Fagioli Lima cotti con l’alga Konbu e serviti con Olio extra vergine d’oliva al limone


Ho fatto un ammollo di sedici ore e una cottura di un’ora e mezza. Per un’oretta circa ho lasciato l’alga konbu, poi eliminata, e ho servito con un ottimo extra vergine aromatizzando al limone con poco succo e scorza grattugiata. A me l’abbinamento limone-legume pare sempre vincente.

Provato mai ceci e limone? (anche il miele sarebbe perfetto nel caso. Mistura con limone, sì)

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Un filo d’olio di Simonetta Agnello Hornby e il Pesce D’Uovo #storiedicucina


Il Pesce d’uovo si fa con uova, pan grattato (a muddica), pecorino grattugiato o parmigiano, sale e se vuoi un po’ di prezzemolo fresco tritato

La settimana scorsa ho avuto il grande piacere di introdurre in anteprima l’uscita della Collana Storie di Cucina con il Corriere della Sera (ieri su La Cucina del Corriere sono stati pubblicati anche il mio titolo preferito e quello che “consiglio” di leggere fuori dalla collana. Se ti fa piacere trovi tutto qui). Per l’occasione ho preparato il, e non un, piatto più speciale della mia casa che odora di ricordi e sa di amore, passato e futuro: la Norma; nella forma forse un po’ più civettuola, ovvero quella dell’involtino perché a dir la verità la Norma è un bel piatto di spaghetti che sporca i bordi del piatto. Le melanzane stanno a fetta intera sopra e poi la nevicata di Ricotta salata. Si tagliano col coltello quelle melanzane. Cosa che non si fa per galateo ma proprio per questo un gesto che significa ancor più intimità. L’ho dedicata a mio papà essendo il suo indiscutibile piatto preferito (amava molto pure la pizza alla Norma) e qualora ti facesse piacere leggerla, vederla perché ci sono anche frammenti di una videoricetta e assaporare un po’ del ricordo la trovi qui.

La seconda uscita, come avevo già preannunciato, è Un filo d’olio di Simonetta Agnello Hornby; l’ho ricevuto sempre grazie al Corriere della Sera in anteprima e ne sono molto lusingata. Come ho già avuto occasione di dire è una collana ricca di vite ed emozioni, scelta e selezionata accuratamente, con copertine dall’appeal davvero bellissimo. Trame di porcellana, di quelle che hai in eredità o che guardi da bambina sognante mentre nonna prende il tè. Anche, e soprattutto, quelle di servizi sbreccati. Grazie alla mie nonne e alla zia Immacolata anche io, nel mio piccolo, possiedo molti di questi contenitori intrisi di vita.

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Cavoletti di Bruxelles, Pesto di Pistacchio e Sesamo Nero


Ho fatto sbollentare i cavoletti di Bruxelles in acqua bollente e salata. Ho tostato pochissimo i pistacchi in forno con un po’ di sale e ho preparato il pesto di pistacchio adoperando olio extra vergine d’oliva e pistacchi di Bronte con un pizzico di parmigiano grattugiato. Li ho poi passati in padella con un filo extra vergine d’olio d’oliva e ho aggiunto qualche cucchiaiata di pesto di pistacchio. Spolveratina di sesamo nero (avrei preferito quello bianco ma avevo in casa solo questo) tostato anch’esso e pronto per essere servito.
In foto non mi piaceva moltissimo l’effetto pappone cavoletto-pesto di pistacchio ed è per questo che lo vedete con una presentazione un po’ diversa.

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Smoothie di Carota, Arancia e Papaya


Ho centrifugato la Carota. Ho Spremuto l’arancia. Ho frullato la papaya. Per gusto personale ho aggiunto qualche goccia di limone. 

 

Oh ma anche io ho preso chili durante le feste eh. Non l’ho detto perché credevo fosse implicito e perché il bollettino peso pubblico mi ha sempre inquietato parecchio. Altrimenti dovrei cambiare la mia biografia ogni tre minuti: Una che ha perso 75 chili, Una che ha perso 70 chili, Una che ha perso 83 chili, Una che ha perso 68 chili. RELAXXXXXXXXXXXXXXX!

