sono di Party Pieces
  • La casetta è del reparto Coin Cucina
  • Il bimbotto è un addobbo di decenni fa, suppongo.

Cookies con gocce di cioccolato e zenzero per il tè (manca un mese al Natale, eh. L’ho detto)


Ingredienti per 20  biscotti

  • 240 grammi di farina
  • 175 grammi di burro
  • 40 grammi di zucchero a velo
  • 230 grammi di zucchero semolato bianco
  • 1 uovo
  • 1 tuorlo
  • 30 ml di latte intero
  • 260 grammi di gocce di cioccolato di ottima qualità oppure scaglie di cioccolato fondente se preferite
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • il solito pizzico di sale
  • una spolveratina di zenzero in polvere

Puoi lavorare con uno sbattitore o meglio ancora con un robot da cucina. Lavora il burro con lo zucchero a velo e quello semolato e ottieni un composto cremoso. Aggiungi il sale, l’uovo, il tuorlo e lo zenzero. Aggiungi poi la farina setacciata e il bicarbonato alternando con il latte e infine il cioccolato. L’impasto risulterà molto molle ma si ricompatterà nel frigo dove dovrà riposare almeno un’ora. Trascorso il tempo imburra per bene le teglie che andrai ad adoperare e forma delle piccole palline (circa venti in totale per questa grammatura) prestando ben attenzione a lasciare un gran bello spazietto tra un biscotto e l’altro. Non sottovalutare questo passaggio perché si ingrandiranno moltissimo come tutti i Cookies. Metti nel forno già caldo a 180 per 10 minuti circa fin quando diventano dorati e poi fai raffreddare su una griglia. Ti sembreranno molto molli e fragili ma lasciali raffreddare e noterai una deliziosa, al contrario delle aspettative, croccantezza.

Dei classici cookies deliziosi, sfornati diverse volte ma esattamente allo stesso modo, ne ho parlato fino allo sfinimento. Sarà perché sono così semplici e veloci da preparare ma anche incredibilmente apprezzati in ogni fascia d’età. La sostanza, chiaramente non cambia. Stessa preparazione e bene o male ingredienti; giusto qualche “connotato” di gusto diverso e basta più.  Perfetti da conservare nelle scatole di latta e per omaggiare persone speciali durante le feste. Perché poi ogni anno si ripete sempre la stessa identica cosa, come fosse un sermone: ma davvero c’è qualcosa di più bello di un regalo preparato e confezionato da noi? Anche quest’anno di regali golosi ce ne saranno un bel po’. Direi che non è affatto troppo presto per fare un piccolissimo punto della situazione. Rievocando i biscotti/torte in barattolo qui accanto, mi è proprio venuto in mente che anche questi Cookies sono perfetti e che  si possono conservare dentro uno scrigno con tanto di ricetta e indicazioni (si dovranno poi  aggiungere solo gli ingredienti liquidi come sempre).

L’idea dei biscotti e torte in barattolo, molto in voga sul web diversi anni fa, rimane una moda di cui appropriarsi e far diventare tradizione. Raramente ce ne si dimentica, anche perché la possibilità di variare il contenuto, il confezionamento e la compilazione creativa della ricetta in sé, ha proprio una componente della preparazione: divertente, economica e stupefacente. Con pochissimo denaro, ma molto divertimento e fantasia sfrenata si riesce a ottenere qualcosa che esula assolutamente da qualunquismo barra materialismo (e lo dice una che ha una parte  materialista molto più che sviluppata e non ha paura ad ammetterlo).

Facciamo un riassunto dei Cookies e dei biscotti di simile fattura?

Dando una veloce sbirciatina nell’archivio biscottoso mi è venuta una sincope di otto minuti. Un’apnea preoccupante. Urge piccolo riassunto Natalizio in fatto di biscotti. Ne avevo giusto dimenticato qualcuno. Solo 234234234 eh. Nulla di grave, come sempre.


