Fagioli Lima cotti con l’alga Konbu e serviti con Olio extra vergine d’oliva al limone


Ho fatto un ammollo di sedici ore e una cottura di un’ora e mezza. Per un’oretta circa ho lasciato l’alga konbu, poi eliminata, e ho servito con un ottimo extra vergine aromatizzando al limone con poco succo e scorza grattugiata. A me l’abbinamento limone-legume pare sempre vincente.

Provato mai ceci e limone? (anche il miele sarebbe perfetto nel caso. Mistura con limone, sì)

Continua a leggere

Cosa c’è nel mio carrello questa settimana


Dopo l’incredibile interesse che ha destato Cosa c’è nel mio carrello avevo intuito che forse era il caso di approfondire la cosa, più che altro perché in moltissimi mi avete scritto di continuare a parlare delle cosine che trovo in giro; accade soprattutto sul mio account instagram MIIICHEFAME in stretta correlazione a tutto quello che ormai concerne il Veg Life qui, tanto da diventare una sezione regina, e la Rubrica Mangiar S(tr)ano. Poi arriva la mia Flo (che ha un blog Vegan bellissimo che vi invito a seguire) che mi consiglia di far diventare un’abitudine questa passeggiata insieme dove io sono con un carrello in mano e voi sbirciate (a patto di non chiamare il servizio di igiene mentale, però). Nasce così quindi Cosa c’è nel mio carrello questa settimana, che sta un po’ per cosa ho in dispensa e se scopro/scovo/mi imbatto in prodotti piacevoli ma anche l’esatto contrario. Una sorta di  Haul (tremo solo all’idea di quello che in questo momento sta pensando Ombrella e rido fino a star male) con i prodotti che sono stati di mio gradimento e non. Come cavia o come affidabilità stiamo a zero e vorrei sottolinearlo sin dall’inizio. Non sono affatto una persona che generalmente ha gusti affini agli altri nella stragrande maggioranza dei casi. E’ corretto ribadirlo perché non mi sento affatto di farli passare come “consigli”, anzi tutt’altro. Una spassionata opinione pour parler e condividere, giusto per incuriosire nel caso, ma nulla di più. Se poi mai potessi essere in qualche modo d’aiuto ben venga. Oggi ticchetto su sei prodotti, non particolarmente entusiasmanti ma che hanno un quid significativo; semmai dovessi ricomprare qualcosa tra questi sarebbero senza ombra di dubbio: cracker di sesamo, crema di anacardi e Pain de Fleurs multicereali. Buoni anche quelli al grano saraceno come dirò poco più sotto ma se di cernita si tratta è questa.

E allora scopriamo cosa c’è questa settimana nel mio carrello?

(che è una buona scusa anche per me, che da brava maniaca ossessiva compro/mangio sempre le stesse cose in fondo. Chissà che in questa pseudo ricerca non impari anche io qualcosa di buono)

Acqua, ossigeno, calore e luce che fa germogliare i semi. Molte proteine, carboidrati e grassi (dovuti all’oleosità dei semi). I “cracker” di Canapa che dicono essere dal gusto delicato con il 2,5% di farina di canapa li ho trovati eccessivamente amari e di un gusto non particolarmente accattivante. Al contrario di quelli di sesamo, che pur dovendo essere leggermente piccanti, il cui sapore ho trovato buono e piacevole. Sono prodotti raw e naturalmente bio. Piccoli crackers interamente composti da semi di lino dorati, sesamo germogliato e grano saraceno. Un po’ di semi di papavero e sale. Le calorie (sono una stupida, credevo di aver conservato la confezione ma ahimè non è così. Li ricomprerò e farò la specifica della tabella nutrizionale) sono generose in quanto semi, ma diventano ottimi e salutari snack da tenere da parte per uno spuntino leggero e saziante (i semi infatti hanno questo incredibile potere di tamponare i morsi della fame egregiamente). Ne esiste anche una versione dolce con grano saraceno, fichi, uva passa e semi di lino che ho trovato deliziosa (436 Kcal per 100 grammi che è poi l’intera confezione). Un ottimo dolcetto con grassi 19,62 – fibre 10,22 – carboidrati 54,36 – proteine 10,53.

Continua a leggere

Smoothie di Carota, Mela e Arancia


Ho centrifugato due mele e due carote e ho spremuto a parte due arance. Ho messo un pizzico di cannella perché trovo che con i tre componenti stia sempre benissimo a prescindere e l’ho bevuto abbastanza freddo. Generalmente preferisco smoothie, centrifugati e frullati a temperatura ambiente ma questo mi è piaciuto molto di più dopo esser stato tre quarti d’ora circa in frigo.

