Il dolcino della Domenica su Runlovers


La Ricetta di questa settimana su Runlovers.it è la Torta dentro la Tazza al Microonde. Quanti anni sono che vi tedio, eh? Quanti? (A questo punto dovreste urlare che non ne avete mai abbastanza e che ne volete ancora, ancora e ancora. Giusto per aiutare una povera anziana in difficoltà CON LA FEBBRE. Non per altro) Volevo cominciare ad ammorbare tutti gli sportivi, adesso. E’ proprio una missione la mia. Sono così teneri e carini. Con le loro scarpette e magliettine fluorescenti. Sudati ma affascinanti. Sorridenti che ti salutano mentre zompettano con le cuffie alle orecchie. Io voglio vederli tutti ingrassare con la Torta dentro la Tazza (cosa sto dicendo?). Voglio vederli tutti ingrassare.

Così sembrerò più magra. Ha una sua logica tutto questo, no?

Se vi fa piacere continuare a leggere il mio delirio perché anche voi a masochismo state messi bene, dovete solo cliccare qui.

(Tanto non mi leggono gli sportivi qui. Possiamo prenderci gioco di loro e programmare la conquista definitiva del mondo *rideva malvagiamente con la testa indietro che manco la Carrà in comeèbellofarlamoredatriesteingiù mentre buttava giù medicinali a caso. Tranne psicofarmaci. Gli unici che potevano davvero aiutarla)

Segui Runlovers

I miei deliri su Runlovers?

I Video Riguardanti la Ricetta

Torta della Nonna all’Arancia per AIRC: Contro il Cancro io ci sono


Oggi 31 Gennaio in tutte le Piazze Italiane trovi le Arance della Salute (clicca qui per cercare la piazza a te più vicina). Puoi sempre donare tutto l’anno attraverso bonifico, paypal oppure diventando socio (cliccando qui ti renderai conto quanto facile sia). Su Facebook puoi seguire AIRC qui, ma pure su twitter e youtube. Lo scorso anno è stato il 24 Gennaio e per l’occasione ho postato 30 Ricette da fare con l’Arancia (sotto faccio un piccolo riepilogo con tutte le nuove ricette che contengono l’Arancia, sperando di non fare pasticci perché in archivio ne ho davvero tantissime).

Compriamone quante più possiamo. L’Arancia è un post it che però bisogna ricordare tutti gli altri 364 giorni. Uno spicchio dolce in mezzo a un agrumeto. Un momento in cui i grandissimi volontari mettono a nostra disposizione sorrisi, coraggio e tanto amore. 

AIRC attraverso il sole dei frutti ci ricorda quanto sia importante la salute, la gioia di vivere e allo stesso tempo quanto questo possa influire ed essere talvolta determinante per chi disgraziatamente è stato colpito dal Cancro. Si ammalano tutti quelli che stanno insieme agli eroi del nostro tempo. Si ammalano i fidanzati, le mogli, le sorelle, le amiche, il collega d’ufficio. Coinvolge le vite di tutti. Le distrugge e ne fa un uso dove è solo il mostro a essere padrone di tutto. Del tempo, delle relazioni e del futuro. Quindi della vita stessa. A me sembra ormai di vivere uno scherzo del destino continuo. Dopo la perdita di Massimo, Agata e del mio amato papà ancora una volta ha toccato le corde dei miei legami più profondi e sinceri basati sulla stima e affetto. Ancora una volta ha lanciato il sasso in questo oceano di dolore e un cerchio ha colpito, seppur marginalmente me. Per questo mi convinco sempre più che il tempo non esiste e che bisogna vivere e riempirsi di frazioni di secondi e ricordi. Non c’è più neanche l’adesso o l’oggi.

Le Arance vanno prese. Come simbolo. Ognuno di noi è responsabile, sì responsabile, della propria vita e di quella degli altri.