Curiosità:

Le tazzine sono un regalo di Nonna Angela (che ultimamente mi sta omaggiando di pezzi davvero unici e importanti); appartengono a un servizio quasi del tutto scomparso tra cocci e tempo degli anni 50.

La tovaglietta è interamente ricamata da Nonna Grazia e fa parte del corredo incredibilmente prezioso che mi ha lasciato come ricordo. E amore.

Banoffee Chocolate. Non la Pie però ma la versione mignon


Per 15/16 (tratti da Tea Time di Csaba della Zorza)

La pasta: 230 grammi di farina, 40 grammi di zucchero a velo, 30 grammi di cacao amaro, 190 grammi di burro freddo, 1 tuorlo, 2 cucchiai di acqua ghiacciata

Crema: 60 grammi di burro, 50 grammi di zucchero di canna, 300 grammi di latte condensato, 30 grammi di cioccolato fondente, 2 cucchiai da tè di sciroppo d’acero

Copertura: 100 ml di panna fresca da montare, fette di banana, cacao amaro con un pizzico di cannella setacciata

Setaccia la farina, lo zucchero a velo e il cacao in un recipiente. Aggiungi il burro a pezzi e lavora con le mani o con un impastatore elettrico fino a ottenere la classica consistenza sbriciolosa. Aggiungi l’uovo e continua a impastare e infine l’acqua fredda. Ottenuta una palla liscia e omogenea avvolgi in pellicola e lascia riposare in frigo per almeno trenta minuti. Imburra stampi per mini muffin o quelli che possiedi (vanno benissimo anche le teglie piccoline monouso di alluminio. Io ho adoperato quelle, per capirci). Stendi la pasta brisèe con il mattarello infarinato e ritaglia dei cerchi con un bicchiere o un tagliabiscotti. Fodera gli stampi e bucherella il fondo con una forchetta. Mettili in freezer e nel frattempo accendi il forno. Quando è arrivato a temperatura, ovvero a 220, inforna per 12-15 minuti massimo. Togli dal forno e lascia fuori. Falli raffreddare e poi mettili in frigo dieci minuti prima di toglierli dalle formine. Prima di sformare la base infatti devi assicurarti che sia fredda perché potrebbe sbriciolarsi e rompersi. Puoi conservare tranquillamente queste basi in scatole di latta anche per due-tre giorni e poi riempirle al momento del tè con fette di banana e panna.

All’interno di questi deliziosi recipienti puoi mettere una crema al caramello e comporre poi così il dolcetto: pasta brisée al cacao-crema al caramello-fette di banana e panna montata con spolverata di cacao amaro e cannella.

Per preparare la crema metti il burro e lo zucchero in un pentolino. A fiamma bassa lascia sciogliere lentamente sempre mescolando fin quando lo zucchero non si è completamente fuso. Aggiungi il latte condensato continuando a mescolare per almeno 5-6 minuti e sempre tenendo la fiamma molto dolce. Togli dal fuoco e solo allora metti cioccolato e sciroppo d’acero. Mescola per bene ancora ottenendo così una deliziosa crema che puoi conservare in frigo a patto che tu l’avvolga nella pellicola e lasciandola un po’ a contatto con la crema stessa.