Ovunque mi giri, non soltanto sul web, zombie disperati si aggirano boccheggianti. Su Youtube gente che si iscrive in palestra, che compra cofanetti dvd di Jillian, che in libreria cerca l’ultimo libro che fa furore (ne parlavamo con Nicol qualche giorno fa) del Supermetabolismo e su Amazon China Theory è sold out manco fosse la bb cream di Dior col settanta per cento in offerta. CALMA. Inspiriamo espiriamo. Non è mica successo qualcosa di irreparabile da fare tutto questo manicomio? Siamo gonfie, appesantite e tra un bottone e l’altro il cardigan non sta più dritto ma bello aperto e allora? L’attività fisica non è un correre ai ripari ma una filosofia di vita. Si fa ogni giorno, tutti i giorni in modo diverso, più o meno intenso. Non ho mangiato panettoni, ciambelle e creme al mascarpone ma rispetto alla mia dieta ho agito nello stesso identico modo di tutti. Ho mangiato cupcake raw con triliardi di datteri e cheesecake raw con tonnellate di semi di sesamo. Ho abusato di frutta secca come non mai e mi sono concessa qualche hamburger di seitan, nonostante la mia intolleranza lieve al glutine che sto accertando in maniera più approfondita perché continua a darmi moltissimi problemi tra cui crampi, dolori e gonfiori. Per dire insomma che l’allarmismo sintomo supremo di depressione in agguato non occorre. Gennaio è sempre quel mese un po’ deprimente dove ognuno vive il post bagordi come una sconfitta personale. Atteggiamento che non sopporto perché indice di inconsapevolezza. Quest’anno ho volutamente esagerato e me ne sono proprio infischiata. Non sono salita sulla bilancia, segno che il mio masochismo è in netta discesa e attendo di farlo non appena mi renderò conto che quelle lancette non mi feriranno. C’è tempo per recuperare. Niente è perduto. Se iscriversi in palestra, visto il panico del momento, è un inizio per proseguire per tutto il resto dell’anno, ben venga. Se iscriversi e massacrarsi è soltanto per rimediare e poi far finire tutto nel dimenticatoio: fermati e razionalizza.

Il sermone è finito. Andiamo in pace. Ah no. Lo smoothie con carota, papaya e arancia. La papaya è un frutto che mi piace particolarmente e che diverse volte al mese assumo attraverso capsule. La papaya infatti, oltre a essere oggettivamente un gusto buono che accontenta la più variegata gamma di palati (non è l’avocado per intenderci), è balzata ai vertici delle riviste salutistiche e in cima alle ricerche  per l’incredibile varietà di poteri nutritivi. E’ pur vero che vi è un periodo random per tutti. C’è il periodo dell’avocado, del lime, degli spinaci e così via. La fama della papaya non cenna a diminuire, però. In Giappone (ma guarda un po’!) lo sanno da sempre che un cucchiaino al giorno di papaya riesce a liberare l’intestino dai germi che sono nocivi (e in molte popolazioni debilitate mortali). Toccasana per il fegato, la papaya è la panacea per tutti i mali intestinali: infatti la lista è lunghissima, corposa e incoraggiante. Per questo motivo prendo le capsule come dicevo (si trovano facilmente in farmacia o erboristeria e sono chiaramente naturali al cento per cento). Frutto tropicale per eccellenza, è composta principalmente da acqua e ha una buona quota di zuccheri. Contiene molte vitamine e in particolar modo C, A, E e K. L’acido folico la fa da padrone insieme a magnesio, potassio e molto altro. I semi sono edibili e svolgono una funzione di antiinvecchiamento (tutte a tracannare semi, mi raccomando! In realtà sembra che svolgano un’azione contraccettiva, leggevo diverso tempo fa, ma non ho mai approfondito l’argomento).

Ultimamente mangio spesso il gelato di banana alla cannella (attaccata al termosifone); questo perché ho bisogno di restare più leggera e non incamerare due chili di datteri al giorno e cercare di sopperire in qualche modo a questo gonfiore, che sarò onesta non mi preoccupa affatto. Basterà ritornare a regime. Metto pezzotti di banana in freezer (e tantissimi altri frutti) e poi frullo con abbondante cannella. Vien fuori un “gelato” cremoso buonissimo. Allo stesso modo aggiungo mirtilli, frutta di bosco e molto altro. Un altro “gelato” che mi piace moltissimo, sempre con la stessa tecnica, è ananas e zenzero. Ticchetto riguardo a questo perché pensavo di far la furbata di preparare un gelato con la papaya. Risultato? Disastroso. Al contrario delle mie rosee aspettative la papaya ghiacciata e poi frullata,insieme ad altri frutti o semplicemente con latte di mandorla non zuccherato a mo’ di frappè, non mi piace affatto. Cambia totalmente gusto e la dolcezza e morbidezza che ci si aspetterebbero rimangono una chimera.