Questa torta l’ho fatta diverse volte in tantissime varianti. Qui piace molto ed è entrata a buon diritto a far parte delle ricette di casa. Ho deciso di farne una versione all’arancia per l’occasione. Ho pubblicato quella al Limone per una Pasqua e se ti fa piacere puoi trovare tutto qui.

Per 10 persone circa:

Per l’impasto:  300 grammi di farina 00, 130 grammi di zucchero semolato, 150 grammi di burro morbido a pezzetti, 1 uovo, 1 bustina di lievito in polvere per dolci (16 grammi), la buccia grattugiata di un’arancia non trattata biologica.

Per il ripieno: la buccia di due arance, 120 grammi di zucchero, 50 grammi di farina, 500 grammi di latte intero freschissimo, 2 uova, essenza di vaniglia.

Si prepara prima la pasta.

Nel Bimby: versa nel boccale la farina, lo zucchero, il burro, l’uovo, la scorza e il lievito e impasta per 20 secondi a velocità 5. Metti l’impasto in frigo per 30 minuti avvolto in pellicola.

Senza Bimby si fa come la frolla normale ovvero impastando tutti gli ingredienti pian piano, avendo cura di non adoperare il burro troppo freddo ma morbido, quasi a pomata. Stessa cosa. Pellicola e frigo.

Il ripieno

Con il Bimby: trita la buccia di limone per 5 secondi a velocità 8. Aggiungi farina, zucchero, latte, uova, vaniglia e cuoci a 90 gradi per sette minuti a velocità 4. Togli dal boccale e fai raffreddare.

Senza Bimby: in un pentolino metti il latte e la scorza grattugiata dell’arancia. A parte lavora uova e zucchero e aggiungi vaniglia. Metti nel latte. Aggiungi farina setacciata e gira con frusta da pasticcere a fuoco basso finché non si addensa.

Togli l’impasto dal frigo, poco importa se stai agendo con Bimby o senza Bimby adesso, e dividi l’impasto in due parti. Stendi. Imburra e infarina la teglia se non adoperi il silicone (questa è calcolata da 26 cm ma a me piace molto più stretta e alta. 20 cm direi). Versa la crema raffreddata e ricopri con altro foglio di pasta. Se ti piace aggiungi pinoli e zucchero dopo aver spennellato la superficie con latte. A 180 statico già caldo. Trenta-trentacinque minuti dovrebbero bastare.

Un’ultima cosa vorrei scriverla, senza alcun tono polemico. Lo scorso anno ho dovuto “fronteggiare” diversi punti di vista riguardo alla Ricerca; per carità condivisibili, comprensibili seppur diversi, sempre fatti in modo molto educato. Pare che una persona vegana/ animalista/ eticamente vicina al mondo animale/ sensibile e basta non possa sostenere la Ricerca. Mi sono persa molto in chiacchiere in quell’occasione (esattamente sulla mia pagina Facebook), seppur parli di un evento sporadico che possiamo riassumere in un commento. Ho riflettuto però a riguardo. Quelle parole mi sono rivenute in mente mentre ticchettavo a favore della Ricerca poco più su.

Mi rendo conto che ci sia un po’ di confusione. Non da parte mia, intendo.

Io non mi sono mai etichettata come vegana. Io ho sempre detto, così pour parler, di seguire una dieta vegana e tanto basta. Le motivazioni, chi mi segue le ha potute anche cogliere attraverso i miei racconti e ne ha capito il motivo o semplicemente se ne è fatto un idea e bon. Di certo ho più volte sottolineato quanto io sia un’anima libera. Da ogni etichetta, convenzione e scala gerarchica. Non appartengo proprio a nessuna “casta”. Per assurdo se dovessi indossare una pelliccia di certo non mi dovrei giustificare sul perché, considerato che non mangio neanche i derivati animali. Questo non significa che io sia a favore delle pellicce; sono quanto di più distante, a dirla tutta. Allo stesso tempo però, come valutavo diversi anni fa, mi siedo in poltrone di pelle, indosso scarpe di cuoio e pelle e via discorrendo. Dove voglio arrivare?