Dopo la Banana Chip cioccolato e i bicchierini con la crema al caramello, banana e cacao di ieri, potevano mancare i Chocolate Banoffee? E’ una torta inglese a base di banane, panna e caramello (o dulce de leche se proprio vi annoia prepararlo in casa; se ne trovano barattoloni ormai dappertutto) su una base di pasta al cioccolato ma anche biscotti sbriciolati e burro, proprio come nella classica preparazione della Cheesecake. Wikipedia ci illumina circa la paternità sostenendo che appartenga a Nigel Mackenzie e Ian Dowding, proprietario e chef di The Hungry Monk Restaurant a Jevington, nell’East Sussex (hanno sfidato chiunque ad avere una letteratura/scrittura precedente agli anni in cui sostengono di averla inventata. Vincendo perché mai nessuno è riuscito a smentirli). Pare che risalga al 1971 a seguito di un viaggio di Dowding quando scoprì che il latte condensato e conservato in scatola potesse essere trasformato in un delizioso e inebriante caramello. In poco tempo diventa simbolo del ristorante e di una vera e propria realtà ed epoca, tanto che tutti impazziscono per questa torta, perché originariamente si trattava proprio di una vera e propria Pie mentre adesso si trova un po’ in tutte le forme (anche in formato muffin, per dire). Si può chiamare Banoffi o Banoffee. In Inghilterra si trova ormai ovunque e pare (sempre grazie a Wikipedia che ci dona sapienza e chicche in un colpo solo) che sia tra i dolci preferiti della Thatcher. Divenuto ormai  parte della cultura gastronomica, questo dolce è entrato a buon diritto nella lingua inglese: qualsiasi dolce porti con sé il sapore della banana e del caramello è appunto epitetato Banoffee.

Volevo abbinare questi deliziosi, piccoli e goduriosi Banoffee in versione mignon a un Giallo, a esempio per un tè con Poirot; li avevo appositamente scelti così per questo motivo del resto. Inglesi, con tanto cioccolato e svergognatamente goduriosi con tutta quella panna. Monsieur Poirot ero sicura che avrebbe molto apprezzato tra un ragionamento e una deduzione. Ho dovuto ovviare per mancanza di tempo perché disegnare una qualsiasi fumettoricetta era impossibile (sono troppo presa dalle lucette, oh!) e quindi perché mai non proporli sotto l’albero e le lucette? Sono comunque dei dolci perfetti per le feste, no?  (c’è da capire quali non lo siano)

Bicchierini di caramello, banana fresca, panna montata e una ventata di cacao e cannella


Crema al caramello

60 grammi di burro, 50 grammi di zucchero, 300 grammi di latte condensato, 35 grammi di cioccolato fondente almeno al 55 per cento, 2 cucchiai abbondanti di sciroppo d’acero.

Mettere il burro e lo zucchero in un pentolino. A fiamma bassa lasciar sciogliere lentamente sempre mescolando fin quando lo zucchero non si è completamente fuso. Aggiungere il latte condensato continuando a mescolare per almeno 5-6 minuti e sempre tenendo la fiamma molto dolce. Togliere dal fuoco e solo allora mettere cioccolato e sciroppo d’acero. Mescolare per bene ancora ottenendo così una deliziosa crema che si può conservare in frigo a patto che venga avvolta nella pellicola a contatto con la crema stessa.

Composizione:

  • Metti nel fondo del bicchiere la crema
  • Taglia delle fettine di banana e poggiale sulla crema
  • Copri con abbondante panna montata a neve ferma
  • Spolvera con cacao e cannella in polvere ben amalgamate

E’ un dolce che chiaramente, per via degli ingredienti, deve essere composto sul momento.

Dei bicchierini che si rifanno alla crema al caramello pubblicata oggi, come accade ogni dì alle 12.12, insieme alla Banana Chip Chocolate Cake, smorzati dalla panna montata freschissima e da una bella soffiata di cacao amaro e cannella. Si possono scegliere anche spezie un po’ più “aggressive” che smorzano tutto questa leziosità; a gusto, insomma. E’ solo un’idea da cui attingere. In pieno spirito da “riciclo natalizio” (ricordate i bignè con il panettone?) ma anche per servire eventualmente un dolcetto alternativo quando rimane troppa crema, quando si ha poco tempo o semplicemente quando si ha voglia di affondare il cucchiaino perché di fan dei dolci al cucchiai è pieno il mondo. La crema-salsa al caramello è abbastanza pastosa e potrebbe risultare pesante; in questa versione però, che a ben guardare è la scomposizione della Banana Chip Chocolate Cake imbicchierata e imbellettata, la sensazione sarà totalmente opposta: leggerezza e incredibile gusto.