Continua a leggere

Smoothie Avocado, Cavoletti di Bruxelles, Spinaci e Limone


Frulla l’avocado con il succo di limone. Che sia con il frullatore a immersione o con il mixer poco importa. Centrifuga gli spinaci e i cavoletti o anche il cavolo andrà bene. Dosa tu i sapori che ti piacciono di più in modo da ottenere il centrifugato perfetto per il tuo palato. Aggiungi un po’ di basilico se ti piace e anche un pizzico di sale. Buonissimo!

Continua a leggere

Cavoletti di Bruxelles, Pesto di Pistacchio e Sesamo Nero


Ho fatto sbollentare i cavoletti di Bruxelles in acqua bollente e salata. Ho tostato pochissimo i pistacchi in forno con un po’ di sale e ho preparato il pesto di pistacchio adoperando olio extra vergine d’oliva e pistacchi di Bronte con un pizzico di parmigiano grattugiato. Li ho poi passati in padella con un filo extra vergine d’olio d’oliva e ho aggiunto qualche cucchiaiata di pesto di pistacchio. Spolveratina di sesamo nero (avrei preferito quello bianco ma avevo in casa solo questo) tostato anch’esso e pronto per essere servito.
In foto non mi piaceva moltissimo l’effetto pappone cavoletto-pesto di pistacchio ed è per questo che lo vedete con una presentazione un po’ diversa.

Continua a leggere

Vegan “Coconut Banana Bread”


250 grammi di farina, 3 banane grandi abbastanza mature, 90 grammi di zucchero di canna grezzo, 4 cucchiai di cocco disidratato, 60 ml di latte vegetale (ho adoperato latte di mandorla senza zucchero), un cucchiaio e mezzo di lievito, un pizzico di sale, un pochino di cannella.

Schiaccia (o frulla) le banane. Aggiungi il latte (di riso, soia, vegetale che ti piace di più o semplicemente acqua) e incorpora pian piano la farina setacciata, il lievito e il pizzico di sale,la cannella (ma anche vaniglia) e il cocco. Versa l’impasto in una teglia rettangolare o quadrata (20×20 è perfetta) e spolvera con altro cocco se vuoi. Cuoci a 180 già caldo per almeno 40-45 minuti. Quando  la superficie è bella dorata, ma se vuoi è meglio controllare con lo stecchino, tira fuori. Puoi tagliare come se fossero dei brownies o farne fette. Libero sfogo alla fantasia.

Con del cioccolato fondente sopra sono follemente buoni.

Continua a leggere

Smoothie di Carota, Arancia e Papaya


Ho centrifugato la Carota. Ho Spremuto l’arancia. Ho frullato la papaya. Per gusto personale ho aggiunto qualche goccia di limone. 

 

Oh ma anche io ho preso chili durante le feste eh. Non l’ho detto perché credevo fosse implicito e perché il bollettino peso pubblico mi ha sempre inquietato parecchio. Altrimenti dovrei cambiare la mia biografia ogni tre minuti: Una che ha perso 75 chili, Una che ha perso 70 chili, Una che ha perso 83 chili, Una che ha perso 68 chili. RELAXXXXXXXXXXXXXXX!

Ovunque mi giri, non soltanto sul web, zombie disperati si aggirano boccheggianti. Su Youtube gente che si iscrive in palestra, che compra cofanetti dvd di Jillian, che in libreria cerca l’ultimo libro che fa furore (ne parlavamo con Nicol qualche giorno fa) del Supermetabolismo e su Amazon China Theory è sold out manco fosse la bb cream di Dior col settanta per cento in offerta. CALMA. Inspiriamo espiriamo. Non è mica successo qualcosa di irreparabile da fare tutto questo manicomio? Siamo gonfie, appesantite e tra un bottone e l’altro il cardigan non sta più dritto ma bello aperto e allora? L’attività fisica non è un correre ai ripari ma una filosofia di vita. Si fa ogni giorno, tutti i giorni in modo diverso, più o meno intenso. Non ho mangiato panettoni, ciambelle e creme al mascarpone ma rispetto alla mia dieta ho agito nello stesso identico modo di tutti. Ho mangiato cupcake raw con triliardi di datteri e cheesecake raw con tonnellate di semi di sesamo. Ho abusato di frutta secca come non mai e mi sono concessa qualche hamburger di seitan, nonostante la mia intolleranza lieve al glutine che sto accertando in maniera più approfondita perché continua a darmi moltissimi problemi tra cui crampi, dolori e gonfiori. Per dire insomma che l’allarmismo sintomo supremo di depressione in agguato non occorre. Gennaio è sempre quel mese un po’ deprimente dove ognuno vive il post bagordi come una sconfitta personale. Atteggiamento che non sopporto perché indice di inconsapevolezza. Quest’anno ho volutamente esagerato e me ne sono proprio infischiata. Non sono salita sulla bilancia, segno che il mio masochismo è in netta discesa e attendo di farlo non appena mi renderò conto che quelle lancette non mi feriranno. C’è tempo per recuperare. Niente è perduto. Se iscriversi in palestra, visto il panico del momento, è un inizio per proseguire per tutto il resto dell’anno, ben venga. Se iscriversi e massacrarsi è soltanto per rimediare e poi far finire tutto nel dimenticatoio: fermati e razionalizza.