Si fanno tante chiacchiere e demagogia. Mio papà, stroncato da un tumore al pancreas, il più doloroso invasivo e lacerante che ti rende anoressico e ti fa morire tra le più atroci sofferenze che la morfina è acqua fresca, deve molto alla Ricerca. Diceva sempre che le chiacchiere sono chiacchiere. Contano i fatti. E’ un po’ come se io andassi davanti a una Chiesa e dicessi a tutti che invece di perder un’ora del loro tempo a cantare e fare tre preghiere sarebbe meglio che andassero ad aiutare sorelle e fratelli alla mensa dei poveri. Sciocchezze, no? Voglia di perder tempo, criticare gli altri, non guardare se stessi e tutto quel bel frullato di qualunquismo-populismo e sana quanto divertente idiozia.

Di fatto la Ricerca aiuta. Di fatto non mi devo giustificare. Ma proprio mai, nel totale rispetto delle mie idee e di quelle che ho nei confronti degli altri. Di fatto sostengo l’AIRC fortemente, essendone socia, contribuendo in minima parte perché è proprio una goccia di acqua in mezzo all’oceano, destinando il ricavato del mio Libro che se è stato finito con tanto dolore da me è solo stato per volontà di papà. Non mi vergogno affatto di sostenere la Ricerca. Non sono felice che siano gli animali talvolta ad avere la peggio. Basterebbe solo tacere a volte, farsi un giro al reparto oncologico e provare a pensare alle giornate interminabili di Chemio. Perché in quella sedia non è difficile che ci staremo anche noi. Io per prima.

La Ricerca è l’unica tutela e arma che abbiamo. Il resto sono tante chiacchiere e concedetemelo fortuna di essersi trovati raramente davanti alla vera sofferenza. Perché è facile parlare, anche troppo e a sproposito. Per quello si può aprire un blog, un canale youtube o prendere un microfono e fondare un degno concorrente di Scientology.

Ma fare i fatti è un’altra cosa. Io chiacchiero tanto ma incredibilmente faccio più fatti.

Ricette con L’Arancia ne abbiamo? 

Niente scuse. Se ne possono comprare chili e chili e fare un intero e incredibile Menu.

Torta al Caffè Vergnano, Cioccolato e Cannella


  • 110 grammi di farina
  • 110 grammi di zucchero grezzo di canna
  • 10 grammi di cacao amaro in polvere
  • 1 pizzico di sale
  • 3 uova
  • 2 cucchiai abbondanti di caffè in polvere Vergnano
  • 1 cucchiaio di cannella
  • burro e farina per lo stampo

Monta le uova con lo zucchero e il pizzico di sale. Lavorale per bene con le fruste elettriche. Quando sono spumose aggiungi il cacao, il caffè e la farina setacciata. Poi la cannella  e lavora tutto dal basso verso l’alto con la spatola delicatamente e incorporando pian pianino. Adopera uno stampo da 20 centimetri circa che dovrebbe andare bene e cuoci a 180 già caldo per 30 minuti. Controlla con uno stecchino di legno. Se viene fuori asciutto lascia raffreddare per bene. Semplice sì ma gustosissima.

Copri con abbondante panna montata sul momento, se piace,  e scaglie del più eccezionale cioccolato fondente che conosci.

Regalare una Torta fatta con amore rimane uno dei gesti più incredibili quanto semplici sempre, ma in particolar modo durante le feste natalizie. Questa ricetta si presta benissimo anche ad essere realizzata in deliziose e piccole monoporzioni che adornate da pirottini, passamanerie e nastrini e confezionate rimane un’idea regalo deliziosa. Ringrazio Caffè Vergnano per avermi omaggiato di queste tre latte “Dillo con un caffè” per augurarmi Buone Feste e allietare le pause con parenti e amici.