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Al contrario della versione “gelato”, la papaya frullata, soprattutto nel mio caso specifico con carota centrifugata e arancia fresca spremuta sul momento, trovo che sia la quintessenza della bontà. Sono sempre quella fissata con gli spinaci e l’avocado, confesso, ma anche questa versione mi piace moltissimo. Per rendere il tutto più acidulo basta un po’ di succo di lime (incredibile!) mentre per chi ha proprio voglia di un “dolcetto” senza colpe può arricchire con succo d’agave e infilare in freezer un’oretta giusto per fare ghiacciare e non di più. Che la carota con l’arancia fosse incredibilmente buona lo sostengo ormai da tempo immemore ma che l’abbinamento arancione (sì, sono un po’ fissata con i colori da abbinare anche in cucina) desse questo risultato beh, una scoperta pazzesca. Voglio farne a proposito di questo una versione in insalata: papaya, arancia e carote con un dressing leggero di yogurt vegetale. Staremo a vedere.


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Altre Ricette con la Carota?

Centrifugato di Asparagi, Avocado, Spinaci e Basilico


L’avocado l’ho passato con il frullatore a immersione insieme al basilico, ma va bene un frullatore qualsiasi, riducendolo in crema. Ho centrifugato gli spinaci e gli asparagi ben lavati. Ho aggiunto cucchiaiate di avocado al centrifugato dosando a seconda dei miei gusti e ho messo anche una generosa spruzzatina di limone e sale. Al mattino con un Centrifugato/Smoothiefrullatocomelovogliamochiamare del genere si va che è una bomba! Sazia e ti fa arrivare a metà mattina, per chi ha l’abitudine di mangiare a metà mattina, o al pranzo sicuramente meno affamati (unendo qualche altra frutta o barrette/gallette/biscottini come d’abitudine). 

Il mio facciotto sorridente è uscito su Elle a Tavola a fine Novembre per il numero di Natale, ergo non è difficile intuire che queste foto risalgono a davvero un bel po’ di tempo fa. Colgo l’occasione per blaterare giusto un pochetto riguardo questo Centrifugato che mi è piaciuto moltissimo proprio per la punta amara dell’asparago e per sproloquiare anche sul nuovo Template. In realtà c’è già da diversi mesi e mi rende felice, a dir poco, sapere che questa versione touch friendly è più facilmente raggiungibile rispetto a quello che mi ero proprio fissata di non voler cambiare per nulla al mondo. Risulta molto più semplice catalogare, organizzare e sistemare anche dal mio punto di vista. Non avendo mai adoperato Tag e Categorie perché tendevo sempre a riassumere e raggruppare con l’infallibile “metodo all’antica”, ovvero “quando te ne ricordi con i link come si faceva su Splinder nell’era paleozoica del web 2003-2004 per capirci”, mi si sono aperti nuove speranze e orizzonti. Solo che essendoci qui qualcosa come 2.600 post (solo dal 2010 eh) si intuisce facilmente che un’operazione semplice non è. Non ho mai voluto che qualcuno ci mettesse le mani perché sono testarda, presuntuosa e arrogante ma soprattutto perché il Blog, in qualsiasi parte e costruzione, è sempre stato parte di me. E’ cresciuto con me e mai questa politica e filosofia potranno cambiare.

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La Rubrica “Aggeggini in Cucina” : La Spiralatrice


Nasce la Rubrica “Aggeggini in Cucina”; considerando che prima del Carnevale qui sarà una tempesta di verdure, essiccazione, crudismo, vegan estremo e Veg Life a tutto tondo (nel senso che mangeremo così tante verdure che gonfieremo come mongolfiere) mi pareva proprio il caso si inaugurare il tutto con la Spiralatrice. E’ la volta della Lurch Spirali. Da brava psicopatica ne ho prese due ( di diversa marca)  e ne sta arrivando un’altra. Mi immolo ad Aggeggina Guru: colei che provava e recensiva senza collaborazioni frizzi e lazzi indirizzando all’acquisto di inutilità. Ho trovato un altro lavoro ma per questo sono davvero portata.

Colpo di scena? Ho visto che la spiralatrice nella Tomboldodici era molto ambita e desiderata. E allora sai che faccio? La metto in palio anche oggi solo in questo post però. Il commento numero 666 vincerà una spiralatrice, ecco l’ho detto. La Lurch Spirali che mostro nel video per l’esattezza.

Per quanto riguarda l’estrazione delle Tombole che mancano tenterò di provvedere in giornata. Scusatemi ma sapete già: sono sola con il mio neurone collassato che mangia spaghetti di zucchine. E’ un mistero che riusciamo ancora ad essere vigili (sifaperdire).