Il sermone è finito. Andiamo in pace. Ah no. Lo smoothie con carota, papaya e arancia. La papaya è un frutto che mi piace particolarmente e che diverse volte al mese assumo attraverso capsule. La papaya infatti, oltre a essere oggettivamente un gusto buono che accontenta la più variegata gamma di palati (non è l’avocado per intenderci), è balzata ai vertici delle riviste salutistiche e in cima alle ricerche  per l’incredibile varietà di poteri nutritivi. E’ pur vero che vi è un periodo random per tutti. C’è il periodo dell’avocado, del lime, degli spinaci e così via. La fama della papaya non cenna a diminuire, però. In Giappone (ma guarda un po’!) lo sanno da sempre che un cucchiaino al giorno di papaya riesce a liberare l’intestino dai germi che sono nocivi (e in molte popolazioni debilitate mortali). Toccasana per il fegato, la papaya è la panacea per tutti i mali intestinali: infatti la lista è lunghissima, corposa e incoraggiante. Per questo motivo prendo le capsule come dicevo (si trovano facilmente in farmacia o erboristeria e sono chiaramente naturali al cento per cento). Frutto tropicale per eccellenza, è composta principalmente da acqua e ha una buona quota di zuccheri. Contiene molte vitamine e in particolar modo C, A, E e K. L’acido folico la fa da padrone insieme a magnesio, potassio e molto altro. I semi sono edibili e svolgono una funzione di antiinvecchiamento (tutte a tracannare semi, mi raccomando! In realtà sembra che svolgano un’azione contraccettiva, leggevo diverso tempo fa, ma non ho mai approfondito l’argomento).

Ultimamente mangio spesso il gelato di banana alla cannella (attaccata al termosifone); questo perché ho bisogno di restare più leggera e non incamerare due chili di datteri al giorno e cercare di sopperire in qualche modo a questo gonfiore, che sarò onesta non mi preoccupa affatto. Basterà ritornare a regime. Metto pezzotti di banana in freezer (e tantissimi altri frutti) e poi frullo con abbondante cannella. Vien fuori un “gelato” cremoso buonissimo. Allo stesso modo aggiungo mirtilli, frutta di bosco e molto altro. Un altro “gelato” che mi piace moltissimo, sempre con la stessa tecnica, è ananas e zenzero. Ticchetto riguardo a questo perché pensavo di far la furbata di preparare un gelato con la papaya. Risultato? Disastroso. Al contrario delle mie rosee aspettative la papaya ghiacciata e poi frullata,insieme ad altri frutti o semplicemente con latte di mandorla non zuccherato a mo’ di frappè, non mi piace affatto. Cambia totalmente gusto e la dolcezza e morbidezza che ci si aspetterebbero rimangono una chimera.

Senza titolo-1

Al contrario della versione “gelato”, la papaya frullata, soprattutto nel mio caso specifico con carota centrifugata e arancia fresca spremuta sul momento, trovo che sia la quintessenza della bontà. Sono sempre quella fissata con gli spinaci e l’avocado, confesso, ma anche questa versione mi piace moltissimo. Per rendere il tutto più acidulo basta un po’ di succo di lime (incredibile!) mentre per chi ha proprio voglia di un “dolcetto” senza colpe può arricchire con succo d’agave e infilare in freezer un’oretta giusto per fare ghiacciare e non di più. Che la carota con l’arancia fosse incredibilmente buona lo sostengo ormai da tempo immemore ma che l’abbinamento arancione (sì, sono un po’ fissata con i colori da abbinare anche in cucina) desse questo risultato beh, una scoperta pazzesca. Voglio farne a proposito di questo una versione in insalata: papaya, arancia e carote con un dressing leggero di yogurt vegetale. Staremo a vedere.


carota

 

 

 

 

 

Altre Ricette con la Carota?